Anno: 2012

"La mia risposta a Marino", di Pier Luigi Bersani

La lettera di Marino, che ho apprezzato molto, mi offre l’occasione di chiarire un punto importante. Come candidato ma anche come segretario del Pd mi aspetto da tutti i democratici che intendono impegnarsi nelle primarie il riconoscimento e il rispetto per il lavoro programmatico svolto dal partito. Un lavoro fatto nelle assemblee, nei gruppi parlamentari, negli appuntamenti di riflessione e discussione organizzati negli ultimi anni. Questo lavoro, che è stata anche una straordinaria palestra di discussione e di confronto, è un patrimonio a cui tutti hanno dato il proprio contribuito, e Marino certamente, ciascuno secondo il proprio filone culturale. Naturalmente non sono stati compiutamente risolti tutti i problemi, e anche nei casi in cui sono state formulate proposte largamente condivise e considerate positive, l’evoluzione delle cose suggerisce di essere aperti ai cambiamenti necessari per affrontare le sfide che abbiamo di fronte con caratteri e intensità nuovi. Questo patrimonio sarà essenziale per arrivare ad avere un quadro di riferimento unitario insieme alle altre forze politiche della coalizione, anche grazie al contributo della nostra Carta d’Intenti. Sarà …

"La mia risposta a Marino", di Pier Luigi Bersani

La lettera di Marino, che ho apprezzato molto, mi offre l’occasione di chiarire un punto importante. Come candidato ma anche come segretario del Pd mi aspetto da tutti i democratici che intendono impegnarsi nelle primarie il riconoscimento e il rispetto per il lavoro programmatico svolto dal partito. Un lavoro fatto nelle assemblee, nei gruppi parlamentari, negli appuntamenti di riflessione e discussione organizzati negli ultimi anni. Questo lavoro, che è stata anche una straordinaria palestra di discussione e di confronto, è un patrimonio a cui tutti hanno dato il proprio contribuito, e Marino certamente, ciascuno secondo il proprio filone culturale. Naturalmente non sono stati compiutamente risolti tutti i problemi, e anche nei casi in cui sono state formulate proposte largamente condivise e considerate positive, l’evoluzione delle cose suggerisce di essere aperti ai cambiamenti necessari per affrontare le sfide che abbiamo di fronte con caratteri e intensità nuovi. Questo patrimonio sarà essenziale per arrivare ad avere un quadro di riferimento unitario insieme alle altre forze politiche della coalizione, anche grazie al contributo della nostra Carta d’Intenti. Sarà …

"Lettera a Monti sulla nuova tassa, già oltre 6mila le firme raccolte", da unita.it

Il 18 e il 19 ottobre i capi di Stato e di governo della Ue discuteranno, nel Consiglio europeo convocato a Bruxelles, l’istituzione della tassa sulle transazioni finanziarie (Ttf): un’imposta dello 0,1% da applicare sugli acquisti e le vendite degli strumenti finanziari di carattere speculativo e dello 0,01% da applicare sui cosiddetti derivati, «colpevoli» come si sa di gravissime distorsioni sui mercati. Si tratta di quella che è stata chiamata la «Tobin tax europea», sulla quale si discute da anni senza che si sia potuti arrivare a una conclusione a causa delle opposizioni di alcuni Paesi dell’Unione, capitanati dal Regno Unito. Eppure, più di un anno fa il Parlamento europeo, con una iniziativa partita dal gruppo dei Socialisti e Democratici, ha votato l’istituzione dell’imposta e diversi parlamenti nazionali, tra cui quello italiano, hanno discusso in varie forme la proposta: ma il mancato consenso nelle istituzioni comunitarie ha fin qui impedito di raggiungere il risultato. Il valore economico dell’iniziativa è evidente. L’imposta, secondo i calcoli del Parlamento europeo, frutterebbe circa 60 miliardi di euro l’anno: una …

"Lettera a Monti sulla nuova tassa, già oltre 6mila le firme raccolte", da unita.it

Il 18 e il 19 ottobre i capi di Stato e di governo della Ue discuteranno, nel Consiglio europeo convocato a Bruxelles, l’istituzione della tassa sulle transazioni finanziarie (Ttf): un’imposta dello 0,1% da applicare sugli acquisti e le vendite degli strumenti finanziari di carattere speculativo e dello 0,01% da applicare sui cosiddetti derivati, «colpevoli» come si sa di gravissime distorsioni sui mercati. Si tratta di quella che è stata chiamata la «Tobin tax europea», sulla quale si discute da anni senza che si sia potuti arrivare a una conclusione a causa delle opposizioni di alcuni Paesi dell’Unione, capitanati dal Regno Unito. Eppure, più di un anno fa il Parlamento europeo, con una iniziativa partita dal gruppo dei Socialisti e Democratici, ha votato l’istituzione dell’imposta e diversi parlamenti nazionali, tra cui quello italiano, hanno discusso in varie forme la proposta: ma il mancato consenso nelle istituzioni comunitarie ha fin qui impedito di raggiungere il risultato. Il valore economico dell’iniziativa è evidente. L’imposta, secondo i calcoli del Parlamento europeo, frutterebbe circa 60 miliardi di euro l’anno: una …

"Dai giudici un messaggio alla Casta", di Cesare Martinetti

Mentre la politica non riesce a riformarsi e tagliare finalmente quei costi che hanno portato agli scandali Fiorito e alla scoperta di insopportabili sprechi, i giudici di Milano sparano una cannonata: dieci anni di galera a un faccendiere amico di Roberto Formigoni, il doppio di quanto aveva chiesto l’accusa. Sentenza esemplare, s’è detto subito; sentenza «inusitata», secondo l’avvocato difensore del condannato, Pierangelo Daccò, perché tanta severità non s’era mai vista. Sentenza «ambientale», ci viene da dire, rispolverando quell’aggettivo che andava in uso negli anni di tangentopoli, quando fu l’allora pm Di Pietro a coniare la locuzione «dazione ambientale» per denunciare come il clima dell’«ambiente» era allora tale che non ci si poteva sottrarre al pagamento (dazione) di tangenti in qualsivoglia rapporto con la politica. Teatro della vicenda è l’ospedale San Raffaele, la creatura di don Verzè, luogo simbolico di eccellenza sanitaria e della ricerca scientifica privata; ma anche terreno obbligato di scambio tra politica, affari e mondo cattolico lombardo. Il milieu d’elezione dell’amministrazione regionale guidata dall’indagato Roberto Formigoni, un tempo detto il «Celeste». Daccò è …

"Dai giudici un messaggio alla Casta", di Cesare Martinetti

Mentre la politica non riesce a riformarsi e tagliare finalmente quei costi che hanno portato agli scandali Fiorito e alla scoperta di insopportabili sprechi, i giudici di Milano sparano una cannonata: dieci anni di galera a un faccendiere amico di Roberto Formigoni, il doppio di quanto aveva chiesto l’accusa. Sentenza esemplare, s’è detto subito; sentenza «inusitata», secondo l’avvocato difensore del condannato, Pierangelo Daccò, perché tanta severità non s’era mai vista. Sentenza «ambientale», ci viene da dire, rispolverando quell’aggettivo che andava in uso negli anni di tangentopoli, quando fu l’allora pm Di Pietro a coniare la locuzione «dazione ambientale» per denunciare come il clima dell’«ambiente» era allora tale che non ci si poteva sottrarre al pagamento (dazione) di tangenti in qualsivoglia rapporto con la politica. Teatro della vicenda è l’ospedale San Raffaele, la creatura di don Verzè, luogo simbolico di eccellenza sanitaria e della ricerca scientifica privata; ma anche terreno obbligato di scambio tra politica, affari e mondo cattolico lombardo. Il milieu d’elezione dell’amministrazione regionale guidata dall’indagato Roberto Formigoni, un tempo detto il «Celeste». Daccò è …

"Il satyricon romanesco e l'egemonia di re lanterna", di Franco Cordero

Il Satyricon romanesco offre materia clinica d’alto interesse. Ognuno vede quanto abbia inciso nel costume Re Lanterna: in gusto e sentimento morale i baccanali rutuli fanno pendant alle serate d’Arcore; il genere delle persone presuppone criteri selettivi comuni; vale l’identica massima, che «legalità» sia parola risibile e «politica» significhi affari grassi. Ridotta all’osso, ecco la dottrina berlusconiana: le norme esistono affinché i furbi le eludano, con vantaggi determinanti nella corsa al profitto. Sotto quest’insegna, corrompendo a man salva, s’è fondato l’impero un bagalùn del lüster che altrove batterebbe le fiere, e chiama animali umani molto reperibili. L’Italia controriformista fioriva d’atonia morale, conformismo bigotto, furberie parassitarie: spenta presto l’illusione d’una metamorfosi postfascista, regna fino a sfinirsi una balena democristiana compatibile con la chiesa comunista: l’intuito banditesco craxiano s’incunea tra le due, sviluppando tecnologie del malaffare sotto le quali sopravviene il collasso. Qui salta sulla scena l’antipolitico erede del sistema. Riconosciamogli i talenti: abilissimo nel cogliere e usare i peggiori lati umani, è l’unico demiurgo nella storia d’Italia; nemmeno Mussolini, forte d’un culto ventennale, aveva un tale …