Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

“Gelmini, salta il G8 della Scienza”, di Carmelo Lopapa (Ndr, seconda puntata)

Era previsto per il 25 a Lesmo dove Berlusconi vuole far sorgere il suo ateneo privato. Fu tolto di colpo a Lucca che aveva già preparato tutto, ora è scomparso dagli annunci. ROMA – Il G8 della Scienza e della tecnologia che il premier Berlusconi aveva deciso di portare a casa sua, a Lesmo, a metà strada tra la residenza di famiglia di Macherio e l’alloggio-ufficio di Villa San Martino ad Arcore, viene cancellato. Appuntamento annullato. Già non ve n’è più traccia sul sito di Palazzo Chigi dove campeggiava assieme agli altri vertici tematici e paralleli che fanno da contorno a quello principale in programma dall’8 luglio all’Aquila. Nulla da fare: difficoltà organizzative in seno al ministero dell’Istruzione, il vertice non si terrà. In quei giorni si terrà quello dei ministri degli Esteri a Trieste. Ed è un forfait senza precedenti e unico (gli altri si stanno regolarmente svolgendo), oltre che uno smacco personale del presidente del Consiglio. E sì, perché i ministri della Ricerca – con la milanese Maria Stella Gelmini a fare da …

“Lo stato si riprende i soldi per la ricerca”, di Raphael Zanotti

Dopo tre anni fondi scaduti.  Le università: «È un trucco». È la più grande illusione ottica contabile degli ultimi anni: il giorno prima i soldi ci sono, stanziati e autorizzati, il giorno dopo sono spariti dal bilancio, indisponibili. Questo particolare fenomeno di «smaterializzazione» è oggetto di studio, da alcuni mesi, di tutti gli scienziati italiani che non capiscono dove sono finiti i soldi destinati ai loro progetti Firb, il Fondo degli investimenti per la ricerca di base. Dal 2000 a oggi il ministero dell’Università e della Ricerca ha finanziato con questo strumento decine di programmi, ma dopo le prime tranches non è più arrivato un euro. Perché, visto che i fondi erano a bilancio? In gergo ministeriale si chiama «perenzione amministrativa», uno dei prodotti più curiosi della fervida burocrazia italica. Questo «virus» colpisce qualunque stanziamento. Se entro tre anni dall’assegnazione i soldi non sono usati, lo stanziamento muore. Ovvero ritorna al ministero del Tesoro, che lo incamera e lo usa come più gli aggrada. Riassegnarlo per terminare quel che si era cominciato è a totale …

Appello dell’Università e della ricerca per il voto al Partito Democratico nelle Elezioni Europee del 6 e 7 giugno

I mesi scorsi sono stati forse i peggiori nella storia italiana dell’università e della ricerca: il Governo nazionale ha avviato un progetto di privatizzazione dei nostri atenei, tagliando radicalmente i fondi per il loro funzionamento (il fondo nazionale, che ammonta a poco più di 7 miliardi di euro, è stato ridotto per il 2010 di 700 milioni, mentre per il 2011 la somma dei tagli raggiungerà 1,3 miliardi), e lasciando alle università, come unica via per reperire le risorse che servono al pagamento degli stipendi e dei contratti, la possibilità di trasformarsi in fondazioni private. Si tratta non solo di una scelta velleitaria, in quanto le fondazioni non possono funzionare. Ma questa politica di tagli è particolarmente grave in un paese come l’Italia, il cui sistema dell’università e della ricerca è drammaticamente sottofinanziato (per citare un solo dato, il finanziamento pubblico alle università è in Italia lo 0.6% del PIL a fronte dell’1.1% della UE). Soprattutto questa politica isola l’Italia dal sistema europeo dell’università e della ricerca, che è fondato sulla presenza prevalente di istituzioni …

Università, Pd: Brunetta trucca le carte su precariato

Ghizzoni, Damiano, Madia: risoluzione Pd per chiedere impegni concreti per giovani ricercatori “Il monitoraggio sul lavoro precario nelle pubbliche amministrazioni promosso dal Ministro Brunetta ha tanti difetti. Per quanto riguarda l’università, il ministro ha veramente truccato le carte. Soltanto il 60% delle università ha risposto al questionario. Il fatto che manchi quasi la metà degli atenei italiani servirebbe a qualificarlo quanto meno come inattendibile. Inoltre, le università hanno adottato criteri difformi per conteggiare il lavoro flessibile da esse impiegato. Molte non hanno incluso i titolari di assegni di ricerca. Mentre gli assegnisti sono dei veri e propri precari della ricerca, impegnati in una attività professionale di produzione della ricerca e sono decine di migliaia. Nessuno chiede regolarizzazioni di massa, ma il Governo deve approntare un piano per dare ai ricercatori più giovani e motivati la possibilità di potersi confrontare ed essere selezionati. Il partito democratico chiede che il monitoraggio vada ripensato e il governo si muova per l’ampio problema del precariato nelle università pubbliche. Finora poco è stato fatto e il monitoraggio confonde le acque”. …

Dalla Regione arrivano i soldi per i giovani

Approvato il bando che mette a disposizione oltre 1milione e mezzo di euro per progetti legati al mondo giovanile. La Regione Emilia-Romagna mette sul piatto quasi 2milioni di euro per “investire” sui giovani. E’ stato approvato oggi dalla Giunta il Bando che istituisce le modalità di accesso al Fondo regionale e dà la possibilità, anche per i privati, di ottenere finanziamenti sui progetti legati ai giovani: dall’associazionismo allo sport, dalla cultura all’intrattenimento, coinvolgendo oratori, centri sociali e strutture sportive. Il bando prevede 1 milione di eurio per finanziamenti sugli investimenti in strutture e 500mila per le attività. A questi andranno aggiunti altri 250mila euro in fase di assestamento di bilancio. “Il bando approvato oggi – sottolinea soddisfatto il consigliere regionale Matteo Richetti – dà gambe e braccia alla legge che vede per la prima volta in questa Regione disegnare una nuova frontiera nei finanziamenti escludendo interventi a pioggia o automatismi finanziari.” Accesso facilitato all’abitazione e investimenti anche nei luoghi del rendendo le città più vivibili, con maggiori spazi di aggregazione nei quali poter fare sport, …

“In fuga dall’Italia anche i cervelli stranieri”, di Roberto Mania

I talenti non ci piacciono. Con quelli stranieri adottiamo una specie di “respingimento soft”: prima li facciamo arrivare (pochi), poi facciamo di tutto perché non restino. Soldi buttati e cervelli non sfruttati. «Siamo talentuosi nel rigettare i talenti», dice Tito Boeri, direttore scientifico della Fondazione Rodolfo Debenedetti, che ha coordinato la prima ricerca in Italia sui tremila studenti stranieri iscritti a dottorati delle nostre università. Un’indagine sull’università, certo, ma soprattutto sulla miopia delle politiche in materia di immigrazione. Perché la vera ragione per cui la stragrande maggioranza dei giovani studiosi non resta in Italia sta nella legge Bossi-Fini che rende praticamente impossibile la loro permanenza, costretti e una gimcana continua nei meandri della burocrazia inefficiente per poter “strappare” il necessario permesso di soggiorno. «La filosofia della legge – spiega Boeri – è che l’immigrazione sia sempre una minaccia». Anche quella qualificata. E così solo il 6 per cento dei dottorati stranieri, dopo aver ricevuto nell’85 per cento dei casi una borsa di studio per un quadriennio, proverà a restare in Italia. Invece, se ne andrà …

Subito ‘tagliare i tagli’ di Tremonti e Gelmini. Il PD presenta la sua proposta per rilanciare l’Università

Ghizzoni: “Puntare sul binomio ‘risorse e riforme’”. “Un miliardo di euro da investire sull’Università: seicento per “tagliare i tagli”di Gelmini e Tremonti e quattrocento per aprire le porte ai giovani di talento e per sostenere un diritto allo studio che offra reali opportunità di crescita individuale e professionale”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni sintetizza la proposta di legge sull’università che il Pd depositerà oggi pomeriggio nei due rami del parlamento. “La nostra proposta – sottolinea – si fonda sul binomio risorse e riforme affrontando i nodi dell’Università, quali finanziamento e governo degli Atenei, stato giuridico dei docenti, accesso alla carriera, lotta al precariato e sostegno al talento, che il Governo sta deprimendo con l’ingiustificato ritardo dell’emanazione del decreto per l’apertura dei concorsi a ricercatore. La nostra proposta individua quindi i confini entro i quali gli Atenei eserciteranno l’autonomia e fissa i criteri per rendere operativi i principi di responsabilità e valutazione. Ora attendiamo il dibattito nelle aule parlamentari: ogni rinvio è responsabilità del Governo, dal quale ci attendiamo …