attualità, partito democratico

"La mia risposta a Marino", di Pier Luigi Bersani

La lettera di Marino, che ho apprezzato molto, mi offre l’occasione di chiarire un punto importante. Come candidato ma anche come segretario del Pd mi aspetto da tutti i democratici che intendono impegnarsi nelle primarie il riconoscimento e il rispetto per il lavoro programmatico svolto dal partito.

Un lavoro fatto nelle assemblee, nei gruppi parlamentari, negli appuntamenti di riflessione e discussione organizzati negli ultimi anni. Questo lavoro, che è stata anche una straordinaria palestra di discussione e di confronto, è un patrimonio a cui tutti hanno dato il proprio contribuito, e Marino certamente, ciascuno secondo il proprio filone culturale.

Naturalmente non sono stati compiutamente risolti tutti i problemi, e anche nei casi in cui sono state formulate proposte largamente condivise e considerate positive, l’evoluzione delle cose suggerisce di essere aperti ai cambiamenti necessari per affrontare le sfide che abbiamo di fronte con caratteri e intensità nuovi.

Questo patrimonio sarà essenziale per arrivare ad avere un quadro di riferimento unitario insieme alle altre forze politiche della coalizione, anche grazie al contributo della nostra Carta d’Intenti. Sarà poi il candidato premier scelto con le primarie a organizzare in modo più specifico, in questo quadro generale, il programma di governo con il quale i progressisti si proporranno alla guida del Paese nelle prossime elezioni politiche.

Ho già avuto modo di dire che, per quel che riguarda la mia sensibilità, prima ancora dei temi economici sono decisivi la riforma istituzionale, la riscossa civica, il rinnovamento morale e il rilancio dei diritti. Nella sua lettera Marino elenca molti di questi aspetti. Più in particolare, sui diritti ho già chiarito molte volte che se gli italiani affidassero ai progressisti il governo del Paese nella lista delle cose da fare subito, nei primi giorni, ci sono la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati, il riconoscimento giuridico delle unioni civili, la rilettura e la modifica della legge 40 per ovviare al caos che ne è seguito, l’umanizzazione del fine vita, la difesa della libertà di espressione e di organizzazione in ogni luogo, a cominciare dai luoghi di lavoro.

I problemi economici che abbiamo di fronte sono gravi. Ma io credo che sia dalla riscossa civica e morale che possa venire l’energia che serve all’Italia per tornare a crescere e a riprendere il posto che le compete nel mondo.

Noi democratici mettiamo al centro delle nostre preoccupazioni il lavoro e l’uguaglianza, che non è solo un valore, ma anche uno strumento per lo sviluppo. Questo Paese è troppo diviso, troppo diseguale, e l’esperienza dimostra che la disuguaglianza è un freno per la crescita. Da questa scelta discende forse la sfida più ardua per i riformisti. Noi intendiamo difendere e riformare il Welfare. Noi riteniamo che di fronte a scuola, sanità e sicurezza non ci debbano essere né poveri né ricchi. Noi pensiamo che il Welfare universalistico sia un elemento di civiltà. Ma proprio per questo dobbiamo fare in modo che il Welfare sia sostenibile, in parti- colare per quanto riguarda la sanità. È una sfida difficile, rispetto alla quale mi aspetto che Marino ci offra come sempre un contributo di esperienza, anche sul piano internazionale.

Mi ha fatto piacere che Marino abbia apprezzato e pienamente recepito il senso delle nostre primarie: questa prova non è una sfida tra noi, ma il contributo coraggioso dei progressisti che si mettono in gioco apertamente per riavvicinare i cittadini alla politica, per parlare di Italia, per aprire tutti insieme una nuova stagione per il nostro Paese.

L’Unità 04.10.12

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Regole Primarie, Fassina: “Troppi casi di brogli è giusto difendersi”

“Con le primarie aperte cediamo sovranità, è giusto che chi si reca a votare si assuma delle responsabilità”
Fassina, volete fare uno sgambetto a Renzi con regole così rigide per le primarie?
«No, vogliamo solo precisare regole di garanzia. E’ incomprensibile la reazione di chi dovrebbe sentirsi tutelato».

Però avete voluto soglie alte di supporter per consentire la partecipazione.
«No, le soglie sono più basse di quelle previste per le candidature alle primarie di sindaco, presidente di Provincia e di Regione».

L`albo degli elettori, però, sembra una “restrizione”.
«Invece è una “precisazione” perché abbiamo una lunga esperienza di primarie e ci sono stati i casi di Napoli, di Palermo, di Lecce, e cioè il rischio di inquinamento».

Solo che a quell`albo bisogna registrarsi prima del voto, la procedura rende più difficile la partecipazione.
«Lo si può fare anche il giorno stesso del voto. Ripeto, è una garanzia per tutti. Comunque, vedremo come voterà l`Assemblea di sabato e poi la proposta del Pd sarà discussa con le altre forze della coalizione».

Al secondo turno delle primarie possono votare solo coloro che hanno votato già al primo, perché?
«Non stiamo andando a selezionate chi fa l`amministratore del condominio, ma chi si candida alla presidenza del Consiglio. Mi pare giusto».

Magari cambia qualcosa, farete marcia indietro?
«Spero di no. Il Pd cede sovranità nel momento in cui fa le primarie aperte e a questo deve corrispondere una assunzione di responsabilità.
Ho fatto due campagne elettorali negli Usa e quando facevo il porta a porta mi davano l`elenco degli elettori democratici a cui chiedere sostegno. Chi sostiene il centrosinistra lo faccia in modo trasparente».

La Repubblica 04.10.12