Tutti gli articoli relativi a: cultura

"La censura secondo Massimo Carlotto", di Sara Picardo

Intervista allo scrittore inserito dall’assessore Speranzon nella lista degli autori “sgraditi”. “La censura è una necessità di ogni regime quando ci sono delle debolezze. Vogliono dare una percezione di solidità all’esterno che non c’è”. “Scriverò agli assessori alla Cultura dei Comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite e chiederò loro, dato anche che le biblioteche civiche sono inserite in un sistema provinciale, che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali […] Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità”. Queste parole di censura non sono riprese da qualche discorso fatto durante il Ventennio fascista, ma sono state pronunciate dall’assessore alla cultura della provincia di Venezia Raffaele Speranzon, ex missino, oggi Pdl nei confronti di alcuni scrittori che nel 2004 firmarono un appello per la scarcerazione di Cesare Battisti. La messa al bando è stata subito accolta e rigirata ai dirigenti scolastici e professori dall’assessore regionale all’istruzione e alla formazione Elena Donazzan, quota Pdl, famosa per il putiferio scatenato …

16° Congresso dell’Anpi di Carpi, Ghizzoni: “Un dibattito ricco di riflessioni sulla condizione del Paese e fecondo di indirizzi per affrontarla”

E’ questa la ricchezza del congresso comunale dell’Anpi che si è svolto stamattina a Carpi. “Un confronto tra generazioni e tra donne e uomini che provengono da esperienze politiche differenti, ma che si sono ritrovati nell’impegno per la piena affermazione dei valori costituzionali, così come emersi dalla Lotta di liberazione” ha affermato l’On Ghizzoni nel suo intervento di saluto. “L’Anpi, organizzazione antifascista non partitica, con i suoi iscritti rappresenta un patrimonio pubblico della democrazia, imprescindibile per contrastare la deriva populista che oggi caratterizza il nostro Paese. Una deriva resa ancora più pericolosa dalla crisi economica e dallo sfaldamento della coesione sociale, dal progressivo discredito delle istituzioni e dalla perdita di senso del ruolo della politica: condizioni che potrebbero favorire l’affermazione di tensioni antidemocratiche” . “E’ una sfida che i tanti giovani iscritti all’Anpi assumono come prioritaria, insieme al testimone raccolto da coloro che furono Resistenti per restituire libertà agli italiani e dignità al Paese.”

Il 17 marzo di Confindustria "Al lavoro anche se è festa", di Giorgio Ruffolo

Emma Marcegaglia si preoccupa assai della perdita delle ore di lavoro destinate alla celebrazione dell´unità d´Italia. La festività è prevista per il 17 marzo. Ho sempre apprezzato la serietà delle posizioni assunte da Marcegaglia: anche lo stile e il coraggio. Questa volta non posso proprio.Credo che avrebbe dovuto riflettere al fatto che non si tratta di una “festa”, che prende a pretesto un fatto storico per concedersi una vacanza, ma di un giorno da dedicare alla memoria e alla storia di questo Paese. Nel quale abbiamo molti Santi e Madonne cui tributiamo l´omaggio di una giornata di lavoro senza che a qualcuno venga in mente di contare le ore produttive perdute. Se in centocinquant´anni non troviamo l´occasione di rinunciare a otto ore di produzione, vuol dire che o siamo allo stremo della nostra economia, o della nostra dignità. Non credo che la controproposta, di celebrare l´unità con un rinfresco, Marcegaglia avrebbe potuto avanzarla in Francia, in Spagna, in Inghilterra. O negli Stati Uniti. In quei paesi l´unità nazionale è un valore e non un prezzo. …

"Minzolini modello Fede", di Stefano Balassone

Che lenza quel Minzolini. Mentre tutti sbertucciano il direttore dalla carta di credito facile perché perde ascolti, arriva il gennaio del 2011 ed ecco che, almeno rispetto allo stesso mese del 2010, li riguadagna. E con l’occasione cambia, e mica poco, l’assortimento dei fans del Tg1. Le élite se ne vanno, quasi si dimezzano (molti ne acchiappa Mentana, altri proprio hanno deciso di infischiarsene dei telegiornali). Il ceto medio che guarda in alto e il ceto medio senza aggettivi paiono stabili mentre il ceto medio basso (gente che ha comunque un lavoro o una pensione) vacilla. In compenso il ceto basso accorre in massa fino a sfiorare il 42% degli spettatori del Tg1 (sono il 34% per il Tg5 e solo il 22% per il TgLa7). È questo il settore di pubblico (molto sud, molta sofferenza sociale, molta richiesta di aiuto dallo stato) che porta a Minzolini i numeri del successo di gennaio. Indovinate a chi assomiglia, dopo la cura Minzolini, il pubblico del Tg1? A quello del Tg4. E non solo per la smaccata …

Tremonti gela la mossa del Cavaliere "Non ci sono nuovi impegni di spesa", di Francesco Bei

Il ministro blocca anche le richieste del Terzo polo sul federalismo. Berlusconi punta su interventi già licenziati nei mesi scorsi: piano-casa e Sud Il leader del Pdl: “È un progetto che ci serve per andare avanti e per affrontare le urne”. Stavolta non c´è stato nemmeno bisogno di alzare la voce. Tremonti, nei quaranta minuti scarsi di faccia a faccia a Palazzo Grazioli, ha gelato gli entusiasmi del premier sulla «grande frustata al cavallo» sussurrando poche parole. Ma definitive: «Silvio, quale sia la situazione lo sai. Se non ci sono nuovi impegni di spesa per me va tutto bene, fai quello che ritieni e ti darò una mano». Se vuoi fare un po´ di rumore va benissimo, questo il ragionamento, ma soldi non ce ne sono. E del resto, come gli ha spiegato Tremonti anche ieri, il compito del governo «non è quello di fare Pil, semmai di realizzare le regole più efficaci che muovano il Pil». Insomma, non c´è niente da fare, nonostante le proteste del Cavaliere: «Giulio, su questo provvedimento mi ci gioco …

"Un museo è meglio di Google", di Francesco Bonomi

Aiuto! Aiuto! Nessuno andrà più nei musei!, potrebbe venir voglia di dire dopo aver sentito che Google metterà in rete più di mille immagini, tanto per cominciare, dei capolavori dell’arte esposti nei grandi musei del mondo ad altissima definizione. Viene da pensare a quando fu possibile cominciare a vedere i film a casa con il videoregistratore. Nessuno andrà più al cinema si disse. Ma non fu così. Quindi la gente continuerà ad andare nei musei? Sicuramente sì. Lo dice anzi proprio in una sua dichiarazione Nelson Mattos, capo della divisione di ricerca di Google Art Project, i capolavori in rete. Mates dice: «La prima volta in un grande museo ci sono stato quando studiavo all’estero: ricordo ancora l’emozione di gironzolare per quelle sale». Ecco, l’emozione di quel gironzolare, anche se il computer ci prova in tutti modi, non potrà mai essere sostituita dalla tecnologia. Così come le sensazioni di trovarsi in una sala buia in mezzo a tanta altra gente a condividere l’emozione del grande schermo cinematografico non sono mai state sostituite da nessun Vhs, …

"E sul Tg1 va in onda l´intervista brezneviana", di Sebastiano Messina

C´era una volta il videomessaggio a reti unificate, con librerie di scena e telecamere velate. Oggi anche Berlusconi s´è adeguato ai tempi: gli bastano quattro minuti all´apertura del Tg1.Un Tg1 al cui confronto il mitico telegiornale Vremia dell´era brezneviana brilla ormai per indipendenza, autonomia e spirito critico. Chi ha visto ieri sera l´edizione delle 20 ha assistito a un evento scientificamente rilevante, una mutazione genetica in diretta televisiva: il videomessaggio con intervistatore embedded. Nel pieno di una tempesta che sta squassando la sua maggioranza, mettendo in pericolo il passaggio del federalismo fiscale e la stessa sopravvivenza del governo, nel bel mezzo di una bufera giudiziaria che vede il presidente del Consiglio indagato per reati infamanti, nel cuore di uno scandalo senza precedenti sugli eccessi imbarazzanti della sua vita privata, il principale telegiornale del servizio pubblico ottiene una «intervista esclusiva» con Berlusconi, la mette in cima al suo menù dell´ora di cena, la annuncia con toni emozionati nei titoli di testa, e poi cosa gli va a domandare l´intervistatore presidenziale? La verità sui cinque milioni promessi …