Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Damiano: errori nelle riforme Fornero, le cambieremo", di Enrico Marro

Mandare in pensione con le vecchie regole tutti gli esodati, anche se fossero altri 260 mila oltre i 130 mila già tutelati. Ripristinare da subito l’indicizzazione ai prezzi delle pensioni superiori a tre volte il minimo. Garantire le attuali durate dell’indennità di mobilità (massimo 48 mesi) finché il Paese non sarà uscito dalla crisi. Cancellare l’articolo 8 della legge Sacconi che consente agli accordi aziendali di derogare alle norme anche in materia di licenziamento. Queste le intenzioni di Cesare Damiano, Pd, ex Fiom-Cgil ma della minoranza riformista, che da ministro del Lavoro del governo Prodi smontò nel 2007 la riforma delle pensioni Maroni, sostituendo lo “scalone” con le più morbide “quote”. Ora ha vinto le primarie a Torino e punta a tornare tra i protagonisti della prossima legislatura. Ma, pur censurando l’operato dell’attuale ministro Elsa Fornero, di cui è stato compagno di banco all’Istituto tecnico commerciale Luigi Einaudi di Torino, assicura: «Se torniamo al governo non butteremo le riforme Fornero nel cestino, ma le correggeremo perché contengono errori fondamentali». Quali? «L’abolizione delle pensioni d’anzianità e …

Il Pd replica a Monti: «Scivola nella demagogia», di Simone Collini

Osservando le prime mosse del premier in vista del voto, però, risultano evidenti altri terreni che evocano le abitudini del predecessore. Il Presidente del Consiglio è intenzionato a giocarsi la partita di Palazzo Chigi puntando su un’offensiva mediatica che annebbia i confini tra la guida di un governo tecnico e la leadership di un’aggregazione politica che sarà presente con proprie liste nella contesa elettorale. Ieri Monti è stato ospite di Radio Anch’io, oggi tornerà a Unomattina, nei prossimi giorni si dedicherà ad altre trasmissioni radiotelevisive. «Sta occupando tutti gli spazi ­ accusa Nichi Vendola ­ Non dice barzellette come Berlusconi, ma ha imparato benissimo cosa sia l’uso e l’abuso dei mass-media». Altro che «super partes», espressione che lo stesso Monti aveva messo in soffitta definendosi «extra partes» e rivendicando una missione oltre gli schieramenti e le bandiere politiche. Quello del Quirinale, spiega, «non è mai stato» il suo «obiettivo», oggi, tra l’altro assai “meno probabile”. Il premier si colloca in una zona che va oltre formazioni politiche alquanto «vecchiotte», al di là di una distinzione …

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Un augurio affettuoso a tutti voi, uomini e donne d’Italia, che vivete e operate in patria e all’estero, e in particolare a quanti servono da lontano la nazione, in suo nome anche rischiando la vita, come nelle missioni di pace in tormentate aree di crisi. Mi rivolgo a voi questa sera nello stesso spirito del mio primo messaggio di fine anno, nel 2006, e di tutti quelli che l’hanno seguito. Cercherò cioè ancora una volta di interpretare ed esprimere sentimenti e valori condivisi, esigenze e bisogni che riflettono l’interesse generale del paese. Guardando sempre all’unità nazionale come bene primario da tutelare e consolidare.In questo spirito ho operato finora, secondo il ruolo attribuito dalla Costituzione al Presidente della Repubblica. Anche e ancor più in questo momento, alla vigilia di importanti elezioni politiche, non verranno da me giudizi e orientamenti di parte, e neppure programmi per il governo del paese, per la soluzione dei suoi problemi, che spetta alle forze politiche e ai candidati prospettare agli elettori. Muoverò piuttosto dal bisogno che avverto di una considerazione più …

“Agenda errori e omissioni”, di Guglielmo Epifani

Si parla molto dell’Agenda Monti. L’interesse è legato alla scelta del premier di stare in campo attivamente nella vita politica, dopo l’esperienza compiuta alla guida del governo. I primi giudizi espressi sono in realtà molto vari, parlando del merito dei punti programmatici del documento. Colpisce ad esempio la durezza delle critiche di Giavazzi e Alesina che criticano l’eccesso di statalismo e il permanere di un peso troppo grande del perimetro della spesa pubblica, il che impedirebbe una sostanziale riduzione della pressione fiscale. La destra berlusconiana accentua sulla stessa falsariga i propri giudizi, attaccando la propensione fiscale dell’Agenda e l’introduzione della patrimoniale, oltreché lamentando l’assenza di più forti politiche di sostegno alla domanda e ai consumi. Altri osservatori sono più prudenti, apprezzando questo o quel contenuto del documento e la serietà della prova di governo messa in campo in condizioni difficilissime, e quindi collegando il giudizio su ciò che è stato fatto con le intenzioni che vengono espresse. Molto seriamente il giornale di Confindustria mette a confronto le proposte su tutti i temi che provengono dai …

“Per favore Professore non rifaccia la Dc”, di Eugenio Scalfari

È cambiato in appena una settimana. Domenica scorsa, davanti ad un’affollata platea della Federazione della stampa, Mario Monti aveva parlato da uomo di Stato tracciando le linee maestre d’un programma (o agenda che dir si voglia) per completare l’uscita dall’emergenza e proiettare il Paese verso il futuro dell’Italia e dell’Europa. Aveva ripetuto un punto di fondo che già conoscevo e avevo scritto riferendo una conversazione avuta con lui il giorno prima: «Dobbiamo riformare la pubblica amministrazione per adeguarla alla società globale e dobbiamo costruire lo Stato federale europeo. Si tratta di compiti estremamente impegnativi, pieni di futuro e di speranze e per condurli a termine è necessaria una grande alleanza di forze sociali e politiche che accettino questo programma». E poi l’agenda delle cose concrete da fare: completare la legge contro la corruzione, portare avanti le liberalizzazioni, ripristinare il reato di falso in bilancio, varare una legge che risolva il conflitto d’interesse. E soprattutto, mantenere gli impegni assunti con l’Europa, stabilizzare il rigore dei conti pubblici e avviare la seconda parte di quegli impegni, la …

“Don Chisciotte e Sancho Panza”, di Francesco Merlo

I capelli imbiancati su un viso da ragazzo come un Gianni Morandi senza tinture, finto vecchio e finto giovane come i lesti gregari delle favole che sono i complici-registi di tutti i draghi e di tutti i nostri animalitotem: la Balena, il Caimano e Monti, che è ancora in cerca di zoologia ma è forse l’Ippogrifo, il cavallo alato che riportò il senno all’Orlando, furioso come l’Italia. Di sicuro, Casini ritrova con Monti quel Forlani che fu il suo “miglior fabbro”, il solo maestro che non ha mai tradito, il galantuomo gommoso, il coniglio mannaro della Dc. Monti somiglia a Forlani persino fisicamente, la stessa figura sobria, un elegante corpo senza fatica da Signor Veneranda, garbato e puntuto anche nel linguaggio doroteo che fu inventato appunto da Forlani: «Potrei andare avanti per ore» ironizzava di sé. Certo Monti è un “Forlani international” con le competenze di economia che nella vecchia Dc erano limitate al parastato. Casini comunque è abituato a riverire e a imbrigliare questa antropologia sin dai tempi in cui a me, cronista ancora …

“Questa coalizione del Professore è una operazione di centrodestra inopportuno che ci metta il nome”, di Umberto Rosso

Onorevole Franceschini, Monti ha sciolto la riserva e assume il ruolo di capo politico dei centristi. Che effetto fa al Pd? «Nessuna preoccupazione, se questa è la domanda. E’ un processo interno che riguarda un’altra area, che non incide minimamente sul nostro mondo e i nostri elettori. E’ un’operazione tutta interna al centrodestra. Non temiamo concorrenza». Solo di centrodestra? «Certo, basta guardare i nomi dei principali esponenti. Fini, Casini, Montezemolo. Il campo è quello lì. Sul piano politico può rappresentare una novità, un passo avanti. Dopo un ventennio berlusconian-leghista, finalmente la possibilità di una stagione di confronto e scontro “normale” col centrosinistra. Di certo comunque, nel terremoto politico che si è scatenato (i centristi con Monti, il Pdl spaccato in due, Grillo, gli Arancioni), il Pd è rimasto l’unico punto fermo, la bussola nel caos». Monti presenta come «nuova» l’operazione che tiene a battesimo. «Ci andrei cauto col «nuovo». Intanto perché è una coalizione che mette insieme tante personalità diverse. Tra il laicismo di Della Vedova e il credente Riccardi, per esempio, c’è una bella …