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"Sì alla tassa sulle rendite finanziarie", di Luisa Grion

Pd e Idv: è una battaglia per l´equità. Ma il governo frena. Di Pietro: è un fatto di eguaglianza I sindacati: come negli altri Paesi europei. Sul fatto che il fisco vada riformato sono più o meno tutti d´accordo, ma sul come farlo e quando farlo tutto resta da decidere. L´economista Tito Boeri ieri, su Repubblica, ha proposto di puntare innanzitutto all´equità fiscale partendo dall´aumento delle tasse sui redditi alti. Non toccando le entrate da lavoro, ma agendo sulle rendite finanziarie. Un tema che ha trovato consensi nel sindacato e nell´opposizione, ma sul quale il governo non si esprime.
Non commenta Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri e nemmeno il ministro Brunetta che anzi frena sui tempi dell´intervento. In Italia, ha detto, la distribuzione fiscale è «fortemente iniqua, ma incastrata dai debiti fatti in passato e dal deficit che incombe». Nella fase di transizione fra un sistema e l´altro, ha specificato, i conti potrebbero saltare e «non possiamo permettercelo».
Ragionamento che non piace al sindacato, al Pd e all´Italia dei valori, che invece accolgono la proposta di Boeri. «La sua idea rafforza la nostra battaglia per l´equità – dice Antonio Di Pietro, leader dell´Ivd – Non si tratta di aumentare le tasse sulle rendite finanziarie, ma di portarle allo stesso livello di quelle sul lavoro. La differenza oggi è enorme e non sostenibile, non solo perché mortifica l´equità fiscale, ma perché bisogna garantire entrate strutturali per coprire le spese dello Stato». Favorevole anche il Pd: «L´obiettivo principale – specifica Stefano Fassina, responsabile economico del partito – deve restare il recupero delle risorse dall´evasione fiscale. Poi certo va guardato alla ricchezza, allineando la tassazione sulle rendite a quella sul lavoro. Noi però proponiamo anche una semplificazione del sistema, abolendo gli studi di settore e applicando a parte delle categorie interessate un´imposta forfettaria che sostituisca Iva, Irpef e Irap».
Più articolata la posizione dei sindacati. «Non si potrà parlare di riforma fiscale se non si affronterà questo tema – precisa Susanna Camusso segretario confederale Cgil – Bisogna partire dall´eguaglianza che non c´è: aumenta la tassazione per lavoratori e pensionati, non abbiamo tasse patrimoniali e ha la progressività sul reddito ha perso peso. Nella maggior parte dei paesi europei le rendite si tassano al 20 per cento, da noi al 12. E´ una diseguaglianza insostenibile, ma non mi pare che il governo si stia muovendo verso l´equità». Luigi Angeletti della Uil avanza una sua specifica proposta: «Fino a quando ci sarà chi pagherà le tasse prima di ricevere la busta paga e chi invece dichiarerà il suo reddito prima di versare, non si potrà parlare di redditi ricchi o poveri. Questa è la vera anomalia del sistema. Detto questo la tassazione sulle rendite finanziarie va rivista: io non toccherei Bot o Cct, ma – onde evitare che si tiri in ballo il pericolo di fughe di capitali – fisserei quelle sugli investimenti finanziari o di Borsa uno o due punti sotto la media europea, portandola al 18-19 per cento contro l´attuale 12».
La Repubblica 04.01.10

20 Commenti

  1. antonio dice

    Al di là della solita retorica che vuole far “piangere i ricchi” stringi stringi le tasse della sinistra fanno pagare solo i poveracci. I De Benedetti, Briatore e compagnia non pagano alcunchè. In Italia funziona che le tasse le pagano sempre i soliti. Per questo la sinistra è riuscita solo a creare povertà con le loro politiche tassa e spendi. Invece che tassare la gente sarebbe bene finirla con l’assistenzialismo, la sanità pubblica degli sprechi e delle tangenti e lo scandalo dei dipendenti pubblici iperprotetti e strapagati per il lavoro che fanno. Per questo la sinistra perde regolarmente. Gli italiani alla fine non sono stupidi.

  2. mauro dice

    Ma va Greta? Ho un grande patrimonio? Ma pensa non lo sapevo. Un 140mila euro di risparmiucci sudati col lavoro e siamo già ad un grande patrimonio. Dagli estratti conto della mia banca risulta che mi si trattiene quel 12,5% che voi volete portare a 20%. Che sia un errore della banca o sono davvero un miliardario? Mah non so. Ma va Greta, ma a chi la racconti? I miliardari se ne stanno in Svizzera e non pagano un soldo. Voi tassate come al solito la povera gente: lavoratori e pensionati. Io a sinistra non guardo più da un pezzo perchè la sinistra è piena di gente come te, Greta che scambia la propaganda con la realtà.

  3. Greta dice

    Hai un fratello di nome Filippo? Tutti e due con i risparmi in fondi e azioni (io ad esempio piccola risparmiatrice non so neppure cosa sono???)? Tutti e due Berlusconiani ma con la sguardo a sinistra? Magari il partito democratico avesse aumentato le tasse, vorrebbe dire che è al Governo….e invece. Tassare le grandi rendite al 20% non significa toccare i piccoli risparmiatori…. allora mi viene un dubbio: altro che piccoli risparmiatori i vari Filippo e Mauro: qui si tratta di patrimonio importanti.

  4. mauro dice

    Certo. Ma non dimentichiamo che Goria faceva parte della sinistra democristiana cui faceva parte Prodi e che poi è confluita nel PD. E su fondi e azioni (che costituiscono il grosso del risparmio degli italiani) è arrivata poi la mazzata del 12,5% di Visco con i governi Prodi-D’alema. Chi ha alzato le tasse sul risparmio ha un nome e un cognome: partito democratico. E fra l’altro oggi cosa propone Bersani? di portare le tasse al 20%.

  5. Fabio dice

    Buona sera, non entro sul merito della discussione ma, lavorando in banca, vorrei far presente che la tassazione dei titoli di stato è stata introdotta dopo il 20 settembre del 1986 (prima erano esenti) dal Governo Craxi. La tassazione è stata del 6,25% fino al 24 agosto del 1987 quando il Governo Goria l’ha aumentata all’attuale 12,50%.

  6. Saverio dice

    L’ultimo Dpef del governo certifica l’aumento delle tasse
    Per i furbi scudo fiscale e niente lotta a evasione
    “La destra ha aumentato le tasse. Chi avesse dubbi al riguardo si legga l’ultimo Dpef varato dal governo Berlusconi nel quale è scritto, nero su bianco, che la pressione fiscale è aumentata. È un dato incontrovertibile”. Lo ha detto Andrea Lulli, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera. “Invece di continuare con il mantra della riduzione delle tasse, rinviata di anno in anno da più di un decennio, il ministro Scajola – ha proseguito Lulli – faccia qualcosa subito per ridurre almeno la ‘tassazione occulta’ a cui sono sottoposti gli italiani. Dalle bollette di luce e gas ai pedaggi autostradali, dal canone Rai alla benzina, ogni voce di spesa nei bilanci delle famiglie è aumentata. Per i soliti furbi, invece, il governo vara lo scudo fiscale, elimina la tracciabilità dei pagamenti e allenta i controlli contro l’evasione e l’elusione fiscale”.

  7. filippo dice

    Se vuole lasciarmi l’ultima parola gentile maddalena allora me la prendo e le faccio notare che gli Agnelli e i De Benedetti si sono trasferiti in Svizzera e non pagano quel 12,5% fissato da Visco. Berlusconi risiede in Italia e paga quel 12,5% sui dividendi che riceve dalle sue aziende e sui guadagni derivanti dalle sue attività finanziarie, come accade a qualsiasi altro cittadino italiano con i suoi risparmi. Berlusconi paga queste tasse allo stato italiano. Quindi magari sarà come dice lei razzista, populista, maschilista ma certamente è meno evasore dei De Benedetti o degli Agnelli, che invece tanto vengono coccolati dal PD. Il problema è che il PD come anche il sindacato ha perso di vista gli interessi reali della gente.

  8. Maddalena dice

    Se lei vuole l’ultima parola gliela lascio volentieri. E’ innegabile però che lei vota per un razzista, populista, maschilista, evasore….e oggi oserei direi superevasore che forse non ha portato i fondi neri in Svizzera ma in altri paradisi fiscali.

  9. filippo dice

    Scusi, maddalena, ma mi sembra che lei esageri. Col mio lavoro ho messo da parte dei risparmi. Le sembra naturale che io voglia votare per un PD che sembra avere come unico scopo quello di tassare titoli di stato, azioni e fondi? Con quei risparmi io integro il mio reddito. Quei risparmi derivano da un onesto lavoro da dipendente che è già stato ampiamente tassato. E non è forse un’intollerabile disuguaglianza sociale il fatto che il patrimonio degli Agnelli residenti in Svizzera non sia soggetto ad imposta alcuna, mentre i miei risparmi (come quelli degli altri lavoratori residenti in Italia) debbano pagare quel 12,5% voluto dalla sinistra e dai sindacati? La cosa assurda è che Bersani e i sindacalisti oggi vorrebbero alzare l’aliquota al 20%. Io mi chiedo maddalena, ma dove vivete? In Italia ci sono un sacco di famiglie con modesti risparmi. Ma credete che queste non sappiano che quando parlate di tassare le rendite vi riferite a loro? Credete che si bevano la retorica di far piangere i ricchi, che fra l’altro sono già in buona parte riparati al sicuro in Svizzera? Con questi discorsi voi consegnate l’Italia al centro destra e finchè continuerete su questa strada io continuerò a votare per le politiche Berlusconi. E no, cara maddalena, io non sono nè populista, nè razzista, nè evasore, nè maschilista, nè interessato da problemi legali. Solo che penso con la mia testa e so distinguere ciò che è giusto da quello che non lo è. Inoltre dopo l’esperienza di Prodi forse il PD (sindacati compresi) farebbe bene a fare ben più che un semplice cambio di leader, lasciando invariato il resto. Continuate a perdere voti e vi avvitate su una retorica neocomunista. E vi va ancora bene che non siano di nuovo le politiche. Perchè è là che Berlusconi fa il pienone a causa della questione fiscale. Alle regionali voti come il mio ancora vi arrivano. Ma alle politiche prossime, ah temo per voi che al 45% il PdL senza Lega ci arrivi.

  10. Maddalena dice

    @filippo
    A prescindere dai suoi risparmi, credo che si debba votare per un partito anche per altri ragioni.
    Ma davvero vota Berlusconi solo perché, a sentir lei, tutela i suoi risparmi? Questa è veramente tutta da ridere! E’ sicuro che non lo vota perché è razzista, populista, concentrato sul proprio regno, disinteressato ai bisogni degli italiani, opportunista, maschilista, incapace di avere una visione della politica per il paese e per gli italiani, interessato solo a leggi ad personam, interessato solo ai propri affarucci e ai propri problemi legali?

    Complimenti!

  11. Fabio dice

    Le faccio notare che è stato Tremonti a mettere un limite alle commissioni sui titoli di stato. Le allego copia di articolo di quell’epoca
    Il decalogo di Tremonti

    Un decalogo per rendere più trasparente il collocamento dei titoli di Stato. Il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti (nella foto) ha emesso una sorta di «promemoria» che le banche devono seguire quando un cliente acquista Bot, Cct o Btp. Sono stabilite le spese massime che gli istituti possono chiedere per la tenuta del conto titoli: 10 euro a semestre. Le commissioni massime applicate all’ acquisto dei Bot variano, a seconda della scadenza, da 5 centesimi (meno di 80 giorni) a 30 centesimi (oltre 331 giorni) ogni 100 euro di capitale, mentre per Btp, Ctz e Cct non sono dovute commissioni poiché sono già versate dal Tesoro. L’ unico addebito eventuale, oltre al prezzo di aggiudicazione in asta (il valore medio ponderato deve essere chiaramente pubblicizzato) e le imposte, sono gli interessi maturati dalla data di godimento della cedola a quella del regolamento. Il rimborso dei titoli scaduti e il pagamento delle cedole devono avvenire con la valuta del giorno previsto dai decreti di emissione. Infine, i clienti devono essere avvisati in anticipo delle scadenze dei titoli in possesso e sui termini di prenotazione, in modo che possano acquistare nuovi titoli ai valori d’ asta e non, più tardi, ai prezzi di mercato.

    Pagina 16
    (1 marzo 2004) – Corriere Economia

  12. filippo dice

    @simone
    Al giorno d’oggi i piccoli risparmiatori investono in fondi e anche in azioni e magari anche in titoli di stato: fondi e azioni permettono di diversificare e possono dare un buon rendimento. Io come tanti altri faccio così e non sono certo un paperone. Invece i maggiori acquirenti di titoli di stato sono proprio banche e assicurazioni, altro che piccoli risparmiatori. E l’unico che ha fatto qualcosa sui titoli di stato per la piccola clientela fu proprio TREMONTI che ancora nella legislatura impose per legge un tetto massimo molto contenuto per le commissioni bancarie da applicare al dettaglio su bot e btp. Per quanto riguarda la Svizzera i patrimoni degli Agnelli, dei De Benedetti e di molti altri non sono certo tornati in Italia. Costoro risiedono in Svizzera e non pagano le tasse sui loro patrimoni in piena legalità. Un ricco può evitare le tasse che il Pd propone semplicemente trasferendo la proprio residenza in Svizzera. Così il risparmio dei ceti medi e bassi paga il 12,5%. I patrimoni dei ricchi imprenditori invece crescono indisturbati. Ripeto: è scandaloso che il PD proponga di aumentare la tassazione al 20%. Aumentano solo le disuguaglianze. Purtroppo il PD con queste politiche ben si merita la qualifica di partito delle tasse e giustifica la maggioranza di Berlusconi.
    Io per esempio voto Berlusconi alle politiche proprio per questo motivo anche se non mi piace.

  13. Simone dice

    @Filippo
    I piccoli risparmiatori (e io mi considero fra questi) investe in titoli di Stato.
    Chi si è avventurato in altre forme di risparmio l’ha pagata cara negli anni passati a prescindere dalla politica o di chi era la Governo in quel momento.
    Su questo il Pd ha sempre tenuto la barra dritta. E’ una leggenda metropolitana quella delle tasse. Quest’anno la finanziaria di Tremonti toglie dalle tasche degli italiani 600 euro a famiglia e la cosiddetta “riforma” della scuola rimette le mani nelle tasche degli italiani per oltre 100 euro. Senza contare che questo governo “affama” i comuni e quindi ci saranno meno servizi per tutti. Altro che diminuire le tasse…..
    Sulla Svizzera, i grandi patrimoni ecc ecc. Chi ha fatto lo scudo fiscale?
    Permettendo così proprio a quelli che avevano evaso di evadere ancora e ancora o addirittura di ripulire soldi di dubbia provenienza che ora possono essere rimessi in circolazione. Se dobbiamo menare fendenti è bene che li indirizziamo nella giusta direzione!

  14. filippo dice

    Sulla tassazione dei titoli di stato non so. Ma quello che so di sicuro è che il 12,5% su fondi e azioni si è iniziato a pagare con la riforma di Visco del 1997-1998. In ogni caso le tasse per i cittadini sono aumentate. E con la proposta di portarle al 20% si aggrava ancora la situazione. Non mi sembra giusto: un residente italiano paga tasse sui suoi risparmi. Invece quei tanti imprenditori italiani con la residenza in Svizzera non pagano un soldo sui loro patrimoni. Queste tasse sul risparmio aumentano le disuguaglianze. Altro che ridurle. Il PD farebbe bene proprio per una battaglia di uguaglianza a chiedere che questa tassazione venga eliminata.

  15. Fabio dice

    Buon giorno, non entro sul merito della discussione ma, lavorando in banca, vorrei far presente che la tassazione dei titoli di stato è stata introdotta dopo il 20 settembre del 1986 (prima erano esenti) dal Governo Craxi. La tassazione è stata del 6,25% fino al 24 agosto del 1987 quando il Governo Goria l’ha aumentata all’attuale 12,50%.

  16. Francesco dice

    La tassazione delle rendite è una scemata. Queste rendite sono i risparmi delle persone. Dire che si evita di aumentare la tassazione su bot e cct è solo demagogia perchè al giorno d’oggi la gente investe soprattutto in fondi e azioni. Il PD è un partito che perde voti ogni volta che sindacalisti e suoi esponenti si lanciano in questa cazzata. Ma credete davvero che la gente non sappia che tassare le rendite significa tassare i risparmi? Il Pd non è un partito che fa l’interesse dei cittadini, è solo un partito di ex comunisti ancora accecati da un’ideologia d’altri tempi.

  17. peter dice

    Chi paga il 12,5% su bot, azioni e fondi, quel 12,5% voluto da Prodi e dalla sinistra? Operai, impiegati e gente comune. Il De Benedetti e gli Agnelli non pagano nulla, perchè si sono trasferiti in Svizzera. Ecco i vostri risultati per i ceti medio bassi: più tasse. I ricchi vostri amici non pagano, mentre avete tassato il risparmio delle persone. Gli italiani per colpa di Prodi sono più poveri. Altro che 10% della ricchezza: quelli se la godono nei paradisi fiscali come il De Benedetti. Vergognatevi.

  18. Simone dice

    @luca
    Il PD vuole tassare le rendite di quel 10% di cittadini che detiene la meta’ delle ricchezze del paese per trasferire queste risorse al lavoro a alla produzione. Non cambi le carte in tavola. E’ il vostro “capo” che ogni tanto fa proposte irrealizzabili e viene prontamente deligittimato dall’altro vero “capo” che gestisce i cordoni della borsa

  19. luca simini dice

    Chiamate rendite il risparmio della gente e lo volete tassare. Un po’ ipocrita, no? E poi vi meravigliate che la gente voti per Berlusconi?

  20. Alberto dice

    L’aliquota della tassazione sulle “rendite finanziarie” non può essere paragonata a quella di lavoro dipendente.
    Se io sono un lavoratore dipendente, risparmio qualcosa ed investo in un BOT o in un BTP, quel poco che ricavo spesso non copre nemmeno l’inflazione, per cui prelevare tasse su quello che non è un guadagno, ma un parziale adeguamento al costo della vita non solo è ingiusto, ma va contro uno specifico articolo della Costituzione della Repubblica Italiana che impone la tutela del risparmio.

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