Tutti gli articoli relativi a: cultura

Emma Marrone: «Ragazze venite in piazza con me», di Mariagrazia Gerina

Martedì prossimo debutterà a Sanremo con Arriverà. «Parla del fatto che quando tutto sembra andare male, poi c’è il momento del riscatto», racconta Emma Marrone, classe 1984, l’ultima “creatura” di Maria De Filippi, vincitrice della nona edizione di Amici. Migliaia di fan tra le giovanissime, già tre dischi di platino all’attivo. Un talento Mediaset, che domani, lasciando le prove del Festival, sarà a Roma, in piazza del Popolo, con le altre donne, a manifestare. E spera di trascinarsi dietro anche le fan. Da Amici alla piazza in difesa della dignità delle donne, un bel salto. «Non ne posso più di sentirmi dire che Emma Marrone è il “prodotto di Amici”: io non sono il prodotto di nessuno, sono solo una ragazza che ha avuto la possibilità di cambiare il suo destino ma mi-sono-fatta- un-mazzo-così per riuscirci e continuo ad essere quello che sono sempre stata: una persona pensante. Ascuola, facevo concerti per raccogliere fondi per le donnedeturpate dagli acidi. Avevo una insegnante di filosofia, che non ci insegnava solo Kant ma ci faceva leggere i …

"Oltre le mutande", di Massimo Gramellini

Mentre una casta di subrettine aspiranti onorevoli domina la scena mediatica, negli angoli meno illuminati della società le loro coetanee stanno dando la spallata definitiva al predominio del maschio. Qualsiasi statistica racconta ormai il sorpasso fra i sessi: le ragazze si laureano di più, conquistano più borse di studio, ottengono più posti come ricercatrici. Ma poiché lo fanno senza dimenare il sedere in televisione, non esistono. La civiltà dello spettacolo funziona così: tutto ciò che esce dal quadrilatero intrattenimento-sport-giornalismo-politica non dà visibilità e quindi non rientra nel dibattito pubblico. Questa distorsione altera la percezione della realtà, al punto che oggi in Italia si scontrano due opinioni palesemente fasulle. La prima è l’opinione Così Fan Tutti: ogni uomo è un maiale e ogni donna una escort, e chi fa la morale al Silvio e alle sue amichette stia bene attento, perché gli scateniamo dietro un segugio che rivelerà al popolo i suoi altarini sessuali. La seconda è l’opinione Pochi ma Buoni: i virtuosi esistono e coincidono coi nemici del Silvio, una minoranza destinata a perdere sempre. …

"Milleproroghe, Bondi lascia a secco la Lirica e lo Spettacolo", di Luca Del Frà

Alla Scala di Milano e alla Arena di Verona arriva un contentino, ma per il resto delle fondazioni liriche e dello spettacolo italiano la partita del “Mille proroghe” si chiude malissimo. Il reintegro, più volte promesso dal ministro Bondi, degli oltre 100 milioni di euro tagliati dalla finanziaria 2011 (ribattezzata legge di stabilità), si attesta appena a 15 milioni per la lirica di qualità –Maggio Musicale, Regio di Torino, Santa Cecilia, Comunale di Bologna e così via. Una mancia lanciata con disprezzo sotto il tavolo. L’imbarazzo è palpabile e con apposito emendamento la Lega ha sentito l’esigenza di concedere, extra, 3 milioni di euro sia all’Arena di Verona che alla Scala, con il duplice risultato di non risolvere i problemi e, privilegiando i ricchi, creare ulteriore malcontento. Lascia molto perplessi la situazione della Fondazione veronese, che con la stagione estiva all’Arena, solo teatro al mondo con 20 mila posti, è l’unica a poter contare su cospicue entrate di botteghino per coprire i costi. A ciò s’aggiunga che malgrado l’indotto portato alla città in estate, il …

Rai, Bersani: Inaccettabile la direttiva sul bavaglio

“Ogni tentativo di mettere camicie di forza agli spazi informativi della Rai sarebbe una violazione del pluralismo, dell’autonomia e della liberta di informazione. Un danno grave verso l’azienda che subirebbe un contraccolpo molto grave anche sotto il profilo economico”. “Se i contenuti fossero confermati, in realtà ci troveremmo di fronte a una direttiva sul bavaglio. Per il Partito Democratico questo sarebbe inaccettabile.” Così il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani commenta le anticipazioni dell’atto di indirizzo sul pluralismo, proposto dalla destra in commissione di Vigilanza Rai e che sarà votato mercoledì prossimo in commissione. “Ogni tentativo di mettere camicie di forza agli spazi informativi della Rai – continua Bersani – sarebbe, oltre che una violazione del pluralismo, dell’autonomia e della liberta di informazione, un danno grave verso l’azienda che subirebbe un contraccolpo molto grave anche sotto il profilo economico. Mi rivolgo quindi al presidente e ai membri della commissione di Vigilanza Rai e ai vertici dell’azienda affinché, in questa fase politicamente delicata e complessa, respingano le pressioni che si sono fatte clamorose e garantiscano …

"L’indignazione non basta. Per le donne serve la politica", di Emilia De Biasi*

Il bello delle donne è che sono fra loro diverse. Lo dimostra il dibattito, acceso e finalmente pubblico, sulle motivazioni per cui essere ( o non essere) in piazza il 13. Le argomentazioni rivelano desiderio di partecipare, impegno, e svelano un’identità femminile davvero plurale. Ho aderito alla manifestazione. Sarò in piazza a Milano, spero che saremo in tante e in tanti. Ci sarò per ciò che sono: una donna che fa politica nelle istituzioni e nel Pd, che si cimenta da tempo nell’arduo cammino della libertà femminile, che crede che dal fango in cui è finito il paese si possa uscire solo attraverso un nuovo patto fra uomini e donne: un patto culturale, economico, sociale. La miseria berlusconiana, estesa e difficile da sradicare, è certamente morale, ma le motivazioni per chiedere le dimissioni di Berlusconi hanno il dovere di essere politiche. La cornice di costume è inquietante, ma non recente. Voci solitarie si sono levate nel ventennio trascorso per denunciare le conseguenze del passaggio da cittadini a consumatori di beni, prodotti, immagini, corpi femminili. Ma …

"Se l'Italia distrugge la Bellezza", di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

In «Vandali» Rizzo e Stella raccontano come e perché l’Italia stia distruggendo la sua unica ricchezza: l’arte. Un Paese da salvare: I 45 siti Unesco in Italia. Non abbiamo il petrolio, noi. Non abbiamo il gas, non abbiamo l’oro, non abbiamo i diamanti, non abbiamo le terre rare, non abbiamo le sconfinate distese di campi di grano del Canada o i pascoli della pampa argentina. Abbiamo una sola, grande, persino immeritata ricchezza: la bellezza dei nostri paesaggi, la bellezza dei nostri siti archeologici, la bellezza dei nostri borghi medievali, la bellezza delle nostre residenze patrizie, la bellezza dei nostri musei, la bellezza delle nostre città d’arte. E ce ne vantiamo. Ce ne vantiamo sempre. Fino a fare addirittura la parte dei «ganassa» («Abbiamo il 40% dei capolavori planetari!», «No, il 50%!», «No, il 60%!») giocando a chi la spara più grossa. Primato che, per quanto ne sappiamo, spetta all’unica «rossa» che piace al Cavaliere, la ministra del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Che nel portale in cinese con il logo «Ministro del Turismo» lancia un messaggio …

"Rai, pronta una ricetta da soviet", di Michele Brambilla

Siamo tutti d’accordo nel dire che non ne possiamo più delle risse in tv con i politici che urlano, si insultano, si parlano addosso, quindi escono di scena con il beau geste di un abbandono che chissà come mai viene deciso sempre ai titoli di coda. La maleducazione di questi nostri rappresentanti democraticamente eletti è pari, fra l’altro, alla pochezza delle loro argomentazioni. Visto che il concetto più frequentemente espresso dagli on. e dai sen. è il seguente: «Io l’ho lasciata parlare, adesso lei non mi interrompa». Anche se siamo ormai lobotomizzati al punto da non avere la forza di cambiare canale, certi talk show non li sopportiamo più: sono la riproposizione (in peggio) delle vecchie fiere di paese in cui «chi grida di più la vacca è sua». Sarebbe quindi da benedire un provvedimento che mettesse fine allo scempio. Ieri abbiamo saputo che l’onorevole Alessio Butti del Pdl ha presentato alla Rai la bozza di un «atto di indirizzo» che sarà esaminato la prossima settimana dalla commissione di vigilanza. Per qualche istante abbiamo sperato …