La sfida di Gianfranco scuote la base “Non chiamate eresia l’integrazione”, di Alessandra Longo
«Sono forse diventato di sinistra, ho forse perso la testa solo perché penso che chi non nasce in Italia, ma magari frequenta nel nostro Paese un intero ciclo di studi, possa diventare cittadino italiano anche prima dei 18 anni? Ditemi, è uno scandalo pensare questo, è un’eresia?». Eccolo Gianfranco Fini in mezzo a quella che dovrebbe essere la sua gente, un po’ ex An, un po’ ex Forza Italia. Eccolo davanti alla platea della festa Pdl di Milano. Una platea, molto in sintonia con il ministro Maroni, ospite 24 ore prima del presidente della Camera, una platea deliziata dall’intervista, non propriamente ficcante, che il direttore del Tg1, Augusto Minzolini ha fatto, solo qualche ora prima, a Renato Schifani. Una platea che Fini non blandisce, di cui non cerca il consenso, anzi la provoca, ribadendo ciò che, sulla cittadinanza, pensa da tempo. «Dico forse un’eresia?». «Sì!», gli urla con rabbia una signora dalla terza fila, quasi fosse un esponente dell’opposizione, un nemico. Chi rumoreggia, chi applaude: divisi, spiazzati, dalla franchezza, dalla ruvidezza dell’ex leader di An. …
