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Fantasia Finanziaria, manovra tutta da rifare

Arriva la finanziaria alla Camera ma dopo tutte le dichiarazioni di facciata ci si accorge che non c’è più traccia del testo che è stato licenziato dal Senato e che, dopo due mesi di iter parlamentare, il governo ora vuole ignorare ogni forma di concertazione con le forze dell’opposizione. Una presa in giro che non potrà essere liquidata in 48 ore. Il Pd chiede la possibilità di ascoltare i ministri interessati alle nuove misure deliberate dal governo per poter dare il proprio contributo a migliorare la legge finanziaria 2010.

Una finanziaria “light”o di sole promesse? A farne le spese saranno gli italiani e soprattutto i giovani precari e le piccole e medie imprese sempre più in difficoltà per l’inerzia del governo nell’affrontare la crisi economica. Per Pier Luigi Bersani, “due milioni di disoccupati, un balzo indietro di sei anni: i dati Istat sull’occupazione confermano in maniera evidente quello che gli italiani sanno bene per esperienza, che la crisi picchia duro e colpisce i lavoratori, i giovani precari, le imprese specie quelle piccole. In prospettiva il dato è ancora più allarmante se si considera il numero senza precedenti dei lavoratori in cassa integrazione.

“Speriamo – a continuato il segretario del Pd – che il governo la smetta di dire che le cose vanno bene e prenda atto dei problemi. Noi, già con la mobilitazione dell’11 e del 12, che ha al suo centro il tema del lavoro, porteremo in piazza le proteste e le preoccupazioni dei cittadini insieme a proposte concrete per difendere il lavoro e dare una spinta reale all’uscita dalla crisi”.

“Negli annunciati emendamenti del governo alla finanziaria che riguardano il lavoro, troviamo il solito pannicello caldo sparato con molta enfasi per conquistare qualche titolo di giornale”. Lo ha dichiarato il capogruppo del Pd in commissione Lavoro Cesare Damiano.

“L’una tantum più ‘ricca’ per i lavoratori a progetto – ha aggiunto Damiano – che può avere un tetto massimo di 4 mila euro l’anno, non è niente altro che un modesto ritocco all’indennità precedente portata dal 20 al 30 per cento della retribuzione. Se si dividono 4 mila euro per 12 mesi, arriviamo ben 333,33 euro mensili. Una cifra sicuramente sufficiente per sopravvivere nella crisi, secondo i calcoli dei soloni governo”.

“Occorre, inoltre, sottolineare – ha concluso l’esponente del Pd -che si tratta naturalmente della cifra massima raggiungibile e che per acquisire questo diritto bisogna di superare una vera e propria corsa ad ostacoli che quest’anno ha consentito a meno di 2 mila persone in tutta Italia di usufruire di questa normativa”.

Per Francesco Boccia “la finanziaria approvata dal Senato non c’è più. Il primo dato che si registra sulla base delle nuove proposte del governo è che per 2 mesi i senatori sono stati presi in giro. Da oggi c’è una nuova finanziaria che non si può liquidare in 48 ore”.

“Se governo e maggioranza vogliono dimostrare disponibilità al confronto nell’interesse vero degli italiani – ha aggiunto – ci devono dare la possibilità di ascoltare i ministri interessati alle nuove misure venute fuori all’improvviso nelle ultime 24 ore e fare in modo, quindi, che dalla Camera possa arrivare un contributo a migliorare le norme”.

Dello stesso avviso anche Pierpaolo Baretta, capogruppo del Pd in commissione Bilancio, “il rinvio della commissione Bilancio è un brutto segnale. E’ evidente, anche dalle indiscrezioni giornalistiche di questi giorni, che il governo sta cambiando la Finanziaria, rendendo superato tutto il lavoro fatto fino ad ora, E’ necessario a questo punto ripartire da zero, conoscere l’intera manovra e avere il tempo necessario per presentare nuovi emendamenti”.
“I ministri competenti – ha concluso – devono venire in commissione e spiegare la nuova finanziaria”.

A.Dra
www.partitodemocratico

1 Commento

  1. Beatrice dice

    Leggendo tra ieri e oggi alcuni articoli sulla finanziaria già puzzava di bruciato e soprattutto puzza questa ulteriore regalia al comune di ROma di di 600 milioni di euro. Una manovra che grida vendetta anche da parte di chi è di destra.

    Finanziaria, la commissione boccia 12 emendamenti del governo su 14

    Più che accidentato il percorso della Finanziaria in commissione bilancio. Sui 14 emendamenti presentati dall’esecutivo, infatti, sette di questi sono stati dichiarati inammissibili (due solo parzialmente), cinque sono stati invece congelati poiché il governo non ha ancora presentato la Relazione tecnica. Se ne sono salvati solo due: il primo che prevede il turn over di vigili del fuoco e delle forze dell’ordine e il secondo che contiene il cedolino unico per i dipendenti pubblici, gli sgravi per le banche e le norme per il terremoto in Abruzzo.

    Il relatore al Bilancio, Giuseppe Marinello, ha tuttavia precisato che non è detta l’ultima parola. Per quanto riguarda gli emendamenti del governo privi di relazione tecnica «credo che saranno riesaminati in una fase successiva» e anche alcune proposte come le disposizioni del Codice delle autonomie «c’è una verifica in corso e penso che alcuni riformulati potranno essere ripresentati».

    Le proposte bocciate riguardano il Codice delle autonomie con la stretta sugli enti locali (perché norme di prevalente carattere ordinamentale e perché presenta profili di incostituzionalità nella parte in cui prevede una stretta sugli emolumenti percepiti dai consiglieri regionali), la proposta sulla destinazione delle entrate dello scudo fiscale (manca la ripartizione esatta delle singole voci di spesa), le zone franche urbane, la stipula di accordi di programma tra il ministero del Turismo e le Regioni, le disposizioni sulle convenzioni per la Tirrenia. Gli emendamenti parzialmente inammissibili sono: la proposta sollecitata dal ministro Stefania Prestigiacomo (è salva la parte che destina un miliardo di euro volto a rimuovere le situazioni di rischio idrogeologico ma vengono bocciate le disposizioni sulla nomina di commissari e sui nuovi incarichi dirigenziali) e il Patto della Salute in materia di prezzo dei farmaci e delle quote di spettanza sul prezzo di vendita.

    «L’inammissibilità a quasi tutti gli emendamenti del governo rappresenta una svolta nell’esame della Finanziaria che può riprendere il suo percorso parlamentare senza le pesanti interferenze su temi rilevanti che nulla hanno a che fare con le questioni di bilancio». Ha commentato così il capogruppo del Pd in commissione bilancio, Pierpaolo Baretta. «C’è da augurarsi che il governo – prosegue Baretta – non intralci ulteriormente il lavoro del parlamento al fine di arrivare come annunciato nei giorni scorsi dal presidente della camera, ad una conclusione senza il ricorso alla fiducia».

    Rincara la dose l’Udc, attraverso le parole del deputato Amedeo Ciccanti. «Il Governo ne esce con le ossa rotte! Il Presidente della Camera Fini, attraverso il Presidente della commissione bilancio Giorgetti, ha infatti tagliato la metà degli emendamenti del Governo che tentava di dare polpa ad una finanziaria anoressica piuttosto che leggera, come l’aveva definita Tremonti».

    «Sono state cancellate – elenca Ciccanti – le norme del codice delle autonomie, perchè ordinamentali e addirittura con profili di incostituzionalità quelle riguardanti gli emolumenti dei consiglieri regionali. Salta la riserva al Ministero dell’ambiente di nominare commissari con poteri assoluti per interventi su zone in dissesto idrogeologico, anche senza la dichiarazione dello stato di emergenza, così come salta l’uso dei fondi Fas da parte della Ministra Brambilla per politiche di promozione turistica dei beni culturali. Saltano anche la modifica dei criteri applicativi per le zone franche urbane e la revisione del “patto per la salute” la cui discussione è ancora in corso nella conferenza Stato-regioni. L’emendamento più “indigeribile” era quello di riservare ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri intereventi a carattere legislativo su 5×1000; missioni internazionali; sostegno all’autotrasporto; rinvio dei contributi e tributi delle zone terremotate de L’Aquila; la ricostituzione del fondo per la gratuità dei libri di testo delle scuole elementari ed altri interventi minori».

    Secondo Ciccanti, «la scelta di un altro contributo speciale ad Alemanno di 600 milioni di euro per Roma capitale, ha mandato di traverso alla Lega questa finanziaria e Giorgetti ne ha preso con garbo le distanze. Stesso mal di pancia lo esprimono quelli del Mpa di Lombardo che si sono visti saccheggiare ancora una volta i fondi FAS. Per tutta la maggioranza, inoltre, permane un clima di tensione con il Governo che ha catapultato in commissione bilancio una serie di emendamenti senza alcuna consultazione con i commissari del PDL e della Lega».
    L’Unità 01.12.09

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