Anno: 2011

"E gli studenti anti-Gelmini esultano", di G.D.M.

“Ci ha messi al centro della scena”. Dai partiti applausi bipartisan. Polemica del Carroccio sui 150 anni dell´Italia Borghezio: “Unita dalla mafia”. Berlusconi chiama il Colle. Bersani: “Il Quirinale pone in primo piano i problemi reali”. Il discorso di fine anno di Giorgio Napolitano è piaciuto a quasi tutti. Alle forze politiche, con l´eccezione polemica della Lega sempre in prima fila per le elezioni anticipate, ma in particolare ai giovani studenti che hanno contestato la riforma Gelmini sull´università. Il richiamo a loro ha commosso i ragazzi. «Ci ha messo al centro della scena. Vuol dire che abbiamo proprio ragione, non è una nostra impressione – dice Claudio Riccio, uno dei 12 delegati che il 22 dicembre fu ricevuto dal presidente della Repubblica -. E il fatto che abbia dedicato a noi il suo intervento significa che siamo riusciti a modificare il dibattito pubblico. Un´impresa assolutamente non facile». La politica tira le parole del capo dello Stato dalla parte che più fa comodo a ciascuno. Evitando clamorose forzature, fatta salva la posizione di Umberto Bossi che …

"Generazione tradita", di Massimo Giannini

Cani randagi nella notte scura, la vita no, non fa paura. Nelle parole di una vecchia canzone c´è la nuova fotografia di tanti giovani di oggi. Vagano irrequieti, a volte arrabbiati, quasi sempre sfiduciati. Abbaiano alla luna. Con un´aggravante: la vita, stavolta, fa davvero paura. Su questa sottile linea d´ombra, sul crinale sospeso tra protesta e proposta per una modesta “riforma” dell´Università, gli Invisibili tra i 18 e i 30 anni sembrano tornati al centro della scena pubblica. A questa Generazione Tradita il presidente della Repubblica ha dedicato il suo messaggio di Capodanno. Parole non banali e non rituali, quelle di Giorgio Napolitano, che alla politica detta un´Agenda totalmente nuova e diversa. Che serva a restituire un´idea di futuro ai giovani, e quindi un progetto di crescita all´Italia intera. Che sia scritta fuori “dall´abituale frastuono e da ogni calcolo tattico”. Ma proprio per questo, l´Agenda del Quirinale non ha chance per trasformarsi in un´Agenda di governo. La diagnosi del Capo dello Stato è incontrovertibile. Il profondo malessere delle nuove generazioni. Il distacco abissale e allarmante …

"Leggere o evitare: libri, il meglio e il peggio 2010"

D’Avenia e Melissa P. stroncati, Bajani, Trevi e Valerio da amare. Tra gli stranieri la dama ungherese Magda Szabó è una certezza. Per i più piccoli, Geronimo Stilton viene spremuto all’inverosimile. E tra i saggi del 2010 i migliori per riflettere, secondo Anna Maria Lorusso, sono Belpoliti, Zagrebelski e Sgarbi. Le indicazioni di quattro nostri critici mentre Stefania Scateni, nel suo sguardo d’insieme, segnala su tutti un romanzo profondo e del tutto inusuale nel panorama italico: “Xy” di Sandro Veronesi. LA NARRATIVA ITALIANA DEL 2010 DI PAOLO DI PAOLO I tre migliori 1 Andrea Bajani, “Ogni promessa”, Einaudi 2 Emanuele Trevi, “Il libro della gioia perpetua”, Rizzoli 3 Chiara Valerio, “Spiaggia libera tutti”, Laterza I tre peggiori 1 Alessandro D’Avenia, “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, Mondadori 2 Alfonso Luigi Marra, “La storia di Giovanni e Margherita”, Omogeneitas 3 Melissa P., “Tre”, Einaudi Le mie scelte: chi scommette sulla scrittura, chi si autopromuove Nel corso del 2010, le classifiche dei libri più venduti hanno senz’altro premiato anche libri di indubbio interesse e di …

"Il sindacato americano padrone di Marchionne", di Eugenio Scalfari

Il mio tema di oggi è Sergio Marchionne. Ma il discorso augurale pronunciato la sera del 31 dicembre alla televisione dal Presidente della Repubblica merita una speciale menzione. Non è stato soltanto un augurio agli italiani, ma una strategia di governo, un orizzonte sul futuro e un intenso ricordo del passato in mancanza del quale nessun futuro può essere immaginato né costruito. Napolitano ha affrontato tutti i problemi che occupano l’agenda nazionale: l’unità del paese, la sua storia dal Risorgimento ad oggi con le dolorose tappe del fascismo, della guerra, del terrorismo; l’isolamento della politica e delle istituzioni, l’intollerabile aumento delle diseguaglianze, la mancata crescita economica, le condizioni del Mezzogiorno, il degrado di Napoli e la necessità della collaborazione collettiva. Ma ha battuto e ribattuto sulla necessità di aprire una prospettiva alla generazione dei giovani che non ha sbocco di speranza e di lavoro ed alla quale occorre dedicare ogni sforzo. Ha anche ammonito che non bisogna indulgere in un facile ottimismo che nasconde una realtà difficile e in certi casi drammatica. Un grande discorso …

"L’anno si apre con 170 aziende in crisi", di Luigi Grassia

Il 2011 si trascina dietro tanti problemi: comincia con 170 tavoli di crisi aziendale aperti al ministero dello Sviluppo economico e 92 imprese in amministrazione straordinaria. La Cgil valuta che dietro questi numeri siano 200 mila i lavoratori coinvolti. Fra le prognosi più favorevoli figura quella della Vinyls, un’azienda chimica con impianti a Marghera, Ravenna e Porto Torres e circa 400 lavoratori. C’è già un accordo preliminare per la cessione in toto da parte dell’Eni (l’attuale gruppo proprietario) alla finanziaria svizzero-tedesca Gita, che garantirebbe l’occupazione per quattro anni; entro due mesi si dovrebbero concludere le trattative per l’acquisizione definitiva. Buone prospettive anche per Basell: il polo chimico di Terni dovrebbe trovare uno sbocco per i circa mille lavoratori, con la cessione dell’azienda alla Novamont. Ci sono speranze concrete pure per la Videocon, azienda di proprietà di una multinazionale indiana, che costruiva televisori e ha cessato l’attività. È stata aperta una trattativa per l’acquisizione dello stabilimento e sono interessati 1.200 lavoratori. Poi c’è la Firema, che produce treni in stabilimenti ad Avellino, in Basilicata e in …

2001-2010: i volti e le storie del decennio*

L’eredità del decennio sono le sfide aperte della democrazia, di Bill Emmott I giornalisti spesso pensano che le notizie possano definirsi tali in termini di giorni o di minuti. I politici sembrano lungimiranti se pensano in termini di poche settimane, o visionari se fanno arrivare lo sguardo fino alle prossime elezioni. La maggior parte della gente comune ha ricordi che variano a seconda dell’argomento, più a lungo termine per la famiglia o per la carriera, più a breve per gli affari politici o economici o, soprattutto, per le notizie che riguardano altri. Gli storici, tuttavia, amano pensare in termini di decenni, perché 10 anni sembrano loro un tempo abbastanza lungo per fissare delle tendenze o cambiare rotta. Così vale la pena chiedersi: secondo gli storici del futuro cosa potrebbe essere stato importante durante il primo decennio del XXI secolo? E il giudizio sul decennio potrebbe essere positivo, in termini di sviluppo umano o di progresso, o negativo? Non sono, in parte, domande corrette, perché gli storici futuri hanno un vantaggio decisivo su di noi: sanno …

In diecimila con Sant'Egidio. Per la pace e la libertà religiosa

Da Largo Torre Argentina a piazza San Pietro per l’Angelus. Striscioni con i nomi dei 37 paesi in guerra ROMA – In diecimila in marcia per iniziare il nuovo anno nel segno della pace. Sabato primo gennaio si celebra la Giornata Mondiale della Pace e la Comunità di Sant’Egidio ha organizzato nella Capitale un corteo che si è mosso alle 11 da largo Torre Argentina e percorrerà via della Conciliazione fino a piazza San Pietro per il tradizionale Angelus del Papa che quest’anno sarà dedicato alla libertà religiosa come antidoto alla guerra. In contemporanea, Sant’Egidio promuoverà in altre 400 città del mondo marce, manifestazioni, incontri e momenti di preghiera per sostenere le parole del Papa e il suo invito alla pace. DOLORE PER ALESSANDRIA D’EGITTO – Striscioni ricordano i nomi dei 37 Paesi del mondo che oggi sono feriti dalla guerra. Il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, ha espresso a anome di tutti il dolore dolore per quanto avvenuto ad Alessandria d’Egitto e ha invitato a «non sprecare il dono della pace che …