Anno: 2011

Wikileaks, il console Usa a Napoli: "Politici italiani non combattono la mafia"

I dispacci del diplomatico Truhn: «Come dice Saviano il tema della mafia assente dalla campagna elettorale». In un file anche un riferimento al Ponte sullo Stretto: «Senza strade, servirà a poco». Nuove rivelazioni che riguardano l’Italia su Wikileaks. Il sito di Assange ha pubblicato infatti alcuni dispacci inviati al governo americano da J. Patrick Truhn, console generale Usa a Napoli, che riguardano in particolare la lotta alla mafia e il Ponte sullo Stretto. In uno del giugno 2008, il diplomatico scrive che «miliardi di dollari stanziati dai governi dell’Unione Europea finiscono nelle mani delle organizzazioni criminali». «Anche se le associazioni imprenditoriali, i gruppi di cittadini e la Chiesa, almeno in alcune aree, stanno dimostrando promettente impegno nella lotta alla criminalità organizzata – è l’osservazione del diplomatico -, lo stesso non si può dire dei politici italiani, in particolare a livello nazionale». SAVIANO – Nello stesso cablogramma (numero 12958), classificato come “confidenziale” e redatto il 6 giugno 2008, Truhn cita l’autore di Gomorra e parla delle elezioni e dell’assenza della lotta alla mafia tra i temi …

"Un premier irresponsabile", di Stefano Fassina

È vero che, dopo 20 anni di “Silvio”, come lo chiamano i suoi giornali, non dovremmo più stupirci di nulla. Tuttavia, colpisce la contraddizione tra le due destre ieri a Berlino. Da una parte Angela Merkel, la signora che pur illudendosi di fare da sola in Europa tenta di difendere il modello renano e mette gentilmente alla porta la Fiat quando il dott. Marchionne le presenta, per la Opel, un’offerta di acquisto viziata da pesantissimi costi sociali. Dall’altra, il nostro misero Presidente del Consiglio che sostiene la Fiat nell’ “abbandono” di Torino in caso di vittoria del “no” alle Carrozzerie di Mirafiori. Nessun Capo di Stato al mondo avrebben mai detto che «le imprese e gli imprenditori italiani avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri Paesi». È un’affermazione inaccettabile ed irresponsabile. Sin dall’annuncio di Fabbrica Italia, il Governo Berlusconi si è lavato le mani, invece di svolgere quella funzione di mediazione alta tra interessi economici e sociali diversi, distintiva di un governo democratico. Sin dall’inizio, ha rinunciato alla politica industriale per l’auto. Sin dall’inizio, il …

Addio al tempo pieno nelle scuole alle medie resiste una classe su cinque", di Salvo Intravaia

Lazio, Marche ed Emilia-Romagna le Regioni più colpite. Al top Basilicata, Sardegna e Calabria. Crolla il tempo prolungato alla scuola media. In meno di cinque anni, le classi che offrono mensa e lezioni pomeridiane ai ragazzini della secondaria di primo grado sono diminuite drasticamente. E addirittura quelle che offrono 37/40 ore settimanali si sono più che dimezzate. Del resto, il calo del tempo-scuola alla media era nell´aria. E adesso i dati lo confermano. «Il ministro Gelmini non ha abolito ufficialmente il tempo prolungato – spiega Angela Nava, del Coordinamento genitori democratici – ma con una serie di provvedimenti l´ha reso nei fatti sempre più faticoso. Dal 2008, non è possibile ampliare il numero totale delle classi a tempo prolungato – continua – e per attivarlo occorre formare un corso completo: prima, seconda e terza. La scuola, inoltre, deve essere in possesso di tutte le strutture adeguate: come la mensa. Quest´ultima condizione, con le pecche degli edifici scolastici italiani è quella più condizionante». E le famiglie? «Le famiglie continuano a chiedere il servizio scolastico pomeridiano che …

"Quando il governo offende gli operai", di Gad Lerner

Un presidente del Consiglio che trova naturale legittimare il proposito di Marchionne – cioè il dirottamento all’estero degli investimenti produttivi Fiat in caso di bocciatura dell’accordo di Mirafiori – si assume una responsabilità che oltrepassa il mero infortunio verbale. Conferma che l´economia nazionale si ritrova a fronteggiare disarmata, sguarnita della minima tutela politica, la contesa globale. Siamo di fronte alla resa vergognosa di un governo già rivelatosi incapace di pretendere da Marchionne, com´era suo dovere, le informazioni puntuali sul suo fantomatico piano industriale senza le quali mai Obama avrebbe concesso il via libera all´operazione Chrysler negli Usa. Le stesse garanzie in assenza delle quali la cancelliera tedesca Merkel pochi mesi fa stoppò l´intesa tra Fiat e Opel. Così si comportano delle istituzioni pubbliche rispettabili. Con l´aggravante che Berlusconi si genuflette di fronte all´azzardo della più grande industria del suo paese, incurante del danno arrecato agli interessi nazionali. Perché qui non è più in gioco soltanto, e non sarebbe poco, la tutela del posto di lavoro di migliaia di lavoratori, ma l´intera struttura produttiva di una …

Morti sul lavoro, la guerra nascosta d'Italia

Anche nel 2010 ci sono stati oltre 3 decessi al giorno tra i lavoratori. Fassina: “C’è la crisi ma i dati non cambiano. Intervenga urgentemente il Parlamento, il fenomeno è sottovalutato dal governo e dai media”. Quanti sono stati i morti del lavoro in Italia nel 2010? Troppi, più che nel 2009, più di 3 al giorno. Secondo l’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro di Bologna, che abbiamo interpellati sono stati 1080. Nel 2009 erano stati 1.050 (dati Inail). Italiaora.org ne ha contati 1.246 includendo i morti in itinere (da e per il luogo di lavoro), dato che l’Inail non calcola. E l’incidenza di questi lutti sulla vita degli italiani sembra non calcolarla il governo che prima ha smantellato il testo unico sulla sicurezza sul lavoro voluto dal Governo Prodi e adesso interviene sui singoli settori, tardi e lentamente. Proprio oggi Maurizio Sacconi, ministro del lavoro ha annunciato che nei prossimi giorni sarà presentata una circolare in materia di appalti nel settore privato con riferimento al pieno ottemperamento degli obblighi di legge” su costo del …

"Sul fine vita fermiamo il tifo da stadio", di Ignazio Marino

Caro direttore, dopo molti mesi di silenzio, a febbraio il Parlamento esaminerà il disegno di legge sul testamento biologico. Purtroppo è prevedibile che il dibattito sarà affrontato in un clima da stadio, con tifoserie contrapposte, con l’idea di dover vincere su un avversario, con il Pdl che tenterà la resa dei conti con Futuro e libertà, puntando sulla divisione del cosiddetto terzo polo. Come se una legge per definire le scelte relative alla fine della vita riguardasse solo il ristretto cerchio della politica, con le sue assurde dinamiche e i suoi squilibri, e non, invece, tutte le persone che prima o poi con la fine della propria vita dovranno fare i conti. Temo che non sfuggiremo allo scontro ideologico, alle offese e agli insulti in Parlamento, sui giornali e in televisione e non vi sarà alcun confronto pacato su una legge che, al contrario, dovrebbe essere rispettosa di ogni sensibilità. Partendo da questi funesti presupposti, ho letto ieri con interesse la posizione di Umberto Veronesi e, nonostante mi sia impegnato con molta determinazione per fare …

"Belluno se ne va e la Lega si spacca", di Luca Romano

C’è sempre qualcuno più autonomista di te: il Veneto che perde pezzi è una bomba. Ieri sera il consiglio provinciale di Belluno ha approvato quasi all’unanimità (21 favorevoli e due contrari) il via libera al referendum per l’annessione alla regione Trentino-Alto Adige. La votazione ha sancito una spaccatura evidente nella Lega Nord, cui appartiene il presidente della giunta, Gianpaolo Bottacin, favorevole, ma anche i due contrari. Uno di questi, Gino Mondin, è il proprietario dell’hotel Stazione di Calalzo, ritrovo abituale di Bossi, Tremonti e Calderoli per le loro riunioni conviviali in Cadore. E nella sua contrarietà al referendum, infatti, oltre alla critica di rito alle spese per la consultazione – ritenute inutili – c’è anche il retropensiero della posizione nazionale e regionale, di Bossi e di Zaia, che hanno bollato l’iniziativa come una guerra tra poveri, che divide il fronte per il federalismo proprio all’ultimo miglio dalla sua realizzazione. La posizione ufficiale della Lega Nord ha ormai caricato il federalismo fiscale di un valore miracolistico, capace di far superare d’incanto tutti i problemi dei territori. …