“Rating e democrazia”, di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini
Il recente declassamento del nostro Paese ad opera di Standard & Poor’s costituisce una prova ulteriore della contrapposizione tra i mercati finanziari e le politiche economiche dei Paesi in recessione. I mercati vengono pesantemente influenzati dai giudizi emessi dalle agenzie di rating: spesso si tratta di vere e proprie scomuniche che hanno l’effetto di condizionare l’azione dei governi i quali ne attendono trepidanti le sentenze. Mai prima d’ora si era verificata una condizione di soggezione politica così umiliante. L’attesa spasmodica del giudizio delle agenzie di rating assume i tratti di un imperscrutabile destino e rivela fino a che punto è stata compromessa la sovranità politica delle democrazie. Le sentenze emesse da queste agenzie vengono presentate all’opinione pubblica come se fossero giudizi oggettivi e neutrali, ma la realtà è tutt’altro. In primo luogo perché il settore del rating è dominato da un oligopolio anglo-americano costituito dalle tre sorelle Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch le quali possiedono un potere di mercato enorme. E poiché esiste uno scontro di grandi proporzioni tra il Vecchio Continente e il …
