Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Che ci azzecca la benzina con la cultura?", di Marzio Galeotti

Per compensare la rinuncia ai tagli alla cultura, il governo ha deciso di inasprire la tassazione sui carburanti. Tre le principali obiezioni al provvedimento: si introducono nuove tasse senza tener conto del grado complessivo di distorsione del nostro sistema fiscale. Si tassano benzina e gasolio solo per fare cassa. L’aggravio e il guadagno d’entrata per lo Stato è superiore a quello indicato, perché l’aumento riguarda la componente di accisa, che va ad aggiungersi al prezzo industriale, e su questa somma si calcola l’Iva per arrivare al prezzo alla pompa. Evitiamo una volta tanto i soliti commenti critici, o se si vuole sconsolati, secondo cui da un lato si predica che le tasse non verranno aumentate o si promette che verranno addirittura ridotte – fatto necessario per rilanciare la crescita o fatto conseguente all’introduzione del federalismo – e dall’altro si razzola male. Stiamone lontano. Diciamo invece che in una fase di tagli di bilancio coniugata a una crescita che fatica a rilanciarsi, la parola tasse e il ricorso a esse è più che mai in auge. …

""Terremoto, ricostruzione perfetta" finta aquilana in tv, bufera su Forum", di Giuseppe Caporale

Mediaset manda in onda una finta terremotata pagata 300 euro. Pagata per leggere un copione scritto dagli autori del programma Forum, condotto da Rita Dalla Chiesa su Canale 5. “L’Aquila è ricostruita”; “Ci sono case con giardini e garage”; “La vita è ricominciata”; chi si lamenta “lo fa per mangiare e dormire gratis”. Per questo “ringraziamo il presidente…” . “Il governo… “, precisa la conduttrice. Marina Villa, 50 anni, nella trasmissione di venerdì si dichiara “terremotata aquilana e commerciante di abiti da sposa” in separazione dal marito Gualtiero. Ed è lì in tv con il coniuge a discutere della separazione davanti al giudice del tribunale televisivo. Ma è tutto finto: lei non è dell’Aquila, non è commerciante, il vero marito è a casa a Popoli, il paesino abruzzese nel quale la coppia vive: si chiama Antonio Di Prata e con lei gestisce un’agenzia funebre. L’assessore alla Cultura dell’Aquila, Stefania Pezzopane, ha scritto una lettera a Rita Dalla Chiesa: “Nella sua trasmissione, persone che, mi risulta, non hanno nulla a che vedere con L’Aquila, hanno fatto …

"Appalto ricco mi ci ficco. Scatole cinesi e parenti l’ultimo assalto alla Rai", di Natalia Lombardo

Operatori tv pagati in nero o sottopagati, offerte al ribasso che corrodono dove è più facile, sul costo del lavoro, con lavoratori iscritti all’Enpals e cancellati il giorno dopo. Sfruttamento e concorrenza sleale, persino con montatori pagati alla «cinese» a 4 euro l’ora, la metà di una baby sitter. Esiste un sottobosco nel quale i diritti dei lavoratori, i compensi dovuti e la legalità, a quanto lamentano con angoscia dall’interno di questo mondo, sono ormai argomenti cancellati. Si tratta della rete di società di produzione alla quale la Rai appalta circa l’80 per cento riprese televisive con troupes attrezzate, impianti luce, montaggio, trasporti. È su questi meccanismi che la Cgil-Slc, in un’alleanza con le imprese virtuose, i lavoratori, i sindacati e l’Enpals, cerca faticosamente di vigilare sulla correttezza delle procedure di appalto e come freno alle gare al ribasso, sollecitando anche la Rai a controllare con maggiore attenzione. Una battaglia portata avanti anche dal «Coordinamento lavoratori Broadcast», Clb: operatori di riprese, montatori, tecnici video-audio, che cercano di sensibilizzare chi deve promuovere i controlli. La tv …

"Berlusconi testimonial al negativo per la TV pubblica tedesca. E da noi?", di Gianni Rossi

E’ ancora lontano il Primo di Aprile, eppure in Germania hanno preparato un bello scherzetto al nostro presidente del consiglio Berlusconi (quello che faceva “Buh alla Merkel da dietro una colonna o che la faceva aspettare, perché impegnato al telefonino), alla vigilia delle importantissime elezioni regionali di questa settimana nel Baden-Würtenberg, Renania Palatinato e Sassonia- Anhalt. Si tratta della campagna promozionale, organizzata dalla Serviceplan di Berlino, per conto delle due reti pubbliche radiotelevisive ARD e ZDF, a favore del canone di abbonamento (circa 216 euro l’anno, tra i più alti in Europa, il doppio della RAI), che, utilizzando la foto di un Berlusconi sorridente senza mezzi termini proclama: “Una democrazia è tanto forte come i suoi media”. E poi spiega che: “La Germania ha un panorama televisivo tra i più ricchi e variegati al mondo. Siamo noi tutti che lo rendiamo possibile grazie al canone che paghiamo. Una democrazia funziona non solo quando ci sono elezioni libere, ma anche quando i media non sono sottomessi al potere politico”. Altro che l’Italia, dove il presidente del …

"Il ministro e la battuta sui Bronzi La Calabria contro il «leghista» Galan", di Gian Antonio Stella

Giù le mani dai bronzi di Riace!» . È bastato che buttasse lì il dubbio se sia sempre opportuno lasciare lì sul posto i tesori ritrovati, scegliendo c o m e esempio (ahi…) le statue elleniche, e il neoministro alla Cultura Giancarlo Galan è stato investito da un fitto lancio di missili terra-aria calabresi. L’accusa più infida: leghista! A lui, che coi leghisti ci litiga da sempre. La polemica anti-padana, in realtà, non tocca solo le splendide sculture quasi certamente appartenenti all’arte greca del V secolo a. C. Bastava leggere ieri mattina sul Tempo l’acido commento alle parole con cui Galan aveva sostenuto che «solo l’Italia ha due Festival del Cinema. In Francia c’è Cannes, in Germania quello di Berlino, in Svizzera soltanto Locarno. Venezia è il Festival del cinema più antico del mondo, è e sarà l’unico in Italia» . Non l’avesse mai detto! «Donchischiotte che va alla guerra con lo spadone tagliateste» . «Generale che fa bum col cannone ma sbaglia mira e sventra tutti» . «Nerboruto» . «P a d a n …

Orfini e Galan, botta e risposta sulle proposte PD per rilanciare la cultura a costo zero

Matteo Orfini denuncia le incongruenze del governo ed elargisce “consigli patriottici” al nuovo ministro così da evitare l’aumento della benzina. E Galan si dichiara interessato Il gioco delle tre carte pensavamo fosse orami fuori moda, per la nota dinamica truffaldina che lo caratterizza! Ebbene ci sbagliavamo tutti! E’ diventato un “cult” nel governo, che brancolando nel buio tra fallimenti, avvisi di garanzia, dimissioni, sfiducie, rivisitazioni, l’ha usato per redistribuire poltrone e poteri, al di là di competenze reali dei soggetti interessati, sempre e solo a scapito del Paese. Il 23 marzo, Giancarlo Galan ha annuciato le dimissioni da Ministro dell’Agricoltura, per guidare il dicastero dei Beni e delle Attività Culturali, lasciato libero dal dimissionario Sandro Bondi, verso cui ricordiamo era stata presentata una mozione di sfiducia da parte dell’opposizione che però non è passata alla Camera, dopo il crollo della Domus dei Gladiatori e altre tre strutture murarie a Pompei. Il Ministero dell’Agricoltura è stato quindi affidato al leader di Iniziativa Responsabile, Francesco Saverio Romano, determinando il passaggio dall’appoggio esterno a quello interno di Iniziativa …

"Missione fallita, Masi lascia la Rai per lui pronto il vertice Snam", di Francesco Bei

Svolta ai vertici di viale Mazzini. Il dg Mauro Masi lascia la Rai e si avvicina alla Snam. Alla base del cambio, l’incapacità di gestire Floris, Santoro, Fazio e Gabanelli. Per il suo posto in lizza Lorenza Lei e Verro. L’era Masi è al tramonto. Martedì prossimo, con un anno di anticipo sulla scadenza, il direttore generale della Rai lascerà l’ufficio al settimo piano di viale Mazzini e spegnerà la luce dietro di sé. Missione fallita, il premier è scontento, i “nemici” di Berlusconi sono ancora tutti al loro posto: da Santoro alla Gabanelli, da Fazio a Floris, fino alla Dandini. Nonostante gli innumerevoli tentativi di imbrigliarli e censurarli in pubblico, nonostante Masi ce l’abbia messa tutta, quei cinque sono ancora in video. E il direttore generale, quello che criticò le pressioni del premier sulla Rai in una memorabile intercettazione – «manco nello Zimbabwe» – ora se ne deve andare. Certo, non andrà in esilio a Ventotene. È pur sempre un ex segretario generale di Palazzo Chigi e Gianni Letta lo tiene in gran conto. …