Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Regionali, si va verso il 7 a 6

Dopo una battaglia all’ultimo voto vanno 7 regioni al centrosinistra, con il blocco dell’Italia centrale che conferma il proprio orientamento e il Sud dove spicca l’affermazione di Nichi Vendola in Puglia. Nel Lazio i giochi sono fatti a favore del centrodestra, che al Nord conquisterebbe Piemonte, Lombardia e Veneto e segnala una forte avanzata della Lega. E’ il quadro che esce dalle elezioni regionali mentre lo scrutinio e’ alle battute finali. PIEMONTE – La Regione sembra passare al centrodestra. Il leghista Roberto Cota ha dato filo da torcere a Mercedes Bresso, governatore uscente che si e’ ripresenta per il centrosinistra, ma il distacco si mantiene attorno a un punto. Con Zaia in Veneto, Cota inaugura quindi la stagione dei governatori ‘made in Carroccio’. E in Piemonte la lista del Carroccio incassa oltre il 17%. LOMBARDIA. Roberto Formigoni, centrodestra, si avvia ad affrontare il suo quarto mandato alla guida della giunta lombarda. Con il 56% delle preferenze e uno stacco di circa 23 punti dal suo avversario, Filippo Penati, appoggiato da Pd, Idv e una serie …

Boom del grillini in Emilia Romagna: il candidato under 30 sfiora il 7%

Dopo l’astensionismo, piccola grande vittoria della cosiddetta “antipolitica” capitanata da Beppe Grillo: snobbato dai politici di razza, lontano da televisioni e giornali, il comico ha fatto a modo suo ed è sceso in piazza, quella reale e quella virtuale. I media non hanno prestato particolare attenzione al suo Movimento a cinque stelle ma in queste ore si profila un colpaccio. In Emilia è addirittura boom per il suo candidato Giovanni Favia, nato nel 1981, che vola al 7%. «Sono soddisfatto ma sinceramente ce lo aspettavamo perchè ai nostri banchetti la gente si fermava e chiedeva mentre quelli del Pd e Pdl erano mezzi vuoti». Così Giovanni Favia, candidato alla presidenza della Regione Emilia Romagna per il Movimento 5 stelle-lista Grillo, commenta l’exploit elettorale che lo vede al 6,9% quando sono state scrutinate 3.698 sezioni su 4.513. «Il vero voto di protesta è quel 10% che non è andato a votare» prosegue Favia, precisando che «la gente ha visto che noi non siamo l’antipolitica, ma vogliamo fare la politica vera e lo possiamo fare anche all’opposizione». …

Galan: «Il Veneto è stato venduto. La Lega arriverà al 9%»

Il Veneto è stato «venduto», «non pretendevo di fare per la quarta volta il governatore, ma passare il testimone a uno degli assessori del Pdl che hanno lavorato meglio in questi anni: Renato Chisso o Fabio Gava, che ha portato la sanità veneta al primo posto in Italia». A parlare così, intervistato dal Corriere della Sera, è Giancarlo Galan, l’ormai ex governatore veneto che ha vissuto con sofferenza la mancata ricandidatura in Regione. «I primi sentori che qualcosa non andava li ho avuti una settimana prima del matrimonio con Sandra», a giugno scorso, «poi le cose sembravano essersi aggiustate», spiega, con «Berlusconi che aveva detto che chi prendeva un voto in più alle Europee avrebbe avuto la presidenza della Regione». «Noi del Pdl – aggiunge – qui in Veneto abbiamo fatto un bel passo in avanti. Se a queste elezioni il centrodestra può attestarsi attorno al 60% un pò di merito mi sembra di averlo. Ma nessuno, tra i veneti che contano a Roma del mio partito, ha inteso dirmi grazie». Galan punta il dito …

"La democrazia svuotata", di Aldo Schiavone

Il primo risultato elettorale: il forte astensionismo. Segno (ulteriore) di crisi della politica dei partiti, e segno di crisi della democrazia tout court. Quel che si temeva sta purtroppo accadendo, e in una misura che sembra assai grave. Le astensioni dal voto crescono – talvolta in modo impressionante – in ogni regione: sette punti in meno sono un´autentica voragine. Il Paese è stanco, infastidito, preoccupato, deluso e in molti – troppi – stanno decidendo di allontanarsi dalle urne. È inutile nascondersi dietro l´alibi dell´inevitabile adeguamento a un astensionismo presente in tutte le consultazioni elettorali dell´occidente più avanzato. Noi eravamo sempre stati in controtendenza – più o meno accentuata – rispetto a un simile dato: e la novità di queste ore non promette nulla di buono. È il segno di un disagio tutto italiano – una lucida disaffezione, una calcolata risposta a una deriva giudicata evidentemente insopportabile – che merita molta attenzione. I risultati che tra poco conosceremo non potranno cancellare, comunque, l´imponenza del fenomeno: qualcosa di più di un primo campanello d´allarme – un autentico …

«Elezioni: diventa casco blu dell'informazione. Denuncia qui ogni irregolarità in tv, radio e ai seggi», di Giuseppe Giulietti (Associazione Articolo 21)

Abbiamo fatto nostro l’accorato appello di Roberto Saviano, pubblicato da Repubblica alcuni giorni fa e per vigilare sulla regolarità chiediamo che ognuno indossi un virtuale casco blu Onu e vigili su quanto sta accadendo alla vigilia e in occasione del voto. E’ la proposta lanciata da Articolo21 attraverso il portavoce Giuseppe Giulietti. Vi chiediamo di vigilare sulle eventuali scorrettezze ai seggi e sulle eventuali manipolazioni dell’informazione. Questa associazione, come sempre, non darà indicazioni di voto per questo o quel partito, ma certo non fingeremo di essere neutrali. Stiamo e saremo dalla parte di chi crede nella costituzione e nei valori racchiusi nell’articolo 21. Stiamo e staremo contro i censori di ogni risma, contro i loro mazzieri, contro gli squadristi politici e mediatici che cercano di imbavagliare i giornalisti e i programmi sgraditi e di accecare i cittadini che vorrebbero essere informati per poter scegliere in modo libero e consapevole. Stiamo e staremo contro quelli che strisciano di fronte al sultano, ma oscurano le proteste dell’Aquila, cancellano il malessere sociale, arrivano persino ad assolvere i Mills …

«Se la televisione spegne la vita», di Ilvo Diamanti

LA CAMPAGNA ELETTORALE senza talk show politici è divenuta la più televisiva della nostra storia politica. In modo neppure troppo involontario. Per alcune ragioni piuttosto evidenti. E vantaggiose per il premier. Il premier che ne è il primo artefice e responsabile. 1. Il silenzio dei talk show ha ridotto, anzitutto, gli spazi di critica al governo e al suo leader. Per non contraddire la sua auto-narrazione. Il “Cavaliere del fare”, il “Grande Sacerdote” della Religione dell’Amore opposta a quella dell’Odio. Meglio non rischiare il remake di un anno fa, prima delle elezioni europee. Le polemiche coniugali, le vicende di donne e donnine. Con gli strascichi negativi sul voto – o meglio: il non voto – al Pdl. Meglio non amplificare le intercettazioni telefoniche – diffuse in queste settimane – dei suoi dialoghi con il Commissario dell’Agcom e il direttore generale della Rai. 2. Sospesi i talk show, il territorio televisivo è stato occupato da Berlusconi e dal Pdl. La cui presenza ha superato ogni limite, come dimostrano le rilevazioni dell’Osservatorio di Pavia. A scapito non …

Elezioni regionali e rischio astensione: le opinioni di Scalfari, Calabresi e Franco

«Una scelta impegnativa di saggia fermezza», di Eugenio Scalfari da www.repubblica.it MOLTI giudicano questa lunga campagna elettorale come la più brutta che ci sia mai stata, ma non è vero. È stata come le altre. Io ne ricordo moltissime; il mio primo voto lo diedi nel referendum del 1946, perciò le ho viste tutte e ad alcune ho anche attivamente partecipato. Ricordo i baffoni di Stalin e gli insulti ai «forchettoni» della Dc che campeggiavano nei manifesti del Partito comunista e ? dalla parte opposta ? le madonne pellegrine portate in giro per l’Italia e gli impiccati a Budapest e a Praga nei manifesti della Democrazia cristiana. Questa che oggi si conclude è stata un caleidoscopio di fatti interni e internazionali sconnessi tra loro ma ricuciti dal possibile influsso sulla psiche degli elettori che oggi andranno o non andranno alle urne. Per eleggere tredici presidenti di Regione, alcuni presidenti di Province e sindaci di Comuni: 41 milioni di cittadini, un campione imponente di popolo sovrano bombardato dai messaggi della televisione. Pesa o non pesa la …