Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Il mio grido lungo due minuti nel Paese alla fine del mondo", di Luis Sepulveda

Le prime ore del 27 febbraio sono trascorse in mezzo a una strana quiete: una bella luna piena rischiarava gran parte del territorio cileno, dal Pacifico soffiava una brezza rinfrescante e niente lasciava presagire le ore terribili che si avvicinavano dalle profondità dell’oceano. Alle 3.45 il Cile dormiva, a Viña del Mar ancora non si erano spenti gli echi del quinto giorno del Festival della canzone, a Santiago, Concepción o Valparaíso i più giovani uscivano dalle discoteche o dalle sale da ballo. Improvvisamente, la terra ha cominciato a muoversi con una violenza inusitata. Noi cileni abbiamo una sorta di cultura del terremoto e sappiamo che i grandi cataclismi cominciano in modo lieve e continuano con un infernale crescendo fino alla consumazione della tragedia. Questo terremoto è stato diverso: è cominciato scaricando tutta la sua violenza, grado 8,5 della scala Richter, e ha continuato in questo modo per due minuti, abbattendo case, distruggendo ponti, spezzando in due strade, sradicando tralicci dell’alta tensione, seminando il panico e la desolazione di fronte a noi cileni, che non potevamo …

"La colpa di chi fa le leggi per se stesso", di Gustavo Zagrebelsky

«Un dio o un uomo, presso di voi, è ritenuto autore delle leggi?» chiede l´Ateniese ai suoi ospiti venuti da Creta e da Sparta. «Un dio, ospite, un Dio! – così come è perfettamente giusto». Queste parole aprono il grande trattato che Platone dedica alle Leggi, i Nòmoi. Il problema dei problemi – perché si dovrebbe obbedire alle leggi – è in tal modo risolto in partenza: per il timor degli Dei. Le leggi sono sacre. Chi le viola è sacrilego. Tra la religione e la legge non c´è divisione. I giudici sono sacerdoti e i sacerdoti sono giudici, al medesimo titolo. Oggi non è più così. Per quanto si sia suggestionati dalla parola che viene dal profondo della sapienza antica, possiamo dire: non è più così, per nostra fortuna. Abbiamo conosciuto a sufficienza l´intolleranza e la violenza insite nella legge, quando il legislatore pretende di parlare in nome di Dio. Ma, da quella scissione, nasce la difficoltà. Se la legge ha perduto il suo fondamento mistico perché non viene (più) da un Dio, ma …

«Arcus, la società per la cultura che regala le "mance" di Stato», di Carmelo Lopapa

L’INCHIESTA. Gestisce 200 milioni distribuiti a discrezione, senza controlli. All’università gregoriana un milione e mezzo di euro per il restauro dei cortili interni ROMA – L´ultimo pacco siglato «Cultura spa» porta in dote 200 milioni di euro. L´infornata è di questi giorni e permetterà al governo una distribuzione a pioggia in favore di centinaia di associazioni, enti, teatri e fondazioni. Più che di privatizzazione della cultura, l´operazione sa tanto di mancia di Stato, giusto a un mese dal voto, per amici, boiardi e parenti importanti. Succede così dal 2004. I tre ministeri di riferimento stanziano (Beni culturali, Economia e Infrastrutture) e i beneficiari graditi incassano. È un affare gestito da pochi, con fondi pubblici e scavalcando il controllo parlamentare. La «Cultura spa» di impronta berlusconiana – assieme ad Ales – ha il volto di Arcus, più che un volto il vero braccio operativo, il braccio lungo della spartizione. «Società per lo sviluppo dell´arte» fondata nel 2004 (sotto il precedente governo del Cavaliere) a capitale interamente sottoscritto dal ministero dell´Economia. I suoi decreti operativi vengono adottati …

"Gli affari della Beni Culturali Spa così la cricca puntava sull´arte", di Alberto Statera

Dal Petruzzelli al San Carlo di Napoli: ricorrono sempre gli stessi nomi. E il nuovo superdirettore Mario Resca, ex ad di McDonald´s, con la società controllata Ales ora può gestire le gare come vuole. Il business messo in piedi dall´alto funzionario Angelo Balducci e dai suoi amici appaltatori avrebbe suggerito la nomina di Bertolaso a ministro, al posto di Bondi, annunciata da Berlusconi. Il deus ex machina dello Stato “in deroga” per realizzare “l´Italia del fare” di Berlusconi & Bertolaso, pronubo Letta, aprì sul campo un nuovo fronte di business miliardario: la Beni Culturali Spa. Un fronte così prodigo di soddisfazioni per i pubblici funzionari e per la cricca degli appaltatori da suggerire la nomina dell´uomo dei “decreti emergenziali” Guido Bertolaso a ministro dei Beni Culturali al posto di Sandro Bondi. Di qui l´annuncio di Berlusconi su «Bertolaso ministro» il 29 gennaio scorso, poco prima che lo scandalo deflagrasse. Poi, con l´arresto di Balducci e di altri “servitori dello Stato” la storia ha preso indirizzi diversi per l´inchiesta dei magistrati di Firenze sulla nuova Appaltopoli. …

Inchiesta G8: PD, mani della cricca su beni archelogici a Roma? Ghizzoni: fare piena luce su scavi a Piazza Vittorio

Le mani della ”cricca” sui beni archeologici di Roma? L’interrogativo viene rilanciato alla Camera dalla capogruppo Pd in commissione Cultura Manuela Ghizzoni, che aveva presentato nei giorni scorsi un’interrogazione sul ruolo di Angelo Balducci nell’accelerazione dei lavori per la costruzione del palazzo dell’Empam a Piazza Vittorio, in un’area ad alto valore archeologico dove sono stati ritrovati resti degli Horti Lamiani che potrebbero addirittura riguardare una villa appartenuta all’imperatore Caligola. ”La risposta del ministero dei Beni culturali alla nostra interrogazione sugli scavi archeologici connessi alla realizzazione di un immobile a Piazza Vittorio destinato alla nuova sede dell’Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri (Enpam) – dice la parlamentare – e’ per la sua banalita’ allarmante”. ”Avevamo chiesto al ministero dei beni culturali – spiega la Ghizzoni – di fare chiarezza sul coinvolgimento della cosiddetta ‘cricca della Ferratella’ nello scavo archeologico e di verificare se il ruolo di Angelo Balducci, Claudio Rinaldi e Enrico Bentivoglio, in questo caso consulenti dell’Enpam, possa aver contribuito ad ottenere ‘corsie preferenziali’ e scavalcare di fatto la Soprintendenza …

"L'Italia dei tronisti" di Edmondo Berselli

Si pensava che con il nazional popolare, impersonato dalla «zia» Antonella Clerici, il Festival di Sanremo sarebbe precipitato negli ascolti. E invece il televoto ha provocato la rivoluzione. Boom di spettatori e un’autentica bufera, con i professori dell’orchestra che hanno contestato il verdetto che ha portato in finale l’erede dei Savoia. Il televoto ha eliminando artisti ritenuti più meritevoli. Dunque, dopoi fischi del pubblico, gli orchestrali hanno stracciato gli spartiti. Chi pensava che Sanremo avrebbe raccolto solo il pubblico della tv generalista, pensionate, casalinghe e anziani in poltrona, s’è sbagliato clamorosamente. Non si era calcolato fino in fondo il ruolo del televoto, che aveva già avuto un effetto vistoso l’anno scorso, portando alla vittoria Marco Carta, un vincitore di Amici di Maria De Filippi. Quest’anno l’effetto sorpresa è stato il ripescaggio di Pupo e Emanuele Filiberto, in una specie di burrasca sociale: la clemenza del cielo sembrava averci liberato dalla canzone Italia amore mio, ma il televoto non ha avuto pietà. Pupo e il virtuale erede al trono dei Savoia sono stati ripescati dal voto …

«Beni culturali, a Resca un palazzetto d'oro», di Vittorio Emiliani

Al Ministero per i Beni culturali, dopo i tagli feroci inferti da Tremonti e supinamente subiti da Bondi, non c’è un euro. Non se ne trovano, almeno, per scongiurare lo sfratto dato al glorioso Istituto Centrale per il Restauro (120.000 euro di affitto all’anno) nel Palazzo Borgia-Cesarini. Una vergogna nazionale: l’ISCR stava lìdal 1939, progettato da Argan e diretto da Brandi. Si trovano per contro 400.000 euro per pagare l’affitto del palazzetto in via dell’Umiltà, n. 32/33, dove stanno insediandosi uno dopo l’altro i consulenti del supermanager alla valorizzazione Mario Resca, e cioè: l’ex titolare del Mi.BAC, Giuliano Urbani, Paolo Peluffo, già al Quirinale con Ciampi, da ultimo l’ex soprintendente al Polo Museale romano, Claudio Strinati. Il palazzetto, proprietà (a quanto si dice) di una immobiliare collegata ai Berlusconi, fu la prima sede di Forza Italia. Che lo trovò poi angusto traslocando due numeri più in là. Allora il ministro Urbani lo prese in affitto per il Servizio dei beni librari e per quello di Controllo. Da poco il primo è stato, di corsa, mandato …