Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Omsa, che crisi: a Faenza lavoratrici in rivolta", di Rinaldo Gianola

Lo stabilimento Omsa costeggia l’autostrada, un lungo cubo basso e grigio profilato di giallo. Al casello di Faenza si esce, si svolta a destra, poche centinaia di metri ed ecco i cancelli. Sono presidiati. Un tendone, un prefabbricato. Le bandiere di tutti i sindacati. Si gela ed è tornata pure la neve. Un paio di stufe fai-da-te attutiscono il freddo, un uomo taglia i bancali per far legna, una giovane lavoratrice col cappellino di lana targato Dolce & Gabbana organizza i turni del presidio: quattro ore a testa per ventiquattr’ore, senza mollare. Si raccolgono le disponibilità per l’intero mese di febbraio, si fa l’elenco dei numeri di telefono, ci si organizza per il cibo e il caffè. In caso di emergenza la “rete” mobilita tutti i lavoratori in pochi minuti. «Da qui non entra e non esce più niente, non vogliamo che si portino via i macchinari e i prodotti. Questo è il nostro posto di lavoro, non ce ne andremo così facilmente» avverte Valentina Drei, 35 anni, dipendente del «re del collant», il gruppo …

"La metamorfosi del Lingotto", di Massimo Giannini

“No al ricatto della Fiat!” grida in coro la politica, di fronte all’annuncio di due settimane di Cassa integrazione in tutti gli stabilimenti di quella che fu la Real Casa dell’automobile italiana. E una volta tanto risulta quasi difficile dar torto ai demagoghi di Palazzo, che si illudono di risolvere i problemi di uno dei più importanti settori produttivi del Paese “drogandolo” di tanto in tanto con un’iniezione di incentivi pubblici. Diciamolo subito: l’azienda ha palesemente sbagliato la sua tattica. La politica sta clamorosamente sbagliando la sua strategia. E tutt’e due sembrano non aver compreso fino in fondo com’è cambiato il profilo e il ruolo di una grande impresa nel pianeta globale. La Fiat ha sbagliato la sua tattica. Lunedì scorso il consiglio di amministrazione ha annunciato i dati di consuntivo 2009 e le stime di previsione 2010. Per l’anno passato la Fiat chiude con una perdita netta di 848 milioni, i ricavi scendono del 15,9%, il fatturato dell’auto cala del 3,5%, il risultato operativo si riduce a 719 milioni e l’indebitamento netto a 4,4 …

Fiat chiude le fabbriche per due settimane

Tutti gli stabilimenti fermi. Trentamila operai in cig. A Pomigliano precari sul tetto del Comune, dopo un mese di occupazione della sala consiliare. A Termini Imerese bloccato l’ingresso dei tir. E con le tute blu protestano anche mogli e parenti. Gli stabilimenti della Fiat Auto si fermeranno due settimane, l’ultima di febbraio e la prima di marzo. La cassa integrazione riguarda i 30 mila lavoratori di Mirafiori, Melfi, Termini Imerese, la Sevel, Cassino e Pomigliano. Alle radici della decisione – sostiene l’azienda in un comunicato – il cattivo andamento degli ordini a gennaio: “Dopo il periodo positivo di fine 2009, si stanno drasticamente ridimensionando a un livello ancora più basso di quello registrato a gennaio dell’anno scorso, quando il mercato era in grave crisi”. “La crisi, come sapevamo – commenta all’Ansa il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo – non è superata. Continua la latitanza del governo che non ha un piano autonomo sul futuro dell’auto nel Paese, è lui il vero responsabile di questa cassa integrazione”. Nel frattempo si intensifica nelle città meridionali …

"Effetti collaterali della crisi. Crolla il mito della flessibilità", di Rinaldo Gianola

A cosa serve la flessibilità sul mercato del lavoro se l’Europa ha perso 6 milioni di posti nell’ultimo anno e se in Italia sono scomparsi circa un milione di occupati di cui almeno un terzo rappresentati da lavoratori estremamente flessibili? Ladomanda assume un rilievo non secondario in un momento in cui governi ed istituzioni internazionali cercano formule efficaci per uscire dalla drammatica crisi degli ultimi due anni. Mentre cadono vecchi modelli economici e si esauriscono ricette consolidate di sviluppo ispirate dal liberismo di mercato, mentre le banche sono nazionalizzate e le grandi industrie ricevono enormi sostegni pubblici per poter sopravvivere, si inizia anche a discutere se non sia il caso di rivedere le politiche tradizionali,ma finora considerate comunque innovative e indispensabili, di organizzazione del lavoro. Persino il Financial Times, utilizzando alcune riflessioni dell’Ocse, si è interrogato sull’importanza e sulla funzione attuale del lavoro flessibile, con un articolo dal titolo esplicito: “I fallimenti della flessibilità”. Niente di rivoluzionario, per carità. La flessibilità rimane una condizione essenziale del mercato del lavoro attuale e lo sarà anche in …

Sicar, domani riprende la trattativa

L’On. Ghizzoni: “Agiremo anche a livello ministeriale, perché sianomesse in campo tutte le opzioni possibili di ammortizzatori sociali”. Domani, a Modena, riprenderà in forma ufficiale la trattativa tra i sindacati e la proprietà della Sicar di Carpi. E’ il primo esito dell’incontro informale di questa mattina a Carpi al quale hanno partecipato l’on. Manuela Ghizzoni, l’assessore provinciale al lavoro Francesco Ori, il Sindaco di Carpi Enrico Campedelli, la proprietà dell’azienda, la Rsu dei lavoratori, i rappresentanti della Fiom-Cgil e di Confindustria. L’incontro era stato richiesto dalla parlamentare del Pd per tentare una mediazione che evitasse di inasprire ulteriormente i toni della vertenza, dopo che l’azienda aveva manifestato la volontà di procedere al trasferimento dei macchinari nella sede di Villa Bartolomea e i lavoratori, come risposta, avevano minacciato di bloccare il transito di qualsiasi mezzo. “Bisogna tenere in ogni modo un filo di dialogo aperto – ha dichiarato al termine dell’incontro la Ghizzoni – e tutti devono fare la propria parte con senso di responsabilità per rafforzare il più possibile questo filo. Siamo consapevoli della grave …

"I giovani due volte discriminati, su lavoro e welfare" di Iolanda Buffalini

Il ministro dice e poi si diverte, per la tempesta «in un bicchier d’acqua di laguna» scatenata da una frase detta in Tv. Tanto si diverte che sbaglia, nella nota inviata dal suo ministero, un congiuntivo: «sconcerta che una frase venga rilanciata come se sia un disegno di legge… ». Ancora più sconcertato è Tito Boeri: «Francamente basta, un ministro dovrebbe fare prima di parlare». Il ministro Brunetta propone di dare 500 euro mensili ai giovani, agendo sulle distorsioni del sistema pensionistico. «Mi sembra una sparata per rimediare alla gaffe sui bamboccioni di qualche giorno fa. Un ministro avrebbe il dovere di non andare in televisione a fare annunci se non ha una proposta concreta. E il governo dovrebbe fare prima di parlare». Infatti i 500 euro servirebbero a mandare i ragazzi fuori casa. «Finanziati come e dati a chi? Il vero motivo per cui i giovani rimangono a casa a lungo è che i lavori cui hanno accesso sono pagati molto poco e sono molto instabili. La famiglia svolge la funzione di ammortizzatore sociale. …

"Stipendi, le italiane costrette ancora ad inseguire", di Raffaelo Masci

Il sito si chiama www.ingenere.it ed è costituito da economiste serie toste. Quindi picchia duro: le donne in Italia prendono il 30% in meno degli uomini. Questo dicono i numeri. Marcella Corsi, che insegna economia alla facoltà di Scienze politiche della Sapienza, è una animatrice del sito e spiega la questione: «Qui da noi il divario di retribuzione e di reddito tra uomini e donne è ancora molto evidente. La Banca d’Italia pubblica ogni anno un’indagine sui bilanci delle famiglie e, alla luce di questi dati, viene fuori che, fatto 100 il reddito di un uomo, quello di una donna era 68 nel 1977 e dopo infinite battaglie e laboriosi processi di emancipazione, nel 2006, era 79. Salito, dunque, ma di appena 11 punti in 30 anni». Il dato è sconfortante, tant’è che «essere poveri in Italia – continua Corsi – vuol dire nella maggior parte dei casi essere donna single, monoreddito e con figli a carico». Una elaborazione dell’Ires-Cgil su dati Inps, riferita agli ultimi mesi, è illuminante: retribuzione di un lavoratore pre-crisi 1430 …