Tutti gli articoli relativi a: attualità

La sfida di Gianfranco scuote la base “Non chiamate eresia l’integrazione”, di Alessandra Longo

«Sono forse diventato di sinistra, ho forse perso la testa solo perché penso che chi non nasce in Italia, ma magari frequenta nel nostro Paese un intero ciclo di studi, possa diventare cittadino italiano anche prima dei 18 anni? Ditemi, è uno scandalo pensare questo, è un’eresia?». Eccolo Gianfranco Fini in mezzo a quella che dovrebbe essere la sua gente, un po’ ex An, un po’ ex Forza Italia. Eccolo davanti alla platea della festa Pdl di Milano. Una platea, molto in sintonia con il ministro Maroni, ospite 24 ore prima del presidente della Camera, una platea deliziata dall’intervista, non propriamente ficcante, che il direttore del Tg1, Augusto Minzolini ha fatto, solo qualche ora prima, a Renato Schifani. Una platea che Fini non blandisce, di cui non cerca il consenso, anzi la provoca, ribadendo ciò che, sulla cittadinanza, pensa da tempo. «Dico forse un’eresia?». «Sì!», gli urla con rabbia una signora dalla terza fila, quasi fosse un esponente dell’opposizione, un nemico. Chi rumoreggia, chi applaude: divisi, spiazzati, dalla franchezza, dalla ruvidezza dell’ex leader di An. …

“Tagliato l’albero per Impastato. A Bergamo marcia di protesta” di Giuliana Ubbiali

Prima la targa che gli intitola la biblioteca, poi l’ulivo piantato quel 3 giugno del 2008 quando Ponteranica, comune alle porte di Bergamo, decide di ricordare anche così Peppino Impastato, vittima della mafia. Dopo che l’amministrazione leghista neoeletta ha deciso di togliere il suo nome alzando un polverone di polemiche culminato ieri con una protesta pacifica con migliaia di persone, lo sfregio. L’albero che aveva messo radici nel prato del BoPo, la bocciofila del paese dove accanto ai campi in sabbia si organizzano mostre e concerti, è stato tagliato. Il blitz è di venerdì notte, la mano è ignota ma ha lasciato un biglietto irridente appeso alla sagoma di un piccolo pino: “Mé ché öle ü paghér”, “Io qui voglio un pino”. Ma c’è una parte del paese che non ci sta e che ieri ha partecipato in massa alla manifestazione promossa da Comitato Peppino Impastato, 7.000 persone secondo gli organizzatori, forse più di qualcuno in meno. Hanno ripiantato un altro ulivo, sempre lì, e sotto ora c’è una piccola targa. È una tappa del …

“Quelle nuove e costose periferie chiamate «New town»”, di Vittorio Emiliani

Tutti ricordano il terremoto, fra ottobre e novembre 2002, di San Giuliano di Puglia (Campobasso), che seminò la morte nella scuola del paese: 27 bambini e un’insegnante schiacciati. Il resto dell’abitato non aveva subito danni gravi.MaSilvio Berlusconi subito parlò di una «San Giuliano di Puglia 2», avendo fissa in testa la «sua» Milano 2. Poi la cosa non andò avanti. Stavolta, col solito tecnico privato di fiducia, l’ingegner Michele Calvi (sempre Milano 2), ci ha riprovato straparlando di newtown aquilane, in realtà una congerie scollegata di banali lottizzazioni. V’è di più. «Si sono rifatti i conti e le new town sono diventate inaspettatamente (per la Protezione Civile) insufficienti. E la gente riparte per il mare». Uno show illusorio dunque. Lo scrivono gli urbanisti Vezio De Lucia e Georg Josef Frisch, e il sismologo Roberto De Marco nel rapporto ancora inedito di cui diamo conto in anteprima «L’Aquila. Non si uccide così anche una città? ». Essi affrontano, oltre all’insufficienza quantitativa delle abitazioni previste per i terremotati aquilani (senza servizi, oltretutto), il nodo dei costi della …

Evasori e mafiosi. Ecco chi ci guadagna con Tremonti

Continuano le modifiche alla scudo fiscale che la prossima settimana arriva alla Camera. Con il rischio di favorire i terroristi. Lo scudo mutante. Non è un film di fantascienza ma lo scudo fiscale che dopo il voto delle commissioni della Camera si espande e finisce per proteggere anche i mafiosi! E intanto la Commissione europea attende “ulteriori informazioni” dall’Italia sullo scudo fiscale. Lo ha detto a Bruxelles Oliver Dreewes, portavoce del commissario europeo al Mercato Interno, Charlie McCreevy. “Siamo in contatto costante con le autorita’ italiane, che si sono impegnate a fornire ulteriori informazioni sul nuovo scudo fiscale”, ha affermato il portavoce, aggiungendo: “Quando queste informazioni arriveranno, valuteremo la loro compatibilita’ con le norme europee sul mercato interno”. Abbiamo scritto di una legge vergogna, una vergogna per chi lo propone e chi l’approva, che prende a schiaffi il Parlamento e gli onesti, un maxicondono per evasori e bancarottieri che hanno portato i loro capitali all’estero. “Alla Camera arriva un testo che presenta elementi di incostituzionalità e il Partito Democratico utilizzerà ogni strumento per impedire una …

“Emergenza ambiente”, di Iv. Gia.

Una strizzatina d’occhio e una frase che ricorda tanto i dialoghi nelle botteghe di paese: “Non si potrebbe avere un piccolo sconto?”. Deve essere andata più o meno così fra il nostro Silvio Berlusconi e il presidente della commissione Ue Barroso. Peccato che l’oggetto della disputa non fossero né patate, né zucchine, ma la salvaguardia dell’ambiente. Restìo ad accettare quelle “cose” fastidiose che il resto del mondo chiama regole, il premier ha chiesto in una lettera diretta a Barroso, uno sgravio sulle quote di emissione di anidride carbonica imposte all’Italia. La risposta della portavoce della Commissione Ue, categoria particolarmente invisa al premier, Barbara Hellfrich ribatte in maniera elegante quanto inequivocabile. “I tetti sono stati definiti e adottati dalla Commissione attraverso un processo basato sulla legislazione europea e non sono rinegoziabili”. Il sottinteso è: Silvio mettiti l’anima in pace! Il piano nazionale di assegnazione delle emissioni di anidride carbonica dell’Italia per il periodo 2008-2012 e’ stato approvato da Bruxelles il 15 maggio del 2007. La valutazione degli esperti della Commissione Ue, dopo mesi di negoziato, si …

“Quell´amnistia è una mostruosità giuridica”, di Eugenio Occorsio

ROMA – «Ognuno rimane nei limiti dei suoi ruoli, noi siamo consapevoli della funzione del Parlamento. Ma abbiamo il dovere di segnalare le ricadute delle norme sul sistema giudiziario». Luca Palamara, presidente dell´Associazione nazionale magistrati, respinge al mittente le accuse di interferenza che gli ha rivolto il ministro Antonino Alfano appena l´Anm ha fatto notare che razza di mostruosità giuridica è diventato il decreto “scudo+impunità”. Palamara chiarisce, se ce ne fosse bisogno, che i giudici non hanno intenzione di invadere il campo del legislatore, ma non arretra di un millimetro e ribatte punto per punto le sue posizioni. Cos´è che non vi piace di questo provvedimento? «Un condono è una scelta della politica, probabilmente discutibile ma delimitato. Ma estendere lo scudo a fattispecie gravi e penalmente rilevanti come la frode fiscale o il falso in bilancio significa rendere di fatto non più punibili reati che sono realmente offensivi verso la comunità perché lesivi di norme importanti. Significa equiparare chi ha commesso un atto illecito pesante a chi si è comportato correttamente. Questo noi, quali operatori …

“«Doveri e valori» la ‘lezione morale’ di Napolitano”, di Marcella Ciarnelli

Una lezione morale. In “cattedra” il presidente della Repubblica. Ad ascoltarla gli studenti e i docenti, «il muro maestro della scuola», il mondo della scuola riuniti nel cortile d’onore del Quirinale per la tradizionale festa di inizio anno scolastico,con altri milioni davanti alla tv. Il presidente non ha esitato a lanciare un richiamo forte «all’impegno, al dovere, ai valori ideali e morali», un richiamo che può anche suonare «fastidioso e predicatorio »ma«vale non solo per voi, maper tutti, ed è rivolto in particolare a ciascuno di noi che rappresenta le istituzioni della Repubblica. È da noi che deve venire il buon esempio: avete il diritto di aspettarvi che l’esempio venga da noi, avete il diritto di chiedercelo». Parole su cui riflettere dette in conclusione di un discorso punteggiatoda convinti applausi, otto in pochi minuti. E da una grande commozione, a condividere quella non celata del presidente, quando ha ricordato i sei caduti di Kabul ed ha invitato a non esitare mai a «pronunciare la parola patria per paura di cadere nella retorica» che tale non …