Anno: 2011

"La strage dei teatri", di Claudio Martini*

I guasti prodotti dai tagli lineari alla spesa pubblica svelano già tutta la loro pesantezza. Gravissima è la situazione della cultura italiana, alla quale il Governo sottrae, tra tagli generali e forte riduzione del Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), le risorse essenziali per vivere. I bilanci di Regioni ed Enti locali stanno evidenziando questo vero e proprio dramma nazionale. Tutti i sostegni pubblici vengono rivisti al ribasso, spesso sotto il livello minimo di sopravvivenza per enti e associazioni culturali.Ma il colpo finale arriverà con le prossime decisioni sui trasferimenti del Fus. Il taglio programmato dal Governo è quasi il 40% di quanto stanziato un anno fa. In questo modo mancherà l’ossigeno per tutti, dalla Scala al Maggio Fiorentino, dalle orchestre regionali ai teatri di base. Un disastro nazionale. Per l’Italia la cultura è risorsa primaria e insostituibile, al pari dell’educazione e della ricerca scientifica. È su questa triade che si fonda la nostra competizione qualitativa sui mercati globali. Che fare, dunque, oltre al sacrosanto dovere di denunciare questo scempio inaudito di risorse e di …

"Le ragioni di Marchionne e le ragioni di tutti", di Ezio Mauro

Due, tre cose sulla Fiat e il Paese prima che si conoscano i risultati del referendum di Mirafiori. Prima, per ragionare fuori dall’orgia ideologica di chi si schiera sempre con il vincitore e di chi pensa che i canoni della modernità e del progresso – oggi – sono sanciti dal rapporto di forza. Il voto e la sfida di Torino non disegneranno un nuovo modello di governance per l’Italia, come sperano coloro che oggi attendono da Marchionne quel che per un quindicennio ha promesso Berlusconi, senza mai mantenere. Soprattutto non daranno il via né simbolicamente né concretamente – purtroppo – ad una fase generale di crescita del Paese. Il significato della partita di Mirafiori è un altro, e va chiamato col suo nome: la ridefinizione, dopo tanti anni, del rapporto tra capitale e lavoro. Un manager che è lui stesso transnazionale, che ha spostato il baricentro della Fiat da Torino a Detroit, ha liberato la famiglia proprietaria dal vincolo centenario con l’automobile ma anche dalla responsabilità verso il Paese, ha deciso un assemblaggio multinazionale dei …

"Alemanno, bel federalista", di Vannino Chiti

Alemanno, bel federalista Alla faccia del federalismo. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ne è un vero campione: discute del rinnovo della sua Giunta con i capigruppo del Pdl e con il presidente del consiglio. Si vanta di avere avuto da quest’ultimo carta bianca. E noi che pensavamo che un sindaco, tanto più della Capitale, non avesse bisogno di chiedere un permesso per la propria giunta al primo ministro. Eravamo abituati a Rutelli e Veltroni, evidentemente “meno federalisti”, perché a loro un simile comportamento non sarebbe mai passato per l’anticamera del cervello. Mi riservo di esprimere un giudizio sul nuovo governo capitolino, se e quando verrà varato, ma insisto sul punto: tutta la vicenda della crisi al comune di Roma è iniziata in un modo che spiega chiaramente quale idea di federalismo abbia la destra della Capitale: una riunione insieme ai capigruppo di camera e senato, Cicchitto e Gasparri, alla quale è seguito lo scioglimento della giunta e un comunicato di Alemanno nel quale si diceva che quella nuova sarebbe stata fatta in «piena collaborazione …

"Ristabilita l'uguaglianza", di Carlo Federico Grosso

La Corte Costituzionale ha deliberato nei tempi previsti. Con uno stringato, ma esauriente, comunicato diffuso ieri pomeriggio, ha reso pubblici i contenuti della sua importante decisione sul legittimo impedimento. Essi mi paiono assolutamente condivisibili. I giudizi potranno essere esaustivi solo quando si potranno leggere le motivazioni della sentenza. Oggi mi sembra importante cercare di capire il significato di ciò che è stato deciso e quali saranno le conseguenze sui processi penali del premier. Vediamo, innanzitutto, di riassumere che cosa stabiliva, esattamente, la legge sul legittimo impedimento. Nel suo art. 1 comma 1 essa elencava i casi «che costituiscono legittimo impedimento per il Presidente del Consiglio a comparire quale imputato nelle udienze penali in ragione del concomitante esercizio di una o più delle sue attribuzioni». Nell’art. 1 comma 3 disponeva a sua volta che il giudice, su richiesta della parte, era obbligato a rinviare il processo ad altra udienza, senza potere procedere ad alcuna valutazione di merito sulla istanza presentata. Nell’art. 1 comma 4 soggiungeva che la presidenza del Consiglio aveva titolo «ad attestare che l’impedimento …

"Classi strapiene e professori decimati la Lombardia scivola sotto la sufficienza", di Franco Vanni

L´allarme trova conferma nelle cifre: ecco i settori in cui gli standard regionali risultano inferiori alla media nazionale. La scuola lombarda è stata spremuta dai tagli fino all´ultima goccia, di più non si può fare, parola del direttore scolastico regionale. Per capire basta una fotografia: quella dei 51 studenti di una prima dell´istituto industriale Giorgi, che nel settembre scorso erano costretti a fare lezione in palestra. La classe ora è stata divisa in due, ma il problema delle aule che scoppiano resta. Perché i tagli si traducono anzitutto in spazio in meno. [IL SOVRAFFOLLAMENTO] Se la media di alunni per classe in Italia è di 21,3, in Lombardia si arriva al 21,7. La ragione è semplice: mentre in dieci regioni italiane il numero di studenti è calato dall´anno scolastico passato, in Lombardia ci sono 12mila studenti in più, una conseguenza dell´alto numero di stranieri. Ed è un aumento enorme, se si pensa che complessivamente gli alunni in Italia sono 14mila in più rispetto all´anno scorso. Il contingente di docenti però non cresce di conseguenza, come …

"Innovare senza ledere i diritti. Anche la Fnsi lancia l’allarme", di G.V.

«Innovare va bene,ma non sulle spalle dei lavoratori». Applausi convinti ieri per Susanna Camusso, segretario generale della Cgil al congresso nazionale della Fnsi, il sindacato nazionale unitario dei giornalisti italiani che si conclude oggi a Bergamo. E soprattutto non formali. Perché il tema della libertà e dei diritti, della lotta alla precarietà e dello sviluppo posti proprio mentre a Mirafiori si sono aperte le urne per il referendum dei lavoratori sulla Fiat, sono stati molto presenti al XXVIcongresso dei giornalisti italiani. E la nuova leader della Cgil, nei suoi otto minuti di intervento, ha tracciato con precisione il nodo del problema: la libertà , i diritti e le relazioni industriali, guardando al futuro. «È vero: il cambiamento, l’innovazione sono necessari. Innovare, sì. Ma come? In nome del cambiamento non si possono cancellare diritti che taluni ritengono da ostacolo per i loro interessi e non possono essere incompatibili con le tutele sindacali. E la rappresentatività democratica dei lavoratori oggi, con quest’accordo viene considerato un ostacolo. Il cambiamento, qualsiasi cambiamento deve essere compatibile con la democrazia. La …