«Donne in una società bloccata. Dobbiamo ripartire dal via?», di Daniela Monti
Ballestra: va reclamata la parità. Bossi Fedrigotti: bisogna educare i figli maschi. C’è una vignetta di Pat Carra, due amiche, una di fronte all’altra. La prima dice: «Da grande farò la escort». L’altra risponde: «A me la politica non interessa». La battuta è divertente ed è un concentrato di cose: c’è la cronaca di questi giorni, l’ironia sotto la quale nascondere l’amarezza, c’è il mettersi una di fronte all’altra e da lì partire per provare a ragionarci su quello che sta accadendo. Su chi siamo noi donne italiane, cosa vogliamo, domanda per nulla scontata perché oggi sembra complicato persino comprendere chi si desidera essere e diventare. Come nella vignetta di Pat Carra, abbiamo messo due donne una di fronte all’altra, diverse per generazione, per esperienze, per sentire. Abbiamo fatto ad entrambe le stesse domande consapevoli che non c’è, è ovvio, un solo tipo di donna, ma che la femminilità si declina in mille modi diversi. Silvia Ballestra, 41 anni. Isabella Bossi Fedrigotti, venti di più. Entrambe scrittrici. «Molte fra noi si chiedono: ma allora siamo …
