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Atenei, è l’Italia che ha pochi laureati, non Unimore

laureati

“Il convegno “L’Emilia dei motori, un modello della crescita” tenutosi lunedì a Modena ha sollevato questioni importanti in merito al sistema universitario, a cui ho dedicato buona parte del mio impegno parlamentare di questi anni. Non ho potuto parteciparvi proprio perché ero impegnata in Aula dove era in programma un dibattito sulle politiche universitarie. Dai dati presentati a Modena, risulta che il tessuto imprenditoriale locale necessiti di un numero di ingegneri superiore a quello effettivamente formato dall’ateneo modenese. Io credo che il tema sopravanzi le sole, pur fondamentali, esigenze locali. Non è tanto che Unimore non licenzia un numero sufficiente di ingegneri, il problema, cruciale per il futuro del nostro Paese, è semmai che l’Italia non ha un numero sufficiente di laureati per garantire competitività sul mercato globale della conoscenza e delle opportunità. Intervenendo a Montecitorio ho ricordato che siamo ultimi per numero di laureati fra i paesi aderenti all’Ocse e che nell’ultimo decennio abbiamo perso per strada qualcosa come 70mila matricole (il dato demografico spiega solo in parte il calo). Con una forte disparità, tra l’altro, tra zone del Paese. Le ragioni di una immatricolazione in diminuzione sono tante e concatenate, di certo scontiamo ancora in maniera pesante i tagli alle risorse destinate alle Università decise dai governi di centrodestra. Con l’ultima Legge di stabilità sono stati stanziati 55 milioni di euro aggiuntivi per incrementare il Fondo per il diritto allo studio, ma non è ancora sufficiente. Il Pd presenterà, a breve, una propria mozione per impegnare il Governo ad adottare misure in grado di invertire la tendenza e consentire un maggior acceso all’università, grazie anche a un più efficace diritto allo studio. Ma, anche alla luce degli esiti del convegno modenese, mi permetto di rivolgere un invito a tutti i soggetti interessati affinché abbiano maggior attenzione verso la formazione universitaria, in particolare quando si chiedono risorse. A fronte di una carenza di giovani con una specifica formazione superiore, tutti, imprese comprese, devono impegnarsi affinché al sistema universitario siano garantiti i mezzi e i finanziamenti per poter assolvere il proprio compito istituzionale. Ne trarrebbe vantaggio l’intera comunità”.

photo credit: Gli esami non finiscono mai via photopin (license)

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