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Pillola abortiva: “Non si può bloccare”, intervista a Guido Rasi direttore Agenzia Italiana del farmaco

ROMA – «Non ci sono strumenti di alcun genere per fermare il percorso di approvazione della pillola abortiva. Guido Rasi, direttore dell’Aifa (agenzia italiana del farmaco) conferma. E’ imminente l’arrivo in Italia della RU486, pasticca monodose per l’interruzione volontaria di gravidanza, alternativa all’intervento chirurgico. E’ verosimile che la Ru 486 «arrivi all’attenzione del cda a febbraio dopo un passaggio in comitato prezzi e rimborso». Dottor Rasi, si è molto discusso in questi giorni su eventuali iniziative che l’Italia potrebbe assumere per non accettare la richiesta di autorizzazione al commercio presentata dall’azienda francese Exelgyn. Esistono ancora margini di intervento? «Non c’è nessuno strumento., né tecnico scientifico, né da parte del Parlamento che ha presentato recentemente una mozione. Questa è una procedura cosiddetta di mutuo riconoscimento. Significa che il farmaco è stato già autorizzato dall’agenzia europea, l’Emea, e che gli Stati dell’Ue devono a loro volta adeguarsi a quella decisione». Il Cda avrebbe dovuto valutare la registrazione della pillola questa settimana. A cosa è dovuto il ritardo, forse a polemiche e pressioni? «Nessuna pressione. Questa settimana c’è …

Scuola: Ghizzoni, “Da Gelmini delirio di onnipotenza”.

Decreti riportano scuola indietro di decenni. “Quello del paragone con la riforma Gentile è un chiaro delirio di onnipotenza del ministro Gelmini”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che aggiunge, “non basta la stessa iniziale del cognome o ricoprire il medesimo incarico per presumere che il proprio intervento sia una vera riforma organica. Purtroppo per l’Italia e per i giovani i regolamenti approvati oggi dal consiglio dei ministri altro non confermano che la priorità del governo è solo quella di tagliare a scapito della qualità della scuola”. “Il maestro unico su tutte le classi – prosegue Ghizzoni – è una scelta sbagliata pedagogicamente e dannosa per la crescita e l’istruzione dei nostri ragazzi che, finora, hanno goduto dell’ottima esperienza del team docenti, come dimostrano gli ultimi dati Ocse sul miglioramento dell’apprendimento di matematica e scienze nei bambini italiani di 9 anni. I provvedimenti di oggi – conclude – fanno male alla scuola e la riportano indietro di decenni”. Ufficio stampa PD- Comunicato stampa

On. Ghizzoni sul decreto 180: “Tanto fumo e poco arrosto nell’ennesimo decreto del governo che non risolverà i problemi del sistema universitario italiano, mentre gli insopportabili tagli finanziari del 2010 incombono già all’orizzonte”

Intervento dell’On. Manuela Ghizzoni in Aula durante la discussione alla Camera la legge di conversione del DL 180 su università, ricerca e diritto allo studio “Signor Presidente, sottosegretario Pizza, onorevole relatore, colleghi, per la seconda volta, in quest’Aula, discutiamo su provvedimenti di politica universitaria e – voglio sottolinearlo – per la seconda volta, il vettore normativo è quello della decretazione d’urgenza. Si tratta dell’ennesimo decreto-legge (personalmente ne ho perso il conto): non mi preoccupa tanto e solo il dato statistico, quanto piuttosto lo stato di salute della nostra democrazia. Dall’avvio della legislatura, infatti, l’attività del Parlamento è stata quasi totalmente dedicata alla conversione in legge di decreti-legge, poiché è convinzione palesata dell’esecutivo, che la discussione parlamentare sia poco più di un intralcio al proprio mandato. Appare chiaro a tutti, allora, il significato che il Governo Berlusconi attribuisce alle prerogative del Parlamento e al potere legislativo: discutere e confrontarsi nel merito delle questioni con l’opposizione, all’interno della stessa maggioranza, sono per questo esecutivo orpelli. Lo dico, naturalmente, con profondo rammarico.               Durante la conversione in legge …

“Così il Pd può «aiutare» la Gelmini”, di Salvatore Vassallo

dal Corriere della sera del 15.12.2008 Caro Direttore, a partire da oggi inizia alla Camera l’esame del cosiddetto «decreto Gelmini» sull’Università, già approvato al Senato. Con le vacanze alle porte e un cumulo di decreti in scadenza, esistono pochi margini, che tuttavia andrebbero sfruttati con grande senso di responsabilità da parte di maggioranza e opposizione, per migliorarne i contenuti e avviare una seria discussione bipartisan sulla riforma del sistema universitario. In questo caso le liturgie barocche del bicameralismo perfetto potrebbero tornare utili. Che il decreto abbia bisogno di miglioramenti lo ha rilevato anche l’ufficio studi della Camera e lo hanno detto, la scorsa settimana in Commissione cultura, componenti autorevoli dei gruppi Lega Nord e Pdl, i quali hanno segnalato la necessità di sanare quanto meno alcune ambiguità interpretative del testo riguardo ai concorsi, a costo di rinviarlo in terza lettura al Senato. Se questo accadesse, e se i passi indietro sulla politica dei tagli a prescindere fossero un po’ meno aleatori, anche il Pd sarebbe indotto a ripensare l’atteggiamento tenuto in prima lettura, dato che …

«Se non si fa più credito all’innovazione», di Alfonso Fuggetta

l credito di imposta riconosciuto alle imprese per i costi sostenuti in attività di ricerca e sviluppo è uno strumento agile e efficace. Il decreto anticrisi introduce un meccanismo a prenotazione e altri limiti alla possibilità di fruizione che riducono il volume dell’intervento, eliminano l’automaticità dell’accesso e cancellano la sicurezza della disponibilità in tempi certi delle risorse. Eppure è vitale che la crisi economica non blocchi la capacità di innovazione, rendendo le aziende italiane ancora più deboli di fronte alla competizione internazionale. Le Finanziarie del 2006 e del 2007 avevano introdotto il credito di imposta per il sostegno all’innovazione e alla ricerca. La misura permette a un’azienda di ottenere un credito di imposta pari al 10 per cento di tutti i costi sostenuti internamente per attività di ricerca e sviluppo e al 40 per cento di tutti i contratti affidati a università ed enti di ricerca. IL CREDITO DI IMPOSTA PER L’INNOVAZIONE E LA RICERCA In un paese che spende poco e male per ricerca e innovazione, in presenza di un finanziamento privato alle università …

CGIL. Venticinque deputati PD: noi invece saremo in piazza

(DIRE) Roma, 11 dic. – “Noi domani saremo in piazza con la Cgil”. Venticinque parlamentari del Pd firmano una nota congiunta con la quale dichiarano la propria adesione alla manifestazione indetta dal sindacato di Epifani. “Siamo sostenitori convinti dell’unita’ sindacale- scrivono- per dare forza alle ragioni del lavoro, alla sua dignita’, alla sua centralita’ sulla quale si misura la qualita’ sociale della nostra comunita’”. Per questo “la nostra partecipazione alle iniziative in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil per domani 12 dicembre vuole assumere un doppio significato: sostenere la difesa dei diritti del lavoro, sconfiggendo il sentimento di solitudine che vivono tante lavoratrici e tanti lavoratori assieme alle loro famiglie e allo stesso tempo ribadire con caparbieta’ la volonta’ politica di unire le forze sindacali”. Ecco gli aderenti: Andrea Lulli, Ludovico Vico, Federico Testa, Michele Ventura, Daniela Sbrollini, Luisa Bossa, Davide Lenzi, Caterina Pes, Lido Scarpetti, Massimo Zunino, Teresa Bellanova, Dario Ginefra, Angelo Zucchi, Massimo Vannucci, Raffaella Mariani, Amalia Schirru, Silvia Velo, Margherita Mastromauro, Michele Bordo, Roberto Zaccaria, Manuela Ghizzoni, Alessandra Siragusa, Rolando Nannicini, …

Ghizzoni: «il Ministro sull’Università ripensi tagli, il PD non difende lo status quo»

Roma, 11 dic. (Apcom) – Il Partito democratico si dice pronto a dialogare “sul futuro del sistema universitario” e, con la capogruppo in commissione Cultura alla Camera Manuela Ghizzoni, chiede al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini di ripensare ai tagli per università e ricerca. “Il Pd non difende lo status quo ed è disponibile a dialogare sul futuro del sistema universitario nazionale, ma il ministro Gelmini passi dalle parole ai fatti ed ascolti le proposte dell’opposizione in Parlamento – spiega Ghizzoni – Ancora ieri l’esecutivo e la maggioranza hanno dimostrato una chiusura pregiudiziale nei confronti di tutte le nostre proposte di modifica del decreto università. Pertanto alle dichiarazioni di apertura di oggi rispondiamo chiedendo al ministro di mettere da parte gli annunci e di avviare un serio dibattito nelle sedi parlamentari”. “E si faccia anche – prosegue l’esponente del Pd – una vera e propria operazione verità, lasciando da parte le ricostruzioni non veritiere di quanto finora messo in campo dall’esecutivo. Mi riferisco in particolare alle dichiarazioni di oggi su una nostra presunta ‘paura della valutazione’ …