Anno: 2012

“La vera malattia che piega l’Europa”, di Paul Krugman

La situazione in Portogallo è terribile, ora che la disoccupazione vola addirittura oltre il 13 per cento. Ma va anche peggio in Grecia, Irlanda e probabilmente Spagna. Nel suo complesso tutta l´Europa pare scivolare nuovamente nella recessione. Perché l´Europa è diventata il malato dell´economia mondiale? La risposta è nota a tutti. Purtroppo, però, buona parte di ciò che si sa non è attendibile, e le false voci sui guai europei stanno snaturando il nostro dibattito economico. È assai probabile che chi legge un articolo d´opinione riguardante l´Europa – oppure, troppo spesso, una presunta cronaca giornalistica degli avvenimenti – possa imbattersi in una di due possibili interpretazioni, alle quali penso in termini di variante repubblicana e variante tedesca. In verità, nessuna delle due rispecchia la realtà. Secondo la versione repubblicana di come stanno le cose – uno dei temi centrali sui quali batte la campagna elettorale di Mitt Romney –, l´Europa si trova nei guai perché ha esagerato nell´aiutare i meno abbienti e i disgraziati, e staremmo quindi assistendo all´agonia del welfare state. Questa versione dei …

"Così i tombaroli devastano Cerveteri", di Sergio Rizzo

Cerveteri, necropoli etrusca della Banditaccia. Nel 2004 l’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio dell’umanità. Tombe dappertutto. Nell’area recintata, dove si accede con il biglietto, sono 400. Ma fuori da quel recinto sgangherato c’è la più grande cava di beni archeologici del pianeta. A ingresso libero. Per la felicità dei tombaroli. La Smart avanza sobbalzando sullo sterrato. Arrivata a dieci metri rallenta: il guidatore ci scruta. Dietro gli occhiali scuri s’intuisce uno sguardo poco amichevole. Poi si allontana, per ripassare poco dopo in direzione contraria. Stessa andatura, identico sguardo ostile. Siamo a Cerveteri, quaranta chilometri da Roma. Qui c’è la necropoli etrusca della Banditaccia, una delle zone archeologiche più importanti della Terra, che l’Unesco ha dichiarato nel 2004 patrimonio dell’umanità. Le tombe sono dappertutto. Sottoterra, e anche sopra, nei giganteschi tumuli dove i cadaveri venivano adagiati sui letti di tufo, insieme a monili e preziose suppellettili. Quei tumuli, soltanto nell’area recintata dove si accede con il biglietto, sono 400. Ma basta dare un’occhiata oltre il cancello per capire il resto. Fuori da quel recinto sgangherato, in un paio …

“Così i tombaroli devastano Cerveteri”, di Sergio Rizzo

Cerveteri, necropoli etrusca della Banditaccia. Nel 2004 l’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio dell’umanità. Tombe dappertutto. Nell’area recintata, dove si accede con il biglietto, sono 400. Ma fuori da quel recinto sgangherato c’è la più grande cava di beni archeologici del pianeta. A ingresso libero. Per la felicità dei tombaroli. La Smart avanza sobbalzando sullo sterrato. Arrivata a dieci metri rallenta: il guidatore ci scruta. Dietro gli occhiali scuri s’intuisce uno sguardo poco amichevole. Poi si allontana, per ripassare poco dopo in direzione contraria. Stessa andatura, identico sguardo ostile. Siamo a Cerveteri, quaranta chilometri da Roma. Qui c’è la necropoli etrusca della Banditaccia, una delle zone archeologiche più importanti della Terra, che l’Unesco ha dichiarato nel 2004 patrimonio dell’umanità. Le tombe sono dappertutto. Sottoterra, e anche sopra, nei giganteschi tumuli dove i cadaveri venivano adagiati sui letti di tufo, insieme a monili e preziose suppellettili. Quei tumuli, soltanto nell’area recintata dove si accede con il biglietto, sono 400. Ma basta dare un’occhiata oltre il cancello per capire il resto. Fuori da quel recinto sgangherato, in un paio …

"Liberalizzazioni: la battaglia finale è sulle farmacie", di Bianca Di Giovanni

Trattativa a oltranza in Senato per sciogliere gli ultimi nodi sulle liberalizzazioni. Quello più difficile da dipanare riguarda le farmacie, che restano all’ultimo punto nella maratona negoziale tra Pd, Pdl, Terzo polo e governo. Mentre scriviamo la commissione Industria si è già convocata e sconvocata per diverse volte, riuscendo a riunirsi soltanto per pochi minuti per votare l’emendamento governo sull’Ici Chiesa passato all’unanimità. Per l’intera giornata i due relatori, Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl) restano chiusi in una stanza con il sottosegretario Claudio De Vincenti per trovare «la quadra» sugli ultimi 20 articoli: i più importanti. «La strategia è di proseguire il confronto – spiega Bubbico – per portare testi condivisi e votare in fretta». l’obiettivo è di varare il testo in commissione stamattina, per passare all’aula e licenziare il decreto dal Senato domani. COMPROMESSI Ma alle 7,30 di sera la formulazione condivisa non si era ancora vista. E non solo: si riapre a sorpresa anche la questione taxi, che pareva chiusa, mentre sui tirocinanti negli studi professionali si arriva a un compromesso …

“Liberalizzazioni: la battaglia finale è sulle farmacie”, di Bianca Di Giovanni

Trattativa a oltranza in Senato per sciogliere gli ultimi nodi sulle liberalizzazioni. Quello più difficile da dipanare riguarda le farmacie, che restano all’ultimo punto nella maratona negoziale tra Pd, Pdl, Terzo polo e governo. Mentre scriviamo la commissione Industria si è già convocata e sconvocata per diverse volte, riuscendo a riunirsi soltanto per pochi minuti per votare l’emendamento governo sull’Ici Chiesa passato all’unanimità. Per l’intera giornata i due relatori, Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl) restano chiusi in una stanza con il sottosegretario Claudio De Vincenti per trovare «la quadra» sugli ultimi 20 articoli: i più importanti. «La strategia è di proseguire il confronto – spiega Bubbico – per portare testi condivisi e votare in fretta». l’obiettivo è di varare il testo in commissione stamattina, per passare all’aula e licenziare il decreto dal Senato domani. COMPROMESSI Ma alle 7,30 di sera la formulazione condivisa non si era ancora vista. E non solo: si riapre a sorpresa anche la questione taxi, che pareva chiusa, mentre sui tirocinanti negli studi professionali si arriva a un compromesso …

"Le lacrime finte delle banche", di Alberto Bisin

Le banche lamentano il mandato, contenuto nel decreto legge sulle liberalizzazioni, che le obbliga a garantire l´apertura di un conto corrente gratuito e senza spese di deposito e prelievo ai pensionati con una pensione inferiore a 1.500 euro. Tale mandato è un tentativo di ovviare ai costi che la nuova regolamentazione sulla tracciabilità dei pagamenti in contanti imporrebbe ai pensionati. Peggio la pezza che il buco, dicono in Veneto. Quando il legislatore comprenderà che regolamentazioni che agiscano direttamente sui prezzi sono inutili (perché i costi saranno imposti su altre tipologie di conti e clienti) ed inefficienti (per la stessa ragione), sarà troppo tardi. Ma le banche hanno poco di cui lamentarsi. Quello bancario in Italia è tra i settori meno competitivi e tra i più dipendenti da elargizioni pubbliche, dirette o indirette. Alla base di tutto stanno le fondazioni bancarie, un´anomalia tutta italiana, una risposta “furba” alle richieste europee di liberalizzazione del mercato del credito. Il trasferimento del capitale delle banche alle fondazioni negli Anni 90 ha infatti permesso l´abbandono solo apparente della proprietà pubblica …

“Le lacrime finte delle banche”, di Alberto Bisin

Le banche lamentano il mandato, contenuto nel decreto legge sulle liberalizzazioni, che le obbliga a garantire l´apertura di un conto corrente gratuito e senza spese di deposito e prelievo ai pensionati con una pensione inferiore a 1.500 euro. Tale mandato è un tentativo di ovviare ai costi che la nuova regolamentazione sulla tracciabilità dei pagamenti in contanti imporrebbe ai pensionati. Peggio la pezza che il buco, dicono in Veneto. Quando il legislatore comprenderà che regolamentazioni che agiscano direttamente sui prezzi sono inutili (perché i costi saranno imposti su altre tipologie di conti e clienti) ed inefficienti (per la stessa ragione), sarà troppo tardi. Ma le banche hanno poco di cui lamentarsi. Quello bancario in Italia è tra i settori meno competitivi e tra i più dipendenti da elargizioni pubbliche, dirette o indirette. Alla base di tutto stanno le fondazioni bancarie, un´anomalia tutta italiana, una risposta “furba” alle richieste europee di liberalizzazione del mercato del credito. Il trasferimento del capitale delle banche alle fondazioni negli Anni 90 ha infatti permesso l´abbandono solo apparente della proprietà pubblica …