Anno: 2011

Il ritorno sui banchi di Aziz e Violeta "Faccio il test e poi vado in cantiere", di Maurizio Crosetti

Al via l´esame d´italiano per ottenere il permesso di soggiorno. L´esordio a Firenze e Asti: sei esercizi di ascolto, lettura e scrittura: “Ma erano tutti facili”. Adesso, il ghiaccio che hanno nel cuore lo devono scrivere: e non è mica facile mettere l´acca al posto giusto. Ghiaccio, mamma, giglio, matita e matite. Io sono tu sei egli è. Parole tutte mescolate, sul foglio bianco e nella testa, parole che nella bocca sembrano incastrate bene, però con l´inchiostro è un problema ed è facile sbagliare. Ma senza parole esatte, niente permesso di soggiorno. Se non sai scrivere Italia, non puoi viverci dentro. Si comincia con la nebbia dietro la finestra, e sono in dieci a guardarla: Klodjan, Hasman, Adil, Violeta, Flutura e Naim che sono marito e moglie, Arben e Aziz, Salman e Happy che è nigeriana e a occhio, sì, assomiglia al nome che porta: «Sono contenta di essere qui, è la legge. Se una cosa si deve fare, la facciamo». La scuola non è una scuola ma l´ex ufficio tecnico comunale, ora si chiama …

"Dal Palazzo in crisi esce la referendite", di Michele Ainis

Quest’anno la Pasqua di Resurrezione è caduta in forte anticipo, subito dopo la Befana. Ma a risorgere non è un uomo, bensì un istituto di democrazia diretta: il referendum. Ricordate? Ne avevamo celebrato i funerali, quando la consultazione sul porcellum promossa da Guzzetta e Segni toccò il picco negativo d’affluenza al voto: 23 per ento. Succedeva nel giugno 2009, e a quel punto nessuno avrebbe più scommesso un euro sul futuro dei referendum. Anche perché dal ’97 in poi, sotto l’astro della seconda Repubblica, ne erano via via falliti 24, sempre per la medesima ragione: niente quorum. Eppure proprio un referendum (nel 1946) aveva battezzato la prima Repubblica, e ne aveva poi scandito l’esistenza, recandoci in dono divorzio e aborto negli anni 70, lo stop al nucleare durante gli 80, un nuovo sistema elettorale all’alba dei 90. Insomma un passato glorioso, ma ormai tutto consumato, come una candela. E invece no, talvolta il passato può tornare. Nei giorni scorsi la Consulta ha acceso il verde del semaforo su 4 referendum: quello sul legittimo impedimento promosso …

L’ira di Bersani «Ma il premier si rende conto del danno che sta arrecando al Paese?», di Simone Collini

Prospettive Il segretario ai suoi: «Prepariamoci a tutto». Le telefonate con i leader Fli e Udc. «È indegno di governare l’Italia Salga al Quirinale e si dimetta». Per Veltroni la debolezza del Pd nei sondaggi «è un’anomalia, uno degli elementi che spiega il procrastinarsi dell’agonia di Berlusconi». Latorre: «Auspicabili elezioni anticipate per uscire dall’intollerabile pantano» «È indegno di rappresentare l’Italia. Ma si rende conto del danno che sta arrecando al paese? Se avesse un minimo di senso dello Stato dovrebbe subito salire al Quirinale e rassegnare le dimissioni». Pier Luigi Bersani evita per tutta la giornata di commentare pubblicamente lo stillicidio di citazioni da atti giudiziari che gettano una luce sempre più inquietante sullo scandalo che coinvolge Berlusconi. Ma con i suoi il segretario del Pd è stato chiaro: «Prepariamoci a tutto». Voto compreso. Dell’attuale situazione Bersani ne ha parlato anche in colloqui telefonici con Gianfranco Fini e con Pier Ferdinando Casini. La valutazione che ne è uscita è che se anche gli esponenti di Pdl e Lega dovessero giocare la carta del rinvio al …

"Ma cosa c’entra la privacy?", di Giovanni Cocconi

Attenti ai diversivi. Attenti ai fattoidi. Attenti a non guardare il dito invece della luna. Perché la dama bianca, i debiti di Lele Mora, il complotto dei magistrati sono soltano depistaggi, contraffazioni, le mosse disperate di un uomo disperato. Le intercettazioni rivelate ieri smentiscono definitivamente la favola del “non sapevo, non pensavo”. Silvio Berlusconi sapeva e ha fatto di tutto perché non si sapesse. E ora sta cercando di raccontare un’altra storia, di inventarsi un altro Berlusconi. Che ha «uno stabile rapporto di affetto con una persona». Che non ha mai pagato nessuno. Che ha soccorso economicamente Lele Mora «in un momento di grande difficoltà». Che ha aiutato una minorenne perché ha un cuore grande così. Perfino i giornali amici lo hanno capito, e provano – come si dice – a buttarla in vacca. Il Giornale, per esempio, ieri titolava: «Berlusconi è fidanzato». E il giorno prima il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, scriveva: sì, Berlusconi è un vecchio porco, ma meglio lui di quegli ipocriti degli altri. Non esattamente una linea difensiva a prova …

Marchionne e la Fiat "L´accordo non si tocca darò gli utili agli operai", di Ezio Mauro

Dottor Marchionne, lei ha vinto il referendum, ma mezza fabbrica le ha votato contro. Eppure era in ballo il lavoro, il posto, il destino di Mirafiori. Si aspettava questo risultato?«Io so che il progetto della Fiat è passato, perché ha convinto la maggioranza. Questo è ciò che conta. Per il resto, chi è stato qui con me fino alle tre e mezza di notte, venerdì, sa che non ho mai dato il risultato per scontato. Anzi, le confido una cosa. Quando me ne sono andato a casa per provare a dormire (poi sono stato sveglio fino alle sei e mezza del mattino) ho lasciato sul tavolo due comunicati. Uno se prevaleva il sì. L´altro se vinceva il no». E davvero in caso di sconfitta la Fiat sarebbe andata via da Mirafiori? «Non c´è alcun dubbio. E non certo per una ridicola rivincita. Semplicemente, non avremmo avuto altra scelta». Ma si possono mettere i lucchetti ad una fabbrica per una sconfitta sindacale, e non per una legge di mercato? «Ma lei sa quanta legge di mercato …

"Rappresentanza sindacale,il Pd accelera in Parlamento", di Laura Matteucci

La risposta della Cisl non s’è fatta attendere: «La proposta della Cgil su democrazia e rappresentanza sembra più mirata alla soluzione di un problema interno di organizzazione che a trovare una base proficua per un accordo interconfederale, di cui la Cisl conferma la opportunità ed urgenza». Chiude così la segreteria della confederazione guidata da Raffaele Bonanni dopo la lettera della Cgil inviata ieri a Cisl e Uil, con cui si chiedeva di intervenire sulla proposta di riforma della rappresentanza sindacale approvata al direttivo di sabato. Ma intanto anche la politica tenta l’accelerazione. Il pd sta lavorando in Senato per unificare le sue proposte in materia, quella che ha come primo firmatario Paolo Nerozzi e quella di Pietro Ichino, e già settimana prossima potrebbe presentare il documento definitivo di sintesi. Ricomporre le fratture esplose con la vicenda Fiat e con un accordo Mirafiori che, a bocce ferme, lascia fuori dalla fabbrica la Fiom Cgil, ovvero uno dei sindacati più rappresentativi, diventa urgente. Tanto più che, alla richiesta della Fiom di riaprire la trattativa dopo un referendum …

"Sì alla nuova formazione dei prof", di Alessandra Migliozzi

Via libera, con rilievi, da parte della Corte dei conti. Il consigliere Bruschi: ora i decreti attuativi. Via libera della Corte dei Conti (ma con rilievi) alla nuova formazione iniziale degli insegnanti. Negli scorsi giorni è arrivata la sospirata registrazione del regolamento a cui aveva lavorato il consigliere del ministro Max Bruschi, che era rimasto imbrigliato nelle maglie della magistratura amministrativa a causa di un sospetto di eccesso di delega da parte del ministero. Ora il problema sembra superato. Con il provvedimento che passa, ma non indenne: la Corte ha oscurato alcuni commi del regolamento, che, come si legge nel documento siglato il 7 gennaio dal dirigente Paola Lo Giudice, andranno eliminati. I commi incriminati sono cinque: articolo 8 comma 2, 15 comma 2 e 22, 15 comma 24, 5 comma 2. In queste porzioni del provvedimento c’è il rinvio «esplicito a successivi provvedimenti per l’istituzione di lauree magistrali relative alle classi di abilitazione della scuola secondaria di secondo grado», si legge sul sito dello stesso Max Bruschi secondo cui comunque «la modifica stilistica non …