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“L´occasione dell´Italia”, di Thomas Schmid

Rieccolo, Berlusconi. Ma quel sabato, quando ha annunciato la sua intenzione di ripresentarsi, a mio parere non è stata una brutta, ma una bella giornata. Permettetemi di spiegare il perché. Da quando il Cavaliere ha scelto di ridiscendere in campo, uno spettro si aggira di nuovo per l´Europa. Molti pensano che se le sue indiscutibili doti di potenza e genialità nel condurre campagne elettorali dovessero riportarlo al governo, l´Italia e l´Europa intera rischierebbero la catastrofe. Perché, a differenza della più piccola Grecia, l´Italia, membro fondatore dell´Ue, è uno dei suoi Stati più importanti. Effettivamente, se questo Paese dovesse ricadere in una condizione instabile, perdendo il capitale di affidabilità conquistato dal governo Monti, sarebbe un duro colpo per l´Unione europea. È noto che da qualche tempo la Commissione dell´Ue e il governo tedesco si preoccupano del futuro dell´Italia; a Bruxelles come a Berlino, molti si sono già chiesti – seppure in via ufficiosa e dietro le quinte – cosa accadrà dopo la fine del “governo tecnico”. Senza dubbio per Angela Merkel il ritorno dell´irresponsabile illusionista di …

“Il diritto sospeso all´Ilva di Taranto”, di Adriano Sofri

Il governo contro una giudice. O piuttosto il governo e l´Ilva contro una giudice e la sua città. E i lavoratori in mezzo. A Taranto e poi a Genova e a Novi e così via. Stamattina l´azienda comunica ai sindacati le decisioni cui la giudice l´ha “sorprendentemente costretta”. Ma no! Si sapeva che la giudice Patrizia Todisco avrebbe confermato il sequestro del materiale prodotto illegalmente dall´Ilva, come le chiedeva di fare la Procura tarantina. La sorpresa è finta. Questa volta gli avversari sentivano di avere una carta in più nella lunga partita per far passare la signora giudice come fondamentalista: in missione per conto di qualcosa di estraneo al codice. C´erano – ci sono ancora – un milione settecentomila tonnellate di prodotti giacenti sulle banchine in attesa di essere smerciati a clienti o forniti alle altre lavorazioni in Italia e fuori: il buon senso stava per intero dalla parte dell’autorizzazione a usare quei prodotti, che oltretutto andavano sgomberati perché la produzione andasse avanti. Si è letto che il miliardo di valore attribuito a quei prodotti …

“Comuni e Province tornano alla carica: da marzo le scuole inizieranno a chiudere!”, di A.G. da La Tecnica della Scuola

Secondo il coordinatore Anci dei Piccoli Comuni, Mauro Guerra, se nella legge di stabilità non si inserisce una proroga sulla prima scadenza dell’obbligo di gestione associata rischiano di venir meno i servizi essenziali. Per il presidente dell’Upi, Antonio Saitta, urge una seria programmazione degli interventi negli edifici: occorrono 8,5 miliardi, pari a 2.300 euro per ogni studente delle superiori. Comuni e Province non ci stanno. La legge di stabilità li penalizza. E con loro le scuole, di cui per legge devono assolvere le opere di costruzione e manutenzione. Nella giornata dell’11 dicembre, ad una manciata di giorni dall’approvazione della legge di stabilità da parte del Senato, si sono fatti entrambi sentire pubblicamente. E non più solo per minacciare di lasciare alunni, docenti e personale Ata la freddo, per la mancanza di fondi per i riscaldamenti. Stavolta la denuncia sfocia nella possibile chiusura di alcuni istituti. Già dall’anno scolastico in corso. Stavolta le lamentele sono partite dal coordinatore Anci dei Piccoli Comuni, Mauro Guerra, lanciando dal sito ufficiale dell’organismo da lui rappresentato un monito a tutti …

“Scuola, nella classifica del rendimento scivolano i bimbi delle elementari italiane”, di Salvo Intravaia

Dopo i ragazzi delle medie, anche i più piccoli tornano indietro nella graduatoria internazionale sull’apprendimento. La valutazione al termine di un decennio di riforme (Moratti e Gelmini) che hanno riguardato l’istruzione primaria. Finora, a sfigurare nelle classifiche internazionali sugli apprendimenti erano soltanto i ragazzini della scuola media, adesso anche i bambini della scuola elementare cominciano a mostrare segni di cedimento. E l’Italia – in tema di performance in Lettura, Matematica e Scienze – perde tantissime delle posizioni di prestigio acquisite nel 2006. Migliorano, ma restano sempre nelle posizioni di rincalzo, i ragazzini della terza media. Il dato emerge dall’ultima indagine condotta dall’Iea (International Association for the evaluation of educational achievement), l’Associazione internazionale per la valutazione del rendimento scolastico. Ogni cinque anni, l’Iea conduce due indagini: il Pirls (Progress in International Reading Literacy Study) e il Timss (Trends in International Mathematics and Science Study). La prima, indaga sulle competenze in Lettura dei bambini di quarta elementare, la seconda sulle competenze in Matematica e Scienze tra i bambini di quarta elementare e i ragazzini della terza media …

Gas: Ghizzoni, Ministero Ambiente chiude solo “politicamente” procedimento su Rivara

“Il Ministero dell’Ambiente, nonostante non abbia predisposto un provvedimento ufficiale ad hoc, ha dichiarato che il procedimento di valutazione dell’impatto ambientale riguardante il progetto per lo stoccaggio di gas nell’area di Rivara “è da ritenersi chiuso”. – lo annuncia la deputata modenese Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura alla Camera, dopo la risposta del sottosegretario Fanelli all’interrogazione posta in Commissione Ambiente. – Istituzioni, enti locali, comitati civici e forze politiche hanno manifestato contrarietà al progetto di stoccaggio in un’area che comprende porzioni territoriali dei comuni di San Felice Sul Panaro, Finale Emilia, Camposanto, Medolla, Mirandola e Crevalcore in provincia di Bologna, e che è racchiusa nella zona colpita dai disastrosi eventi sismici del maggio di quest’anno. Dopo l’emanazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, in accordo con la regione Emilia-Romagna, di un decreto per respingere l’istanza di autorizzazione della concessione allo stoccaggio, ci saremmo aspettati un analogo atto formale ad accompagnare la proposizione politica del Ministero, per chiudere, in via definitiva e con parere negativo, un progetto che espone la popolazione e il territorio …

“Piazza Fontana. Solo la memoria”, di Oreste Pivetta

Milano sono passati quarantatre anni dal pomeriggio della bomba nella Banca dell’Agricoltura, il 12 dicembre 1969. L’esplosione avvenne alle 16,37. Una giornata scura di un cielo nero. Quarantatré anni sono un tempo lunghissimo e incomparabilmente più lungo di qualsiasi ciclo storico abbia caratterizzato il nostro novecento. Dalla fine della prima guerra mondiale, una catastrofe, all’inizio della seconda trascorse appena un ventennio di pace (non tenendo conto del preludio, circoscritto, spagnolo e delle varie imprese coloniali). Un ventennio durò Mussolini. Da un ventennio vediamo agitarsi attorno ai tavoli della nostra politica Silvio Berlusconi e pare una eternità, al punto da poter «imbalsamare» il suo protagonista al modo di una mummia. Eppure quei quarantatré anni dalla strage di Piazza Fontana sembrano pochi, certo per la forza simbolica di quella tragedia, per quei morti innocenti, per l’inquietante compromissione delle pubbliche istituzioni, compromissione che grava ancora come un’ombra esprimendo qualcosa di irrisolto nella definizione della nostra democrazia (e un tratto mai interrotto con il nostro passato fascista), per l’improvviso riapparire di fantasmi del passato. La memoria non è mai …

“Anche Berlino nella campagna elettorale”, di Luigi La Spina

I tedeschi si devono rassegnare ad essere «coinvolti» nella campagna elettorale italiana. Tutto dipenderà dal modo, dallo stile, dalla validità degli argomenti usati. Da parte loro e da parte nostra. Dopo tutto l’opinione pubblica tedesca, i giornali grandi e piccoli, gli uomini politici tedeschi da oltre un anno (per tacere della lunga agonia dell’ultimo governo Berlusconi) hanno espresso sempre ad alta voce quello che pensavano del paese Italia, degli italiani e del loro governo. E non sempre in toni amichevoli. Sono stati prodighi di consigli, di raccomandazioni, di velate minacce. Si sono presentati spesso come modello da imitare, tout court, a prescindere dalle complesse differenze delle due società. In questo contesto, anche nella discussioni di merito (incisività delle riforme, riduzione del debito pubblico ecc.) si sono insinuati stereotipi negativi sugli italiani che sembravano essersi attenuati con il passare degli anni. Più complicato è l’atteggiamento da parte italiana. Anche qui inevitabilmente sono ricomparsi gli stereotipi verso la società tedesca – l’ambivalenza tra l’ammirazione per l’efficienza, la coerenza, la capacità di realizzazione dei tedeschi e l’irritazione per …