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Sana e robusta Costituzione (Newsletter n° 5 – maggio 2010)

 Recentemente Barbara Spinelli ha ricordato come le prime vittime di ogni democrazia spezzata non siano mai gli elettori e il suffragio universale, ma i guardiani del sistema politico. I guardiani sono una serie di poteri di controllo che consentono al sistema democratico di respingere ogni attacco. Credo sia un monito da tenere ben presente nella ricorrenza della Festa della Repubblica.

Il 2 giugno di 64 anni fa gli italiani (e le italiane, che parteciparono per la prima volta a una elezione nazionale) scelsero la Repubblica ed elessero i loro rappresentanti in seno all’Assemblea Costituente, che avrebbe approvato di lì a pochi mesi la nostra legge fondamentale.

La Costituzione ha consentito all’Italia di forgiare uno Stato fortemente ancorato a regole democratiche e valori condivisi. Uno Stato che ha respinto ogni minaccia proprio perché la Carta ha definito con precisione i compiti dei guardiani della democrazia, distinguendo le loro competenze e prevedendo un sistema equilibrato di poteri.

Naturalmente è sempre possibile, e a volte necessario, procedere all’aggiornamento della nostra legge fondamentale, nell’ambito dei percorsi di riforma che la Carta stessa prevede (art. 138), come d’altronde è avvenuto in passato, ma non si possono mettere in discussione gli equilibri di potere stabiliti, pena lo svilimento della Costituzione e il conseguente rischio di dissolvimento del nostro sistema democratico.

Ecco perché assistiamo con una certa inquietudine alle innumerevoli e ricorrenti provocazioni nei confronti della Costituzione.

In occasione della Festa del 2 giugno, faremmo un ottimo esercizio di democrazia rileggendo la Carta con gli occhi sul presente e ricordando che:

la Repubblica è fondata sul lavoro (art. 1), soprattutto oggi che il lavoro costituisce la vera emergenze del nostro Paese e che deve rappresentare la prima delle preoccupazioni della classe dirigente;

la Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (art. 3) con misure in grado di dare prospettive future alla nostra comunità;

la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali (art. 5) e non può privarle delle risorse fondamentali per assolvere i loro compiti;

la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica (art. 9);

tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero (art. 21), senza subire minacce o intimidazioni;

la scuola è aperta a tutti, premia i meritevoli e l’istruzione inferiore è obbligatoria e gratuita (art. 34);

la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme (art. 35);

tutti i cittadini sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva e con criteri di progressività (art. 53) e la legge deve perciò garantire equità e giustizia sociale;

la Repubblica assicura il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione (art. 97) e la corruzione va combattuta profondamente, per non tornare a una stagione politica che pensavamo fosse definitivamente superata;

la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (art. 104) e non può essere privata di strumenti di indagine idonei.

Ecco perché, invece di attaccare gli istituti di garanzia e sprecare tempo prezioso, una classe politica responsabile dovrebbe occuparsi dei veri problemi degli italiani.

Per ricordare tutto ciò, il 2 giugno sventoliamo con orgoglio la bandiera nazionale, il nostro tricolore (art. 12), e difendiamo la sana e robusta Costituzione della Repubblica Italiana.

Buona Festa della Repubblica.

 

Manuela Ghizzoni

 

I principali aggiornamenti del sito, le notizie, i commenti e le riflessioni dell’ultimo mese

 

Dalla “crisi psicologica” a una manovra disonesta

Governo nel marasma

“Cosa ha approvato il consiglio dei ministri? Fuori da ogni regola il governo è nel marasma”. […]

www.partitodemocratico.it, 31.05.10

 

«A tagliare così sono capaci anche i bambini»

Bersani in ‘un’intervista al Corriere della Sera annuncia: “Il Pd dirà no a questa manovra, governo contro ogni logica costituzionale. […]

www.partitodemocratico.it, 30.05.2010

 

“Manovra economica ed evasione fiscale”, di Vincenzo Visco

Dell’evasione in Italia si sa praticamente tutto. Il problema di fondo consiste nel fatto che vi sono redditi completamente tracciabili e tracciati e altri che non lo sono. […]

www.lavoce.info, 29.05.10

 

Pagano sempre gli stessi. Una manovra di sacrifici

Finalmente Silvio Berlusconi scende dal piedistallo. Presenta la manovra economica con Tremonti e per la prima volta in due anni di governo pronuncia la parola “sacrifici”. […]

www.partitodemocratico.it, 28.05.10

 

“La guerra di Bossi per salvare le province”, di Gad Lerner

Minacciando la guerra civile in caso d´abolizione della provincia di Bergamo, quel grande statista che risponde al nome di Umberto Bossi vuole solo ricordarci cos´è per lui la politica. […]

La Repubblica, 28.05.10

 

Lagrime e sangue

Nelle analisi di Loretta Napoleoni e di Paolo Leon i vizi e i rischi della manovra anticrisi: mortifica chi paga le tasse, premia gli evasori, lascia immutata la speculazione finanziaria […]

L’Unità, 27.05.10

 

La Finanziaria dei nullatentEnti Locali 

Una manovra da 24 miliardi ne scarica 13 sul Patto di Stabilità, tagli che colpiranno i servizi ai cittadini. Zoggia: “Non si uccidono così gli Enti Locali, considerati da risorsa a malattia”. […]

www.partitodemocratico.it, 27.05.10

 

“L’iniquità irresponsabile”, di Massimo Giannini 

Più di così non si poteva fare », dice Berlusconi della manovra approvata dal governo «salvo intese», con una formula da vecchio pentapartito della Prima Repubblica. […]

La Repubblica, 27.05.10

 

“Spunta il taglio di 10 province”, di Gianni Trovati

Nella sua versione finale quella su regioni ed enti locali diventa una super-manovra, che chiede risparmi in due anni per 13 miliardi e impone una drastica razionalizzazione degli enti territoriali […]

Il Sole 24 Ore, 26.05.10

 

“Misure improvvisate”, di Tito Boeri

È una manovra che vuole fare cassa nel più breve tempo possibile, non preoccupandosi di ottenere risparmi duraturi e di pensare alla crescita. […]

La Repubblica, 26.05.10

 

“Ciò che Silvio non poteva dire”, di Michele Brambilla

E’ stato Gianni Letta ad anticipare ieri agli italiani il «succo» della manovra che questa mattina il governo illustrerà ufficialmente. […]

La Stampa, 25.05.10

 

Una manovra di soli tagli

Tremonti ha finalmente messo in tavola le carte della manovra economica 2011-2012 e ammesso una volta per tutte che tutte le favole sulla ripresa, il benessere e la solidità del Belpaese erano, e tuttora sono, parole al vento lanciate più per il consenso che per senso di responsabilità. […]

25.05.10

 

Una manovra “disonesta” per scuola, ricerca e cultura

“La ricerca italiana? Come la tela di Penelope” , di Umberto Guidoni

Nella sua accorata lettera al Presidente Napolitano, Tommaso Maccacaro rivendica con fierezza il ruolo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) […]

L’Unità, 31.05.10

 

Manovra, Pd: condanna a morte della cultura italiana, sarà opposizione dura

“Sarà opposizione dura in parlamento e nel paese: non consentiremo la morte della cultura italiana”. […]

31.05.10

 

«L’ultima di Tremonti: chiudere gli enti di ricerca», di Pietro Greco 

Il decreto che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha portato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per cercare di evitare all’Italia l’epilogo della Grecia è piuttosto vasto e articolato. […]

La Stampa, 30.05.2010

 

“E Tremonti stracciò la riforma Brunetta/Gelmini”, di Pippo Frisone

Martedì 25 maggio il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto di 25 Miliardi di lacrime e sangue per cercare di raddrizzare i conti del nostro Paese. Almeno così dicono. […]

ScuolaOggi, 29.05.10

 

“Crimini nazisti: tagliare per dimenticare”, di Alessandro Portelli

Hanno ragione Berlusconi e Tremonti: il Museo della Liberazione di via Tasso a Roma è un ente inutile, anzi dannoso. Dannoso, in primo luogo, per motivi sanitari e di immagine. […]

Il Manifesto, 29.05.10

 

«Manovra finanziaria: inghiottiti i risparmi derivanti dai tagli di organico», di R.P.

In attesa di leggere il testo ufficiale del decreto legge sulla manovra finanziaria varata dal Consiglio dei Ministri del 25 maggio, qualche previsione su cosa capiterà nella scuola si può già fare. […]

Tecnica della scuola, 28.05.10

 

Giù le mani da via Tasso

“Chiuderemo, non abbiamo alcuna possibilità di resistere”. Antonio Parisella, presidente del Museo storico della Resistenza di via Tasso , lancia il suo grido d’allarme. […]

www.libertaegiustizia.it, 27.05.10

 

Sulla chiusura ISAE e trasferimento di “funzioni” e personale al MEF, di Fernando Di Nicola

La manovra varata dal Governo per contenere la spesa pubblica e correggere i saldi di finanza pubblica prevede, “Al fine di razionalizzare e semplificare le funzioni di analisi e studio in materia di politica economica” […]

www.nelmerito.com, 28.05.10

 

“I docenti ci rimettono duemila euro lordi”, di Paolo Pergolizzi

Manovra finanziaria, la stangata peggiore potrebbe arrivare a carico dei 7mila dipendenti della scuola reggiana. […]

Il Resto del Carlino/Reggio E., 28.05.10

 

“Scatti bloccati, tagliato un miliardo”, di Alessandra Ricciardi

Nel dl finanziario si paventa una manovra aggiuntiva per il comparto. Sindacati in allarme. […]

ItaliaOggi, 25.05.10

 

“Enti di ricerca prime vittime della manovra. ISFOL occupato”, di Laura Matteucci

L’anno scorso, per concorrere a finanziare il mancato incasso dell’Ici, ne prosciugarono il fondo istituzionale. […]

L’Unità

25.05.10

 

Università e ricerca

“Chi vuole lo scontro generazionale?”, di Chiara Carrozza

Mario Pirani polemizza violentemente contro il documento sull’Università approvato dalla recente assemblea nazionale del PD […]

www.ilpost.it, 27.05.10

 

“Con i tagli salta la ricerca, facoltà a rischio chiusura”, di Benedetto Vecchi

I boatos sulla manovra economica hanno fatto irruzione ieri durante la presentazione del rapporto di AlmaLaurea sui laureati italiani dopo dieci anni di varo della riforma chiamata del 3+2. […]

Il Manifesto, 27.05.10

 

“Università: riforma a scatola chiusa”, di Giulio Peruzzi

Nella sua audizione alla Commissione istruzione del Senato (una rara apparizione concessa il 12 maggio) il ministro Gelmini ha sciorinato una serie di cifre in larga parte discutibili, se non palesemente errate. […]

L’Unità, 22.05.10

 

“Il paese faina che disprezza l’università”, di Antonio Scurati

Nel silenzio più totale, nell’indifferenza generale, è in discussione in Parlamento un disegno di legge di riforma dell’università da cui dipenderà il futuro del nostro Paese. […]

La Stampa, 22.05.10

 

“I giovani in cattedra”, di Marco Meloni

«L’Italia non è un paese per giovani». «L’Italia è un paese bloccato». […]

EuropaQuotidiano, 21.05.10

 

“Controriforma, così i ricercatori perderanno la voce”, di Rino Falcone

Negli ultimi tempi sta emergendo con forza e su differenti ambiti della vita del Paese il tema dell’autonomia. […]

L’Unità, 20.05.10

 

Università di Modena e Reggio, ricercatori in rivolta «Il nostro lavoro sottovalutato»

«Ancora una volta le leggi nazionali non riconoscono l’importanza del lavoro svolto da noi ricercatori, che da anni ci occupiamo anche di insegnamento a titolo volontario e gratuito. […]

Il Resto del Carlino, 19.05.10

 

“Atenei pubblici verso il disastro. E crescono i numeri delle private”, di Salvo Intravaia

Gli ultimi dati sull’università statale pubblicati dal Miur sembrano proprio la “cronaca di un disastro annunciato”. […]

La Repubblica, 19.05.10

 

Atenei in rivolta contro i tagli «Stop alla controriforma», di Maristella Iervasi

Esami saltati, studenti e ricercatori in protesta contro la forbice del duo Gelmini-Tremonti. […]

L’Unità, 19.05.10

 

Università, via i baroni largo ai giovani

Al via la protesta in tutta Italia contro i tagli e la nuova riforma Gelmini all’esame in Senato. Il PD propone la pensione anticipata a 65 anni per assumere migliaia di ricercatori. […]

www.partitodemocratico.it, 18.05.10

 

“Atenei sull’orlo del collasso. Occupati da oggi i rettorati”, di G.V.

È partita la settimana di protesta nelle università italiane contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini che mette mano alla governance degli atenei, il reclutamento del personale, il diritto allo studio. […]

L’Unità, 18.05.10

 

Università: riforma finta e tagli veri

Il DDL Gelmini è una controriforma a base di 1,3 miliardi di tagli. Finocchiaro: “Hanno bocciato ogni emendamento in Commissione, la battaglia parlamentare continuerà anche nell’aula del Senato”. […]

www.partitodemocratico.it, 14.05.10

 

Università: il PD annuncia battaglia in Senato

Oggi, alle 12, la capogruppo del Pd in Senato Anna Finocchiaro e i membri della Commissione Istruzione di Palazzo Madama, insieme a Marco Meloni, responsabile Università e Ricerca della segreteria del Pd […]

13.05.10

 

“Università senza guida, il ministro cosa dice?”, di Maria Chiara Carrozza

L’Università sta vivendo un momento di particolare confusione e disorientamento. […]

Il Tirreno, 09.05.10

 

“Riconoscere (adesso) ruolo e diritti dei ricercatori universitari” di Dario Antiseri

Il 30 aprile 2009 il personale docente delle nostre Università risulta così composto: 18 mila 962 professori ordinari, 18 mila 297 associati, 25 mila 802 ricercatori. […]

Corriere della Sera, 08.05.10

 

Ghizzoni: Università, giusta la protesta dei ricercatori

Anche i ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia hanno annunciato la volontà di sospendere le attività didattiche contro il disegno di legge della Gelmini che abolisce la figura dei ricercatori. […]

08.05.10

 

Università, Pd: nel 2011 ulteriori tagli per 1 miliardo di euro

“La situazione in cui si trovano gli atenei è gravissima e i dati forniti dal governo sono inquietanti perché confermano che il fondo di finanziamento ordinario subirà, di fatto, un’ulteriore riduzione delle disponibilità […]

06.05.10

 

Università: Pd, in arrivo nuovi tagli a Fondo ordinario? Governo risponderà giovedì a interrogazione del Gruppo Democratico

“E’ vero che il Fondo per il finanziamento ordinario delle Università, decurtato del 3,72% rispetto al 2009 (cioè di 278,8 milioni di euro), subirà un’ulteriore diminuzione per la totale indisponibilità di risorse?”. […]

05.05.10

 

“Anno accademico corsi a rischio”, di Andrea Rossi

Caro ministro, in queste condizioni esiste il concreto rischio che il prossimo anno accademico non possa cominciare». […]

La Stampa, 04.05.10

 

I ricercatori: «Stop alle lezioni», di Roberto Ciccarelli

Dal prossimo ottobre rifiuteranno di tenere lezione e bloccheranno i corsi di laurea se nel disegno di legge Gelmini sull’università non cambieranno le norme che regoleranno la governance degli atenei […]

Il Manifesto, 30.04.10

 

“Ricercatori, la protesta dilaga rischio blocco in tutti gli atenei”, di F.V.

La protesta dei ricercatori universitari contro la riforma Gelmini, scoppiata nelle facoltà scientifiche della Statale, ha raggiunto tutti gli atenei milanesi. […]

La Repubblica Milano 29.04.10

 

Tra scuola e vacanze, per Gelmini meglio le vacanze

“Il paese dei balocchi” di Francesco Merlo

Da ministra del rigore a ministra del tempo libero, da sacerdotessa dello studium a fanatica dell´otium, da bacchetta che castiga a sbracata Lucignola che vuole mandare tutti i bimbi italiani nel paese dei balocchi. […]

La Repubblica, 25.05.10

 

A scuola più tardi, maggioranza divisa Lega: no al ritorno sui banchi a ottobre

Maggioranza divisa sull’ipotesi di posticipare l’apertura dell’anno scolastico. […]

Corriere.it, 25.05.10

 

Scuola, Pd: slittamento a ottobre serve a fare cassa? A rischio regolarità anno scolastico

“Lo slittamento dell’inizio dell’anno scolastico è un altro modo per far cassa?”. […]

24.05.10

 

“Cominciamo a ottobre le scuole”, di Salvo Intravaia

Proposta di un parlamentare pdl: fa bene al turismo. L´opposizione contraria. Sui banchi di scuola tutti il primo ottobre, come una volta. […]

La Repubblica, 24.05.10

 

Il dirigente “censore” che piace al Ministro

Il Pd chiede la rimozione di Limina

Un’interrogazione urgente della sen. Bastico e dell’on. Ghizzoni. “Siamo ormai di fronte a un’evidente incompatibilità ambientale”. […]

25.05.10

 

“Il direttore dell’Emilia Romagna intimidisce, il ministro approva”, di Federico Niccoli

Leggiamo, da ieri, intemerate moralistiche contro Bersani che ha usato un’espressione “colorita” per esprimere la sua irritazione nei confronti del Ministro Gelmini, che non perde occasione per fare danni alla scuola pubblica del paese. […]

ScuolaOggi, 24.05.10

 

I presidi: «No al silenzio, i tagli sulla scuola sono gravi», di Chiara Affronte

No alle intimidazioni. È questa la replica forte e chiara dei presidi dell’Emilia-Romagna al dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Marcello Limina e alla sua «circolare bavaglio» diventata pubblica pochi giorni fa grazie al coordinamento dei docenti modenesi. […]

L’Unità/Bologna, 25.05.10

 

“Lettera ai presidi, assedio a Limina. Ed è già battaglia Democratici-Pdl”, di Marina Amaduzzi

Non si placa la bufera contro Marcello Limina. Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, nell’occhio del ciclone per una lettera in cui chiede sostanzialmente ai presidi di non parlare contro la scuola […]

Corriere della Sera, 23.05.10

 

Il Pd: “Gelmini riporta indietro le lancette e Limina fa la sua parte”

Vicinanza e solidarietà agli insegnanti in lotta contro i tagli imposti dalla “riforma” Gelmini è stata espressa dalle parlamentari del Pd Manuela Ghizzoni e Mariangela Bastico. […]

22.05.10

 

Organici docenti light e classi oversize

Immissioni in ruolo? A quanto pare, sì: 20.000 in due anni. Di fatto dimezzate

Ieri abbiamo dato la notizia, riportando quanto affermato nel dossier della FLCGIL sulla manovra “salva-Italia”, di un blocco delle immissioni in ruolo previste per la scuola, ma in poche ore tutto è cambiato. […]

Orizzontescuola, 28.05.10

 

«Lettera di un padre alla Gelmini», di Giuseppe Fusco

Nonostante abbia scritto più volte, oggi ho appreso telefonicamente chiamando la sua segreteria che le mie mail non sono state neanche protocollate. […]

Il Messaggero, 23.05.10

 

Protesta sui tagli al tempo pieno. Gelmini: “Falso, ci sono più classi”, di Salvo Intravaia

Da Milano a Trapani, passando per Firenze e Roma, l’anno prossimo spariranno centinaia di classi con orario pomeridiano. Cittadini e amministratori si mobilitano, ma per la Gelmini le critiche sono strumentali. […]

La Repubblica, 17.05.10

 

“Classi sovraffollate. E’ emergenza sicurezza”, di Flavia Amabile

Più di cinque edifici scolastici su 10 costruiti prima del 1974, quasi 4 su 10 con urgenti necessità di manutenzione, nemmeno la metà ha la certificazione antincendio. […]

La Stampa, 16.05.10

 

“La Scuola media azzoppata” di Pippo Frisone

Il primo colpo di machete inferto agli organici della scuola media è stato dato dall’introduzione dei nuovi ordinamenti e dalla conseguente formazione delle cattedre sia sul tempo normale sia sul tempo prolungato. […]

ScuolaOggi, 17.05.10

 

Tagli agli organici della scuola: il PD interpella la Gelmini

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che: è un dato inoppugnabile che nell’anno scolastico in corso sono presenti nelle scuole più studenti e meno personale docente e ATA rispetto a quello precedente. […]

13.05.10

 

Scuola, Pd: con licenziamento di massa il governo compromette la qualità del sistema scolastico

“Nonostante nell’anno scolastico 2009-2010 vi sia stato un incremento degli studenti di 37mila unità, il governo ha licenziato più di 42 mila docenti […]

05.05.10

 

“In ogni prima due studenti in più”, di Francesca Barbieri e Chiara Bussi

Meno classi, ma più affollate. Ma anche meno tempo da passare sui banchi. Sono queste le uniche certezze dei presidi alle prese con il rompicapo della riforma delle scuole superiori che parte a settembre. […]

Il Sole 24 Ore, 03.05.10

 

«Petizione contro l’aumento degli alunni per classe», di Ioannis Lioumis

In questi giorni i Consigli d’Istituto delle scuole si stanno riunendo per discutere, tra le altre cose, anche dei criteri per la formazione delle classi. […]

02.05.10

 

“Ancora un decreto fantasma sugli organici: attacco al tempo pieno nella scuola primaria ma i conti non tornano neppure nelle superiori”, di Osvaldo Roman

Con la Circolare ministeriale n. 37 del 13 aprile 2010, a tutt’oggi ancora non disponibile sul sito internet del MIUR, dovrebbe essere stato inviato agli Uffici periferici dell’Amministrazione scolastica  […]

ScuolaOggi, 04.05.10

 

Scuola. Errani e Sedioli: “I tagli del Governo puniscono l’Emilia-Romagna”

“I tagli del Governo puniscono l’Emilia Romagna”. E’ il duro commento del presidente della Regione Vasco Errani e dell’assessore regionale alla Scuola Giovanni Sedioli […]

28.04.10

 

“In onda lo smantellamento della scuola a tempo pieno”, di Gianni Gandola e Federico Niccoli

Da tempo su questo giornale andiamo sostenendo che il piano di “ristrutturazione” della scuola primaria programmato dal duo Gelmini-Tremonti sarebbe stato graduale. […]

ScuolaOggi, 26.04.10

 

Cronache dalla scuola

Scuola, una giornata di mobilitazione del Pd  

Volantinaggi e incontri dei parlamentari con i dirigenti scolastici. Tempo pieno, il gruppo consiliare Pd presenta un’interrogazione […]

29.05.10

 

Approvato il regolamento sulla formazione iniziale

La commissione Cultura della Camera ha approvato oggi lo schema di regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti. […]

Tuttoscuola, 27.05.10

 

“Ora di religione, non di catechismo”, di Sergio Luzzatto

Le cronache di questi giorni hanno veicolato due notizie significative provenienti da Trastevere, cioè dal ministero della Pubblica istruzione. […]

Il Sole 24 Ore, 23.05.10

 

«Povera Gelmini con questi consiglieri!», di Osvaldo Roman

Ma questo Giorgio Israel, prezioso consigliere della Gelmini nonché sessantottino pentito, lo fa o lo è veramente? Prendiamo due delle principali considerazioni che svolge nel suo articolo sul Giornale.it del 20 maggio. […]

Retescuole, 21.05.10

 

Scuola. Ghizzoni (Pd): disabili rifiutati? Governo sottovaluta discriminazioni

“Dopo le notizie sull’increscioso comportamento di alcune scuole paritarie avevamo presentato una interrogazione urgente al ministro Gelmini per sapere se è vero che i ragazzi disabili vengono rifiutati all’atto di iscrizione. […]

18.05.10

 

“La religione a scuola fa media: che errore”, di Pierluigi Battista

Il verdetto del Consiglio di Stato danneggia gli studenti che non la scelgono. Rendere implicitamente obbligatorio il facoltativo. […]

Il Corriere della Sera, 13.05.10

 

“Scuola e docenti, il ministro sbaglia strada”, di Giunio Luzzatto

Nei prossimi giorni, le Commissioni parlamentari dell’Istruzione devono esprimersi su un Decreto che regolamenta la formazione dei futuri insegnanti. […]

L’Unità, 12.05.10

 

Ora di religione, “Il governo garantisca le attività alternative”

L’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione alla Camera, commenta la sentenza del Consiglio di Stato relativa all’ora di religione. […]

11.05.10

 

La scuola della Gelmini: tagli e licenziamenti per tutti, valore al merito e programmi di studio per nessuno

Rinviato all’anno accademico 2011/2012 il punteggio per i meritevoli per l’accesso alle università. […]

www.partitodemocratico.it, 11.05.10

 

“Scuola, famiglie contro il caro-libri «Gli stessi testi, ma costano di più»”, di Anna Maria Sersale

«Le adozioni dei libri scolastici sono bloccate per cinque o sei anni, ma i prezzi continuano a salire anche se il testo non ha subìto modifiche» […]

Il Messaggero, 09.05.10

 

“Servono azioni forti in difesa della scuola pubblica”, di Gianni Gandola

Le scuole pubbliche sono in una condizione di grave sofferenza finanziaria. Vantano crediti nei confronti del ministero che ammontano ormai a centinaia di migliaia di euro (per istituto). […]

ScuolaOggi, 09.05.10

 

Quale cultura?

“Fondazioni, il decreto Bondi finisce alla Corte costituzionale”, di Luca del Fra

Mentre è ancora forte la eco dell’epico scontro tra Carla Fracci e Gianni Alemanno sindaco di Roma, i grandi teatri lirici italiani continuano la loro opposizione al decreto del ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi. […]

L’Unità, 20.05.10

 

Cultura, Pd: Bondi sacrifica autonomia scientifica sull’altare delle nomine politiche

“Un’ingiustificata forzatura su un testo sbagliato che sacrifica l’autonomia scientifica sull’altare delle nomine politiche”. […]

12.05.10

 

“Il Colosseo cade a pezzi, archeologi in allarme”, di Carlo Alberto Bucci

Il silenzio che all´alba circonda il Colosseo è stato rotto ieri alle sei dal tonfo di un pezzo di intonaco caduto dalla volta di un corridoio al pian terreno e franato sulla rete di protezione, così violentemente da romperla prima di polverizzarsi a terra. […]

La Repubblica, 10.05.10

 

“E i Nuovi Uffizi furono affidati a un manager di parrucchieri”, di Carlo Bonini

Con buona pace di Guido Bertolaso e del set allestito venerdì a Palazzo Chigi per restituire onore e lustro alla Protezione civile, c’è una storia […]

La Repubblica, 09.05.10

 

“Ultima chiamata per salvare la lirica”, di Sandro Cappelletto

Oggi, finalmente, l’onorevole Sandro Bondi, ministro dei Beni e delle Attività Culturali, incontra i sindacati che rappresentano i circa seimila dipendenti dei principali teatri d’opera italiani. […]

La Stampa, 06.05.10

 

“Svendita di Stato. Dalle spiagge ai fiumi e alle caserme”, di Mario Sensini

Federalismo» e «demanio» son già, prese a sé stanti, due parole o, forse meglio, due concetti difficili da capire. […]

Il Corriere della Sera, 05.05.10

 

“Contro il decreto Bondi l’orchestra di Santa Cecilia suona gratis per protesta”, di L.D.F.

«E’ una bellissima idea informarci così di quello che succede», esclama un’abbonata nel foyer dell’auditorium di Roma mentre ascolta l’orchestra di Santa Cecilia che, gratuitamente, esegue la Settima di Beethoven. […]

L’Unità, 03.05.10

 

Dalla farsa alla tragedia

Il libretto è già stato letto, il melodramma intitolato «decreto-legge per il riordino delle fondazioni lirico-sinfoniche» già visto e rivisto. […]

La Stampa, 01.05.10

 

La crisi che c’è e il lavoro che manca

Italcarni, la solidarietà del Pd ai lavoratori

Gli on. Manuela Ghizzoni e Ivano Miglioli del Pd hanno espresso la loro preoccupazione per la crisi dell’Italcarni e la loro solidarietà ai lavoratori. […]

19.05.10

 

“Edilizia al palo. Nel 2009 persi 210mila posti e 2mila imprese”, di Luigi Venturelli

Per l’economia è l’ultimo campanello d’allarme. Quando crolla il mattone, si prepara a crollare buona parte del sistema produttivo. […]

L’Unità, 15.05.10

 

“Lavoratori autonomi, in fumo 500mila posti”, di Roberto Petrini

Il 48% tra il popolo delle partite Iva. La recessione falcidia anche co.co.co. e microimprese. […]

La Repubblica, 12.05.10

 

Sicar, “L’accordo non può andare in fumo”

L’on. Ghizzoni esprime solidarietà ai lavoratori della Sicar, costretti a riprendere la mobilitazione affinché sia rispettato l’accordo del 22 marzo. […]

10.05.10

 

Il lavoro è il tema numero uno del Paese

Pierluigi Bersani al Congresso della CGIL. Il tema “numero uno di questo paese si chiama lavoro: lavoro che non c’è, prospettiva nebbiosa per le nuove generazioni, crescita economica insufficiente”. […]

www.partitodemocratico.it, 06.05.10

 

“Con la Cassa integrazione la disoccupazione è al 12%. In due anni un milione di posti di lavoro in meno”, di Antonio Misiani

A marzo 2010 il tasso di disoccupazione è stato pari in Italia al 9% delle forze di lavoro, un livello inferiore al 10% registrato da Eurostat nei 27 Paesi della UE (dati non destagionalizzati). […]

www.nens.it, 04.05.10

 

Steton, Ghizzoni: bene l’accordo ma il governo è assente

“Piano anticrisi della Regione e intervento degli enti locali hanno ridotto l’impatto”. L’on. Manuela Ghizzoni esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto alla Steton. […]

30.04.10

 

«Bersani e il grido degli operai “La parola compagno è viva”», di Luisa Grion

«Caro Bersani, dove sono finiti i compagni?». La domanda arriva al segretario del Pd da una regione che più di tutte le altre è annichilita dalla crisi dell´industria. […]

La Repubblica, 08.05.10

 

Il PD è un partito fondato sul lavoro  

Mai come quest’anno il 1 maggio arriva in un periodo in cui il lavoro è sempre più al centro dell’attenzione e delle priorità del Paese. […]

01.05.10

 

Silenzio stampa: avanti con la legge bavaglio

Intercettazioni: il governo fa un passo indietro…e inciampa

A volte la toppa è peggio dello strappo. È un peccato che il Pdl non abbia dato retta a questo saggio detto popolare per evitare una brutta figura per se e l’ennesimo danno al Paese. […]

www.partitodemocratico.it, 30.05.10

 

Il PD dell’Emilia – Romagna contro la “legge bavaglio”

Prende il via questo fine settimana la mobilitazione del PD a difesa della libertà di informazione e della sicurezza dei cittadini. […]

27.05.10

 

“Se il cittadino si ribella”, di Giovanni Valentini

Quale che sia l’esito parlamentare dell’infausto provvedimento sulle intercettazioni, un rilevante successo la campagna di stampa contro la legge-bavaglio l’ha già raggiunto […]

La Repubblica, 26.05.10

 

“Intercettazioni costituzione e buon senso”, di Michele Ainis

L’incostituzionalità di una legge può essere provata solo quando la Consulta ci mette sopra un timbro. […]

La Stampa, 26.05.10

 

“Il partito della falsa libertà”, di Carlo Galli

La Commissione Giustizia del Senato ha discusso in seduta notturna una versione del disegno di legge sulle intercettazioni che è di per sé devastante. […]

La Repubblica, 25.05.10

 

“Non avrei mai scritto Gomorra”, di Roberto Saviano

Mi ha generato un senso di smarrimento e paura la dichiarazione di voler tutelare la privacy dei boss mafiosi. […]

La Repubblica, 22.05.10

 

“La disobbedienza”, di Adriano Sofri

La legge concepita dal governo sulle intercettazioni è inconcepibile. È perfino imbarazzante argomentarlo: qui è stato pazientemente argomentato. […]

La Repubblica, 21.05.10

 

“I bavagli e la mafia”, di Rita Borsellino

Caro Direttore,sono trascorsi diciotto anni dalle stragi di Capaci e via D´Amelio. […]

La Repubblica, 21.05.10

 

Silenzio, stampa!

Intercettazioni: la maggioranza introduce il carcere e un’ammenda da 464mila euro per gli editori che pubblichino notizie sui procedimenti giudiziari. E difende la privacy dei mafiosi! […]

www.partitodemocratico.it, 20.05.10

 

“Azione civica contro il bavaglio”, di Stefano Rodotà

Nessun sistema democratico, per malandato che sia, può fare a meno di una opinione pubblica informata, consapevole, reattiva. Altrimenti si scivola verso la democrazia d’investitura, si trasforma il popolo in “carne da sondaggio”. […]

La Repubblica, 17.05.10

 

“Solo con le intercettazioni si può vincere la guerra contro gli evasori”, di Oreste Pivetta

Se le parlo da ufficiale, le dico che il paese è sano. Rappresentando l’istituzione non posso darle risposte troppo brutte… In confidenza le direi che quasi tutti gli operatori economici evadono il fisco, che non evade solo chi non è capace. […]

L’Unità, 13.05.10

 

“Se la nuova legge fosse già in vigore, neanche una riga sulla casa di Scajola”, di Luigi Ferrarella

Cosa c’entrano le intercettazioni con il caso Scajola? Niente: alla base della sua vicenda non ci sono microspie, ma solo assegni bancari e dichiarazioni di testimoni, atti peraltro tutti non più coperti da segreto perché depositati al Tribunale del Riesame. […]

Il Corriere della Sera, 05.05.10

 

Intercettazioni, nuovo scontro il governo vieta i “fuori onda”, di Liana Milella

L´opposizione: col ddl rischiano Le Iene e Striscia la notizia. Idv e Pd fanno slittare i tempi Carofiglio: danno alle indagini, la polizia non potrà registrare i confidenti. […]

La Repubblica, 05.05.10

 

“Ma saranno i lettori a perderci”, di Michele Brambilla

Cerchiamo di spiegare ai lettori perché la legge sulle intercettazioni non è un affare che riguarda solo noi giornalisti; ma che riguarda soprattutto loro, i lettori. […]

La Stampa, 28.04.10

 

Corrotti e corruttori

“La prova del sistema”, di Massimo Giannini

Al culmine dello scandalo che colpisce il governo, nel turbine di appalti truccati e case regalate, tasse evase e favori sessuali che coinvolge ministri  […]

La Repubblica, 21.05.10

 

“La corruzione dimenticata” di Guido Crainz

C´è qualcosa che colpisce più ancora della ampiezza dei fenomeni di corruzione venuti alla luce o della pervasività del «sistema», per dirla con l´onorevole Denis Verdini. […]

La Repubblica, 18.05.10

 

“Bertolaso e Anemone tra segreti e bugie”, di Claudia Fusani

Nelle annotazioni relative all’anno 2003 si legge: “Via Giulia-Bertolaso”, intervento numero 5 della lista. […]

L’Unità, 14.05.10

 

“Se la corruzione svuota la democrazia”, di Nadia Urbinati

Mentre la marea della corruzione monta come un oceano in tempesta, il presidente del Consiglio promette che i singoli responsabili pagheranno per gli errori, che le mele marce verranno selezionate e scartate. […]

La Repubblica, 16.05.10

 

Storie di appalti e interessi

Berlusconi garantisce per Verdini, Scajola e Lunardi. Dagli appalti truccati, all’interim alle Attività produttive, la palude governativa sta diventando una sabbia mobile. […]

www.partitodemocratico.it, 07.05.10

 

“Alle radici della corruzione”, di Sergio Rizzo

Un tumore maligno annidato in un organismo senza anticorpi. Ecco come i vertici della Corte dei conti definivano la corruzione che infesta il nostro Paese non più tardi di qualche settimana fa […]

Il Corriere della Sera, 06.05.10

 

“Lontano dalla realtà”, di Luigi La Spina

Il maggior rammarico, in queste tristi ore, dell’ex ministro Claudio Scajola dovrebbe essere quello di aver affidato la sua difesa all’avvocato Claudio Scajola. […]

La Stampa, 05.05.10

 

Inchiesta G8, Scajola si dimette

Il ministro dello Sviluppo Economico, travolto dalla vicenda dell’appartamento al Colosseo, abbandona l’esecutivo: “Non posso continuare, dimostrerò la mia estraneità ai fatti” […]

La Repubblica, 04.05.10

 

Cronache dal PD

Assemblea Pd, Bersani al Pd: “Siamo l’alternativa alla destra di governo”

Le primarie per scegliere i candidati sindaci sono un solo uno « strumento» per raggiungere l’obiettivo, quello appunto di arrivare alla candidatura vincente. […]

L’Unità, 22.05.10

 

Assemblea nazionale del PD – Intervento di Pierluigi Bersani

Cari amici e compagni, la domanda centrale per me è una sola. Sappiamo metterci all’altezza del nostro compito? Sappiamo metterci in sintonia con i problemi del nostro Paese e organizzarne la riscossa? […]

22.05.10

 

Prepariamo giorni migliori per l’Italia

“Prepariamo giorni migliori per l’Italia” sarà lo slogan dell’ Assemblea nazionale di venerdì e sabato prossimi e la frase che racchiude il senso di Pd Open […]

www.partitodemocratico.it, 19.05.10

 

Un partito plurale e aperto

Da Cortona, Area Democratica chiede una svolta politica per dare nuova linfa al Pd. Franceschini lancia la sfida: “un partito plurale e aperto, con vocazione maggioritaria e che ha come obiettivo il cambio del Paese”. […]

www.partitodemocratico.it, 10.05.10

 

“Veltroni: no a scissioni, siamo tra quelli che hanno fatto nascere il Pd”

Nessuna scissione, «non potremmo mai scinderci perché siamo quelli che ci credono di più, quelli che lo hanno fatto nascere». Così Walter Veltroni ha detto alla “minoranza” parlando al seminario di Area Democratica. […]

L’Unità, 08.05.10

 

Relazione di Dario Franceschini – Area Democratica a Cortona

Pochi giorni fa Ulrich Beck ha ricordato a tutti noi la regola fondamentale della società mondiale del rischio: non lasciare mai che un rischio globale passi senza sfruttarlo, poiché si tratta sempre di un’occasione di fare qualcosa di grande. […]

07.05.10

 

Progetto Italia 2011

Un alternativa di governo basata su dieci parole chiave. Questa è la proposta che il Partito democratico ha presentato al termine della riunione dove hanno partecipato i responsabili dei Forum tematici, i componenti della segreteria e i capigruppo nelle commissioni parlamentari. […]

www.partitodemocratico.it, 27.04.10

 

Letture per aprire la mente

«La grande disillusione», di Barbara Spinelli

A prima vista, si direbbe che due siano ormai le visioni della crisi divampata nel 2007, e dei modi di sormontarla in Italia. […]

La Stampa, 30.05.2010

 

“I giovani lasciati soli”, di Chiara Saraceno

In Italia il tasso di disoccupazione è più basso di quello medio europeo, un dato che fa dire ai nostri governanti che il nostro paese sta fronteggiando la crisi meglio degli altri. […]

La Repubblica, 27.05.10

 

“Riformiamo la finanza per salvare l’economia”, di Luciano Gallino

All´origine della crisi che l´Unione europea e l´euro stanno attraversando c´è il peso esorbitante che il sistema finanziario ha da tempo raggiunto sull´economia mondiale. […]

La Repubblica, 25.05.10

 

“La sconfitta è certa se ci facciamo la guerra. Il potere è contro di noi”, di Mariagrazia Gerina

La velina «condannata» alle battute del conduttore. La studentessa che non riesce a credere nei propri mezzi. La ragazza anoressica. L’attrice porno. […]

L’Unità, 24.05.10

 

“Chi azzoppa i custodi della democrazia”, di Barbara Spinelli

Contrariamente a quello che si tende a credere, non è il suffragio universale a sparire per primo, quando la democrazia si spezza. […]

La Stampa, 23.05.10

 

«La privacy? Alibi del disegno eversivo», Intervista a Stefano Rodotà di Andrea Carugati

Mi accusavano di essere troppo pessimista e invece ecco qui, e bisogna usare le parole giuste: siamo davanti a un cambiamento di regime ». […]

L’Unità, 22.05.10

 

“Nel paese che offende le donne”, di Gad Lerner

Un pamphlet della filosofa Michela Marzano denuncia l´Italia come l´ultima roccaforte della misoginia nel mondo occidentale. […]

La Repubblica, 19.05.10

 

Due anni buttati via. Governo al fallimento

“Trentaquattro fiducie, una e mezza al mese. Tutto questo cosa ha portato per le prospettive del Paese? Credo niente, sono stati due anni buttati via”. […]

www.partitodemocratico.it, 14.05.10

 

“Il corpo delle donne come una merce in TV”, di Giovanni Valentini

Si può rischiare anche di passare per censori, bigotti o bacchettoni, o addirittura di compromettere la propria virilità, a denunciare lo sfruttamento e la mercificazione dell´immagine femminile nella televisione italiana, in quella privata e a maggior ragione in quella pubblica. […]

La Repubblica, 14.05.10

 

“La bandiera strappata del federalismo”, di Massimo Giannini

Nel governo berlusconiano e nella maggioranza forzaleghista nessuno ha il coraggio di dirlo pubblicamente, al Paese e al Parlamento. Ma è ora di chiarire l´equivoco. […]

La Repubblica, 14.05.10

 

«I Mille oggi viaggiano al contrario», di Adriano Sofri

Dunque abbiamo appena ripassato la storia: nella notte fra il 5 e il 6 maggio 1860, 1070 volontari garibaldini s’ imbarcarono a Quarto lasciando famiglia lavoro e studi per andare a Sud a fare l’Italia. […]

La Repubblica, 12.05.10

 

“La grande truffa siciliana dell’eolico senza vento”, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

Intascati gli incentivi verdi, nella valle di Mazara tutte le pale ora sono ferme. Chi gira a mille è Sgarbi: dal museo sulla mafia alla mostra «W Garibaldo» […]

Il Corriere della Sera, 09.05.10

 

“I destini incrociati della Grecia del Regno Unito e dell’Europa”, di Loretta Napoleoni

Il Regno Unito oggi va alle urne sullo sfondo delle violente manifestazioni greche e forse sarà proprio l’evolversi della crisi greca, piuttosto che le ultime frenetiche battute della campagna elettorale più imprevedibile del dopoguerra […]

L’Unità, 06.05.10

 

“Lavoro, diritti e democrazia”, di Nadia Urbinati

Gli antichi consideravano la democrazia il governo dei poveri. Esiste democrazia, si legge nella Politica di Aristotele, quando il potere supremo dello stato è nelle mani della moltitudine che è fatta di poveri, sempre più numerosi dei ricchi, i quali vogliono governi oligarchici. […]

La Repubblica, 03.05.10

 

“Primo maggio: dove è la festa?”, di Ilvo Diamanti

SI È aperta una stagione senza feste civili. Dove i riti della memoria, che danno senso e identità alla nostra Repubblica, vengono guardati – e trattati – con insofferenza e indifferenza, da una parte del paese. […]

La Repubblica, 30.04.10

 

Interrogazioni presentate nel mese di maggio

Interrogazione sulla circolare “bavaglio” del dirigente scolastico regionale dell’Emilia Romagna – Atto n. 5-02933 del 25 maggio 2010

 

Interrogazione sull’esclusione dei docenti di materia alternative all’insegnamento di religione cattolica dai consigli di classe per la valutazione del credito scolastico – Atto n. 4-07282 del 20 maggio 2010

 

Interrogazione sulla decurtazione di finanziamenti per le Istituzioni culturali presenti nella tabella triennale 2009-2011 del Ministero per i beni e le attività culturali – Atto n. 5-02801 del 27 aprile 2010

 

"J’accuse di Draghi:la macelleria sociale è colpa degli evasori", di Bianca Di Giovanni

«Macelleria sociale è un’espressione rozza, ma efficace: io credo che gli evasori fiscali siano i primi responsabili della macelleria sociale ». È una battuta fuori testo, quest’anno, a segnare il senso delle ultime Considerazioni finali del governatore Mario Draghi. Un appello forte al ritorno alla legalità, al rispetto delle «regole del gioco». Per uscire dalla crisi serve sì correggere il deficit,ma non basta: occorre «coniugare la disciplina di bilancio con il ritorno alla crescita». E uno dei pilastri della crescita è proprio il rispetto delle norme condivise, che in Italia vuol dire lotta all’evasione e alla corruzione. Sono queste le riforme strutturali necessarie e non più rinviabili per far ripartire il Paese: la legalità diventa così motore economico. Mai Bankitalia era stata più chiara su questo punto.
MANOVRA L’intervento letto ieri davanti all’Assemblea dei partecipanti cade a poche settimane dalla crisi greca. Uno tsunami che ha messo a rischio i bilanci di tutti i Paesi, ed ha messo l’Europa di fronte ai suoi ritardi storici: poca convergenza politica, troppi «tentennamenti» soprattutto da parte della Germania. Reagire non sarà facile. Ma «la crisi ci ha ricordato l’importanza dell’azione comune, della condivisione di obiettivi, politiche, sacrifici», osserva il governatore. Senza equità e condivisione siamo destinati a fallire. Per questo la legalità è imprescindibile. La manovra appena approvata «era inevitabile nelle nuove condizioni di mercato». Così come dopo il caso Grecia il rientro dal disavanzo si impone a molti altri stati europei. Ma c’è il rischio che le restrizioni di bilancio (tutte ancora da verificare attentamente nel caso dell’Italia, perché tagliare la spesa non è affatto semplice , visti gli andamenti degli ultimi anni) incidano sulle prospettive di ripresa. Per questo il binomio rigore-crescita deve seguire una ricetta stringente e imperativa: conti in ordine,un nuovo perimetro dello Stato, fedeltà fiscale e infine nuovo mercato del lavoro, che dia nuove prospettive ai giovani, finora le «vere vittime della crisi». Questi «ingredienti» devono esserci tutti. Uno da solo non basta.
EVASIONE «L’evasione fiscale è un freno alla crescita perché richiede tasse più elevate per chi le paga», osserva Draghi. Il fardello del fisco – più pesante che nel resto d’Europa – ostacola l’attività economica nel nostro Paese e colpisce le famiglie più deboli. «Il prelievo sui redditi da lavoro più bassi – continua il governatore – e quello sulle imprese , includendo l’Irap, sono più elevati di 6 punti» rispetto agli altri Paesi dell’area euro. Poi, gli ultimi dati del fisco «malato». «Si può valutare che tra il 2005 e il 2008 il 30% della base imponibile dell’Iva sia stato evaso – dichiara Draghi – in termini di gettito sono oltre 30 miliardi l’anno, due punti di Pil». Trenta miliardi «rubati» alla collettività da chi non paga l’Iva: un dato da brividi. «Se l’Iva fosse stata pagata – dice a braccio il governatore – oggi il rapporto debito Pil sarebbe tra i più bassi d’Europa, sotto il 60% chiesto dall’Europa». Così il governatore «benedice» le misure di lotta all’evasione volute (finalmente) dal governo nell’ultima manovra. «L’obiettivo immediato è il contenimento del disavanzo – spiega – ma in prospettiva la riduzione dell’evasione dev’essere una leva di sviluppo, deve consentire quella delle aliquote». Insomma, pagare tutti per pagare meno. Questo meccanismo di recupero di gettito e alleggerimento delle aliquote «va reso visibile ai contribuenti». I cittadini devono sapere quanto è stato recuperato, ed essere consapevoli che il surplus di entrate sarà destinato ad alleggerire il peso delle tasse.
CORRUZIONE Dopo il fisco, c’è la corruzione. Altro «cancro» italiano. «Relazioni corruttive tra soggetti privati e amministrazioni pubbliche – dichiara Draghi – in alcuni casi favorite dalla criminalità organizzata,sono diffuse. Le periodiche graduatorie internazionali collocano l’Italia in una posizione sempre più arretrata. Studi empirici mostrano che la corruzione frena lo sviluppo economico». Più c’è malavita, più c’è sottosviluppo. Nel Mezzogiorno «il valore aggiunto pro capite del settore privato è pari al 45% di quello del centro-nord». Ovvero:meno della metà. Già da tempo Bankitalia non fa mancare i suoi richiami sul rischio riciclaggio, soprattutto dopo il varo delle norme sullo scudo fiscale, che hanno garantito l’anonimato a chi ha fatto rimpatriato entrare i capitali.
FEDERALISMO Per tagliare la spesa pubblica serve ridisegnare il perimetro dello Stato. Il governatore sembra suggerire che i tagli lineari da soli non servono: bisogna individuare le aree di sprechi e inefficienze. Il federalismo fiscale «deve aumentare l’efficienza dell’uso delle risorse».
L’Unità 01.06.10

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“Berlusconi: Draghi plaude a manovra e governo. Bersani: è il contrario”. di Nini Andriolo

Non ha dubbi Berlusconi, Draghi plaude alla manovra e «all’azione di governo». Diametralmente opposto il giudizio di Bersani: dal Governatore «sono venute parole preoccupate sulla situazione italiana» e inviti «ad uno sforzo coerente ed unitario, di crescita e riforme». Secondo il leader Pd la fotografia scattata da Draghi è quella di una manovra «contraria alla ripresa, inconsistente dal lato delle riforme e aleatoria sul controllo della spesa». Per D’alema, poi, la finanziaria è «pesantissima, ingiusta e sarà un disastro». Anche perché dà l’impressione «di togliere soldi ai politici, mentre tagliando fondi alle regioni e agli enti locali si colpiscono i cittadini e le famiglie». Cgil: i giovani? Una sfida Guglielmo Epifani, parla di una relazione Draghi «abbastanza onesta che contiene due parole importanti, equità e solidarietà», le stesse che il leader Cgil non trova nella manovra del governo. Le difficoltà delle nuove generazioni rappresentano «una sfida che bisogna saper raccogliere», afferma Epifani. E sullo stesso tema si sofferma Emma Marcegaglia. «Bisogna ragionare bene sui giovani che hanno maggiormente sofferto della crisi », spiega. La leader degli industriali condivide il richiamo del Governatore «alla lotta all’evasione», ma questa – aggiunge – non deve servire «per coprire i buchi di bilancio ma in prospettiva per abbassare le aliquote fiscali». E Marcegaglia insiste sulla necessità di ridurre la spesa pubblica e di «saperla coniugare con la crescita e la competitività ». Al di là dell’ostentata soddisfazione di Berlusconi, quindi, sia le forze sociali che l’opposizione mettono l’accento sui rilievi che Draghi evidenzia a proposito di misure pure «tempestive e inevitabili ». Bankitalia incita il governo a fare riforme strutturali e a stimolare la crescita? Dopo aver rivendicato che «dall’inizio della legislatura» l’esecutivo «ha fatto propria la sfida per coniugare, attraverso riforme strutturali, risanamento dei conti e ritorno alla crescita» e dopo aver concordato sul fatto che «il Paese ha forze sane e sufficienti per vincere la sfida», Berlusconi plaude al «riconoscimento» che Draghi ha dato «all’azione di Governo in termini di riduzione della spesa e lotta all’evasione fiscale, al fine del contenimento del deficit». La preoccupazione del premier Al di là dell’interpretazione pro-esecutivo della relazione di ieri, però, il Cavaliere mostra preoccupazione per le ricadute della manovra sul suo consenso personale e su quello del governo. Le tensioni che covano dentro l’esecutivo e nella maggioranza, e che il premier tende a riversare sul dicastero dell’Economia, pongono interrogativi sull’iter del disegno di legge che promette intoppi fuori e dentro il Parlamento. Per questo – anche se Bonaiuti smentisce cumulativamente tutte le indiscrezione che trapelano da Arcore, in ossequio a una evidente irritazione del Tesoro – dai palazzi del premier filtra una disponibilità alla modifica della manovra in Parlamento, fermo restando il tetto dei 24 miliardi. Un messaggio ai settori più riottosi della maggioranza, finiani compresi, e ai singoli ministri che denunciano uno«sbilanciamento pro leghista» dell’operazione di aggiustamento dei conti. Un modo, anche questo, per far sapere in giro che il premier avrebbe preferito «maggiore collegialità» e «maggior coinvolgimento» di quanto non abbia garantito Tremonti, E a dispetto di quel che appare con evidenza dal Pdl giurano che i rapporti tra Silvio e Giulio rimangono «più che buoni ». Malgrado tutto

L’Unità 01.06.10

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“Ritratto sincero di un paese”, diFerruccio De Bortoli
Le parole del governatore sono applaudite da tutti. Il giorno dopo dimenticate da molti. Speriamo che almeno questa volta non sia così, perché Draghi ha detto più di quello che, con concretezza e lucidità, ha scritto. Una grande relazione. In sintesi. La lezione della crisi finanziaria è una sola: la colpa è del vuoto regolamentare americano e l’azzardo morale va sanzionato. Duramente. Le nuove regole sono però ostacolate («Anche da molti di voi presenti») perché, si dice, freneranno la ripresa. Non è così. Dall’euro non si esce, ma si rafforzi il patto di stabilità e crescita. Non c’è solo la disciplina di bilancio. Se un Paese non fa le riforme necessarie a tutti, lavoro e istruzione per esempio, può ricevere una sanzione anche politica: la perdita del voto in sede comunitaria. L’ultima manovra del governo era necessaria e inevitabile, ma è incompleta. Si propone lodevolmente di contenere l’espansione della spesa pubblica all’1 per cento nel biennio 2011-12. Nota il governatore: negli ultimi dieci anni è cresciuta al ritmo del 4,6 per cento ogni dodici mesi.

Le parole del governatore sono applaudite da tutti. Il giorno dopo dimenticate da molti. Speriamo che almeno questa volta non sia così, perché Draghi ha detto più di quello che, con concretezza e lucidità, ha scritto. Una grande relazione. In sintesi. La lezione della crisi finanziaria è una sola: la colpa è del vuoto regolamentare americano e l’azzardo morale va sanzionato. Duramente. Le nuove regole sono però ostacolate («Anche da molti di voi presenti») perché, si dice, freneranno la ripresa. Non è così. Dall’euro non si esce, ma si rafforzi il patto di stabilità e crescita. Non c’è solo la disciplina di bilancio. Se un Paese non fa le riforme necessarie a tutti, lavoro e istruzione per esempio, può ricevere una sanzione anche politica: la perdita del voto in sede comunitaria. L’ultima manovra del governo era necessaria e inevitabile, ma è incompleta. Si propone lodevolmente di contenere l’espansione della spesa pubblica all’1 per cento nel biennio 2011-12. Nota il governatore: negli ultimi dieci anni è cresciuta al ritmo del 4,6 per cento ogni dodici mesi.

Di colpo virtuosi? Speriamo. Se l’Italia ha sopportato meglio di altri la crisi, il merito è soprattutto della politica monetaria, meno del governo. L’estensione degli ammortizzatori sociali, però, è stata corretta ed efficace. La manovra agisce seriamente sulla spesa previdenziale (finestre ed età pensionabile), ma potrebbe abbassare il già debole tasso di crescita. Il rischio è una seconda recessione. «Macelleria sociale è l’evasione fiscale ». Solo di Iva si evadono trenta miliardi l’anno. Se l’avessimo pagata regolarmente in questi anni, il livello del debito sul prodotto lordo sarebbe fra i migliori d’Europa. Più forti dei tedeschi. L’evasione va combattuta, e il governo, ammette Draghi, si sta impegnando. Le risorse recuperate riducano le aliquote, specie sul lavoro. L’altro grande ostacolo (macigno) alla crescita è nell’espansione della criminalità organizzata e nella diffusione della corruzione. La prima incancrenisce le istituzioni e attenta alla libertà e all’incolumità dei cittadini; la seconda umilia il merito, distorce il mercato, deprime la crescita. Chi paga il conto più elevato della crisi? I giovani, le vere vittime. La riduzione degli occupati, nella fascia tra 20 e 34 anni, è stata sette volte superiore a quella degli anziani; le nuove assunzioni sono diminuite del 20 per cento; i salari d’ingresso sono fermi a 15 anni fa. E non è vero che facendo lavorare di più chi sta tra i 55 e i 64 anni (occupato solo il 36 per cento, la media europea è al 46) le opportunità per i giovani diminuiscono. Alcuni Paesi nordici lo dimostrano. Il mercato del lavoro va riformato con lo sguardo rivolto ai giovani e a chi ha meno diritti. Federalismo fiscale? Sì, purché chi spende troppo e male, paghi.

Oggi spesso viene rieletto. La riforma universitaria va nella direzione giusta. Le debolezze della nostra economia sono note, ma i punti di forza non sono pochi (risparmio privato, rapporto tra patrimonio e reddito tra i più elevati in Europa, debito estero tra i più bassi). Il vero problema è che la produttività non cresce. Il filo che unisce tutta la relazione di Draghi si può riassumere così. Il coraggio al Paese non è mancato in momenti più difficili. Perché dovrebbe venir meno ora? La crisi a livello internazionale richiede cooperazione nella responsabilità. Perché dovremmo dividerci proprio noi sulle scelte più importanti per il futuro del Paese? Non si tratta di vagheggiare improponibili governi di unità nazionale o di larghe intese, ma almeno di sperare che maggioranza e opposizione si confrontino un po’ di più sui contenuti, nella consapevolezza di far parte (tutti) della stessa comunità. È troppo sperarlo?

Il Corriere della Sera 01.06.10

La manovra 2010 e gli effetti nei comparti pubblici della conoscenza

Vi proponiamo una sintesi del dossier Flc Cgil.
Contratti collettivi nazionali
· Salta, senza possibilità di recupero, il rinnovo per gli anni 2010-2012.
· I contratti per il biennio 2008/2009 ancora da sottoscrivere o già sottoscritti per lo stesso periodo dopo l’entrata in vigore della manovra non possono determinare aumenti retributivi superiori al 3,2%. Nel caso di aumenti superiori a tale limite si procede al recupero.

Congelamento degli stipendi
· Per il personale ata e docente della scuola gli anni 2010,2011,2012 non sono utili ai fini della
maturazione delle posizioni stipendiali né degli incrementi retributivi
· Per gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, non può superare il trattamento in godimento nell’anno 2009.

Questa misura è iniqua ed ha effetti pesantissimi su tutti i settori della conoscenza sia per quanto riguarda lo stipendio in godimento sia per la futura pensione.
· Per i docenti universitari e i ricercatori il blocco supera abbondantemente il 10% annuo e colpisce soprattutto i giovani ricercatori
· Per i ricercatori e tecnologi e tecnici e amministrativi degli Enti pubblici di ricerca vengono bloccati tutti gli avanzamenti di carriera previsti da norme contrattuali, comprese quelle consentite dal CCNL 2006-2009 e non ancora applicate.
· Inoltre sempre per quanto riguarda il comparto università e ricerca il blocco del salario accessorio al 2009 vanifica gli effetti dei contratti integrativi di ente ed ateneo sottoscritti nel corrente anno.
· Per il personale docente dell’Alta Formazione Artistica e musicale, il blocco delle anzianità determinerà una perdita di circa il 10%.

Blocco anzianità: effetti sul comparto scuola

Questa disposizione tocca nell’immediato circa 254.000 tra docenti, educatori e Ata che dovrebbero scattare di fascia nei prossimi tre anni. Ma i danni economici riguardano tutto il personale della scuola. Si tratta di un vero e proprio taglio dello stipendio senza possibilità di recupero.
In pratica la carriera del personale viene allungata di tre anni per legge. Ad esempio un dipendente (docente o Ata) con un’anzianità di servizio di 5 anni per passare alla fascia successiva anziché aspettare tre anni ne dovrà aspettare sei. Es: un collaboratore scolastico neo assunto guadagna 14.900 lordi l’anno, per effetto del blocco perde 290 euro, un docente di scuola elementare a metà carriera con uno stipendio di 23.000 euro perde 1.878, un docente di scuola superiore con 34 anni di servizio guadagna 32.000 euro, ma dopo la manovra non potrà conseguire il passaggio alla fascia successiva, l’ultima, perdendo 1.560 euro l’anno.
I risparmi previsti derivanti dall’applicazione al comparto scuola sono oltre 340 milioni di euro su base annua.

Effetti sulle pensioni: il congelamento degli stipendi, compreso il salario accessorio, avrà effetti per tutti i lavoratori della conoscenza anche sul versante previdenziale. L’impossibilità per i pensionandi dei prossimi 3/5 anni di raggiungere la fascia retributiva superiore o di avere l’incremento determinato dal rinnovo del contratto integrativo, produce un danno che può arrivare per le retribuzioni più alte ad una riduzione di oltre il 20% della pensione. Per il comparto scuola si va da una media di 50 euro al mese in meno per le fasce più basse ad oltre 100 euro al mese in meno per quelle più alte. Analoghi effetti sulla liquidazione. Danni immediati nel comparto scuola anche per coloro che andranno in pensione a settembre 2010, qualora il passaggio alla fascia stipendiale successiva sarebbe dovuta avvenire entro il 31 agosto. Beffa anche per i trattenuti in servizio per maturare la fascia stipendiale entro il 2011 e 2012. Per questi come per i pensionati del prossimo triennio non c’è alcuna possibilità di recupero.
Dirigenti: Riduzione del 5%dal 1° gennaio 2011 della retribuzione di posizione variabile. Questa norma determinerà secondo i nostri calcoli un taglio medio di circa 400 euro l’anno.

I precari
Precariato · Blocco turn over
· Dal 2011 ci si può avvalere di personale precario nei limiti di spesa del 50% dell’anno 2009. Resta salva per università e ricerca la possibilità di avvalersi di personale precario a carico di altri fondi diversi da quello ordinario.

Gli effetti sul precariato sono devastanti. Non è ancora chiaro se gli effetti del blocco del turn over varranno anche per scuola e Afam, infatti da notizie ancora ufficiose sarebbero bloccate le immissioni in ruolo previste per l’anno scolastico 2010/2011, eccetto che per gli insegnanti di sostegno (circa 6000).
Il blocco del turn over nelle università determina che:
· Nel triennio 2011-13 si potrà assumere a tempo indeterminato ne limite del 20% del personale cessato dal servizio (2 ogni 10 pensionati)
· Nel 2014 nel limite del 50%
· Nel 2015 il 100%
Nella ricerca ai suddetti vincoli si sommano all’obbligo di non superare il limite dell’80% delle proprie entrate (spesa complessiva per il personale).
Il limite di spesa del 50% invece determinerà l’automatico licenziamento di migliaia di precari che già lavorano nelle università e negli enti di ricerca e impedirà il necessario ricambio generazionale (siamo alla vigilia di un massiccio esodo dei docenti universitari: tra il 2009 e il 2010 oltre 5000 pensionamenti), impoverendo ulteriormente università ed enti.
Alcuni dati:
Università: la stima è di circa 26 500 precari licenziati. Di questi circa 20000 sono docenti a contratto. Ricerca: negli enti un terzo del personale è precario. Sono circa 1000 i ricercatori che non avranno più il contratto dal 2011. Tra questi ci sono per esempio i fisici nucleari dell’IFN o i precari dell’INGV che tengono in piedi i servizi di sorveglianza sismica e vulcanologica. A questi numeri vanno aggiunti precari che saranno licenziati per effetto della soppressione di alcuni enti di ricerca.

Scuola: ricordiamo che su questo comparto agiscono i tagli determinati dalla legge 133/08, pertanto dal primo settembre prossimo circa altri 20 000 precari, tra docenti docenti e ata, si aggiungeranno ai 26 000 licenziati dello scorso anno.

Le risorse

Formazione Taglio del 50% delle risorse a partire dal gennaio 2011
Le già esigue risorse previste per la formazione vengono dimezzate. Per il comparto scuola questo significa una perdita di 4.224.495,5. Le risorse disponibili dal 2011 per la formazione ammonteranno all’incirca a 5 euro a lavoratore. Per la ricerca, questa disposizione significa dimezzare le risorse stabilmente destinate dal CCNL che rappresentano l’1%, 2% del monte salari.

Risorse ministeri Riduzione lineare del 10% sulle spese rimodulabili dei ministeri
Questa norma prevede la flessibilità da parte dei singoli ministeri nella determinazione delle spese rimodulabili da tagliare. Se si applicasse ai fondi diretti alle scuole si taglierebbero circa 43 milioni di euro. Le voci più colpite sarebbero quelle che rappresentano il valore aggiunto alla didattica: corsi di recupero, ampliamento offerta formativa, progetti alternanza scuola lavoro. A rischio la garanzia del servizio di pulizia tramite le ditte e gli interventi straordinari per le spese di funzionamento didattico e amministrativo. Effetti anche per il comparto ricerca, in conseguenza di un autonomo stanziamento in capo al Miur.

Fondo di funzionamento ordinario Università
La manovra prevede un aumento di 400 milioni di euro per il 2011 e di 350 milioni di euro per il
2012. E’ necessario però procedere ad un attenta verifica prima di affermare che si tratti di un
effettivo aumento di risorse.

Missioni all’estero
Riduzione del 50% di quanto speso nel 2009 a partire dal gennaio 2011. Nel caso della scuola sarà impossibile programmare molti viaggi/stage di istruzione all’estero. Questa riduzione ha gravi ripercussioni sui progetti di ricerca e le collaborazioni internazionali di enti ed università

Inoltre…

Soppressione enti di ricerca Vengono soppressi ISAE, ISFOL, IAS, EIM, ISPESL e più in generale sono preannunciati interventi su gli altri enti del comparto (come INGV), con riorganizzazione delle attività e scorporo degli addetti. Quindi il 40 % degli enti di ricerca italiani sostanzialmente verranno soppressi o accorpati, con la conseguente perdita di grandi professionalità e un immenso patrimonio di conoscenze specifiche.
Nella proposta ventilata si parla di mobilità presso altri Enti pubblici di ricerca solo per i
ricercatori e tecnologi, mentre per i tecnici e amministrativi si profila il riassorbimento nei
ministeri vigilanti.

Organici scuola
Blocco aumento organici insegnanti di sostegno. Si contravviene alla sentenza della Corte
Costituzionale, che aveva ribadito l’incostituzionalità della normativa statale sul rapporto
alunni/docenti per gli alunni disabili. Si bloccano quindi per il 2010/2011 le deroghe per i posti
di sostegno. Per quanto riguarda i posti comuni agisce la legge 133/2008 che ha previsto una riduzione di oltre 130.000 posti nel triennio.

www.flcgil.it

"Moni Ovadia: io sono solidale col popolo palestinese, proprio perché sono ebreo", di Alberto Baldazzi

Moni Ovadia: anche oggi i telegiornali, forse di fronte alla gravità estrema di quello che è successo nei mari antistanti i territori palestinesi questa notte, hanno proprio difficoltà a rendere agli italiani l’assurdità di quello che è accaduto . Il problema di questa notte, di queste ore, ma in generale della questione medio – orientale. Ecco: tu come pensi che i nostri Media, e non soltanto quelli italiani, abbiano rappresentato questo dramma, e lo stiano rappresentando?
“No, non lo rappresentano, perché sono … con rarissime eccezioni … presi da se stessi, cioè: la prima preoccupazione che hanno è “ stiamo attenti a quello che diciamo”, non “ stiamo attenti a quello che dobbiamo dire”, e quindi “ diciamolo bene, in modo da mettere l’accento sulla gravità e sulla responsabilità”, ma “ stiamo attenti a come lo diciamo, che poi non ne dobbiamo subirne delle conseguenze …”. La pavidità, e l’auto-perpetuazione di un sistema che non è più di informazione , ma di auto comunicazione; è questo che domina.”

Sarebbe facile dire: stanotte è stato compiuto un atto di terrorismo internazionale in pieno Mediterraneo; però non lo dice nessuno.”
“Si , secondo me, tecnicamente; lo dico, per non lasciarmi andare alle mie emozioni: tecnicamente si tratta di un atto di terrorismo; è tecnicamente un atto di terrorismo e pirateria perché intanto è avvenuto in acque internazionali. Secondo: c’erano mille altri modi per evitare questa cosa; prendere degli accordi prima dicendo: “fateci vedere che trasportate merci umanitarie, dimostrateci che non trasportate materiale aggressivo … e noi vi lasceremo passare, per andare a portare soccorso alle popolazioni che ne anno bisogno”. Faccio un ipotesi, non era semplice fare così ? : “ Vogliamo che le popolazioni non soffrano, noi siamo favorevoli all’arrivo di aiuti: se questi aiuti, garantiteci che sono aiuti per la protezione civile, e noi vi lasceremo passare”. Oppure mettere in mezzo l’ONU, e dire “Fate voi la mediazione tra noi, i nostri problemi, e questo convoglio umanitario.” Ma, gli israeliani non hanno mai voluto interposizione di forze internazionali. Mai, tranne in Libano, perché il Libano, l’ultima avventura del Libano, secondo me, per gli israeliani è stata una vera e propria sconfitta.”

Essendo stati sconfitti sul campo … hanno chiamato i “nostri.”
“Sono stati sconfitti sul campo, per la prima volta, sai … gli Hezbollah continuavano a tirare i missili, mentre l’esercito israeliano distruggeva un quarto del Libano, ed anche la “mitica” intelligence dello stato di Israele, il Mossad, o lo Shin Bet, non era riuscito a capire cosa stava succedendo”

Per i nostri lettori, per i nostri ascoltatori : ti conoscono tutti, ma io ribadirei che tu non sei un “estremista palestinese”, vero? … le tue radici, la tua cultura …
Ma, naturalmente io sono solidale col popolo palestinese, proprio perché sono ebreo. È il mio dovere di ebreo essere solidale con tutte le persone che soffrono a causa di ingiustizie, e quindi lo sono come essere umano, prima di tutto, perché questa e la mia … prima, come dire, identità; quella di essere umano universale, perché se non avessi la dignità di essere umano, non potrei neanche essere ebreo. Poi la mia identità ebraica, che è una delle mie altre identità, alla quale io tengo molto, mi ha insegnato che bisogna praticare la giustizia nei confronti di tutti; che bisogna praticare il riconoscimento dell’altro e l’accoglienza dell’altro; quindi io non sono … pro-palestinese, o cose di questo genere: io semplicemente assumo atteggiamenti che ritengo giusti, in primo luogo seguendo l’etica umana, quella dei diritti universali, in secondo luogo, l’etica della Torah, che è un riferimento che per altro è in piena sintonia con i diritti fondamentali dell’uomo”

Moni, capita spesso che i media italiani ti chiamino per intervenire in questo senso? Per dire queste cose che stai dicendo a noi?”
“Si … mi chiamano, naturalmente … i media un po’ più coraggiosi; una volta ci capitava di scrivere sulla grande stampa, ma non accade più. Ma io … non me ne lamento, perché io sono quello di prima, io non sono cambiato. E ciò che domina in particolare la stampa , una certa stampa nazionale, è il pensiero: “ Tengo famiglia”. Io invece, proprio perché gli ebrei sono stati sterminati, perché … milioni di masse grigie, ed i loro governanti girarono la testa dall’altra parte. Non solo i carnefici: quelli fecero lo sporco lavoro, ma non avrebbero potuto farlo, se altri non avessero storto la testa. Io ho giurato a me stesso che nei confronti di nessuno girerò la testa dall’altra parte; la violenza, il sopruso, sopraffazione, ingiustizia, non hanno patria! Non hanno bandiere, non hanno appartenenze etniche!

www.articolo21.org

"Il docente paga più del manager", di Alessandra Ricciardi

Tra blocco del contratto e scatti congelati, tagli del 10%. Hanno uno stipendio che nelle migliori delle ipotesi non arriva, a fine carriera, neppure alla metà dei 90 mila euro dei dirigenti pubblici, tetto massimo oltre il quale la manovra finanziaria di quest’anno fa scattare il taglio dei 5% dello stipendio sulla quota eccedente, che sale al 10 per buste paga over 150 mila. Eppure per loro, insegnanti, ausiliari, tecnici e amministrativi, il taglio sarà ben più consistente, arrivando, secondo quanto stimano pressoché tutti i sindacati sulla base di dati del ministero dell’economia, anche al doppio, il 10%. È l’effetto della somma delle due misure che, salvo novità, scatteranno nella scuola con il decreto finanziario: blocco dei contratti per un triennio e congelamento degli scatti di anzianità. Due misure sulle quali vanno avanti i tentativi delle forze sindacali di addolcire le durezze del ministro dell’economia, Giulio Tremonti. Il ventaglio delle possibili soluzioni propone un recupero almeno parziale dei mancati aumenti contrattuali, in una fase successiva a quella del triennio lacrime e sangue, la spendibilità ai fini giuridici, ovvero pensionistici, dello scatto non maturato economicamente e un piano di assunzioni per almeno 20 mila posti nei prossimi due anni. Anche perché la scuola risulta essere tra i pochi comparti ai quali non si applica il blocco del turn over. Modifiche su cui le trattative entreranno nel vivo probabilmente in sede parlamentare.

Il blocco dei contratti, tenendo conto del nuovo tasso europeo di inflazione, comporta una perdita stimata in circa il 6% a fine triennio: in media, 150 euro al mese. A cui si aggiunge la perdita dello scatto di anzianità. Il congelamento comporterà un mancato guadagno immediato per circa 250 mila insegnanti. Lo slittamento della carriera, invece, varrà per tutti. Ebbene per chi ricade nell’arco temporale 2010-2012, la perdita dello scatto vale un taglio della busta paga annua che va dagli 800 euro di un collaboratore scolastico ai 2000 euro di un prof di scuola secondaria, che diventano 2900 se in gioco c’è l’ultimo gradone. E non è finita. Perché la manovrona precisa che nessun dipendente pubblico potrà avere nei prossimi tre anni stipendi superiori a quelli in godimento nel 2010, «compreso il trattamento accessorio». In questo modo, si vanno a far benedire anche gli aumenti di merito a cui ha lavorato negli ultimi mesi il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, chiedendo incessantemente al Tesoro la spendibilità immediata della prima tranche dei risparmi frutto dei tagli del decreto 112/2008: 300 milioni. Congelati pure questi.

ItaliaOggi 01.06.10

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“Ecco la stangata su pensioni e Tfr”, di Nicola Mondelli

Trattamenti più bassi con la leva degli scatti e dei contratti. Le modifiche per calcolare la indennità di buonuscita, la prevista liquidazione della stessa in tre rate e l’impossibilità di determinare la base pensionabile utilizzando lo stipendio spettante per l’effettivo servizio prestato stanno creando sconcerto e preoccupazione tra il personale del comparto scuola. Gli interventi strutturali in materia previdenziale contenuti nella manovra di maggio, nel testo licenziato dal Consiglio dei Ministri, coinvolgono, infatti, anche il personale docente ed Ata. Non si applicano al personale della scuola solo le nuove decorrenze previste per l’accesso al trattamento pensionistico.

Per il personale del comparto scuola, infatti, continueranno a trovare applicazione le disposizioni di cui al comma 9 dell’art. 59 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 le quali dispongono che ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del trattamento economico nel casi di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno.

La manovra di maggio non introduce, invece, alcuna modifica ai requisiti anagrafici e contributivi richiesti dalla normativa vigente per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità.

I requisiti per l’accesso

Tali requisiti rimangono, pertanto, i seguenti: per la pensione di vecchiaia, per gli uomini 65 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione utile a pensione; per le donne 61 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione per gli anni 2010-2011, 62 per gli anni 2012-2013, 63 per gli anni 2014-2015, 64 per gli anni 2016-2017 e 65 dall’anno 2018.Per accedere alle pensioni di anzianità rimangono invariate, sia per gli uomini che per le donne, le quote: 95 per gli anni 2010-2011; 96 per l’anno 2012 e 97 per l’anno 2013.

Gli effetti

Il congelamento per gli anni 2011, 2012 e 2013 del trattamento economico, compreso quello accessorio, in godimento nell’anno 2010; la sospensione, senza possibilità di recupero, delle procedure contrattuali relative al triennio 2010-2012 e la disposizione secondo la quale per il personale docente ed ATA gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dal ccnl 23 gennaio 2009 avranno, se non saranno modificati in sede di conversione in legge, effetti devastanti sul trattamento pensionistico e sull’indennità di buonuscita, oltre ovviamente che sulla retribuzione degli anni in questione.

Difficile al momento quantificare, in particolare per il personale che cesserà dal servizio negli anni in questione, l’ammontare delle “perdite” in termini economici sia sul trattamento pensionistico che sull’indennità di buonuscita. Tenuto conto che il passaggio di gradone, di norma, dalla 28^ al 35^ posizione stipendiale comporta un aumento lordo mensile che va dai 58 euro dell’assistente amministrativo ai 130 euro del docenti di scuola secondaria di 2° grado è solamente una questione matematica la quantificazione della minore pensione mensile e della minore indennità di buonuscita.

Solo i docenti e il personale Ata che cesseranno dal servizio dal 1.9.2010 e che dal 1.1.2010 fruiscono di una nuova posizione stipendiale non dovrebbero soffrire alcuno degli effetti negativi collegati alla sterilizzazione degli anni 2010, 2011 e 2012. Potrebbero, ma il condizionale nella circostanza e d’obbligo, incappare, invece, nella liquidazione in rate dell’indennità di buonuscita.

ItaliaOggi 01.06.10

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Manovra Finanziaria, tutto confermato: per tre anni stipendio “congelato”. di A.G.
I rilievi posti dal Capo dello Stato non hanno prodotto cambiamenti al testo sul comparto Scuola: “gli anni 2010, 2011 e 2012 non saranno utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici”. Coinvolti nel mancato “scatto” stipendiale 254 mila docenti e Ata. Per un prof danno in media da 2.000 euro l’anno. Gelmini: manovra indispensabile per garantire crescita, equità e sviluppo.
Stipendio “congelato” fino al 2012. E solo successivamente, quindi tra due anni e mezzo, si potrà riaprire la trattativa per il rinnovo del contratto, scaduto il 31 dicembre scorso. Per i lavoratori della scuola non vi sarebbero quindi modifiche sostanziali al testo della manovra finanziaria: i rilievi fatti dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, hanno avuto effetti sul comparto della Cultura “salvando” diversi enti messi frettolosamente nella lista dei tagli, ma non hanno apportato modifiche alle forti penalizzazioni previste per il comparto istruzione. Nel Decreto Legge della Finanziaria correttiva 2010 rimane infatti in piedi la doppia penalità inflitta al personale scolastico: fino al 2012 largo al blocco stipendiale e, contemporaneamente, degli scatti di anzianità.
“Per il personale docente, Amministrativo Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola – si legge al comma 22 dell’art. 9 del testo firmato dal Presidente della Repubblica – , gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle posizioni contrattuali vigenti”. Secondo un calcolo della Flc-Cgil la legge, in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, produrrà la mancata corresponsione dello “scatto” stipendiale per 254 mila docenti e unità di personale Ata. Per un danno economico che varia, a seconda della fascia di inquadramento e della posizione stipendiale, tra qualche centinaia di euro ad oltre 2 mila euro annui.
Secondo il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, la manovra economica varata dal Governo “è coraggiosa e indispensabile per contenere la spesa: garantisce crescita, equità e sviluppo. Il presidente Berlusconi – ha continuato Gelmini commentando a caldo il provvedimento – ha confermato le sue promesse. Sono stati tutelati i ceti deboli, non ci sono stati tagli a pensioni, sanità e scuola. Non ci sono stati i tagli ai centri di ricerca e al fondo per l’università. Le infrastrutture del sapere del nostro Paese sono state salvaguardate”.

Tecnica della Scuola 01.06.10

Intercettazioni, tutti contro tutti nella maggioranza

Botta e risposta tra Finie Schifani. Migliavacca: “E per fortuna dovevano essere il partito dell’amore”. Sulle intercettazioni Fini attacca Schifani,che replica, Fini rireplicae e Bondi e Quagliarello lo attaccano. Scene di un ordinario pomeriggio della maggioranza che coinvolgono però la seconda e la terza carica dello Stato… L’Aula del Senato affronta l’esame del ddl intercettazioni, il presidente della Camera Gianfranco Fini, attacca il provvedimento: “Ho dubbi sul testo al Senato del ddl sulle intercettazioni, è opportuno che il Parlamento rifletta ancora su questo testo»” Fini cita in particolare la norma transitoria (una modifica che rende applicabile il nuovo giro di vite anche ai procedimenti in corso)in contrasto con il principio di ragionevolezza: “Mi inquieta un po’ anche il limite di tempo. Io non so se i 75 giorni sono un numero giusto o sbagliato: ma se si capisce che il giorno successivo al 75esimo accade qualcosa non si può continuare?”». Per il presidente della Camera “nn si può perciò usare la mannaia”.

“Il ruolo del presidente del Senato è un ruolo di garanzia dei diritti della maggioranza e dell’opposizione. È un dovere di terzietà. Io non mi sognerei mai di dare giudizi politici o di merito su provvedimenti all’esame dell’altro ramo del Parlamento” è il duro commento del presidente del Senato Schifani, che sceglie di replicare con una dichiarazione ai giornalisti nel transatlantico di Palazzo Madama. “Da quando sono presidente del Senato – spiega scuro in volto – non mi sono mai occupato di dare valutazioni politiche nel merito di argomenti all’esame di questo ramo del Parlamento che pure presiedo”. A breve la contro-replica di Fini: “Rispetto totale per l’autonomia del Senato. Il presidente Schifani non può però fingere di non sapere che prima di presiedere la Camera ho contribuito a fondare il Pdl, di cui anch’egli è espressione. Sulle questioni relative alla legalità e all’unità nazionale non ho intenzione di desistere dallo svolgere un ruolo politico”.

Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria del Pd, attacca: “Sulle intercettazioni siamo ormai nella maggioranza al tutti contro tutti. La confusione è al massimo: un provvedimento sbagliato, che limita le possibilità di indagine sulla criminalità e che mette il bavaglio all’informazione, viene spinto a forza malgrado che anche nella maggioranza le posizioni critiche stiano facendosi sentire. Nella maggioranza al posto di prendere atto delle proteste e delle divisioni e di fare un passo indietro si è imboccata la strada del litigio: e per fortuna che dovevano essere il partito dell’amore”.

Sandro Bondi, che da ministro attacca la maggioranza contor i tatgli alla cultura, da cooridnatore del PDL invece attacca ilc ofondatore del suo partito: ”
Mi chiedo non se sia corretto ma se sia utile e ragionevole che il presidente della Camera esprima un giudizio politico nel merito di un provvedimento nel mentre lo si sta discutendo nell’Aula del Senato”. Per Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl, “Fini ha tutti gli strumenti per superare il conflitto d’interessi che deriva dal suo doppio ruolo di presidente della Camera e capo di una minoranza interna al Pdl”.

Intanto i senatori del PD fanno appello alla maggioranza per modificare il testo. Altrimenti, l’ostruzionismo sarà inevitabile.

www.partitodemocratico.it

"Disubbidienza civile per garantire il rispetto della Costituzione", intervista a Nadia Urbinati di Jolanda Buffalini

Malacoscienza è la definizione che alla fine trova Nadia Urbinati, politologa “pendolare” fra Stati Uniti (dove insegna alla Columbia University) e l’Italia.
È la cattiva coscienza di una maggioranza che forza il dettato costituzionale sapendo di farlo. Ed è questa la ragione che spiega, sul piano etico e politico, perché si sta producendo in Italia una situazione che dà senso alla disubbidienza civile. Malacoscienza perché quella maggioranza «sa bene che è altamente probabile che il testo sulle intercettazioni non potrà superare il vaglio della Corte Costituzionale. Però potrà sfruttare ai propri fini il lasso di tempo in cui la legge sulle intercettazioni sarà quella approvata dalla maggioranza in Parlamento, e questo produrrà un danno alle nostre libertà».
Lei considera quindi opportuna la disubbidienza civile in queste circostanze?
«La disubbidienza civile è l’ultima risorsa, l’estrema ratio. È un’azione certamente politica ma che è messa in atto da individui, dal singolo giornalista, dal singolo magistrato che rischia. Prima di questo, la situazione ottimale sarebbe la mobilitazione politica più ampia possibile, attraverso l’impegno individuale e collettivo dei cittadini, attraverso la battaglia parlamentare e la mobilitazione dell’opinione pubblica, per cambiare o non fare approvare la legge. Quando tutti questi tentativi saranno stati fatti, se nonostante tutto questo, il ddl sulle intercettazioni sarà legge, allora la disubbidienza civile è – a mio avviso – eticamente giustificata ».
Dunque lei auspica, prima di tutto,una mobilitazione politica che eviti l’approvazione del disegno di legge?
«Tutto quello che si può fare come iniziativa politica e parlamentare, fino al ricorso alla Corte Costituzionale. Ma bisogna sapere che, una volta che ci sarà la legge, prima che l’Alta Corte si pronunci, passerà del tempo e questa legge produrrà sofferenza e danno alle nostre libertà costituzionali: sul piano della libertà di stampa, perché la nostra Costituzione ne prevede la limitazione solo in caso di grave rischio per l’ordine pubblico. E sul piano della separazione dei poteri, per i limiti che vengono imposti al lavoro dei magistrati. Io non sono una giurista ma mi pare che la Corte costituzionale non potrà ammettere questa legge. E le decisioni di maggioranza sono legittime solo nel rispetto del quadro costituzionale».
È questo che giustifica il ricorso alla disubbidienza?
«Sì, in una società democratica e costituzionale la disubbidienza civile è eticamente giustificata dal conflitto della legge con la norma superiore e fondativa dell’unità dello Stato. In questo conflitto vince la Carta costituzionale. Fu così in America, nella lotta contro la segregazione razziale. La disubbidienza non è il sovvertimento dell’ordine costituito, non è illegalità ma, al contrario, affermazione dei principi che stanno a fondamento dello Stato».
Si sta riferendo alle battaglie per i diritti civili degli anni Sessanta? «Il caso più celebre è quello di Martin Luther King,ma non fu il solo, ci furono molti casi di disubbidienza civile. Le leggi che proibivano ai neri di sedere negli stessi autobus con i bianchi, per esempio, erano in contrasto con la dichiarazione d’Indipendenza e con la Carta dei diritti».
Lei dice che questi sono i casi in cui la disubbidienza civile è eticamente e politicamente giustificata, ma chi disobbedisce può appellarsi a norme sancite dal nostro ordinamento?
«No, la disubbidienza civile è un atto di coraggio democratico dei singoli cittadini, che pagheranno per questo. E sanno che dovranno rischiare e pagare. Sanno che andranno incontro a conseguenze, se ne assumeranno la responsabilità e la colpa. Nella nostra Costituzione non c’è il diritto alla Resistenza, di cui pure si discusse nell’assemblea costituente».

L’Unità 01.06.10