Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Ambiente, governo battuto cinque volte e la Lega vota contro il suo relatore", da repubblica.it

Passano a Montecitorio gli emendamenti dell’opposizione, mentre viene bocciata la richiesta della maggioranza di rinviare il procedimento in Commissione. Colpo di scena al momento di approvare l’articolo 2 del testo: a dire no è solo il Carroccio. Alla fine la resa: “Ci rimettiamo all’Aula”. Pisanu: “Questo centrodestra non regge”. Fini: “Esecutivo debolissimo”. Ambiente, governo battuto cinque volte e la Lega vota contro il suo relatore Palazzo Montecitorio. Pomeriggio difficile per il governo. Battuto per ben cinque volte sulla legge sullo sviluppo degli spazi verdi urbani, alla fine alza bandiera bianca e si rimette all’Aula su tutti gli emendamenti al testo, “evidenziando che si vota qualcosa che non ha copertura finanziaria”. Ad ammettere la resa è stato il sottosegretario all’Ambiente Elio Belcastro dopo l’ennesima sconfitta della maggioranza, andata sotto per ben quattro volte sugli emendamenti di Pd e Radicali e battuta anche al momento di votare la richiesta di rinvio del testo in Commissione avanzata dal relatore, il leghista Angelo Alessandri. A permettere il blitz dell’opposizione, le assenze nei banchi della maggioranza e lo stato di …

"Un carroccio contro i lavoratori", di Cesare Damiano

Altro che “sindacato del Nord”. Nell’ignobile farsa messa in scena dal governo Berlusconi con le due manovre d’estate, la Lega ha giocato un ruolo da protagonista. E, nonostante le dichiarazioni, a pagare il conto più salato sono proprio i lavoratori, quelli che gli uomini del Carroccio proclamano di voler difendere. Clamoroso è il caso previdenza. Più volte in questi mesi, con fare bellicoso, Bossi ha scandito che “le pensioni non si toccano”. Posizione comprensibile dal momento che gli assegni di anzianità – contro i quali periodicamente si concentrano gli attacchi del centrodestra – interessano i “lavoratori precoci”, quelli che hanno fatto il loro ingresso in fabbrica o in officina prima dei diciotto anni. Un fenomeno presente quasi esclusivamente nelle regioni del Nord, dove fra gli operai e i pensionati la Lega si è costruita un proprio bacino elettorale. Nonostante i proclami, però, le cose sono andate in tutt’altra direzione e il risultato, per le lavoratrici e i lavoratori, è stato disastroso. Senza che la Lega trovasse la forza di far seguire alle promesse azioni concrete. …

Governo sfiduciato. S&P declassa l'Italia

Il rating del debito pubblico passa da A+ ad A. Berlusconi incolpa i media (!) ma per S&P il governo italiano non è pronto ad affrontare questioni chiave per la crescita economica. Fassina: “Oltre al danno la beffa: dopo aver approvato una scia di manovre pesantissime ed inique, i conti non tornano perché l’economia va in recessione”. Questo governo è arrivato al capolinea e la sua credibilità per i mercati internazionali è definitivamente finita. Questa è la sintesi del declassamento del rating sul debito italiano realizzato dall’agenzia Standard and Poor’s che ha ha abbassato il Belpaese da A+ ad A. Ma i guai non sembra finiti in quanto dato l’outlook negativo per l’Italia in futuro potranno esserci ulteriori tagli e declassamenti. In un comunicato S&P spiega come la prospettiva di crescita italiana è indebolita e che “probabilmente limiterà l’efficacia del programma di consolidamento del bilancio in Italia. La fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento continueranno probabilmente a limitare la capacità dell’esecutivo di rispondere con decisione a un contesto macro-economico interno …

"Il pareggio di bilancio nella costituzione", di Alessandro Pace

La nostra Costituzione, nell´affermare, all´art. 81, il principio dell´annualità dei bilanci e dei consuntivi approvati dalle Camere, dispone che con «la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese». La Consulta, nell´interpretazione di questa norma, pur negando che essa costituzionalizzi il principio del pareggio di bilancio, ha ripetutamente sottolineato che la norma in questione esprime il principio del tendenziale equilibrio finanziario dei bilanci dello Stato, tanto su base annuale quanto su base pluriennale. Il che significa che, mentre l´obbligo di “copertura” va osservato nei confronti delle spese che incidono sopra un esercizio in corso, lo stesso rigore non sarebbe richiesto – per la Corte – per gli esercizi futuri. Di qui la rilevanza del suggerimento della Bce, rivolto ai paesi dell´Unione europea, di inserire nelle rispettive Costituzioni il principio del pareggio di bilancio: suggerimento che il Governo Berlusconi ha fatto proprio nella riunione dell´8 settembre mediante l´approvazione di uno schema di disegno di legge costituzionale nel quale, pur proclamandosi che «il bilancio rispetta l´equilibrio delle entrate e delle spese», …

"Iva, la tassa sui poveri: a loro costa il 60% in più che ai contribuenti ricchi", di Luisa Grion

Peserà soprattutto sui redditi bassi, su chi – lo voglia o no – impegna buona parte delle sue entrate in consumi. E l´aumento sarà minimo solo all´apparenza, perché se è vero che l´aliquota sale di un punto solo, è altrettanto fuori dubbio che quel balzo rischia di mettere in moto il volano dell´inflazione, di provocare un ulteriore aumento di prezzi senza creare, d´altro canto, alcun intralcio agli evasori. La scelta del governo di contrastare il debito pubblico alzando l´Iva dal 20 al 21 per cento non è una scelta equa. Lo dimostra uno studio di Corrado Pollastri, ricercatore del Cer (Centro Europa Ricerche), che mette a confronto i redditi delle famiglie e i maggiori esborsi legati all´imposta. Di per sé l´Iva è regressiva: incide maggiormente sulle famiglie povere, su quei soggetti che consumano del tutto o in gran parte le risorse per acquistare beni e servizi. E anche se a versarla sono le imprese, il costo finale viene scaricato in gran parte sul consumatore finale. Considerando tutti i beni e tutte e tre le aliquote …

"Quanto ci costa il cavaliere", di Tito Boeri

Giulio Tremonti, che ha dimostrato in questi anni grande fantasia nel trovare nomi accattivanti per i nuovi balzelli che ha introdotto nel nostro sistema fiscale, forse la chiamerebbe Papi´s tax. È quella tassa aggiuntiva che paghiamo per ogni giorno in più in cui Silvio Berlusconi rimane a Palazzo Chigi.Rendendo, con la sua permanenza, il nostro Paese meno credibile agli occhi degli investitori internazionali, non in grado di onorare gli impegni di rientro del debito e volto solo a prendere tempo, a procrastinare quelle scelte difficili che comunque, prima o poi, dovremo compiere. A quanto ammonta questa tassa? Difficile stabilirlo, ma è sicuro che c´è, è reale e tutt´altro che insignificante. Secondo Nouriel Roubini, il solo annuncio delle dimissioni di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi porterebbe a ridurre lo spread fra i btp e i bund tedeschi decennali fra i 50 e i 100 punti base, in modo permanente. Prendiamo il livello più basso di questa forchetta di valori. A regime implica risparmi della spesa per interessi sul debito di più di mezzo punto di pil. …

Bersani: “Bossi illude i suoi e resta con il miliardario”

Il leader della Lega inneggia alla secessione per tentare di tenere a bada una base in fibrillazione, delusa da un federalismo di facciata proposto da questo governo. Bindi: “Un ministro non può dileggiare la Costituzione”. Dopo 15 anni, il leader della Lega, nonché ministro della Repubblica italiana, Umberto Bossi propone ancora ai militanti del Carroccio riuniti a Venezia alla Festa dei Popoli padani, di combattere per rendere la Padania libera ed autonoma dal resto dell’Italia che la sfrutta e non produce ricchezza. Tutto questo, “se non basta la via democratica di un eventuale referendum per la libertà, un tentativo democratico si può anche percorrere”, ammette Bossi. Ma il grido:”secessione, secessione”, appare alle opposizioni di governo una sorta di ‘equilibrismo’ della Lega per tentare di tenere a bada una base in fibrillazione, delusa da un federalismo di facciata proposto da questo governo. “Bossi – ha commentato il Segretario del PD Pier Luigi Bersani – fa sognare il popolo leghista, mette davanti il sogno per non dire ben chiaro che continua a stare con il miliardario. Vorrà …