Anno: 2011

Napolitano ricorda i 335 martiri e l'Unità. Fosse Ardeatine, gli studenti e la memoria

Il capo dello Stato depone una corona al mausoleo per le vittime dell’eccidio nazista del ’44. Politici e scuole da Roma e province. L’Anfim: “L’Italia che amiamo”. Omaggio alle due vittime riconosciute grazie all’esame del dna. I 335 nomi scorrono in un elenco interminabile. La lettura è stata il momento più toccante della commemorazione dei martiri delle Fosse Ardeatine, avvenuta questa mattina nel memoriale. Anche perché nel giorno del 67° anniversario dell’eccidio nazista del 1944 due delle 12 vittime ignote che allora furono fucilate hanno avuto un nome. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, deponendo una corona di alloro al mausoleo, ha ricordato l’orrore: “questa vicenda delle fosse Ardeatine è forse la più emblematica della ferocia che assunse la presenza nazista in Italia”. Alla cerimonia hanno partecipato il vicepresidente della Camera Rosy Bindi, il presidente della Regione Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il parlamentare del Pd Walter Veltroni, il Generale di Corpo d’armata Mario Marioli, comandante militare della Capitale, e, in rappresentanza della Provincia, Giuseppina …

Libia, il PD al Senato non ha votato la risoluzione della maggioranza

Il Partito democratico non ha votato in Senato la risoluzione sulla Libia che copriva le divisioni del centrodestra. Dichiarazione di voto di Anna Finocchiaro, capogruppo PD in Senato Sebbene il testo abbia incluso quello presentato dal PD i senatori sono usciti dall’Aula confermando la decisione presa al termine della riunione del Coordinamento del PD , annunciata dal segretario Pier Luigi Bersani: “Non siamo interessati ad argomentazioni e correzioni di documenti che servano a coprire le miserie di una maggioranza e di un governo non sono in grado di esprimere una posizione univoca e hanno mostrato al mondo di essere in stato confusionale”. Prima il Senato ha approvato la risoluzione del PD sulla missione in Libia, con la maggioranza che non ha partecipato alle votazioni. La risoluzione ha ha ottenuto 127 voti favorevoli, cinque astenuti e nessun voto contrario. Pdl e e Lega non hanno preso parte al voto. Il documento ripropone il testo approvato in modo bipartisan (con l’assenza di Lega e Idv) venerdì scorso dalle commissioni Esteri di Camera e Senato: Il Senato della …

"La cultura inquina", di Massimo Gramellini

Mi inchino ammirato alla perfidia del governo, che finanzia i teatri lirici aumentando il prezzo della benzina. Gli intellettuali ostili non hanno sempre detto che la cultura è il nostro petrolio? E allora si tassi il petrolio degli altri per poter continuare ad attingere a quello metaforico, prodotto dalle viscere della storia patria. «Un piccolo sacrificio che tutti gli italiani saranno lieti di fare», ha suonato il flauto Gianni Letta. Ma basta una passeggiata sul web per accorgersi che gli italiani non sono lieti per niente. Sono esterrefatti, me compreso, per la faccia tosta della politica, che chiede sempre «sacrifici» e mai ne fa. Che mette le mani nelle tasche degli italiani, ma si guarda bene dallo svuotare le proprie. I 236 milioni destinati a cultura e spettacolo (una miseria per un Paese che a cultura e spettacolo affida quel poco che resta della sua immagine nel mondo) era davvero indispensabile spillarli ai nostri carburatori? L’accorpamento dei referendum alle elezioni amministrative di maggio avrebbe permesso, da solo, di recuperare ampiamente il maltolto. Aggiungerei al conto …

"La cultura batte il governo", di Luca Del Fra

È la più poderosa disfatta del governo Berlusconi in tre anni: sulla cultura tutte le richieste urgenti fatte da movimenti, sindacati, associazioni di categoria sono state accettate. Il reintegro a livello già basso dell’anno scorso degli investimenti alle attività culturali; la soppressione della tassa di un euro sui biglietti del cinema per finanziare il tax credit e shelter; le dimissioni di Sandro Bondi, che lascia con la palma di peggior ministro della storia repubblicana, già sostituito da Giancarlo Galan – vedremo se sarà un miglioramento. Si aggiunga un nuovo regolamento per Pompei, 80 milioni di euro per i lavori di restauro e conservazione nei beni culturali, 7 milioni per gli istituti di cultura, lo sblocco delle assunzioni dei tecnici al Mibac: nel complesso erano gli obbiettivi minimi che si era posto il dipartimento cultura del Pd, che con le sue campagne ha colto nel segno. A mani vuote resta Federculture, per l’abrogazione della legge 122 non ottiene ancora nulla. Per presentare in conferenza stampa tutto ciò come una vittoria del Governo serviva lo squisito gesuitismo …

Gambro, Pd “parzialmente soddisfatto” della risposta del governo

La replica dei parlamentari modenesi all’intervento in Aula del sottosegretario Ravetto: “Verificheremo la reale volontà dell’azienda che già in passato ha disatteso gli accordi”. I quattro deputati modenesi del Pd si dichiarano “parzialmente soddisfatti” della risposta data questa mattina in aula dal sottosegretario Ravetto alla loro interrogazione sulla Gambro di Medolla. Dopo aver ripercorso la vicenda dell’azienda, che ha manifestato l’intenzione di trasferire parte della produzione in altri Paesi, il sottosegretario Ravetto ha annunciato che nei prossimi giorni il piano industriale della Gambro verrà presentato alle organizzazioni sindacali. Successivamente verrà riconvocato il tavolo al ministero dello Sviluppo economico. Gli on. Ghizzoni, Miglioli, Levi e Santagata, nella loro replica, valutano positivamente l’avvio di un confronto nazionale e la disponibilità della Gambro a presentare un piano industriale che però – sottolineano i parlamentari modenesi – è solo “un primo passo, parziale e interlocutorio, verso una soluzione che assicuri il rilancio dell’azienda e il mantenimento degli attuali livelli d’occupazione. Tenuto conto che non si tratta di un’azienda in crisi e la scelta di delocalizzare sembra orientata unicamente ad …

"Esami spostati, lauree in forse, più tasse. L'effetto-Gelmini è il caos negli atenei", di Manuel Massimo

Non solo il blocco per l’organizzazione di didattica e ricerca. La riforma sta producendo disagi e ostacoli enormi per gli studenti che vedono cambiare all’improvviso i loro percorsi di studio. O, soprattutto, si trovano in assenza di certezze. Segnalate casi e disfunzioni. Allarmi e proteste ormai non si contano: le funzioni della ricerca (tutte), la chiamate di progettisti, associati e docenti sono bloccate. La legge – e si sapeva – ha bisogno di molteplici decreti che il governo dimentica. La Legge Gelmini, varata con l’intento di “mettere ordine” negli atenei, sta producendo situazioni caotiche fin dalla sua entrata in vigore, ormai due mesi fa. Sono gli effetti macroscopici che abbiamo raccontato nella prima puntata di questa inchiesta. Ma non si tratta di fisiologici “effetti collaterali”: l’Effetto-Gelmini sta colpendo i gangli del sistema universitario omettendo di dare risposte certe, coperture di spesa e soluzioni pratiche per i mille problemi con cui devono confrontarsi ogni giorno studenti, docenti e tutte le altre figure che animano il variegato microcosmo universitario. Le disfunzioni riguardano molteplici aspetti della vita tra …

"Perché l'Italia non cresce", di Fabrizio Galimberti

«Giudica un uomo dalle sue domande piuttosto che dalle sue risposte», disse Voltaire. E oggi non c’è domanda più importante di questa: perché l’Italia non cresce? Perché quando le cose vanno male da noi vanno peggio e quando vanno bene da noi vanno meno bene? Perché negli ultimi quarant’anni siamo cresciuti meno delle altre aree del mondo, sia quelle lontane che quelle vicine? Perché questo divario di crescita si è ancora allargato negli ultimi anni? Non c’è domanda più importante, si è detto. Ed è una domanda che dobbiamo porci, insistentemente e ossessivamente, anche se non avessimo le risposte. Perché è la domanda giusta da fare, perché la crescita è una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per risolvere i problemi: con la crescita possiamo affrontarli, senza crescita tutto si aggrava. Di fronte a questa domanda sono possibili diverse risposte. Sbarazziamo dapprima il campo dalle risposte sbagliate: alcuni mettono la testa nella sabbia, o dicendo che le cifre non sono vere, o rifugiandosi in uno sterile “moralismo economico”: noi siamo formiche e gli altri crescono …