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L'abilitazione scientifica nazionale fra TAR e attendismo – Manuela Ghizzoni 31.10.14

Giovedì ho avuto risposta all’interrogazione presentata al Ministero in merito ai ricorsi avanzati al TAR da moltissimi candidati dell’abilitazione scientifica nazionale. La risposta, come si può leggere, è ponderata ma non soddisfa. Il Ministero ha deciso di attendere i pronunciamenti definitivi del giudice amministrativo, ed eventualmente quelli di annullamento, invece di definire una chiara “via d’uscita” alle tante criticità della prima tornata dell’abilitazione scientifica nazionale. Da parte del Governo ci si aspettava, oltre che un’azione di autotutela, una volontà politica, che non c’è stata, per intraprendere la strada indicata dalla Commissione Istruzione già nella primavera scorsa. Si sarebbe potuto così alleggerire nei tempi e nei numeri il lavoro dei TAR (le sentenze arriveranno nell’autunno 2015), si sarebbero evitati probabili costi per il Ministero e si sarebbe chiarita più  velocemente la sorte di tanti aspiranti abilitati.
Ho apprezzato, invece, che nella risposta si riconosca positivamente il lavoro svolto dal Parlamento per introdurre modifiche alle procedure dell’abilitazione a partire dalla prossima tornata.

 

5-03549 Ghizzoni: Sui lavori delle commissioni per l’abilitazione scientifica nazionale dei professori universitari.

TESTO DELLA RISPOSTA

Con riferimento al contenzioso che si è formato in materia di abilitazione scientifica nazionale e in particolare alle ordinanze cautelari emesse dal TAR, l’interrogante chiede di conoscere quali provvedimenti il MIUR intenda assumere in autotutela qualora intervenissero sentenze di merito che riconoscano o l’illegittima composizione della commissione esaminatrice (1), o la carenza del giudizio espresso dalle stesse (2), e inoltre se si prevede l’attivazione nei casi specifici della procedura del riesame dei curricula dei candidati non abilitati, come indicato nella risoluzione n. 8-00064 approvata da questa Commissione parlamentare nella seduta del 18 giugno 2014 e tenendo conto delle ordinanze pronunciate.
(1) – (2) Si rappresenta preliminarmente che ad oggi il Giudice amministrativo non ha adottato alcuna sentenza di merito riguardante l’illegittimità della composizione della Commissione esaminatrice. Si ritiene doveroso, quindi, attendere un pronunciamento definitivo del giudice amministrativo al fine di poter agire in autotutela anche eventualmente ottemperando alle decisioni che il TAR riterrà di adottare.
Analogamente, anche nell’ipotesi in cui il TAR si pronunci riconoscendo l’illegittimità del giudizio di diniego di abilitazione reso nei confronti di un singolo candidato per difetto di motivazione, appare doveroso attendere l’eventuale pronuncia di annullamento per poi adottare i provvedimenti del caso.
A tal proposito, si evidenzia che, nei casi in cui il TAR ha avuto già occasione di pronunciarsi con sentenza annullando il giudizio negativo delle Commissioni reso nei confronti di un singolo ricorrente, la pronuncia ha generalmente imposto una rivalutazione del candidato da parte di una commissione in diversa composizione.
È evidente dunque che, come accade nella normale dinamica processuale, l’Amministrazione si riserva, caso per caso, di valutare l’opportunità di impugnare i provvedimenti giurisdizionali non favorevoli.
Per quanto attiene al possibile pregiudizio che i ricorrenti non abilitati potrebbero subire dall’intervenuto svolgimento delle procedure concorsuali presso le Università, nelle more dell’ottenimento di una soluzione della controversia instaurata ipoteticamente loro favorevole, si rappresenta che questi, qualora destinatari di provvedimenti di sospensione del giudizio negativo reso nei loro confronti, possono chiedere l’ammissione alla procedura con riserva, come peraltro risulta già avvenuto in alcune occasioni.
(3) Per quanto riguarda l’eventuale riesame della posizione di singoli candidati non abilitati in pendenza di giudizio, si ritiene opportuno sottolineare che le ordinanze cautelari favorevoli ai ricorrenti già indicano quale sia la forma di tutela ritenuta più adeguata alla singola fattispecie. Più in generale, il Consiglio di Stato, con orientamento costante, ha escluso, fino alla conclusione nel merito del singolo giudizio instaurato, di poter procedere ad un riesame in via cautelare del candidato ricorrente.
In proposito, si segnala che, comunque, diverse Commissioni (per la precisione 69 su 184) hanno attivato procedure di autotutela Pag. 97in relazione ai lavori della tornata 2012. Si tratta di un’attività che fisiologicamente si sta progressivamente esaurendo.
Non può non rilevarsi che, proprio nella consapevolezza della sussistenza di alcune problematiche applicative della procedura innovativa e complessa quale è quella dell’Abilitazione scientifica nazionale, il legislatore ha provveduto a riformare alcuni aspetti del procedimento. Con l’articolo 14 del decreto-legge n. 90 del 2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 114 del 2014 sono state approvate variazioni rilevanti alla procedura, con particolare riferimento alla formazione delle commissioni, alla possibilità per i candidati non abilitati di ripresentare domanda dopo soli 12 mesi, anziché dopo due anni e all’introduzione di un sistema di candidatura «a sportello» in linea con i contenuti della risoluzione n. 8-00064.

 

2 Commenti

  1. marco dice

    Gentile onorevole;

    adesso il ministero non ha più motivo di nascondersi perchè la commissione in diritto privato è stata dichiarat illegittima. Le riporto la sentenza del 29 ottobre 2014:

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
    (Sezione Terza)
    ha pronunciato la presente
    SENTENZA
    sul ricorso numero di registro generale 681 del 2014, proposto da: Renato Marini, rappresentato e difeso dagli avv.ti Mario Sanino e Francesco Saverio Marini, con domicilio eletto presso Francesco Saverio Marini in Roma, via dei Monti Parioli, 48;
    contro
    Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ANVUR – Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, Commissione di valutazione, rappresentati e difesi secondo legge dall’Avvocatura dello Stato, con domicilio eletto in Roma, via dei Portoghesi, 12;
    nei confronti di
    Barbara Toti;
    per l’annullamento,
    previa sospensione dell’efficacia,
    del giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di I fascia, settore concorsuale 12/A1 “diritto privato”, tornata 2012.

    Visti il ricorso e i relativi allegati;
    Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, dell’ANVUR – Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca e della Commissione di valutazione;
    Viste le memorie difensive;
    Visti tutti gli atti della causa;
    Relatore nell’udienza pubblica del giorno 2 luglio 2014 il dott. Silvio Lomazzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
    Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

    FATTO e DIRITTO
    Il Sig. Renato Marini, Professore associato di diritto privato presso l’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” impugnava il giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore di I fascia, settore concorsuale 12/A1 “diritto privato”, tornata 2012, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti, deducendo la violazione dell’art.1, comma 394 della Legge n.228 del 2012, dell’art.16, comma 3h della Legge n.240 del 2010, degli artt.2-7 del D.P.R. n.222 del 2011, degli artt.1, 3 del D.M. n.76 del 2012, l’incompetenza nonché l’eccesso di potere in tutte le figure sintomatiche.
    Il ricorrente, premesso che trattavasi di fase abilitativa cui sarebbe seguita quella concorsuale, ha fatto presente in particolare che la Commissione di valutazione era da intendersi decaduta per aver protratto i lavori oltre i termini normativamente fissati; che il componente OCSE della Commissione, Sig. Josè Miguel Embid, era Professore di diritto mercantile (commerciale) presso l’Università di Valencia, dunque di materia relativa ad altro macrosettore; che il giudizio era stato formulato in modo generico e privo di analiticità; che era mancata la ponderazione di criteri e parametri di valutazione.
    Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’ANVUR e la Commissione si costituivano in giudizio per la reiezione del gravame, illustrandone con successiva memoria l’infondatezza nel merito.
    Con ordinanza n.853 del 2014 il Tribunale respingeva la domanda cautelare presentata dal ricorrente.
    L’ordinanza veniva riformata in sede di appello, ai fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito (cfr. Cons. Stato, VI, ord. n.1411 del 2014).
    Con memoria l’interessato delimitava il petitum al solo annullamento del giudizio di inidoneità.
    Con ulteriori memorie le parti ribadivano i rispettivi assunti.
    Seguivano le repliche del ricorrente.
    Nell’udienza del 2 luglio 2014 la causa veniva discussa e quindi trattenuta in decisione.
    Il ricorso è fondato e va pertanto accolto, con conseguente annullamento dell’atto impugnato.
    Invero è necessario evidenziare al riguardo che, in base all’art.16, comma 3f,h della Legge n.240 del 2010 ed all’art.6, commi 2, 7 del D.P.R. n.222 del 2011, è prescritta la corrispondenza tra il settore concorsuale per il quale si chiede l’abilitazione e quello relativo ai Commissari; che il settore concorsuale in argomento è il 12/A1 “diritto privato”; che tuttavia il componente OCSE della Commissione di valutazione, Sig. Josè Miguel Embid, risulta Professore di diritto mercantile (commerciale) presso l’Università di Valencia; che dunque, rientrando il diritto commerciale nel macrosettore 12/B “diritto commerciale, della navigazione e del lavoro”, settore concorsuale 12/B1 “diritto commerciale e della navigazione”, il membro OCSE insegna una materia non solo estranea al settore concorsuale in esame 12/A1 “diritto privato”, ma anche al macrosettore 12/A “diritto privato” (cfr. D.M. n.336 del 2011); che quindi risultano violate le predette norme di cui all’art.16, comma 3f,h della Legge n.240 del 2010 ed all’art.6, commi 2, 7 del D.P.R. n.222 del 2011; che pertanto il Prof. Embid non poteva far parte della suddetta Commissione; che in conclusione, trattandosi di collegio perfetto, col necessario apporto dunque di tutti i componenti, ovvero di un quorum strutturale pari ai componenti predetti, il giudizio emesso risulta viziato.
    L’Amministrazione dovrà quindi procedere ad un riesame del suddetto giudizio, ad opera di una differente Commissione, entro il termine di 60 (sessanta) giorni dalla notifica o comunicazione della presente sentenza.
    Restano assorbite per difetto di rilevanza le rimanenti censure.
    In considerazione della novità della questione affrontata sussistono nondimeno giusti motivi per compensare le spese di giudizio tra le parti.
    P.Q.M.
    Definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso n.681/2014 indicato in epigrafe e per l’effetto annulla l’atto impugnato.
    Compensa le spese di giudizio tra le parti.
    Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
    Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 18 luglio 2014 con l’intervento dei magistrati:
    Franco Bianchi, Presidente
    Vincenzo Blanda, Consigliere
    Silvio Lomazzi, Consigliere, Estensore

    L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

    DEPOSITATA IN SEGRETERIA
    Il 29/10/2014
    IL SEGRETARIO
    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

  2. Anna Carbone dice

    Buongiorno On. Ghizzoni,

    sono ormai mesi che si legge e sente parlare da più parti dei problemi e ricorsi relativi ai risultati dell’ASN (che ha visto nella prima tornata 2012 *candidati abilitati* pur in mancanza dei requisiti minimi per l’abilitazione e *candidati non abilitati* pur in possesso di CV eccellenti (e con i requisiti minimi di superare le mediane) valutati da commissioni sul cui operato non è il caso di commentare perchè si commenta da solo.

    Mi chiedo adesso allora come sia possibile che con la gravità di tali problemi e il conseguente numero di ricorsi, le Università abbiano potuto procedere localmente con le chiamate di candidati abilitati da una procedura che ha mostrato un tale grado di arbitrarietà dovuta a commissioni che l’hanno applicata alterandone la natura fino a renderla illegale.

    E’ di un paio di giorni fa la notizia delle chiamate di pèarenti e mogli all’Università di Bari. Molte altre sedi (non le elnco per brevità) hanno chiamato e stanno chiamando candidati abilitati nella ASN 2012.

    Crede che sia ancora il caso di discutere le pagliuzze nelle procedure ASN, quando invece le chiamate nelle diverse sedi procedono senza sosta ignorando qualunque criterio seppur minimo con buona pace della qualità delle nostre Università e della ricerca scientifica italiana ?

    Ha ancora valore questa abilitazione ASN ? E inoltre se poi tutto viene ignorato e bypassato a livello locale ha senso parlarne nella commissione cultura?

    Ho molte perplessità al riguardo.

    Cordiali saluti e Buon Lavoro

    Anna Carbone
    Politecnico di Torino

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