cultura

Inchiesta G8: PD, mani della cricca su beni archelogici a Roma? Ghizzoni: fare piena luce su scavi a Piazza Vittorio

Le mani della ”cricca” sui beni archeologici di Roma? L’interrogativo viene rilanciato alla Camera dalla capogruppo Pd in commissione Cultura Manuela Ghizzoni, che aveva presentato nei giorni scorsi un’interrogazione sul ruolo di Angelo Balducci nell’accelerazione dei lavori per la costruzione del palazzo dell’Empam a Piazza Vittorio, in un’area ad alto valore archeologico dove sono stati ritrovati resti degli Horti Lamiani che potrebbero addirittura riguardare una villa appartenuta all’imperatore Caligola. ”La risposta del ministero dei Beni culturali alla nostra
interrogazione sugli scavi archeologici connessi alla realizzazione di un immobile a Piazza Vittorio destinato alla nuova sede dell’Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri (Enpam) – dice la parlamentare – e’ per la sua banalita’ allarmante”. ”Avevamo chiesto al ministero dei beni culturali – spiega la Ghizzoni – di fare chiarezza sul coinvolgimento della cosiddetta ‘cricca della Ferratella’ nello scavo archeologico e di verificare se il ruolo di Angelo Balducci, Claudio Rinaldi e Enrico Bentivoglio, in questo caso consulenti dell’Enpam, possa aver contribuito ad ottenere ‘corsie preferenziali’ e scavalcare di fatto la Soprintendenza Archeologica che aveva espresso forti riserve sull’intera operazione”. ”Nella sua risposta – prosegue la deputata – il ministero non e’ stato in grado di chiarire nessuna delle questioni da noi poste e ha omesso completamente questi aspetti, dimostrando di non aver accertato se questi soggetti abbiano speso il proprio ruolo pubblico al servizio di interessi privati. Crediamo che su questa vicenda si debba fare piena luce, per ora la risposta del ministero e’ gravemente insufficiente e mostra un quadro di allarmante opacita’ nella gestione di uno scavo archeologico di cosi’ grande rilevanza per la Capitale”.
Nella risposta del ministero si sottolineava che visti gli stop and go negli scavi dovuti anche ai ritrovamenti, nel novembre dello scorso anno la New Esquilino srl (societa’ proprietaria) ha allontanato lo staff degli archeologi motivando la decisione ”con l’estrema lentezza” degli scavi ”rispetto agli obiettivi prefissati” In seguito, sia la societa’ chel’Alta Sorveglianza ”hanno ritenuto opportuno affidare il prosieguo delle operazioni di indagine del sito alla Societa’ Land”.

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Di seguito il testo dell’Interrogazione

GHIZZONI, DE BIASI e COSCIA. – Al Ministro per i beni e le attività culturali.- Per sapere – premesso che:
dalla stampa si apprende che in piazza Vittorio, a Roma, è in corso di realizzazione un’immobile, di proprietà della New Esquilino s.r.l., destinato a nuova sede dell’Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri (ENPAM), che prevede sei piani interrati;

la Soprintendenza archeologica di Roma espresse già in conferenza di servizi forti riserve sul progetto, insistendo l’immobile su un’area di eccezionale rilievo storico-topografico, ovvero all’interno dei cosiddetti Horti Lamiani, noti alla comunità scientifica internazionale per aver restituito tra i più raffinati arredi parietali e importanti apparati scultorei;

i lavori di ricostruzione del quartiere esquilino nel corso dell’800, eseguiti prima che entrasse in vigore la normativa di tutela, hanno comportato numerose demolizioni e rimozioni, cancellando per sempre rilevanti complessi archeologici di eccezionale prestigio;

nel corso dello scavo è stato messo in luce un nuovo settore degli Horti, finora sconosciuto, incentrato intorno ad un’aula di rappresentanza (400 metri quadrati), circondata da ambienti e da una fontana (alcuni dei quali riportati nella FUR di Lanciani) nonché un tratto di strada basolata e un ingresso monumentale;

il nuovo settore è incontestabilmente riferibile ai prestigiosi complessi scoperti da Lanciani, essendo stati trovati elementi marmorei in tutto identici a quelli già venuti in luce nell’800 e oggi conservati presso i Musei capitolini;

il cantiere in questione costituisce il più importante, ampio e complesso scavo di tutta la zona del rione Esquilino a partire dal 1800, estendendosi su una superficie di 1.600 metri quadrati e avendo finora prodotto una cubatura di oltre 12.000 metri cubi;

la Soprintendenza, per armonizzare la tutela dei resti con la realizzazione delle opere, ha approvato un progetto di valorizzazione che prevedeva la musealizzazione delle evidenze al piano seminterrato, destinato a funzioni compatibili e coerenti con la salvaguardia e la valorizzazione dei resti (hall, sala conferenze, biblioteche, archivi) e, in virtù di ciò, sono state autorizzate limitate rimozioni;

lo scavo archeologico, adattandosi via via alle esigenze di cantiere e alla disponibilità degli spazi, è stato fortemente condizionato dalle opere edilizie moderne che si sono continuamente intrecciate e sovrapposte alle indagini archeologiche;

in virtù delle continue pressioni dell’ENPAM e dell’Alta Sorveglianza, la soprintendenza archeologica di Roma ha elaborato e trasmesso, nel gennaio 2009, un cronoprogramma, accettato dalla proprietà e dall’Alta Sorveglianza, che prevedeva la fine delle indagini nel marzo 2010;

la Soprintendenza archeologica ha ripetutamente confermato, nel corso degli anni e specificamente per il cantiere in questione, piena soddisfazione rispetto all’operato degli archeologi che hanno finora condotto lo scavo, cui si deve gran parte delle scoperte effettuate nel quartiere negli ultimi dieci anni nonché numerose pubblicazioni di carattere storico-topografico in merito;

a pochi mesi dalla conclusione dello scavo, consta agli interroganti la proprietà abbia diffidato l’intero staff di archeologi che ha condotto finora le indagini dal proseguire lo scavo -:

se tale decisione non sia stata imposta unilateralmente e senza il parere preliminare della Soprintendenza archeologica, considerato che essa ha ripetutamente confermato pieno apprezzamento per l’operato degli archeologi e che questi ultimi hanno operato in conformità alle indicazioni fornite dagli organi del Ministero per i beni e le attività culturali;

se tale interruzione delle attività che agli interroganti appare ingiustificata non rechi pregiudizio all’interpretazione del contesto archeologico e alla prosecuzione dello scavo, che rischia di essere affidato a nuovi archeologi finora s estranei al contesto in corso di indagine e privi dei dati scientifici utili a portare a compimento lo scavo stesso, cosa che potrebbe produrre irreparabili danni al patrimonio archeologico e alle conoscenze storico-topografiche della topografia antica di Roma, con grave nocumento e per la comunità scientifica e per la collettività;

se non si corra il rischio di disattendere le prescrizioni della Soprintendenza archeologica, così come chiaramente definite nel corso degli anni, a partire dal parere a firma del Soprintendente, prof. La Regina, espresso in conferenza dei servizi del novembre 2004, in cui si richiedeva «una proposta rispettosa delle evidenze antiche individuate, le quali necessitano comunque di uno scavo esaustivo, esteso all’intera stratigrafia archeologica […] laddove la consistenza dei resti potrebbe rivelarsi anche più cospicua di quanto fin qui appena individuato».
(5-02291)

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Di seguito la risposta del sottosegretario Francesco Maria Giro

5-02291 Ghizzoni: Sull’interruzione dell’attività di scavo archeologico in piazza Vittorio a Roma.
In riferimento all’interrogazione dell’On.le Ghizzoni relativa al progetto di realizzazione di un immobile presso Piazza Vittorio a Roma da destinare a nuova sede dell’Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri (ENPAM), faccio presente quanto segue.
Il progetto New Esquilino prevedeva la ricostruzione integrale di un immobile in elevato e la realizzazione di sei piani interrati, originariamente come iniziativa a capitale privato e, successivamente, come opera pubblica soggetta a Conferenza dei Servizi, allo scopo di riqualificare il quartiere.
In relazione a tale progetto, la Soprintendenza archeologica del Ministero ebbe ad esprimere sin dall’inizio forti riserve in base ai dati archeologici noti che attestavano al di sotto dell’immobile la presenza di ulteriori resti degli Horti Lamiani.
La Società New Esquilino s.r.l., proprietaria dell’immobile, decise comunque di avviare il progetto, dichiarandosi disponibile ad elaborare tutte le varianti necessarie alla salvaguardia dei resti antichi. Le attività sono state sin dall’inizio dei lavori complicate da problemi strutturali, trattandosi di un palazzo pericolante, e sono state svolte in contemporanea con importanti opere di consolidamento, indispensabili per la realizzazione dei 6 piani interrati, in un settore dell’Esquilino già orograficamente accidentato, con forti e improvvisi salti di quota.
Lo scavo è stato avviato nel 2006 con un unico archeologo, scelto ed incaricato dalla proprietà e le opere edilizie moderne si sono intrecciate e spesso sovrapposte alle indagini archeologiche negli stessi spazi di cantiere, creando ostacoli e ritardi, ripetutamente segnalati dalla Soprintendenza.
Nel corso della prosecuzione dei lavori e mari mano che i diversi settori di cantiere venivano resi disponibili dall’impresa, è stato incrementato il numero degli archeologi, selezionati peraltro dalla proprietà in base a valutazioni concordate con la Soprintendenza, che tenevano conto della conoscenza della topografia dell’Esquilino documentata da lavori pregressi e da pubblicazioni scientifiche.
Nel corso degli scavi, è emerso un nuovo settore degli Horti Lamiani, finora sconosciuto. Per consentire la tutela dei resti e al contempo la realizzazione delle opere, la Soprintendenza ha approvato un progetto di tutela e valorizzazione che recuperava gli ambienti imperiali, valorizzando l’insieme anche con l’esposizione sul posto di una selezione dei reperti più significativi.
I tempi di scavo sono stati nel tempo adattati alle esigenze di cantiere, alla disponibilità degli spazi e al numero degli archeologi, mentre ostacoli alle opere moderne (verbali dei VVF, sospensione lavori, diffide dei vicini), hanno spesso dilatato i tempi programmati dalla Soprintendenza e dalla proprietà per l’intero immobile.
A fronte delle continue pressioni dell’ENPAM e delle riunioni con l’Alta Sorveglianza, nel gennaio 2009 la Soprintendenza ha elaborato e trasmesso un cronoprogramma, accettato dalla Proprietà e dall’Alta Sorveglianza, che prevedeva la fine delle indagini nel marzo 2010, sulla base di un complesso calcolo delle cubature e delle condizioni di scavo.
Alle successive richieste della proprietà, spesso in variante del progetto approvato, la Soprintendenza ha risposto accettando o rifiutando singole soluzioni – se contrarie alla tutela, ma anche da rivedere in esito ai risultati dello scavo – anche offrendo la massima disponibilità a prolungare l’orario di cantiere, anche di sabato e domenica e ad affiancare altri archeologi a quelli già incaricati.
In data 20 novembre 2009 l’attività di scavo è stata interrotta a seguito di diffida della New Esquilino S.r.l. con la quale si intimava la non prosecuzione dei lavori di scavo con il conseguente allontanamento dello staff di archeologi che fino allora aveva svolto l’attività presso il cantiere di Piazza Vittorio. Tale atto di diffida veniva motivato con l’estrema lentezza delle attività rispetto agli obiettivi prefissati.
A seguito di tale decisione, sia la Società sopracitata che l’Alta Sorveglianza hanno ritenuto opportuno affidare il prosieguo delle operazioni di indagine e di conoscenza scientifica del sito alla Società Land.
Ciò premesso, nel comunicare che attualmente le attività di scavo sono riprese, voglio rappresentare che l’affidamento ditali attività alla predetta Società Land non si ritiene pregiudizievole al contesto archeologico, in quanto essa si avvale di validi archeologi che hanno già affrontato scavi in siti di pari importanza archeologica e scientifica.
Pertanto, si assicura all’Onorevole interrogante che, oltre ad un’adeguata funzione di coordinamento, che continuerà ad essere svolta dalla Soprintendenza di settore, sarà comunque garantita la continuità scientifica, nonché l’utilizzo di idonei standard metodologici di scavo e di documentazione in rapporto alle note caratteristiche del sito.

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La replica dell’On. Ghizzoni

Manuela GHIZZONI (PD), replicando, si dichiara insoddisfatta. Ricorda come la sua interrogazione riguardi gli scavi nell’area di Piazza Vittorio a Roma, al fine di realizzare un edificio con garage sotterraneo e multipiano. Sottolinea come nel suo atto ispettivo si chiedesse, tra l’altro, come mai gli archeologi che lavoravano a tale cantiere siano stati improvvisamente esonerati. Rammenta come quell’area, ben conosciuta ai romani, sia un’area archeologicamente rilevante, collegata con gli Orti Lamiani, a suo tempo acquisita al demanio imperiale dall’epoca di Caligola. Si tratta quindi di un’area archeologica strategica su cui si sono stratificate varie epoche. Osserva come nella questione vi siano due punti dolenti: da una parte i lavoratori coinvolti nella vicenda e dall’altra la sottovalutazione della parte storico-culturale dell’area. Ricorda come fino ad ora i lavori portati avanti da i sei archeologi titolari dello scavo, si siano realizzati nei tempi previsti dal crono programma: il coefficiente di terra prodotta dallo scavo è di gran lunga superiore ad analoghe situazioni, come dimostra la movimentazione di 12 mila metri cubi di terra smossa, e con il recupero di reperti di estremo rilievo scientifico. Stigmatizza come nonostante i risultati di efficienza e di grande produttività dimostrati agli archeologi sia stato rescisso il contratto e che all’area ora stanno lavorando altri archeologi nel numero di due, ai quali non è stato dato nessun affiancamento. Restano fortissimi dubbi e preoccupazioni come si possano assicurare le stesse tutele e le stesse garanzie dal punto di vista scientifico di fronte a un tale decurtamento nel numero e nelle competenze degli addetti allo scavo archeologico di quell’area. Sollecita il Ministero ad agire nel senso del mandato costituzionale di tutela dei beni culturali del Paese.

88 Commenti

  1. Salvatore dice

    Dalle intercettazioni telefoniche effettuate dal ROS dei Carabinieri nell’ambito dell’indagine “Mafia Capitale” emergono i rapporti fra Pulcini, il boss Giuseppe Carminati, ex esponente dei NAR e affiliato alla Banda della Magliana, e Salvatore Buzzi

    http://www.ilmattino.it/roma/cronaca/i_prestanome_del_nero_e_le_societ_per_riciclare_il_tesoro_della_mafia/notizie/1056843.shtml

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/mafia_capitale_clan_locali_parioli/notizie/1058496.shtml

  2. Salvatore dice

    TRUFFA ALL’ENPAM: all’estero i soldi della presunta mazzetta di Antonio e Daniele Pulcini al deputato Di Stefano:

    http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/enpam_estero_soldi_tangenti_marco_di_stefano/notizie/998611.shtml

    Antonio e Daniele Pulcini indagati per traffico d’influenze illecite, turbativa d’asta, falso, abuso d’ufficio e corruzione. Dalla tangente a Di Stefano al go-kart truccato:

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/11/08/news/gli_affari_con_il_comune_e_la_guerra_a_marchini_i_politici_nella_rete_di_pulcini-100037732/

  3. Angelo Balducci, Claudio Rinaldi, Enrico Bentivoglio, Antonio Pulcini…. mi chiedo: come ha fatto l’ENPAM a concentrarli tutti nello stesso posto?

  4. Franco dice

    Altri due “gentiluomini” pare siano Daniele e Antonio Pulcini, a capo della New Esquilino Srl, società proprietaria dell’immobile di Piazza Vittorio poi passato all’ENPAM.
    I due, infatti, sono agli arresti domicilari per aver corrotto Renzo Pini, direttore regionale del Lazio dell’Agenzia del Demanio, allo scopo di «pilotare» l’aggiudicazione in concessione dello sfruttamento di un’area urbana della Capitale (parcheggio a Piazzale Clodio).
    Secondo la Procura della Repubblica entrambi risulterebbero, inoltre, coinvolti nell’erogazione di una maxi tangente da 1 milone e 800 mila euro (oltre a 300 mila euro per il suo collaboratore) che il parlamentare PD Marco Di Stefano avrebbe preso per far affittare alla «Lazio Service» (società controllata dalla Regione) due palazzi dei Pulcini al prezzo stellare di 3 milioni e 725 mila euro ciascuno. Quel contratto, fra l’altro, consentì successivamente la vendita degli immobili all’ENPAM stesso con una plusvalenza che superava il 50% dell’effettivo valore di mercato.

    FONTI:
    http://www.corriere.it/cronache/14_novembre_07/valigette-piene-soldi-affitti-gonfiati-rete-deputato-pd-e32a96b8-6642-11e4-a5a4-2fa60354234f.shrtml

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/10/30/news/arrestato_il_direttore_regionale_lazio_dell_agenzia_del_demanio-99332101/

  5. Stefano dice

    Nel settembre 2014 SONO STATI CONFISCATI all’ing. Angelo Balducci, già Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP., e alla sua famiglia beni per un valore stimato di oltre 13 milioni di euro.
    La confisca è stata disposta dal Tribunale di Roma – Sezione misure di prevenzione e riguarda l’intero patrimonio accumulato nell’ultimo decennio dalla famiglia Balducci, puntualmente ricostruito grazie alle mirate analisi economico-finanziarie condotte dagli investigatori del nucleo di Polizia tributaria di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica della Capitale.
    Balducci, con altri funzionari pubblici ed imprenditori, è stato al centro delle indagini condotte dalle Procure di Roma, Firenze e Perugia sulla cosiddetta “cricca” degli appalti: un’organizzazione, definita da alcuni dei soggetti intercettati come “sistema gelatinoso” che, dal 1999, servendosi sistematicamente della corruzione e di articolati illeciti tributari diretti a camuffare l’erogazione di tangenti, ha consentito la metodica assegnazione a un numero ristretto di imprese favorite, in primis quelle di Diego Anemone, di rilevantissimi appalti pubblici, tra cui anche quelli relativi ai cosiddetti “Grandi eventi” (Mondiali di Nuoto 2009, Vertice G8 all’Isola de La Maddalena, Celebrazioni del 150mo Anniversario dell’Unità d’Italia). Secondo gli accertamenti svolti dalle fiamme gialle di Roma, l’ex provveditore alle opere pubbliche ha tratto notevolissimi benefici economici da quel vasto sistema corruttivo, accumulando un ingente patrimonio personale che, già sottoposto alla misura di prevenzione patrimoniale del sequestro nel giugno dello scorso anno, viene oggi definitivamente confiscato.
    Tra i beni interessati dalla confisca vi sono immobili di lusso, come l’abitazione romana dei Balducci, appartamenti sulle Dolomiti e in provincia di Pesaro, nonché un lussuoso casale con piscina e relativi terreni a Montepulciano, in provincia di Siena, la cui edificazione e ristrutturazione è stata curata proprio dall’impresa Anemone. Confiscati anche conti bancari ed automobili di Angelo Balducci e dei suoi familiari nonché quote del capitale della società di produzione cinematografica Edelweiss production s.r.l., che è risultata aver beneficiato di ingentissimi finanziamenti operati da Anemone ed altri imprenditori aggiudicatari di appalti pubblici per la realizzazione di film interpretati da Lorenzo Balducci, figlio dell’ex provveditore alle opere pubbliche. Insieme alla confisca, il Tribunale di Roma ha applicato ad Angelo Balducci la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di tre anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di Roma per lo stesso periodo. La decisione è legata al fatto che il Tribunale ha riconosciuto la pericolosità sociale dell’ex funzionario, dedito a traffici delittuosi e ABITUATO A VIVERE ABITUALMENTE di attività illecite.

    FONTE:
    http://www.repubblica.it/cronaca/2014/09/19/news/inchiesta_g8_confiscati_beni_a_balducci_per_13_milioni-96128931/?ref=HREC1-11

  6. Sandro Guarnieri dice

    Potrebbe spiegarmi cosa c’entrano i reati contestati al Balducci relativi all’appalto per la costruzione della caserma Marescialli di Firenze con i lavori di Piazza Vittorio?
    Potrebbe rendermi edotto, invece, dei reati contestati al Balducci nell’ambito dei lavori realizzati a Piazza Vittorio?
    Dispone di una consistente quanto inappropriata bibliografia che poco attiene all’argomento per il quale lei si accalora tanto.
    Mi faccia sapere mi raccomando.

  7. Nell’ottobre 2012 Angelo Balducci, ex Presidente del Consiglio Superiore del LLPP, è stato condannato, assieme a Fabio De Santis, ex Provveditore alle opere pubbliche della Toscana, per CORRUZIONE AGGRAVATA per atti contrari ai doveri d’ufficio a tre anni e otto mesi di reclusione, al pagamento delle spese di detenzione cautelare e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
    Inoltre, è stata attribuita ad entrambi l’incapacità a trattare con la pubblica amministrazione per tutta la durata della pena inflitta.
    I fatti contestati al Balducci, relativi all’appalto per la costruzione della caserma Marescialli di Firenze, e per i quali è stato ritenuto colpevole dal Tribunale di Roma, sono stati posti in essere tra il febbraio 2008 e la primavera del 2009.

    Ampia letteratura per documentarsi sull’argomento ai sottostanti link:

    http://www.huffingtonpost.it/2012/10/31/appalti-per-g8–balducci-_n_2049677.html

    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/10/31/news/g8_3_anni_e_8_mesi_a_balducci_e_de_santis_per_l_appalto_della_caserma_marescialli-45662531/

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-31/inchiesta-balducci-santis-condannati-162357.shtml?uuid=Abu51oyG&fromSearch

  8. Sandro Guarnieri dice

    Mi scusi signor Filippo (sarebbe bellissimo che si firmasse con nome e cognome) ha mai saputo dall’alto della sua cultura e profonda conoscenza dei reati commessi dal Sig. Balducci, per i quali deve ANCORA essere processato, che il Balducci stesso si è dimesso dall’incarico di Piazza Vittorio dall’APRILE DEL 2009 e gli scavi archeologici sono finiti nell’ottobre del 2011 ben DUE ANNI E MEZZO DOPO LE SUE DIMISSIONI?
    Legga, studi si documenti sig. Filippo.
    Buona serata

  9. Sandro Guarnieri dice

    Mi scusi Sig. Filippo ma per caso nel patrimonio del Signor Balducci hanno trovato qualche prezioso reperto trafugato da Piazza Vittorio?
    Mi scusi Signor Filippo, la ringrazio per averci reso edotti delle indagini effettuate sul Signor Balducci ma non so leggere io o non ci sono elementi di rilevanza penale addebitati allo stesso Sig. Balducci in merito ai lavori di piazza Vittorio? Sarebbe opportuno trovarne qualcuno, la prego!
    Vista la sua immensa conoscenza del caso dia per favore qualche notizia a tale proposito la prego.
    Spero vivamente di rileggerla presto la sua cultura è illuminante.
    Buona giornata.
    Sandro Guarnieri

  10. Filippo dice

    Neanche un mese prima, il 17 maggio, il Tribunale di Roma aveva disposto a carico di Angelo Balducci un maxi sequestro di 12 MILIONI di euro per reato di associazione a delinquere e corruzione in relazione agli appalti pubblici per i “Grandi Eventi”, ovvero i Mondiali di nuoto 2009, il G8 a La Maddalena e le Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

    Il maxisequestro ha riguardato numerosi immobili tra cui una villa con piscina, appartamenti nel centro storico di Roma, abitazioni nelle Dolomiti ed in provincia di Pesaro, svariate autovetture (tra cui una BMW X5), conti correnti bancari, quote di partecipazione societarie. Sigilli anche alle quote della società Edelweiss Production, che ha prodotto alcuni dei film interpretati da Lorenzo Balducci, figlio dell’ex Provveditore alle Opere Pubbliche.

    Gli accertamenti della GdF e del ROS hanno consentito di ricostruire nel dettaglio l’intero patrimonio accumulato dalla famiglia Balducci nell’ultimo decennio, permettendo alla Procura della Repubblica della Capitale di richiederne il sequestro (ANSA, 17 maggio 2013 h 18:50)

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/05/17/G8-sequestrati-12-milioni-Balducci_8719566.html

  11. Filippo dice

    Nuovi elementi di riflessione sul profilo del “gentiluomo” Balducci, alto incaricato dell’ENPAM nei lavori di piazza Vittorio Emanuele II a Roma.

    La GdF sequestra nuovamente beni per 13 MILIONI di euro all’ex Presidente del Consiglio superiore dei LLPP Angelo Balducci su richiesta del Procuratore capo del Tribunale di Roma Giuseppe Pignatone e dei sostituti Ilaria Calò e Roberto Felici. Il sequestro ha riguardato beni immobili, autoveicoli, motoveicoli, quote societarie e conti bancari nella disponibilità dello stesso Balducci, della moglie Rosanna Thau e dei figli Lorenzo e Filippo.
    Il sequestro è stato disposto sulla base delle risultanze delle molteplici indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Roma, di Firenze e di Perugia, all’esito delle quali è stata anche emessa sentenza di condanna nonché misure cautelari personali e reali nei confronti del Balducci per gravissime e ripetute condotte di corruzione, abuso d’ufficio ed associazione a delinquere (3 anni ed 8 mesi di reclusione in primo grado + 5 anni d’interdizione dai pubblici uffici, vedi qui: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/11/01/appalti-prima-condanna-per-il-sistema-balducci.html). Illeciti commessi quando Balducci rivestiva le funzioni di Presidente del Consiglio Superiore dei LLPP e anche nella sua veste di figura apicale del Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con competenza in materia di assegnazione degli appalti relativi ai cosiddetti «Grandi Eventi» (Mondiali di Nuoto 2009, vertice G8 a La Maddalena, Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia).
    «Il sequestro conservativo, in vista della confisca – ha spiegato il Procuratore capo Giuseppe Pignatone – è una delle prime applicazioni della norma che estende, oltre al panorama mafioso, l’aggressione ai patrimoni accumulati sistematicamente in modo illecito».
    In una nota esplicativa la Gdf ha precisato che «l’operazione, oltre che per l’oggettiva rilevanza dei beni sequestrati e del contesto investigato, si connota anche per essere uno dei primi casi di applicazione di una misura di sicurezza a carattere patrimoniale nei confronti di soggetti la cui pericolosità deriva non dall’appartenenza al crimine organizzato ma dal ripetuto coinvolgimento nei cosiddetti reati dei colletti bianchi».

    http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/balducci_sequestro_immobili/notizie/289024.shtml

  12. Sandro Guarnieri dice

    Gentile Dott. Di Branco lei non ha visto non ha sentito e non ha constatato proprio un bel niente perché se avesse fatto tutto questo avrebbe scritto la verità. La invito a entrare in cantiere perché solo dopo aver visto e ascoltato si può parlare.
    Io non ho nulla da nascondere.
    Sandro Guarnieri

  13. Filippo dice

    Elementi di riflessione sul profilo dell’ing. Claudio Rinaldi, altro incaricato dall’ENPAM per l’Alta Sorveglianza sui lavori di Piazza Vittorio, già commissario straordinario per i Mondiali di Nuoto del 2009, cui i Carabinieri del ROS sequestrano a scopo preventivo 100.000 euro depositati su un conto lussemburghese…

    Secondo il GIP di Roma dr. Maurizio Caivano, l’ing. Rinaldi, “abusando della qualità e dei poteri derivanti dalla carica di commissario straordinario per gli interventi connessi ai mondiali di nuoto 2009, costringeva o quanto meno induceva l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, che si era aggiudicato l’appalto per la costruzione della piscina di San Paolo, a corrispondergli indebitamente la somma di 100 mila euro” (la Repubblica, 8 novembre 2012)

    http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/mondiali-nuoto-sequestro-beni-per-ex-commissario-rinaldi/news-dettaglio/4253271

  14. Filippo dice

    Tanto per aggiungere ulteriori elementi di riflessione sul profilo di uno dei “gentiluomini” coinvolti dall’ENPAM a Piazza Vittorio:

    “Il Tribunale di Roma – nel disporre un maxi sequestro di suoi beni per un valore 13 milioni di euro da parte della GdF – ha riconosciuto in Angelo Balducci una persona stabilmente dedita ad attività delittuose, da cui lo stesso ha tratto notevolissimi benefici economici per sé e per i propri familiari…” (il Sole 24ore, 7 giugno 2013)

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-07/sequestra-beni-milioni-angelo-113612.shtml?uuid=AbzmGy2H

  15. sandro dice

    Caro Lucio, ti inviterei a passare qualche volta nel cantiere di Piazza Vittorio per constatare che, purtroppo, la maggior parte delle tue affermazioni non corrispondono al vero.
    Nessuno ha costruito mancando di rispetto alla storia e al patrimonio archeologico ritrovato, se hai cinque minuti del tuo preziosissimo tempo da spendere vieni a vedere il cemento della storia e vieni a renderti conto che niente è stato violentato o distrutto. Lo sai che gli scavi sono durati 6 anni? Lo sai che tutte la muratura antica verrà restaurata e non è stata minimamente toccata? Lo sai che sono state riempite più di quattromila cassette di reperti custoditi gelosamente in un sito autorizzato dalla SBAR? Lo sai che il fabbricato è stato variato in funzione dei reperti archeologici? Prima di scrivere notizie inesatte sarebbe opportuno sentire tutte le campane diversamente diventa un processo senza difesa e in un paese democratico questo non è concesso!
    Sarebbe, infine, eccezionale che anche lei, Professore Di Branco, passasse un po’ del suo tempo la sotto, a conoscere la verità.
    I film per raccontarli bisogna vederli, o no?

  16. Anche io ho conosciuto, ho visto, ho constatato e ho letto. E ho pure collegato.
    Vorrei riprendere la vicenda postata da Luigi il 19 marzo 2012, in cui si portava all’attenzione dei lettori di questo blog il caso del Polo della Logistica di Passo Corese (Fara Sabina), ove è avvenuta una vicenda simile a quella del cantiere ENPAM di piazza Vittorio Emanuele II (http://www.sabinafutura.it/category/articoli/), aggiungendo ulteriori elementi di riflessione.
    Come già evidenziato da Luigi, a Fara Sabina lo staff degli archeologi precedentemente incaricati viene allontanato dal cantiere senza fornire alcuna spiegazione e sostituito con altri archeologi alle dipendenze Land; addirittura qui a farne le spese è il funzionario SAL territoriale competente dr.ssa Giovanna Alvino, che viene sollevato dall’incarico, mentre il controllo dello scavo è avocato a sé direttamente dal soprintendente dr.ssa Marina Sapelli Ragni.
    Un videoreportage che è possibile vedere qui (http://www.youtube.com/watch?v=cp3qo-oFO30&feature=related) ci rende edotti circa i metodi d’indagine seguiti dalla soc. LAND Srl di Lorenzo Petrassi nella prosecuzione degli scavi, che vengono denunciati da un ex collaboratore a partire dal minuto 11’:15’’ del servizio andato in onda su RAI 3 il 03/06/2012 nel corso della trasmissione “Off the Report” condotta da Milena Gabanelli.
    Questo quanto riferito alla giornalista Giovanna Corsetti dal collaboratore, che ovviamente mantiene l’anonimato per timore di sicure ritorsioni:
    C: “La soc. Land l’hanno voluta i costruttori. Land rendeva conto all’architetto della SECI, Paolo Andreolli. La Sovrintendenza, nei vari sopralluoghi, nelle riunioni, dava alla Land le direttive su come procedere nello scavo. Però non sempre la Land si atteneva agli accordi presi con la Soprintendenza”.
    G. Corsetti: “Cioé?”
    C: ”Per esempio si indagavano prima i lotti in cui si sapeva che non c’era nulla o comunque cose di scarsa rilevanza”.
    G. Corsetti: “Però qualcosa è stato trovato lo stesso. Per esempio un acquedotto, una cisterna romana”.
    C: “La cisterna, secondo gli archeologi della Land all’inizio non era niente, solo un cumulo di ghiaia. Poi non potendo più negare che si trattava di qualcosa fatto dall’uomo allora era degli anni ‘50, del Novecento. Quando le indagini hanno dimostrato che era di epoca romana allora è diventata una cisterna, però isolata senza presenze di rilievo attorno. Negavano e quando proprio non si poteva fare a meno di ammettere l’interesse archeologico, allora si minimizzava l’importanza del rinvenimento oppure si lasciava tutto lì esposto alle intemperie al degrado”.
    G. Corsetti: “E questo come è stato possibile?”
    C: “La maggior parte degli scavi sono stati fatti senza rispettare gli standard minimi. C’erano fortissime pressioni perché si seguissero metodi imposti dalla direzione della Land. Spesso gli archeologi sono dovuti scendere a compromessi. Sono pochi gli scavi fatti secondo criteri scientifici. Sono stati recati danni irreparabili al patrimonio”.
    G. Corsetti: “E voi avete provato ad opporvi?”
    C: “Qualcuno ne ha addirittura pagato le conseguenze con l’allontanamento dal cantiere”
    Se questi sono i metodi e le competenze della blasonata Land Srl, c’è da stare tranquilli.
    Lorenzo Petrassi – dopo avere in un primo momento accettato l’incontro con la stampa per chiarire la questione – nel timore di dover rispondere del proprio discutibile operato, si poi è sottratto al confronto con i giornalisti, nascondendosi rammaricato – per bocca e tramite di una sua segretaria-collaboratrice – dietro un’addotta riservatezza dei dati di scavo, di cui è proprietaria esclusiva la Soprintendenza, con cui sarebbe stato “antipatico” per lui a quel punto scontrarsi (?)
    Quella dell’allontanamento senza motivo e della sostituzione appare una vera e propria consolidata tecnica (la “prassi di Petrassi”?) per procurarsi con estrema facilità lavoro, magari con il concorso degli amichetti delle cricche dell’Alta Sorveglianza vicine alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (leggi via della Ferratella), non a caso spesso presenti nei cantieri dove queste pratiche vengono poste in essere.
    L’operazione svolta a piazza Vittorio sembra, dunque, inseribile all’interno di una strategia ben codificata, già altrove replicata (come un altro intervento di Claudio ha evidenziato in questo blog), volta a sottrarre lo scavo dalla cura di un gruppo di archeologi particolarmente attenti e ligi al dovere, per rimpiazzarli con altri archeologi meno a conoscenza delle dinamiche interne di cantiere e probabilmente più ricattabili nelle scelte operative per la loro condizione di subordinazione. In poche parole: archeologi ritenuti più “adatti alle circostanze” e quindi più “idonei” a conseguire l’obiettivo di realizzare l’opera nel minore tempo e con minore “intralcio” possibile da parte dei ritrovamenti archeologici. Non ci vuole un genio a capirlo.
    Una prassi che ha trovato (e trova) terreno fertile nell’assenza di tutela professionale della categoria, nella mancanza di norme deontologiche formalmente codificate – come ha giustamente stigmatizzato Archeologa nel suo post – e nel silenzio connivente dell’ex Soprintendente Bottini, il quale ha consentito la ripresa delle attività d’indagine senza che venisse assicurato alcun passaggio formale di consegne, né un periodo di affiancamento tra vecchio e nuovo staff per garantire la continuità scientifica delle operazioni.
    Meditate, perché a farne le spese, alla fine, è soprattutto il patrimonio archeologico e culturale del nostro paese, che è costruito in primis sul cemento della storia, prima ancora che su quello dei costruttori o dei palazzinari.

  17. Marco Di Branco dice

    Gentile Sandro, non si preoccupi: ho conosciuto, ho visto, ho constatato e ho letto. Lei, piuttosto, si firmi anche con il cognome. O ha qualcosa da nascondere?

  18. Sandro dice

    Esimio Professore, prima di parlare di saccheggio, di idioti, di connivenza, di malaffare e di tanta altra inutile demagogia sarebbe opportuno conoscere, vedere, constatare, leggere e apprendere.
    Mi fa specie che un professore tanto preparato quanto aprezzato come lei si sia fatto prendere da tanto entusiasmo prima di conoscere i fatti.
    Buon lavoro

  19. Marco Di Branco dice

    Mi chiamo Marco Di Branco, ho insegnato storia bizantina e archeologia bizantina all’Università di Roma “La Sapienza” e all’Università della Basilicata, e attualmente collaboro con il Deutches Historisches Institut di Roma. In primo luogo, vorrei esprimere tutta la mia solidarietà agli archeologi che hanno condotto lo scavo di Piazza Vittorio. Li conosco personalmente da molti anni e so che si tratta di professionisti di prim’ordine. In un paese normale, in cui il patrimonio archeologico e paesaggistico fosse adeguatamente valorizzato e non quotidianamente saccheggiato e umiliato, e in cui le istituzioni accademiche non fossero quasi esclusivo appannaggio di incapaci e raccomandati, occuperebbero da tempo posti di responsabilità e cattedre universitarie. Poi, ovviamente, voglio esprimere la mia indignazione per l’ennesima vicenda di malaffare economico e di incredibile disprezzo per la nostra storia e i suoi monumenti più celebri e importanti, nel silenzio connivente dei media e della politica. Accusare degli archeologi di lentezza nel loro lavoro di studio e di documentazione di un settore sconosciuto degli Horti Lamiani, uno dei più importanti siti archeologici mondiali, è tanto idiota quanto criminale. Apprezzo molto l’interessamento dell’on. Ghizzini, ma spero che abbia il coraggio e la perseveranza di continuare la sua battaglia.

  20. sandro dice

    Che tristezza, l’accusa gratuita è sinonimo di grande ignoranza!

  21. Matteo dice

    Spero vivamente che l’on. Ghizzoni continui a seguire questa vicenda poco edificante per i nostri beni culturali, preoccupante per il clima di opacità in cui si è svolta e per il coinvolgimento del trio di via della Ferratella!

  22. Fausto dice

    Credo davvero che si opportuno fare luce su questa pessima storia di archeologia, vista l’implicazione del trio Balducci, Rinaldi, Bentivoglio e lo strano comportamento elusivo lella Soprintendenza.
    Invito l’on. Ghizzoni a non mollare e a continuare a seguire la vicenda, molto grave per il clima di opacità in cui si è svolta e per la leggerezza con cui ci si è rapportati a uno dei contesti archeologici più importanti ritrovati a Roma negli ultimi anni.

  23. Archeologa dice

    E di distruttori delle piramidii! Speriamo che la Magistratura possa far luce sui dettagli mancanti di una vicenda torbida in cui si rispecchiano i mali di un paese corrotto ed allo sbando etico e morale.

  24. Teresa dice

    l’archeologia italiana per la sua straordinaria ricchezza ed importanza dovrebbe essere il paese guida e l’esempio più illustre per tutte le altre nazioni, sotto ogni aspetto, ricerca, tutela, pianificazione, censimento, conservazione, restauro ecc. Per l’attuale situazione dell’archeologia più a rischio, quella urbana e d’emergenza, salvo rari casi, siamo arrivati ad un grado di sofferenza da malato terminale. Stiamo assistendo alla morte, neanche troppo lenta, di una professione e di un patrimonio. Sta dilagando una cultura delittuosa di vecchia data ma ora più che mai attiva ed in salute. Parlarne è importante, ma non basta. Servono azioni concrete, è banale dirlo ma è così. Trovare la cura contro questo morbo è un’impresa ardua e, ammesso che si trovi, dubito fortemente che la nostra generazione faccia in tempo a vederne gli effetti. Per cominciare, credo che le associazioni archeologiche possano e abbiano il dovere di sollevare un polverone per pretendere che si faccia chiarezza su tutte le vicende segnalate e per individuare e denunciare tutte quelle tenute sommerse. Un solo picchio potrebbe abbattere un grande albero a forza di colpi ininterrotti, se poi se ne aggiungono altri si potrebbe fare prima e meglio, evitando anche che quel povero picchio soccomba stremato. Cercasi associazione archeologica “Il Picchio”, ancora non esiste…… ma chissà.

  25. Teresa dice

    Sconcertante. Spiace davvero che nel nostro Paese le persone e le risorse vengano calpestate. All’estero la cultura ed i beni archeologici sono sentiti come una benedizione. Il patrimonio viene difeso e rispettato da tutti i cittadini. Da noi invece si fa a gara fra chi ha fatto più reati. Il vanto di aver danneggiato qualcosa è molto frequente fra le persone che operano nell’edilizia e nei movimenti terra. Se lo raccontano con compiacimento come segno di grande furbizia ed intelligenza. Una simile assenza di sensibilità per il proprio patrimonio quando incontra interessi economici particolarmente grandi crea una terribile miscela devastante. Non si guarda più in faccia a niente e nessuno.

  26. Sandro dice

    Bravissima Vittoria, hai centrato la questione.
    Ti mancano solo alcuni particolari. Solo pochi dettagli.

  27. Vittoria dice

    Vittoria
    Mi compiaccio che tante persone, colleghi e non, dedichino il loro tempo a questioni che di solito vengono evitate per paura di perdere qualcosa. Il punto è proprio questo, non rendersi conto che tacendo e non agendo si è già perso in partenza molto di più. I razziatori ingordi e senza scrupoli sono la croce dei contadini operosi. Solo a suon di forconi si può sperare di salvaguarda il raccolto che altrimenti è destinato ad essere distrutto. Stolto è quel contadino che ogni volta si rimbocca le maniche e subisce…….. passerà il resto della vita a lavorare la terra, senza poter mai goderne niente o pochissimo, perchè le occasionali tregue dei razziatori sono solo illusorie.
    La disinteressata solidarietà che emerge in questo blog per tutti i casi vergognosi citati sono una chiara testimonianza che si può ancora sperare di poter cambiare un sistema deviato che agisce secondo metodiche consolidate grazie anche ad una mancata presa di coscienza di molti archeologi, soprattutto quelli di fresca laurea, spesso ignari ed inconsapevoli, che si accostano a questo mestiere lasciandosi sfruttare dalle società/cooperative per cifre vergognose guadagnate con le bende agli occhi, i tappi alle orecchie ed il bavaglio alla bocca. La forza di alcune società consiste nel continuo ricambio di archeologi trattati come rasoi “usa e getta”. Restare proni ed ubbidienti come cagnolini di fronte alle ingiustizie e prepotenze, equivale non solo a rendersi complici di chi le fa ma soprattutto a fornire loro sempre più potere. Il solito vecchio paradosso: chi potere non ha costituisce la forza di chi il potere lo esercita (e quasi sempre in modo disonesto e contrario alla legge). La difesa della propria dignità e del proprio lavoro svolto ad arte ed onestamente, viene definita da questi malfattori come frustrazione ed isteria.; il desiderio di giustizia come orgoglio ferito, vendetta; la solidarietà e l‘indignazione come stato d’animo fomentato da qualcuno. Questa è la subdola propaganda che fanno, alterano le cose, tentano di umiliare sperando di domare esseri umani come se fossero bestioline irrequiete. Le vendette e le cattiverie le lasciamo volentieri a questi egregi signori abituati a rotolarsi nel fango. Hanno fatto la loro scelta di vita e di condotta, ci facessero il favore di non offendersi quando qualcuno glielo ricorda.

  28. Sandro dice

    Buonasera Domenico se è lecito può dire alla comunità quale è il suo trattamento economico mensile visto che parla tanto di parcelle e guadagni facili?

  29. Domenico dice

    Ho letto e riletto attentamente l’intero blog e l’interrogazione parlamentare. Da archeologo che vive costantemente sulla propria pelle gravi vicende ritengo che si debba far sentire la nostra voce che, a giudicare da quanto leggo, è forte e ben motivata. Sono significativi tutti gli interventi, da ultimi quelli di Luigi, Archeologa e Norina che hanno dimostrato spessore e ampia lucidità. Credo inoltre che la preziosa voce fuori dal coro di un cittadino che fa altro di mestiere, mi riferisco a Pasquino, sia notevolmente interessante in quanto indica che le torbide vicende di piazza Vittorio siano state colte al di là di “una comprensibile ragionevole colleganza”. Il mio stupore e la mia indignazione non sono tanto per i vari loschi personaggi che gravitano intorno a questa ignobile storia quanto per le Istituzioni che li lasciano proliferare. Come è stato già detto, i primi non ci sarebbero se i secondi non glielo permettessero. E’ indubbio che finché i primi saranno collusi, ben protetti e ben ramificati, delinqueranno senza essere disturbati. Proprio per questo constato che la mia più grande amarezza è data da come la Soprintendenza abbia gestito la vicenda di piazza Vittorio. Anzi, per come non l’abbia gestita, rimanendo in silenzio, prestando il fianco, non facendo chiarezza, latitando e dormendo. E’ evidente che dietro a questo profondo ed anomalo letargo si travisi una pressione politica. La politica, quella sporca, è il comune denominatore fra la cricca e la Soprintendenza; essa assolda, protegge e sostiene i primi mentre impone (più o meno faticosamente) ai secondi la propria logica speculativa. Questi meccanismi, ormai ben noti e purtroppo ben diffusi, trovano terreno fertile nell’omertà e nella rassegnazione di chi ne è colpito, e sfociano in vendette nei confronti di chi osa denunciare le storture del sistema. La damnatio memoriae è, infatti , un’arma utilizzata per impedire che altri osino, pena la perdita del lavoro presente e di quelli futuri (vedi da ultimo la testimonianza di Archeologa). A mio avviso è indicativo che la diffida ai colleghi di piazza Vittorio sia arrivata solo dopo ben tre anni di serio lavoro, in un periodo particolarmente strategico in cui la Soprintendenza stava organizzando la nuova gestione dell’Ufficio competente. Quale momento più propizio per i signori dell’Alta Vigilanza per intervenire ed inserirsi in un varco e prendere il controllo attraverso i compari della politica? Credo che se i miei colleghi fossero stati davvero inadatti a svolgere il proprio lavoro non si sarebbe atteso così a lungo per mandarli via. Due sono le cose, o i signori dell’Alta Sorveglianza nel corso di quei tre lunghi anni non hanno fatto il loro dovere di sorvegliare i lavori, limitandosi solo a sorvegliare le proprie parcelle, oppure al momento opportuno si sono mossi, forti del loro ruolo, sempre ed ancora una volta per una questione di parcelle.

  30. Claudio dice

    Io ho notizia di un caso simile a quelli di Piazza Vittorio e di Passo Corese.
    E’ avvenuto a Fiumicino, qualche anno fa.
    Anche qui gli archeologi dello staff sono stati allontanati dall’incarico senza fornire alcuna spiegazione e Land Srl ha rilevato il cantiere.

    Qualcuno sa spiegarmi perché la società Land Srl di Lorenzo Petrassi è sempre coinvolta quando accadono queste cose?

  31. Alex dice

    Speriamo lei abbia imparato davvero qualcosa, dig. Sandro.
    Con l’esercizio costante, oltre a fare l’edituo di cantiere e il difensore delle cricche, vedrà che imparerà anche a pensare con la sua testa, e non sempre e solo con quella di chi le paga la parcella.
    Saluti cordiali.

  32. sandro dice

    Illustrissimo Pasquino ti trovo estremamente interessante e debbo ammettere che, nonostante tutto, sei riuscito ad accendere e riordinare la mia stanza buia e scombussolata.
    Grazie, grazie davvero, ho imparato molto da questa esperienza.
    Buon lavoro Pasquino

  33. Pasquino dice

    Chiamami caro, chiamami tesoro, chiamami amore… chiamami come ti pare….. sai quanto me ne importa? Era un test per sondare la tua indole. Bingo! ci sei cascato con tutte le scarpe! Non avevo torto a definirti un provocatore attacca brighe. Appurato questo ritengo che sia più costruttivo parlare coi cespugli ma ormai ci sono e per questa volta farò un’eccezione cercando di essere all’altezza delle tue provocazioni. Intanto suggerisco a tutti coloro che scrivono su questo blog di farlo senza curarsi di rispondere a Sandro e senza nominarlo. Lo state rendendo felice e realizzato. Blatera sempre le stesse cose, pare sia in crisi da perdita di ciuccio! Isolate questo individuo che si distingue per le idee confuse. In linea con lo “stile” di Navigatore, direi che è confuso e felice di esserlo , proprio come nella canzone di Carmen Consoli! Ogni suo intervento contiene incoerenze inverosimili… una volta i ritrovamenti fanno schifo e un’altra volta sono eccezionali; una volta sminuisce il lavoro fatto e un’altra volta dice è indubbio il grande lavoro fatto; una volta elogia i responsabili della Soprintendenza un’altra volta deride la pubblicazione della Soprintendenza. Forse una bella passeggiata nel giardino di piazza Vittorio per qualche bella boccata d’aria potrà servirgli ad ossigenare quella buia e disordinata “stanza” sorretta dal collo!! Dicesse chiaramente che cos’è che gli brucia tanto….. può essere che qualche anima pia si impietosisca e gli regali un estintore. Parla e basta, evita di rispondere a molti punti dolenti affrontati un po’ da tutti. Adora parlare di carte… quali carte? Molti glielo chiedono ma lui svicola, non fornisce riferimenti chiari…..dice che stanno in cantiere …… Ah, forse intende “queeeelle” carte… quelle profumate coi fiorellini?

  34. Norina dice

    Non pare a lei ma io ci sono stata, e anche diverse volte.
    A me piuttosto non pare di averla conosciuta in cantiere, né ho avuto l’onore di essere accompagnata da lei in visita guidata.
    Quanto dico l’ho visto con i miei occhi. Ribadisco quanto ho scritto in precedenza, quanto si vede attualmente li sotto è molto diverso da quanto delineato nei documenti scientifici pubblicati.
    Del resto che si dovesse realizzare un solaio e che parte delle antichità dovessero essere sacrificate per questo era già detto nella nota preliminare pubblicata. Non capisco di quali sottrazioni lei parli, sig. Sandro, se di furti occasionali avvenuti in cantiere o se di rimozioni di strutture non autorizzate avvenute nel corso dei lavori. Mi auguro che nessuna delle due cose sia avvenuta.
    Altra cosa non chiara è in che modo sarà “risarcito” il sacrificio della perdita delle evidenze archeologiche, che si è reso necessario per la prosecuzione dei lavori: questo anche sarebbe interessante e avrebbe il suo peso in termini di tutela.
    Anche le cose che lei scrive, sig. Sandro, potrebbero scaturire da un effetto di ragionevole colleganza: già, la colleganza con chi le paga lo stipendio o la parcella e la necessità di non scontentarlo più di tanto.
    A Piero consiglio di non presentarsi affatto in cantiere a via Emanuele Filiberto, non lo farebbero entrare di certo e forse lo piglierebbero pure a male parole.

  35. Sandro dice

    Non mi pare che alcuna Norina sia mai venuta in cantiere.
    Non mi pare che sia stato sottratto nulla di quello c’era la sotto.
    Non mi pare che voi parliate dopo aver visto i luoghi.
    Mi pare piuttosto che le vostre affermazioni siano dettate da uno stato d’animo influenzato più che dalla voglia di scoprire da un effetto di comprensibile ragionevole colleganza.
    Caro Piero sarei davvero felice di poterti accompagnare in quei luoghi di cui non ho mai negato ne l’importanza ne l’unicita, dovresti leggere con più attenzione i miei passaggi!
    Però se tu decidessi di scendere la sotto e ti accorgessi che quello che ti hanno raccontato non è proprio così vero devi avere il coraggio di scriverlo.

  36. Archeologa dice

    parlo proprio perchè a me è successa una cosa simile caro Sandrino, ed io sinceramente invece di perdermi appresso a tutta la burocrazia corrotta sono andata direttamente dai CC…. anche a me quest’atto naturalmente è costato il lavoro, ma quello è il minimo perchè a lavorare con la gente che tenta di metterti le bende sugli occhi è meglio non lavorare proprio…. anche là certo le opere non le hanno bloccate, ma con una indagine della magistratura sul caso hanno dovuto cominciare a rigare dritto, nonostante abbiano fatto in modo comunque di distruggere tutto quello che gli dava fastidio nel frattempo che cambiavano gli archeologi. Caro Sandrino, non ci prendere per degli ingenui, che lo sappiamo bene come vanno certe cose; ed è per questo che ti dico che un collega con un minimo di deontologia avrebbe rifiutato di lavorare lì sotto…. perchè i siti appaiono e scompaiono a piacimento quando chi di dovere non è più che onesto. e siccome è capitato tale e quale a me e le motivazioni iniziali della rimozione dall’incarico erano esattamente le stesse, salvo poi a modificarle perchè se la sono fatta addosso quando sono stati messi di fronte alla possibilità effettiva di sostenerle, ravviso prassi codificate che si perpetuano con le stesse forme per le stesse motivazioni appoggiandosi alla mancanza di diritti degli archeologi professionisti, alla debolezza di un ministero in sfacelo e allo strapotere di cooperative che tutto fanno tranne che impegnarsi nella salvaguardia del bene archeologico….. inoltre di storie così te ne potrei raccontare molte, non tutte venute a galla, perchè la gente per lo più è codarda, ingoia il rospo, china la testa e prega di non essere estromessa dal lavoro in generale perchè l’onestà oggi come oggi non paga… quindi non cercare di convincere le persone che parte tutto dalla frustrazione dei singoli professionisti, che invece dovrebbero essere portati ad esempio per tutta la categoria degli archeologi per il coraggio di essersi opposti secondo le loro possibilità alla distruzione di ogni principio costituzionale e non relativo alla salvaguardia e gestione dei beni culturali…. che poi tu o chi per te sia riuscito a trovare chi gli ha “aggiustato le carte” neanche ci stupisce, ma io continuo ad essere convinta che il tutto è lungi dall’essere chiaro e netto come sostieni tu….e forse è meglio che io non mi vada a cercare proprio niente, perchè se per ora parlo per logica conoscenza dei meccanismi, e consocenza superficiale del caso, con maggiore cognizione di causa potrei screditare del tutto le tue parole. Certo se passo per Roma non mancherò di venirti a trovare “sui luoghi” , anche se temo che di perplessità me ne possano venire ancora di più

  37. Claudio dice

    Signor Sandro,
    pensi se accadesse a lei di essere mandato via senza motivo mentre fa il suo dovere!
    Sono sicuro che si consolerebbe pensando all’importanza dell’opera da realizzare!

  38. Piero dice

    Signor Sandro,
    lei invita a vedere visione di documenti e luoghi, ma è sicuro di disporne davvero e di poter apprestare visite guidate a suo piacimento in un’area di cantiere di proprietà privata? E’ sicuro di essere autorizzato dal proprietario a far entrare estranei in cantiere?
    E’ davvero convinto che dopo lo scavo che lei dice completato (altri che hanno visto il cantiere – come Norina – dicono di no) sia rimasto tutto esattamente al suo posto? Guardi che non è così che funziona. A chi vuole darla a bere?
    Continuano a rimanere molto vaghe le sue affermazioni, mentre invece trovano riscontro le cose che abbiamo potuto verificare grazie alle segnalazioni di altri che sono intervenuti (Luigi).
    E’ sicuro del numero dei Soprintendenti e dei Funzionari che lei cita come attenti controllori dell’operato di cantiere? Mi sa che le hanno raccontato un po’ di storie, e pure male. Forse è stato in un altro cantiere, ammesso che ne capisca qualcosa.
    Almeno su un punto però mi sembra che si sia rassegnato, l’importanza delle scoperte avvenute negli horti lamiani è indubbia, altrimenti non si sarebbe arrivati allo scavo estensivo di cui abbiamo potuto leggere nella pubblicazione preliminare e al progetto di tutela. Mi era sembrato che lei la volesse negare ad un certo punto, o no (“Leggendo qua e la ho potuto constatare che non è stata ritrovata alcuna villa di Caligola…”)? Ora invece parla di meraviglie!
    Sarebbe disposto ad estendere anche a me l’invito alla visita guidata e a farmi da Cicerone? Sarei davvero tutto orecchie, ma per carità non mi sommerga di carte che di chiacchiere lo ha già fatto a sufficienza!

  39. Sandro dice

    Caro Fabrizio sono sempre piú convinto che il tuo cervello è conservato in una delle centinaia di cassette di reperti che sono stati trovati in cantiere.
    Se vuoi ti do l’indirizzo del magazzino dove è sistemato, basta chiedere………

  40. Sandro dice

    Anche in questa risposta come nelle precedenti si è fatta solo demagogia e propaganda a basso costo.
    Vatti a leggere gli atti del procedimento e avrai tutte le risposte che cerchi sono pubbliche basta chiedere come hanno già fatto altri tuoi colleghi.
    Le cose sono chiarissime perché un’opera non si blocca per le sofferenze e le frustrazioni, seppure comprensibili e rispettabilissime, di un gruppo di archeologi sostituiti.
    Se gli atti sono legittimi e i pareri conformi occorre andare avanti, pensa se dovesse succedere a te cosa faresti.
    Ti consiglio di farti un giro sui luoghi troverai tante altre risposte alle tue perplessità.

  41. Archeologa dice

    Come al solito trovo una vaghezza nelle affermazioni di Sandro che mi sgomenta…. come si può parlare con tanta sicurezza e non portare neanche una prova documentale a ciò che si dice? Fin’ ora quello che c’è del cantiere di Piazza Vittorio è la pubblicazione preliminare di chi è stato rimosso, quando saranno rese pubbliche le carte prodotte da Land potremo confrontare e giudicare…. Se le testimonianze sono eccezionali adesso lo erano anche prima,e se erano eccezionali non vedo perchè rimuovere gli archeologi che hanno cominciato lo scavo, visto che ogni sostituzione del genere provoca ritardi e perdite, in virtù della soluzione della continuità scientifica cui accennava Giorgio…… inoltre ci piacerebbe sapere chi sono questi 5 Sovrintendenti e 4 funzionari avvicendatisi, consci che se questo è vero ha solo creato maggiore confusione, perchè ognuno è arrivato lì non capendoci più nulla…..cambiano gli archeologi, cambiano i soprintendenti ,cambiano i funzionari, l’unica che non cambia è la committenza…che in tutta sta confuzione ha l’ agio di fare il comodo suo, per logica. Quindi se ciò che affermi è vero, tantopiù è più grave, poichè in una storia del genere su cui vi è un interrogazione parlamentare nessuno dei 5 soprintendenti nè dei 4 funzionari si è preso la briga di bloccare tutto finchè le cose non fossero definitivamente chiare. e tutto sembrano le cose tranne che chiare, che se lo fossero state certo nessun Deputato si sarebbe preso la briga di scrivere interrogazioni….

  42. Fabrizio dice

    Aridanghete!!! Signore facci la grazia! Abbiamo già tante classi ceramiche, un’infinità di frammenti DE COCCIO, risparmiacene uno nuovo!

  43. Sandro dice

    Caro Fabrizio tu non sei ne mio padre ne il padre santo di tutti noi.
    Io parlo scrivo e taccio quando desidero non sarai certo tu a decidere per me.
    Non servono ne nomi ne cognomi ne altro servono i fatti e le testimonianze vere. Il chiacchiericcio ci ha stancato bisogna parlare conoscendo i fatti, essere razionali liberi da ogni preconcetto.
    Invito te a riflettere e a verificare personalmente documenti, luoghi e tutto quanto possa esserti utile ad avere coscienza di quanto realmente accaduto.
    In quel cantiere si sono succeduti nel tempo quattro funzionari e cinque Soprintendenti, compresi gli attuali, e mai nessuno ha mai avuto dubbi su quello che si è rinvenuto, conservato, rimosso, riposizionato, consolidato, restaurato e messo alla vista di chiunque volesse visitare quei luoghi, durante i lavori e in futuro.
    Ormai lo scavo è finito da tempo e ha portato alla luce testimonianze eccezionali che resteranno a disposizioni di chi vorrà andare a vederle.
    A Pasquino, anzi al caro Pasquino, rinnovo l’invito di evitare di fare inutile demagogia e di venire a vedere i luoghi perché è fin troppo facile riempirsi la bocca e riempire le menti da una scrivania o solo buttando un occhio aldilà di una recinzione di cantiere.
    Ti aspetto, caro Pasquino, per una indimenticabile visita guidata e se avrai qualche minuto in più da dedicarci ti sommergerò di carte rendendoti la visione della questione un po’ più chiara.

  44. Giorgio dice

    Una brutta storia di mala archeologia, con le istituzioni più preoccupate a non creare intralcio al potere e a mettersi al riparo dalle pressioni del trio dell’Alta Sorveglianza che a porre il problema della continuità scientifica del lavoro che si stava svolgendo.
    La conoscenza è il presupposto per ogni forma di tutela, anzi è tutela essa stessa.
    Qualcuno dovrebbe ricordarlo all’ex Soprintendente Angelo Bottini, ora in pensione.

  45. Alessia dice

    A giudicare dai fatti si tratta di un cantiere con molta, forse troppa politica, al centro di interessi economici notevoli.
    La solita storia italiana che si ripete, con il ritrovamento archeologico giusto nel posto sbagliato e gli archeologi che ne fanno le spese, sostituiti senza motivo di punto in bianco. Di queste storie ciascun archeologo potrebbe raccontarne diverse, se solo il sistema – che garantisce la fame a chi lo fa – non fosse spietato come è.

  46. Fabrizio dice

    invito sandro ad uscire allo scoperto con nome e cognome, altrimenti farebbe meglio a tacere per sempre.

  47. Fulvia dice

    Che vicenda amara per l’archeologia e gli archeologi coinvolti in questa vicenda che dunque si è ripetuta anche altrove, con diverso scenario e medesimi attori.
    Anche io, come archeologa ha scritto, non avrei accettato un incarico come questo, se mi fosse stato chiesto di subentrare al lavoro di altri colleghi in mancanza di chiarezza sulla faccenda e soprattutto in mancanza del necessario per assicurare la continuità scientifica (documentazione e affiancamento professionale).
    Ma chi sono questi colleghi? Qualcuno li conosce?
    Dalla rete vedo che la società Land Srl ha sede in Lungotevere dei Vallati 22/23 a Roma e che presidente del Consiglio di Amministrazione è un certo Lorenzo Petrassi, ma dubito che lui sia sceso li sotto a scavare…

  48. Navigante web dice

    Sandrino, sei tu che non hai capito la cosa più importante…. E’ CAMBIATA LA MUSICA!!!

  49. Archeologa dice

    Da quello che leggo mi pare che “Sandro” sia indubbiamente un personaggio coinvolto direttamente nella vicenda, e quindi rammarica che non abbia neanche il coraggio di firmarsi con nome e cognome, come invece ha fatto la dottoressa Pales, che dimostra, foss’anche solo per questo, coraggio e onestà. Il suddetto Sandro inoltre ha un bel riempirsi la bocca di parole, ma per comprovare ciò che dice potrebbe anche fornire link ai documenti presenti in rete, condividendo le sue preziose ricerche. Meno male che un minimo di luce la fa Luigi che ci fornisce il link alla pubblicazione preliminare e un minimo di documenti inerenti…. si noti bene poi che è un semplice cittadino- e per fortuna che ne esistono di così! -, Pasquino, che ci spiega come funziona uno scavo archeologico…. Io sono un’archeologa e anche se lavoro in tutt’altra zona sono purtroppo testimone diretta di accadimenti simili anche se meno gravi, nei quali è prassi consolidata rimuovere dagli incarichi le persone “scomode”…..prassi accettata e condivisa da tutti i soggetti interessati, tranne naturalmente i rimossi…. prassi che si consolida sulla voluta mancanza di regolamentazione riguardo alla professione dell’archeologo. Questa vicenda è rappresentanza di una melma che o si riesce a ripulire o ci affogherà del tutto…. per cui senza entrare nel merito dei particolari che non conosco(se non per quello che ho letto qui e altrove in giro per la rete e per i documenti postati da Luigi) e visto che siamo sul blog di un deputato faccio due semplici osservazioni: la prima è di carattere generale e riguarda le metodologie intrinseche secondo le quali lo stato tutela il bene culturale: se esse fossero efficaci non ci sarebbe alcuno spazio per simili accadimenti, nei quali poi si scende ai bassissimi livelli di denigrazione delle persone e del loro lavoro adducendo sempre le stesse motivazioni NON COMPROVATE : lentezza, inadeguatezza ecc; ritengo quindi che in uno stato che sia un minimo civile e che ha un patrimonio come quello italiano la cosa minima da fare sarebbe una inchiesta SERIA su tutta la questione…ma abbiamo visto la risposta di Giro…. la seconda osservazione è piuttosto legata direttamente al mondo archeologico, al”mercato” come lo chiamano e tocca direttamente la dignità professionale e personale degli individui: in una situazione come quella descritta i singoli archeologi interpellati, nonchè la cooperativa(anche se qui mi rendo conto di stare rasentando la fantascienza) – appoggiati da una forte e magari successiva azione statale di blocco giustificato al 100% dei lavori fino a chiarimento totale di tutta la vicenda- avrebbero dovuto per deontologia professionale RIFIUTARE di impegolarsi in simile faccenda boicottando il lavoro. Questo è quello che avrei fatto io. Perchè è ovvio ed evidente a qualsiasi professionista serio che nel proseguire in un cantiere tanto complicato le richieste della committenza sarebbero state queste: dimostrare a tutti i costi l’incompetenza e l’inaffidabilità dei colleghi che hanno lavorato prima, non creare intoppi alla prosecuzione dell’opera, che vuol dire chiudere gli occhi a comando in un contesto del genere, oblitarare qualsiasi evidenza che desse torto alle scelte effettuate, stringendo i tempi di realizzazione degli scavi( ovvio quando quello che c’è viene distrutto NON scientificamente, i tempi si accorciano vertiginosamente). Non ci vuole la zingara per indovinarlo. Purtroppo però il risultato di una faccenda del genere ad oggi è : distruzione delle evidenze archeologiche in favore del palazzo dei medici, latitanza dello stato nel chiarire la vicenda, affermazione dello strapotere di qualsiasi interesse altro rispetto a quello culturale, denigrazione dell’onesto(basta leggersi la pubblicazione preliminare) lavoro degli archeologi coinvolti usando altri archeologi, che è una delle note più tristi di tutta la vicenda……. che dimostra prepotentemente che essere ligi e onesti in Italia diventa un atto di coraggio fuori dal comune, quando invece dovrebbe essere norma. Mi auguro perciò che l’onorevole Ghizzoni continui ad interessarsi alla vicenda e per quanto possibile a lavorare perchè l’accaduto venga chiarito nelle sedi opportune, magari avvalendosi dell’aiuto delle associazioni di categaria che restano stranamente silenti riguardo all’intera vicenda pur essendo in essa coinvolto in maniera diretta(quindi testimone oculare del tutto)- come si legge nella pubblicazione su fasti- un eminente personaggio di una delle maggiori associazioni di archeologi…..

  50. Sergio dice

    Leggo solo ora di questa vicenda… sono un archeologo anche io e sono basito.
    Immagino quali pressioni abbiano subito i professionisti incaricati prima di essere buttati fuori in quel modo con il concorso dei gentiluomini dell’Alta Sorveglianza.
    E la Soprintendenza che ha fatto oltre allo stare a guardare quello che succedeva?
    Come ha assolto i suoi compiti istituzionali nel garantire la continuità scientifica se non c’è stato alcun affiancamento tra vecchio e nuovo staff né passaggio di consegne formale?
    Chi sono gli archeologi che sono subentrati? Sono più bravi o meno bravi di chi li ha preceduti? E soprattutto chi li ha scelti e su che basi?
    E’ grazie al loro curriculum che hanno potuto riprendere un lavoro interrotto di colpo senza una ordinata cessazione delle attività e senza disporre dei dati raccolti da chi li ha preceduti? Oppure posseggono dei superpoteri sconosciuti agli archeologi “normali”?
    Si spera non accada mai più una cosa del genere, deplorevole anche a livello di categoria e deontologicamente poco chiara, ma a leggere quanto riporta Marina nel suo post sembra ormai una prassi ben radicata quella della diffida dei singoli professionisti a vantaggio di blasonate società che ne rilevano l’operato.
    Anche io, come archeologo libero professionista, invito i colleghi a denunciare in questo blog casi simili a quello di piazza Vittorio e Passo Corese. Si è superato il limite della decenza.

  51. Pasquino dice

    Prima cosa, io sono Pasquino, non caro Pasquino, non lo tollero né in senso bonario né in senso sarcastico. Seconda cosa, tu Sandro sai chi era Pasquino? mi sa di no! Se ho scelto questo pseudonimo dovresti capirlo da solo che a me le mode del momento non interessano e né mi faccio abbindolare dai racconti degli altri. Non mi faccio influenzare dagli amici, figurati se do retta a te che neanche conosco, tanto più che la sensazione è che sia proprio tu ad essere in balia di uno stato d’animo!! Detto questo ribadisco che da comune cittadino e da appassionato mi sono interessato a quello scavo come a molti altri della mia amata città, soprattutto del mio rione, l’esquilino, perciò stai parlando con uno che delle realtà del proprio quartiere sa vita, morte e miracoli. Per lo scavo di piazza vittorio sono informato anche sulla vicenda dell’interrogazione parlamentare, non mi devi convincere su niente. Sono perfettamente in grado di trarre le mie conclusioni e di capire che anche in quel caso, come in molti casi analoghi, hanno agito i soliti furbetti faccendieri usando come capro espiatorio degli specialisti che prima ancora sono persone. Per quanto riguarda la cricca, non puoi negare che diversi personaggi siano stati coinvolti eccome, e la cosa lascia pensare parecchio!!! Sono sicuro che i magistrati abbiano fatto bene il loro lavoro, ma ricordiamoci che non serve necessariamente che a piazza vittorio ci sia stato un risvolto pari a quello degli altri reati contestati alla cricca. Altrove quelle persone hanno agito da furfanti e se permetti è davvero difficile credere che a piazza vittorio abbiano avuto l’aureola e che siano stati delle colombe immacolate. Tornando alle scoperte, da appassionato della materia ne so quanto basta su come funziona una ricerca archeologica. So ad esempio che chi scava riceve degli ordini superiori, non può fare come gli pare e piace, e quindi fa solo il proprio dovere. Allora io mi chiedo come mai tu te la prendi tanto con le persone che hanno fatto materialmente il lavoro e, guarda un po’, invece non hai il coraggio di prendere di petto apertamente le istituzioni visto che contesti tanto quella ricerca, ciò che si è trovato o non trovato, scritto o non scritto, ridicolizzando e sminuendo un lavoro la cui accuratezza è indiscutibile? Ti dirò di più, grazie al cavolo che li sotto ora, e sottolineo l’avverbio, non vedrei più tutte le cose di cui ho letto! Ti hanno mai detto che uno scavo per propria natura è distruttivo? Cioè che per scendere in profondità è necessario anche togliere? Senza contare che sicuramente molto sarà stato eliminato per permettere l’avanzare dei lavori di costruzione? Non capisco se sei indignato per il fatto che manchino le cose (e questo sarebbe comprensibile e lodevole), oppure per il fatto che le cose trovate secondo il tuo “autorevole” parere facciano schifo? T’aspettavi una villa luccicante e invece i tuoi occhi profani vedono solo sassi? Altra cosa: quando una qualsiasi pubblicazione -archeologica, medica, naturalistica etc.- viene definita “preliminare” sta proprio a significare che è in corso di studio e che “intanto” se ne da notizia per divulgare a grandi linee l’argomento e darne notizia a tutti, colti, non colti, appassionati, scettici. Pertanto ciò che si scrive in via preliminare per forza di cose è soggetto ad approfondimenti, rettifiche, miglioramenti in attesa di conclusioni definitive. Possibile che tu abbia da ridire pure su questo? Ogni giorno i cittadini come me si chiedono cosa succeda oltre le recinzioni di un cantiere, i passanti sono incuriositi, ci sono persone che subiscono dei disagi per le ruspe sotto casa, insomma c’è un esercito intero di gente che avrebbe piacere di sapere……e tu che fai? Contesti pure sul fatto che una pubblicazione preliminare sia fuori luogo motivandolo col fatto che non tiene conto di successive scoperte. Embè? Con lo stesso tuo ragionamento allora anche qualsiasi altro evento attuale, dalla politica, alla cronaca, alle scoperte scientifiche, alle guerre dovrebbe essere affrontato solo quando si è concluso!! Allora sono io che ti invito a toglierti i paraocchi, a valutare con la giusta serenità e obiettività, ad incolpare – sempre che ci sia da incolpare – chi le cose le decide e non chi le cose le esegue e le difende, ad occuparti di ciò che conosci senza sconfinare in argomenti troppo tecnici e specialistici per i quali ci sono persone che hanno più titolo di te e di me a cimentarsi ………. non a caso hanno impiegato anni di studi con sacrifici di ogni tipo e si sono consumati per portare avanti un percorso difficile. E dimmi un po’, per quale ragione questi giovani non dovrebbero essere pagati più che bene dal momento che stanno intere giornate nella terra umida, inchinati a scavare, occupati a capire ed interpretare, lavorando di testa e di braccia, di ingegno e di volontà per poi tornare a casa sfiniti anche per le continue pressioni dell’imbecille di turno che non li vorrebbe fra i piedi? Tu quanto prendi per fare la metà degli sforzi di questi ragazzi? E se invece lavori sodo, ti piacerebbe essere sottopagato o pagato in modo non adeguato rispetto ai tuoi sforzi? Io non ho avuto la fortuna di proseguire gli studi ma grazie agli sforzi delle persone che lo hanno potuto fare – e non parlo solo di archeologi ma di studiosi in genere, di artisti, di storici, di filosofi, di giornalisti e tanti altri – io posso dire di essere una persona viva e non alienata dal triste lavoro che faccio per bisogno perché ognuno di loro mi da la possibilità di essere parte di una realtà, di una ideologia, di uno studio e di una scoperta Allora dammi retta, ho abbastanza saggezza per dirti che stai facendo una pessima figura, e se vuoi proprio parlare di storia e archeologia almeno prima cerca di accostarti un pochino più seriamente alla materia, se no passi per un ciarlatano attacca brighe che non ha altro da fare che molestare l’interlocutore di turno col risultato che nessuno ti prende sul serio perché risulti approssimativo, banale, non credibile, di parte e petulante.

  52. Norina dice

    Caro Luigi,
    in effetti ho avuto modo vedere il complesso di recente. Gli scavi proseguono ancora in alcuni settori del cantiere.
    Rispetto a quanto visibile nella pianta pubblicata alla pag. 22 (http://www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2010-194.pdf) moltissime strutture sono state rimosse, compreso il massetto pavimentale

  53. Luigi dice

    La pubblicazione preliminare degli scavi, scaricabile dal sito http://www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2010-194.pdf è stata fatta dal Ministero, infatti Fasti on line è una rivista elettronica che è tra gli organi ufficiali per la diffusione delle note preliminari di scavo e delle scoperte del Ministero/Soprintendenza dal momento che gli scavi sono coordinati e diretti sempre da Funzionari dello Stato, come prevede la legge. Gli autori sono gli studiosi che hanno partecipato agli scavi ed il Funzionario che li ha coordinati, l’attuale Soprintendente archeologico di Roma dr.ssa Mariarosaria Barbera. Non pare carta straccia.
    A quanto si può leggere il senso dell’espressione villa di Caligola è già chiarito dall’occhiello del titolo “Un nuovo settore degli Horti lamiani trovato sotto la sede dell’ENPAM a Roma”, e poi ulteriormente nel testo, molto denso e corredato di note, soprattutto nella parte introduttiva di carattere storico topografico. E’ noto ed indiscusso il ruolo di Caligola all’Esquilino come fondatore di una villa poi tramandata ai successivi imperatori fino al IV secolo d.C. La villa fu realizzata su un’area molto ampia ed organizzata scenograficamente a terrazze adattandosi all’orografia dei luoghi alla maniera ellenistica, un sistema poi ampiamente riproposto nelle ville signorili cinquecentesche a Roma ed altrove. La descrizione del complesso ci è stata tramandata da Filone l’Ebreo durante una sua ambasceria a Roma in cui ha modo di visitare il complesso a seguito di un distratto imperatore, più impegnato nell’arredamento del lussuoso edificio che a dar udienza alle lagnanze dell’ospite. Le caratteristiche del complesso trovato ed i materiali trovati durante o scavo (in particolare i capitelli di parasta corinzieggianti intersiati di età giulio-claudia) consentono, al di la delle interpretazioni specifiche funzionali e della sua datazione puntuale (trattasi di pubblicazione preliminare), di inquadrare tranquillamente i ritrovamenti nell’ambito delle proprietà imperiali dell’Esquilino lasciate da Lucio Elio Lamia all’amico Tiberio e poi monumentalizzate in forma residenziale dal successore Caligola come ricordato dalle fonti. La semplice consultazione di wikipedia può illustrare a chi è interessato la storia degli Horti lamiani e delle scoperte notevoli che vi si sono realizzate a partire dal XVI secolo fino ai giorni nostri (http://it.wikipedia.org/wiki/Horti_Lamiani). E’ l’imperatore Caligola il primo a trasformare dei giardini in una residenza imperiale suburbana, questo è innegabile e questo il senso anche che si coglie dalla lettura attenta della pubblicazione. Se si fosse detto villa di Lucio Elio Lamia o villa di Tiberio sarebbe stato improprio, non rispondente alla testimonianza delle fonti. Ovvio poi che il complesso abbia subito aggiunte e modifiche nel corso dei secoli, nel passaggio ai vari imperatori succeduti a Caligola. All’Esquilino è ben documentata l’attività di Alessandro Severo in tal senso.
    Anni fa la mostra “Le tranquille dimore degli dei” curata da Eugenio La Rocca e da Maddalena Cima ha consentito di ricostruire le membra del complesso imperiale attraverso un certosino lavoro di ricomposizione di dati di archivio e di scavo (http://openlibrary.org/books/OL14591655M/Le_tranquille_dimore_degli_dei).
    Da archeologo posso ben immaginare quali difficoltà abbia comportato a livello fisico, morale, logistico e scientifico lavorare sotto un palazzo che contemporaneamente veniva costruito sulla testa, in una condizione di lavoro non certo ideale, anzi durissima e logorante. Eppure questi colleghi lo hanno fatto coscienziosamente e con senso del dovere e quando stavano per concludere sono stati mandati via con un calcio nel sedere, diffidati senza fornire alcuna motivazione per far posto ad altri, probabilmente presentatisi come salvatori della patria o risolutori di ogni problema come spesso accade nel nostro campo (lo chiamano il mercato…). Appare veramente meschino prendersela con loro.
    Faccio notare ai lettori di questo blog che i casi di archeologi liberi professionisti diffidati e sostituiti da società (sempre la stessa società, ovvero Land Srl) costituiscono ormai una casistica corposa, di cui si tende a parlare poco per non subire ritorsioni e ricatti, che trova terreno fertile nell’assenza di regole di tutela professionale della categoria.
    Un caso simile a quello di Piazza Vittorio ed esemplare di un consolidato e diffuso modus operandi è quello di Passo Corese, ove oltre a essere stato diffidato e mandato a casa l’intero staff di archeologi impegnati negli scavi (anche qui senza dare alcuna spiegazione) è stato addirittura esonerato il Funzionario, la dr.ssa Giovanna Alvino, da oltre 10 anni ispettrice in Sabina. Ed anche qui Land Srl è subentrata nei lavori. Sarà un caso? A me pare proprio di no…. Comunque ci si può documentare ampiamente su questa vicenda al seguente link http://www.sabinafutura.it/category/articoli/.
    Invito i lettori di questo blog a rendere noti altri casi simili di loro conoscenza.
    Quanto al fatto che ciò che è stato trovato sotto il palazzo dell’ENPAM sia sotto gli occhi del mondo, bè ho qualche dubbio in proposito. Innanzitutto i ritrovamenti sono in un’area di cantiere non facilmente visitabile e sono stati effettuati sotto un solaio già realizzato al momento di iniziare lo scavo. In pratica niente di più lontano dagli occhi del mondo! Di fatto le uniche notizie che sia hanno del complesso sono quelle che è possibile trarre dalla nota preliminare degli scavatori. Che non sia proprio questo il peccato originale? Che si sia parlato di qualcosa che faceva davvero comodo tenere nascosta e avvolta da una comoda vaghezza il più possibile? Pare proprio di si, conoscendo i cantieri ed il clima che si instaura dopo ogni ritrovamento archeologico.
    Ad ogni modo l’edificio prevede nei sotterranei 6 piani interrati, di cui 5 destinati a parcheggio, ed appare veramente arduo il tentativo conciliare la sua destinazione finale con le scoperte effettuate senza un sacrificio cospicuo di esse in termini di cubatura, come accade la stragrande maggioranza delle volte. In genere la promessa di pubblicazioni o mostre che “risarciscano” in termini scientifici il sacrificio della perdita di un complesso monumentale per far posto al “nuovo” che avanza risultano essere grimaldelli sufficienti per aprire ogni porta chiusa. Speriamo vada diversamente, ma le antichità, vissute come intralcio, rallentamento o impedimento dei lavori non godono certo di molta simpatia nel nostro paese di cementificatori. Eppure sono le nostre radici e la nostra storia.

  54. sandro dice

    Caro Pasquino perché non vai a vedere cosa è stato trovato veramente la sotto prima di parlare, ti assicuro che rimarresti sbigottito?
    Perché in questo strano paese si deve parlare senza conoscere i fatti solo per uniformarsi alla moda del momento o solo perché qualche amico ce li racconta con il proprio stato d’animo?
    Lo sai perché questo paese va a rotoli perché c’è gente come te che non si informa, perché in questo paese regna l’ignoranza, la disinformazione, il chiacchiericcio, il grande fratello, il gossip, la tv pattumiera, i giornali che pubblicano notizie false per riempire le pagine e vendere le copie!
    Perché non ti informi e ti fai dire quanto ha guadagnato un archeologo che è stato la sotto fino a ieri, per ore, a scavare per dare a noi, che non sappiamo nulla della storia, la possibilità di conoscere cosa calpestiamo inconsciamente tutti i giorni?
    Perché vi ostinate a riconoscere a vittime quelle che vittime non sono?
    Nessuno vuole screditare il lavoro di nessuno perché tutti i lavori sono necessari anche quello di pulire gli uffici, caro Pasquino!
    Cogli, tuttavia, il senso delle frasi non essere superficiale come la maggior parte delle persone che scrive sentenze senza aspettare i processi.
    Chi si è reso responsabile di gravi mancanze deve essere punito ma pensa anche a chi è stato in prigione 14 anni senza aver mai commesso un reato!
    Caro Pasquino non ho bisogno di confondere le idee a nessuno perché ciò di cui si parla è li, sotto gli occhi di tutti, bisogna solo avere il coraggio di andarlo a vedere e rimangiarsi tutte le stupidaggini che sono state scritte e dette.
    La pubblicazione preliminare non tiene conto di importanti ritrovamenti scoperti solo dopo la sua divulgazione. Ti risulta che si può conoscere la storia prima di studiarla? Sgombera la mente da scialbi pregiudizi e vai a conoscere la storia vera. Poi se hai voglia e tempo ti invito a leggerti quanto ha scritto il Ministero sulla questione, ti assicuro che è estremamente interessante, ti aiuterebbe a capire meglio le persone. Gli scavi sono finiti, caro Pasquino, vatti a fare un giro, portati la relazione preliminare e confrontala con quello che c’è li. Guarda che se continui così ti fai prendere in giro……….
    Nessuno della cricca è stato coinvolto nella vicenda di Piazza Vittorio, nessuno dei reati contestati alla cricca è stato commesso a Piazza Vittorio cara Marina, vatti a leggere le ordinanze dei magistrati come ho fatto io perdendo ore di sonno, vatti a leggere i capi di imputazione, informati, ti prego, non farti prendere in giro, non mischiare le carte, così si fa solo confusione.
    Non c’è una intercettazione in cui si parli di Piazza Vittorio, ti invito a riascortarle con più attenzione! E’ vero, non ci vuole molto a capire come siano andate le cose, basterebbe essere informati e aver vissuto i fatti, qualcosa che pare non ti appertenga. Ma ti assicuro che manca davvero poco per farle sapere a te e a chi come te condanna senza tribunali!
    Le cricche vanno punite, spazzate via con tutta la veemenza del caso ma sono convinto che non tutto in questo paese è frutto delle cricche.
    Tutto quello che era sepolto la sotto è stato portato alla luce con grande perizia e sacrificio da parte di tutti.
    Leggete, informatevi, ragionate con la vostra testa, guardate con i vostri occhi, ascoltate con le vostre orecchie.
    Caro navigante, si vede che di musica non capisci proprio nulla!

  55. Pasquino dice

    Pasquino
    Secondo me il livore di sandro non fa che confermare la posizione dei giusti. Si percepisce quanto sandro sia stato messo in difficoltà, e tutt’ora lo è visto che è preoccupato solo a confondere le idee alle persone che di questa vicenda sanno poco o niente. Ma grazie al cielo ci sono persone come me che sanno informarsi e sanno fare 2+2 per rendersi conto che ben altre cose fanno scaturire un’interrogazione parlamentare. Mi risulta che una pubblicazione preliminare sia stata già fatta, evidentemente sandro non ha sufficiente cultura per capire cosa si intenda per villa di caligola… è scritto molto chiaramente, l’ho capito io che gli uffici li pulisco per davvero! E non c’è nulla da vergognarsi nel fare un lavoro umile, la vera vergogna è che ci siano persone come lui che cercano di screditare il lavoro altrui per scopi bassi che solo lui conosce, offendendo l’intelligenza di chi è navigato e sa distinguere un goffo e maldestro tentativo di distogliere l’attenzione da fatti gravi per orientarla su tematiche culturali che lui ha dimostrato di non essere davvero in grado di dominare.

  56. Navigante web dice

    anvedi chi c’è!!! l’ispiratore di alcuni pezzi di Marco Masini!!!

  57. Marina dice

    Una vicenda vergognosa, che vede coinvolta una delle cricche più attive del nostro bel paese, delle cui imprese (dal G8 alla Maddalena, ai Mondiali di nuoto 2009, all’affare del Salaria Sport Village solo per citarne alcune…e la lista potrebbe continuare) i quotidiani, le intercettazioni e soprattutto le ordinanze dei magistrati hanno dato ampio resoconto agli inizi del 2010.
    Che tristezza davvero, non ci vuole molto a capire come siano andate le cose.
    In Italia chi fa il proprio dovere onestamente è d’intralcio e viene punito se non accetta di entrare nel sistema gelatinoso della corruzione.

  58. sandro dice

    Sarebbe perfetto se lo sciacquone portasse via tutto però, ma purtroppo le dimensioni attuali non possono rendere al mondo questa soddisfazione.
    La verità sta li ma ora conviene nasconderla, è meglio non farla conoscere dopo aver scritto e detto tali e tante corbellerie si rischia di essere chiamato a pulire gli uffici!
    Siete invitati nella villa di Caligola, tra poco sarà aperta al pubblico, ah ah ah ah ah ah!
    Quando però arriverà il momento opportuno e la verità sarà pubblicata al mondo qualcuno vi aspetterà per chiedere spiegazioni, ne sono certo………
    Che tristezza……………….

  59. caligola dice

    e dopo queste debolissime argomentazioni e verità subdolamente distorte, ribaltate e manipolate, sarà sufficiente tirare lo sciacquone per ripristinare la qualità dell’aria…..

  60. sandro dice

    Caro Alex non mi servono altri particolari per capire chi è che scrive su questo blog.
    Sarebbe opportuno che chi come te non conosce a fondo i fatti e le circostanze, la smettesse di sostituirsi ai tribunali e lasciasse fare il proprio lavoro a chi è deputato e capace a farlo.
    Il motivo che ha portato alla sostituzione degli archologi lo conoscono anche i bambini, basta chiedere ad un archeologo qualsiasi quali sono i compensi che offre oggi il mercato………………………………………
    Leggendo quà e là ho potuto apprendere che non è stata rinvenuta alcuna Villa di Caligola e che ciò che è stato scavato è sotto gli occhi del mondo.
    Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere………….
    Pensa con la tua testa, parla con la tua bocca, guarda con i tuoi occhi, il mondo ti apparirà migliore…………….
    Evita la falsa e stucchevole demagogia di chi, ferito nell’orgoglio e nel portafoglio, insulta e accusa a caso. Impara che non tutto quello che ti propinano gli organi di informazione corrisponde al vero, verificalo personalmente, non ti fidare di chi per un interesse personale butta fango sul prossimo.
    Non cercare di attribuire gli errori altrui alla cattiva educazione di chi li ha valutati, la ragione sta sempre nel mezzo, ma forse sei troppo giovane per conoscere le regole fondamentali della vita………………..

  61. I disonesti sono il frutto della cattiva educazione ricevuta dai genitori e delle cattive frequentazioni unite al desiderio di ammucchiare denaro oltremisura, più di quanto serve per l’avere necessario, non certo del silenzio degli onesti.
    Affermare il contrario sarebbe come dire che la colpa dell’esistenza dei ladri è tutta della Polizia. Non trova, sig. Sandro?
    Trovo le sue argomentazioni molto farraginose, e più che altro indirizzate a carpire particolari che rivelino chi scrive su questo blog, non certo a fare chiarezza su quanto accaduto a Piazza Vittorio.
    Chi ha letto l’interrogazione parlamentare, la risposta del sottosegretario Giro, la controreplica dell’on. Ghizzoni e i commenti di chi ha, anche molto coraggiosamente, scritto su questo blog ha pieno modo, conoscendo come purtroppo funziona il nostro paese, di farsi una idea chiara e distinta di come i fatti si siano svolti riguardo questa vicenda che ha visto sostituito senza alcun motivo lo staff degli archeologi che non piacevano (o meglio questo sembra proprio essere il motivo), con un altro che evidentemente si reputava più adatto alle circostanze. Il tutto, come generalmente succede, con le necessarie intimidazioni, coperture politiche e pseudoconnivenze.

  62. sandro dice

    Il senso l’ho colto benissimo, glielo assicuro, più di quanto immagina. Occorre però rompere il silenzio con argomenti certi e non solo per far parlare di se. I disonesti sono il frutto del silenzio e talvolta anche gli onesti scelgono il silenzio omertoso per vivere e per far vivere i propri figli. Non dobbiamo fare demagogia se scegliamo un percorso lo dobbiamo seguire fino alla fine, a qualunque costo.
    Occorre però forse soffermarsi sulla necessità di rompere il silenzio qualche volta in più e non per interessi personali, non trova?

  63. Doloroso (per gli onesti) è il silenzio omertoso in cui agiscono i disonesti di cui pullula il nostro paese.
    Silenzio che talvolta qualche onesto coraggiosamente rompe.
    Si compiaccia pure, signor Sandro, ma il senso non lo ha colto.

  64. sandro dice

    Caro Alex la tua citazione è davvero ragguardevole e mi compiaccio se davvero il senso è quello che si coglie.
    Il silenzio degli onesti può diventare davvero assordante e doloroso!
    Buona serata

  65. Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti (Martin Luther King)

  66. sandro dice

    Sono davvero felice di averle rallegrato la serata dopo una giornata di intenso lavoro.
    Potrebbe, come par condicio, rendere altrettanto felici anche i suoi attenti e fervidi lettori come me se, nella sua proverbiale e acclarata onestà, fosse più coerente e soprattutto più attenta nell’apostrofare le persone.
    Lo sport di sostituirsi agli altri, volendo fare il mestiere di altri, volendo dire e scrivere quello che dovrebbero dire e scrivere altri è assai diffuso; mi sorprende, tuttavia, che una persona così pronta a raccogliere i frutti più puri e incontaminati della vita, con uno spiccato e alto senso dell’onestà materiale ed intellettuale, colta, preparata e attenta come lei si presti a simili usanze.
    Le auguro, infine, di trascorrere un sereno e felice Natale, accanto alle persone a lei più care invitandola a dedicare un pensiero e una preghiera a tutti coloro che soffrono e che non hanno avuto la fortuna di avere una occasione.

  67. manola pales dice

    La ringrazio vivamente per avermi rallegrato la serata.. sa com’è, dopo una giornata di lavoro qualche grassa risata è sempre ben accetta. Per quanto riguarda i nomi ed i cognomi la invito a documentarsi meglio leggendo l’intero testo dell’interrogazione parlamentare; in esso si fa riferimento anche alle vicende che hanno interessato la magistratura. Perciò capirà (forse?) che mi sono attenuta a quanto in esso riportato. In nome della mia proverbiale onestà non ho esitato ad apportare rettifiche laddove necessario. Se lei questa la chiama ritrattazione, la invito nuovamente ad allargare i suoi orizzonti culturali. Anche quando si fa del sarcasmo lei la prende come un’accusa… le piace tanto questo termine, vero? allora continui pure ad usarlo perchè io sono molto tollerante verso le altrui fissazioni. Gentile Signor Sandro, qui la vaghezza più grande è la sua visto che continua a non voler farsi riconoscere. Io il mio nome, il mio cognome e la mia professione l’ho già rivelata. Pertanto ritengo sia alquanto sterile confrontarmi ulteriormente con lei. Che lo creda o no ho davvero cose ben più importanti da fare (questo è il mio senso della realtà!!). Chiudendo colgo l’occasione per augurarle un sereno Natale.

  68. sandro dice

    Il senso lo abbiamo colto tutti, forse l’unica a non averlo colto è proprio lei.
    E’ lei o non è lei ad aver riportato nomi, cognomi e vicende, giudicando prima di qualsiasi giudice o magistrato della colpevolezza altrui. Quale è il suo mestiere????
    La sua vaghezza nelle risposte fa cogliere ancora di più il senso delle sue citazioni ed una certa difficoltà nell’affrontare la realtà.
    Scrive poi nega, afferma poi ritratta, cita poi accusa chi legge di non capire….

  69. manola pales dice

    Vedo che oltre a far confusione fra ciò che è un commento e ciò che è un’accusa, non sia stato neppure colto il senso dell’aforisma! Comunque è lapalissiano che le accuse spettino solo alle autorità, ma altrettanto ovvio è che siano solo le medesime a poter scagionare….

  70. manola pales dice

    Vedo che oltre a far confusione fra ciò che è commento e ciò che è accusa (non a caso le cose che scriviamo sono sottoposte al vaglio di un moderatore!), non è stato neppure colto il senso dell’aforisma!

  71. Sandro dice

    Peró a leggere quello che scrive è lei a chiamare in causa le persone!
    Occorre avere certezza di ciò che si scrive: non c’è più lupo cattivo di chi viene accusato ingiustamente.
    Tuttavia ritengo che le accuse le debba fare chi ha l’autorità e il mandato per farlo e mi pare che lei non è ne un giudice ne un magistrato.

  72. manola pales dice

    Peccato, un pensiero così alto avrebbe meritato la firma e non l’anonimato… Semplice: chi corrotto non è, non si senta chiamato in causa. Si può forse negare che la vita di un corrotto è fatta di paure? Quando la coscienza è a posto le cose care non si perdono mai. Diceva K. Gibran che il lupo assale l’agnello nell’oscurità della notte, ma di giorno rimangono le macchie di sangue ad accusarlo.

  73. Velse dice

    Accusare senza conoscere, giudicare senza ascoltare, parlare credendo di sapere ci rende più patetici e ridicoli dei disonesti e dei corrotti.
    Il rimorso di chi accusa ingiustamente additando le persone per quello che non sono dopo è piú forte di chi delinque abitualmente che non ha alcun rimorso.
    La perdita di quello che abbiamo, anche di più caro, non è mai casuale e ci deve fare riflettere per non commettere più gli stessi errori.

  74. manola pales dice

    L’onestà rende liberi e forti. I corrotti passano notti insonne nel timore di essere smascherati da coloro che sanno; vivono di paure e finiscono per essere pateticamente schiavi della propria codardia al punto da diventare persino ridicoli.

  75. manola pales dice

    A rettifica del mio commento del 14.03.2010, preciso che a tale data E. Bentivoglio non era indagato ma risultava “coinvolto nelle vicende oggetto d’indagine”, secondo quanto indicato nell’Ordinanza del Giudice dott. Rosario Lupo dell’08.02.2010 (Proc. n. 14867/08 R.G. Notizie di reato; Proc. n. 1460/09 R. G.I.P.).

  76. Erri dice

    Sono un archeologo anch’io. Esprimo la mia indiganzione per la vicenda e per l’atteggiamento del MIBAC e della Soprintendenza. Solidarietà agli archeologi. In pochi avrebbero avuto il coraggio di denunciare ciò che è accaduto, scegliendo magari di assecondare in silenzio la Soprintendenza con un attegiamento supino.

  77. Anonimo dice

    Posto anche qui la mia nota del 10 marzo..

    Sono uno degli archeologi incaricati e poi “dimissionati” dalla New Esquilino srl, volevo ringraziarla vivamente per l’impegno e la caparbietà con cui ha seguito questa vicenda grave per me, ma soprattutto per il Patrimonio.

    Luca Giovannetti

  78. Manola Pales dice

    Alla luce dell’implicazione del trio Balducci, Rinaldi, Bentivoglio in vicende di corruzione e abusi edilizi emersi a seguito delle recenti indagini della Magistratura, ben si comprende, a mio avviso, la omissione del sottosegretario Francesco Maria Giro ai quesiti posti nell’interrogazione parlamentare e alla richiesta di verificare la trasparenza dell’operato della cricca coinvolta nelle vicende del cantiere New Esquilino. Tale omissione rafforza la convinzione che il trio abbia effettuato gravi ingerenze nelle decisioni della Soprintendenza Archeologica disattendendo quanto concordato in termini di programmi e scadenze, verosimilmente con l’obiettivo di stravolgere e ridurre la portata del progetto di tutela e valorizzazione dei ritrovamenti. Infatti, l’intera vicenda del cantiere di p.zza Vittorio sembra nascondere scenari inquietanti di estrema gravità e di reale pericolo per le sorti della tutela archeologica visto che lo stesso Ministero per i Beni e le Attività Culturali sembra più interessato ad eludere il problema che a fare chiarezza: tale posizione autorizza a pensare che questi alti dirigenti nominati dall’Enpam siano riusciti a disfarsi in un sol colpo sia del controllo del Funzionario della Soprintendenza Archeologica sia dello scomodo staff di archeologi ligi al dovere, bussando direttamente alla porta del Ministro e poi a quella del Soprintendente che si sapeva prossimo alla pensione… In considerazione del fatto che in 628 giorni lavorativi si sono prodotti oltre 12000 metri cubi di terra scavata, altrettanto menzognera suona la motivazione dell’atto di diffida con la lentezza delle indagini che, peraltro, erano ormai prossime alla conclusione. Affinchè il caso di p.zza Vittorio non costituisca un grave precedente che mini la credibilità e l’autonomia delle Soprintendenze Archeologiche e metta a serio rischio il patrimonio archeologico di Roma e dell’intera nazione è estremamente urgente far luce su questa vicenda alquanto preoccupante che chiama in causa direttamente anche le potenti poltrone del Ministero stesso che non si è preoccupato di verificare concretamente le subdole affermazioni dei “banditi” della Ferratella lasciandoli indisturbati nelle loro sporche manovre. Visto che tali “gentiluomini” erano incaricati e pagati dall’Enpam sarebbe opportuno verificare anche l’estraneità dell’Ente nelle suddette ingerenze.

  79. angelica 73 dice

    Ammirabile la coraggiosa testimonianza dell’archeologa che ha commentato questa odiosa e grave vicenda firmando con nome e cognome. Auguro a Manola e a tutti i professionisti che si sono trovati in simili situazioni, che sia fatta giustizia. L’Italia è stufa della corruzione ai vertici poteri. Finchè esistera la cultura della mafia, della disonestà e dei soldi guadagnati illecitamente rubando ai contribuenti, sarà a rischio non solo il patrimonio artistico ed archeologico del Paese ma anche la Speranza di poter garantire ai giovani e a tutti i cittadini una vita costruita sui sani principi della democrazia e della legalità. Vogliamo un’Italia finalmente emancipata e libera da sporche figure che tramano nel segreto degli uffici per squallidi interessi personali.

  80. Manola Pales dice

    Mi chiamo Manola Pales. Ho scavato nel cantiere New Esquilino curando per tre anni ogni aspetto delle indagini (archeologico, progettuale, burocratico), perciò scrivo con cognizione di causa. Mi limiterò a lasciare solo la mia testimonianza professionale visto che la mia opinione circa la responsabilità di alcuni personaggi altolocati in questa vicenda non ha già trovato una pubblicazione. La possibilità della perpetrazione di gravi pressioni ed ingerenze nell’operato della Soprintendenza Archeologica da parte della cricca della Ferratella fa riflettere sugli aspetti oscuri di tutta questa viccenda. Sono una professionista capace, seria, coscienziosa, instancabile ed ONESTA. Queste qualità, proprie anche dei colleghi che hanno partecipato agli scavi, evidentemente sono apparse troppo scomode ai dirigenti dell’Alta Sorveglianza, tutti indagati dalla Magistratura per corruzione ed abusi edilizi. La diffida dell’intero team di archeologi è stata ufficialmente motivata con la lentezza degli scavi. L’intento dei dirigenti della Ferratella di screditare lo staff di archeologi con lo scopo di rimpiazzarli appare evidente. Infatti, se si considera che sono stati scavati oltre 12000 mc di terra nonostante condizioni di lavoro estremamente dure e nonostante la concomitanza di lavorazioni extra-archeologiche che ripetutamente hanno reso indisponibili molte aree per lungo tempo (complessi e diversificati lavori di messa in sicurezza; realizzazione di impianti vari; ricopertura di vaste aree per consentire il transito di mezzi meccanici per l’esecuzione di micropali; urgenti e complessi interventi di restauro; costante e periodica riorganizzazione logistica dell’area di scavo con la creazione di varchi, scale e piste; ecc…), risulterà chiaro, anche agli occhi di un profano, che sono state dette molte menzogne. Altre cose potrei aggiungere, ma confido nella determinazione e negli ideali delle persone che hanno il ruolo ed i mezzi per far emergere la Verità e per impedire che simili gravi e preoccupanti scenari si verifichino ancora.

  81. El Comandante dice

    Sono sempre piu’ indignato, rammaricato e triste per l’andazzo di questo Paese, nella morsa degli interessi personali di pochi, un’oligarchia ben organizzata ai danni di tutti quelli (davvero tanti) che si fanno in 4 per far quadrare i conti a fine mese…Chi siede su una poltrona invece intasca migliaia o milioni di euro offrendo in cambio pochissima professionalita’, benche’ meno competenza e cultura del vivere onestamente…
    W l’ITALIA, ma l’ITALIA CAPUT MUNDI in termini di tesori dell’arte e della cultura…

  82. Certosino dice

    “La speranza è madre di due figlie: la prima è l’indignazione, la seconda il coraggio” (S. Agostino)

  83. linda dice

    Fino a quando le persone oneste staranno zitte, buone, in un angolo, a curare il povero orticello che pensano di aver meritato e guadagnato, tutte le ingiustizie resteranno impunite e non è ladro solo chi ruba…ma anche chi tiene il sacco. Estremismo? Eccesso di idealismo? Non credo, ritengo invece che lamentarsi senza fare nulla sia inutile, una vera e propria perdita di tempo… anche di quello di chi ascolta.
    Se la democrazia esiste bisogna usarla per far sentire la propria voce, assumendosi anche qualche responsabilità in prima persona. Se invece non ci si crede meglio un silenzio decoroso.

  84. Festo dice

    La vicenda che ho letto è davvero allucinante. Non capisco come certi personaggi, che dovrebbero servire lo stato (Bertolaso lo va dicendo fino alla nausea …anche se da Sottosegretario sembrerebbe più a servizio di una parte), si prestino agli interessi dei privati e nessuno gliene chieda conto.
    Ma ciò che è più vergognoso è l’atteggiamento da struzzo tenuto dal Soprintendente (pagato dai contribuenti € 108.464,47). Ma il Ministero non controlla? Eppure è pieno di Uffici di Gabinetto, di Consulenti, di Direzioni Generali e di burocrati di ogni tipo. Un Direttore Generale è pagato appena € 160.010,90. Io che questa gente ci costi troppo cara perchè poi si possa permettere di giocare a fare lo struzzo. Forse bisognerebbe ricordarglielo.

  85. Certosino dice

    Tutta questa vicenda è davvero preoccupante e merita di essere approfondita, perché da troppo tempo nel nostro paese è in atto un processo di destrutturazione dello Stato volto a favorire interessi di gruppi privati che spesso si mascherano proprio dietro il paravento dell’interesse pubblico, sfruttando complicità e connivenze di personaggi che operano in zona grigia o in posizione di netto conflitto di interessi.
    L’idea che un’operazione unica ed irripetibile come lo scavo archeologico possa essere sezionata in due parti, senza nessuna attenzione o rispetto per la continuità scientifica e per l’importanza storico-culturale della zona in corso di indagine è davvero barbara…

  86. tutta questa faccenda è assolutamente allarmante per i beni culturali, non solo a Roma ma in tutta Italia. Fare chiarezza sarebbe non solo doveroso ma anche prudente: che la politica e gli interessi personali , sia fisici sia econimici, di persone ed Enti preposti siano al di sopra dello Stato e del bene Comune è non solo antidemocratico ma più simile ad uno stato dittatoriale ed oligarchico. Ed offendono il sentire comune di democrazia, giustizia e deontologia professionale.
    L’archeologia in Italia è già di per se stessa in pericolo, così se ne decreta la fine, sbugiardando per l’ennesima volta, se ve ne fosse bisogno, tutti quei politici che in campagna elettorale la definiscono, con i Beni Culturali in generale, il “petrolio” del Nostro PAese.

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