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"I giovani democratici incontrano i loro candidati e presentano con reti e associazioni le proposte sul lavoro", di Mario Castagna

Si tirano le somme al centro congressi Frentani. I Giovani Democratici si ritrovano, dopo quattro anni di attività politica, per un bilancio insieme alla dozzina di parlamentari che provengono dalla loro organizzazione che verranno eletti nelle liste del Pd alle prossime elezioni. E con le decine di associazioni, reti, coordinamenti di precari e di giovani professionisti con cui hanno costruito la campagna Alta Partecipazione si ritrovano alla fine di questa lunga camminata tra le condizioni di vita dei giovani italiani. Un esperimento, piuttosto riuscito, di nuove relazioni tra partiti e attivismo sociale, che si é concluso ieri con una grande assemblea che ha visto la partecipazione di centinaia di ragazzi. L’Associazione nazionale archeologi, la rete degli studenti, la Link coordinamento universitario, l’associazione Giosef, la fondazione Benvenuti in Italia, e tante altre associazioni, hanno voluto sottoscrivere, con i giovani candidati alla Camera dei Giovani Democratici, l’elenco delle loro proposte. E tutti hanno voluto mettere la firma sul grande striscione che all’ingresso rassumeva il lungo elenco di proposte. E a siglare questo patto ieri c’erano anche Stefano …

Nadia Urbinati, la politologa, tra i firmatari dell’appello per il centrosinistra: «Voto utile? No, voto intelligente e stabile. Con Ingroia nessun patto», di Federica Fantozzi

Nadia Urbinati perché ha firmato l’appello per il voto a favore del centrosinistra? Quali sono le sue preoccupazioni? «Il mio principale timore è la frammentazione del voto a sinistra. Non è un appello al voto utile, visto che ogni voto lo è, bensì al voto intelligente. Strategico. Razionale. Bisogna considerare il nostro sistema elettorale ed evitare la perdita di rappresentatività. Anche dal punto di vista dello scopo: servono un governo e una maggioranza forti». Se, invece, alla fine il Pd non fosse nelle condizioni di «dirigere il traffico»? «A mio avviso, ci sono tutte le condizioni per tornare a votare poco dopo. È questo il motivo dell’appello. Bisogna rafforzare il centrosinistra per rendere più stabile l’eventuale alleanza con il centro. Altrimenti saranno più facili rotture, incomprensioni e tensioni a sinistra. Con il rischio concreto di elezioni anticipate». Al di là della loro consistenza numerica, come giudica le nuove forze in campo, da Grillo a Ingroia a Giannino? «Sono ovviamente diverse. Il M5S e Rivoluzione Civile sono movimenti demagogici e populisti. Usano uno scontento giustificato e …

Bersani giura fedeltà a Vendola «Monti diverso da me, guiderò io», di Andrea Cangini

Segretario Bersani, comunque vadano le elezioni, un’alleanza tra voi e Monti pare inevitabile. «Ho sempre detto che anche se avremo il 51 per cento ragioneremo come se avessimo il 49. In teoria un rapporto è possibile, ma fino a qui ho sentito solo critiche al Pd e assurde preclusioni nei confronti di Vendola». Le chiedessero di scaricare il leader di Sel? «Non esiste! Tre milioni e 200mila persone hanno deciso che questa è l’alleanza di governo: le critiche a Vendola mi irritano, la richiesta di liquidarlo mi offende». Si imputa a Monti una visione élitaria della politica… «In effetti, io cerco di stare all’altezza degli occhi della gente mentre lui guarda le cose dall’alto. Siamo diversi, io guido una forza popolare e tutti sanno che dopo Bersani ci sarà ancora il Pd, mentre mi chiedo cosa ci sarà dopo Monti così come dopo Berlusconi». I due si assomigliano? «Diciamo che hanno una comune tendenza al comando solitario». Sostenere che l’élite finanziaria vuole una politica debole significa fare della demagogia? «No, il rischio c’è. Ma dev’essere …

"Il Belpaese e la normalità della corruzione", di Guido Crainz

Che cosa è successo davvero al Paese in questi anni? Perché ci troviamo di fronte ad una devastazione dell’etica capace di evocare, talora in forme ancor più squallide e pervasive, il fantasma di Tangentopoli? Lo rimuovemmo per quasi vent’anni, quel fantasma, per riscoprire all’improvviso grandi e piccole vergogne. PER RISCOPRIRE le cricche e le banconote nascoste in un pacchetto di sigarette, o la risata di un imprenditore nella notte del dolore aquilano: da Tangentopoli, insomma, non eravamo mai usciti, e riprese poi una slavina che non ha risparmiato quasi nessuna istituzione o parte politica. Quasi nessuna area del Paese. E siamo ora a chiederci che cosa non abbiamo compreso del nostro passato e che cosa semmai è cambiato: da dove nasce cioè una violazione quotidiana della legalità che non riguarda più solo la politica. Era prevedibile, purtroppo, come era stato prevedibile quel che le indagini di Mani Pulite misero in luce. Italo Calvino aveva descritto lucidamente la realtà già nel 1980, in un “Apologo sull’onestà nel Paese dei corrotti” dall’inizio fulminante: «C’era un Paese che …

"Pensioni, crollo verticale del potere d’acquisto", di Felicia Masocco

Le pensioni valgono sempre meno, il loro valore nominale, cioè l’importo degli assegni, è congelato o comunque cresce a passo di lumaca rispetto al caro-vita, ai rincari dei prezzi di beni e servizi e delle tariffe. Lo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, ha calcolato che negli ultimi 15 anni il potere d’acquisto delle pensioni è precipitato, perdendo il 33%, la bellezza di un terzo. Nello stesso periodo il valore medio di una pensione è calato del 5,1%. È un dato pesantissimo, tanto più se si considera che le pensioni degli italiani non sono da nababbi. Nel prossimo futuro non andrà meglio. La situazione denuncia lo Spi è destinata a peggiorare a causa del blocco della rivalutazione annuale introdotto con la riforma Fornero, che ha alleggerito 6 milioni di pensionati di 1.135 euro (in media) in due anni. Qualche esempio: un anziano con un assegno di circa1.200euro netti ha perso 28 euro al mese nel 2012 e nel 2013 ne perderà 60, mentre chi percepisce una pensione di circa 1.400 euro netti ha perso …

"Da leghista a grillino: il Veneto cambia segno e il Pd va all’attacco", di Rudy Francesco Calvo

atteo Renzi di ieri riaccende nei dem le speranze del sorpasso, mentre il M5S drena i consensi di Pdl e Lega. Così il premio di maggioranza al senato torna contendibile. «Siamo vicinissimi». L’entusiasmo dei dem veneti è giustificato da una condizione per loro inedita: mai, infatti, il crollo di Pdl e Lega da queste parti era stato così evidente e mai il primato in questa regione era stato contendibile come oggi. Gli ultimi sondaggi pubblicati prima dell’embargo imposto dalla par condicio segnavano una forbice di 8-9 punti tra le due coalizioni. «Ma dopo il tour di Grillo qui è cambiato tutto», garantiscono dal quartier generale del Pd veneto. Dove già è stata preparata una strategia specifica per giocarsi il tutto per tutto nell’ultima settimana di campagna elettorale. Grosse speranze, ad esempio, sono riposte in Matteo Renzi, che ieri ha girato «come una trottola» (metafora – manco a dirlo – bersaniana) tra Belluno, Vicenza e Padova. Nel suo mirino ci sono i delusi della Lega, con parole d’ordine che dimostrano la competition diretta con il M5S. …

Bersani: «Berlusconi ci lascia una catastrofe», di Maria Zegarelli

Dopo il tacchino sul tetto, (quello che ha fatto impazzire Matteo Renzi) e il giaguaro da smacchiare, ecco che entra in campagna elettorale anche «la mucca in corridoio». Affollamento metaforico, tentazione irresistibile per il leader del centrosinistra Pier Luigi Bersani. Parla nel bolognese, ad un comizio, e sbotta contro quel continuo «misurare la distanza tra me e Monti, tra me e Vendola», senza rendersi conto che il problema è altro, il giaguaro, la mucca, cioè la destra, vale a dire Silvio Berlusconi, che punta all’ingovernabilità, che sdogana le tangenti, promette quattro milioni di posti di lavoro, poi fa un passo indietro, poi rilancia sull’Imu, sulle tasse… «Questi lunghi anni della destra dice la mattina da Repubblica Tv e ripete poi in Emilia Romagna, dove ci sono anche Dario Franceschini e Vasco Errani (altro nome in odor di ministero) ci hanno consegnato una catastrofe sociale, economica, etica e morale», distruggendo «gli anticorpi» giù fortemente indeboliti dalla crisi. «Quando senti uno che giustifica, hai capito da dove viene il problema. Dobbiamo invece pretendere che la magistratura vada …