università | ricerca

Scuola: Ghizzoni, “Da Gelmini delirio di onnipotenza”.

Decreti riportano scuola indietro di decenni.

“Quello del paragone con la riforma Gentile è un chiaro delirio di onnipotenza del ministro Gelmini”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che aggiunge, “non basta la stessa iniziale del cognome o ricoprire il medesimo incarico per presumere che il proprio intervento sia una vera riforma organica. Purtroppo per l’Italia e per i giovani i regolamenti approvati oggi dal consiglio dei ministri altro non confermano che la priorità del governo è solo quella di tagliare a scapito della qualità della scuola”.

“Il maestro unico su tutte le classi – prosegue Ghizzoni – è una scelta sbagliata pedagogicamente e dannosa per la crescita e l’istruzione dei nostri ragazzi che, finora, hanno goduto dell’ottima esperienza del team docenti, come dimostrano gli ultimi dati Ocse sul miglioramento dell’apprendimento di matematica e scienze nei bambini italiani di 9 anni. I provvedimenti di oggi – conclude – fanno male alla scuola e la riportano indietro di decenni”.

Ufficio stampa PD- Comunicato stampa

3 Commenti

  1. Annamaria dice

    Povera la Scuola che “dipende” dalle richieste di famiglie sempre più complesse e legittimamente “ignoranti” di pedagogia e didattica…
    Ma la gentil-gelmini si è fatta la sua riforma a costo di trascurare i suoi ortaggi a Pizzo Calabro e pare tutta contenta: vedremo come sarà l’applicazione, perchè dagli allegati (scritti sempre con lo stesso contenuto, ma in forme diverse: pdf, pps, comunicato stampa, html echipiùnehapiùnemetta, tanto l’importante è apparire) non è che sia chiaro “chi” farà “cosa”, “quando”, “come” e “perchè”.

    Intanto ricevo e posto un articolo che non ho visto su giornali e tv a titoli strombazzati (nemmeno pacati, ad onor del vero), ma che viene da chi di Scuola se ne intende…

    da ItaliaOggi
    http://www.edscuola.eu/board/viewtopic.php?t=4975

    La scuola elementare funziona, anche in matematica
    di Giovanni Scancarello

    L’Italia tra i primi al mondo per apprendimento delle scienze. Accade nella scuola elementare, che dimostra di sapersela cavare pure nella ostica matematica. La scuola primaria italiana conferma i suoi livelli di eccellenza nel confronto internazionale, come risulta nell’ultimo studio dell’international association of educational achievement (Iea) presentato alla stampa lo scorso 9 dicembre. Si tratta del Timss 2007 (acronimo di trends in international mathematics and science studies) il più avanzato e importante programma di valutazione degli apprendimenti in matematica e scienze condotto da più di dieci anni dalla Iea, sugli alunni in uscita dalle elementari e dalle medie di circa sessanta Paesi. Una scuola elementare italiana in ottima forma, quella fotografata dalla Iea, che ne aveva già riconosciuto il merito per i livelli di apprendimento della lettura in occasione del programma Pirls 2006 che aveva offerto più di un argomento a favore della levata di scudi seguita alla proposta del ritorno al maestro unico e del taglio del tempo scuola alle elementari. Un dato però questo sui test di scienze e matematica dello Iea timms 2007 passato finora sotto silenzio. In ogni caso, per la nostra scuola elementare si tratta di più di una conferma, soprattutto se si guarda al trend di miglioramento dei punteggi rispetto alla precedente edizione del Timss 2003, quando il punteggio medio raggiunto all’epoca era di 516 contro i 535 del 2007 per le scienze e di 503 contro 507 del 2007 in matematica. A questo va aggiunto che gli studenti italiani interessati ai test del Timss sono più piccoli dei loro colleghi stranieri, anche dei primi in classifica: i nostri fanno il test del 4th grade, cioè in quarta elementare, a 9 anni mentre gli altri hanno 10-11 anni; un handicap, questo, da non trascurare.
    In matematica

    Su una media internazionale Iea di 500 punti, la scuola elementare italiana si piazza in matematica sempre sopra. In classifica l’Italia arriva sedicesima con 507 punti, mentre svettano in testa i colossi asiatici: prima si piazza Hong Kong (607 punti), seconda Singapore (599), a seguire Cina Taipei (576) e Giappone (568). Molto bene in Europa, la Russia, Latvia, ma incollati troviamo anche gli Stati Uniti; ottimo anche il risultato di Olanda, Belgio e Inghilterra.

    In scienze

    In scienze ci piazziamo invece decimi con 535 punti, risultato che ci vale l’inserimento della Iea nel gruppo dei paesi di eccellenza. Anche qui sempre l’Asia con Singapore in testa (587) a fare da apripista, a seguire Cina Taipei (557), Hong Kong (554) e Giappone (548). Secondo la Iea, i principali fattori di successo per l’apprendimento di matematica e scienze risiedono, oltre che nelle attitudini degli studenti, nella loro autostima e nel senso di autoefficacia rispetto ai saperi disciplinari, ma soprattutto nel livello di soddisfazione per il proprio lavoro da parte dei docenti, nella collaborazione espressa da parte dei genitori e in un complessivo innalzamento dei livelli di aspettativa di apprendimento e di competenza sulla popolazione scolastica da parte della società. Dove si riscontrano più difficoltà, e sono più bassi i punteggi, sembrano prevalere problemi legati alla frequenza scolastica irregolare, i ripetuti ritardi alle lezioni, l’assenteismo di alunni e docenti, non ultima la sensazione manifestata dagli alunni di trovarsi in un luogo poco sicuro. C’è infine il problema della competenza disciplinare dei docenti. Solo il 54%, sottolinea la Iea, può considerarsi preparato in scienze e matematica. Il problema della competenza disciplinare si riscontra soprattutto a livello di 4th grade, cioè nelle scuole elementari. Il fatto di poter contare su un curricolo nazionale di matematica e scienze, come accade ad esempio in paesi come Singapore, potrebbe però predisporre a formare meglio i docenti in funzione delle esigenze del curriculum di studi.”

  2. In questo momento mi metto nei panni di coloro, come Manuela, che stanno cercando di fare seriamente il proprio lavoro….non è possibile lavorare seriamente cercando di impedire la distruzione della scuola pubblica, specialmente di quella primaria che funziona, tentando un dialogo con qualcuno che cambia continuamente le carte in tavola…
    Senza un ripensamento sui tagli niente di diverso da quello che sta succedendo era possibile.
    Non si può continuare a giocare con le parole(maestro unico, prevalente, maestro unico di riferimento) con la certezza di convincere le famiglie che questo è il meglio per i nostri ragazzi.
    Ha ragione Manuela, questo è un delirio di onnipotenza!

  3. Redazione dice

    Riportiamo un’agenzia stampa sull’argomento che riprende le dichiarazioni dell’On. Coscia.

    SCUOLA: COSCIA (PD), GOVERNO FA AMMUINA PER OCCULTARE TAGLI
    (AGI) – Roma, 18 dic. – “Il governo fa ammuina per occultare i tagli indiscriminati alla scuola e cerca di far passare i regolamenti approvati oggi nel consiglio dei ministri come una grande riforma del sistema scolastico”. Lo dichiara la deputata del Pd, responsabile scuola del partito, Maria Coscia.
    “Si tratta in realta’ – aggiunge – di annunci roboanti per nascondere che il taglio del prossimo anno di 42.000 docenti, di cui la gran parte nella scuola elementare, stravolge l’intero assetto della scuola primaria con il rischio che per la sola finalita’ di far tornare i conti al ministro Tremonti avremo un tourbillon di insegnati che corrono da una classe all’altra con evidenti danni per la qualita’ della scuola. I decreti di oggi – prosegue – destabilizzano tutto il sistema, anche le classi gia’ avviate, e creano incertezze e insicurezza sulla continuita’ dei progetti didattici in corso. Per le superiori si tratta ancora una volta di una riforma portata avanti senza alcuna discussione parlamentare. Ci auguriamo che, almeno su questo punto, visto che l’attuazione e’ stata rinviata di un anno, si avvii un percorso di serio confronto con il mondo scolastico e nelle sedi parlamentari”.
    “Infine – conclude l’esponente del Pd – dobbiamo evidenziare che dal braccio di ferro tra il ministero dell’istruzione e il tesoro e’ stato creato un vero e proprio pasticcio giuridico con il piano programmatico che viene messo in discussione dai suoi stessi decreti attuativi. Tutto questo – conclude – determina una grande confusione sulla correttezza degli atti adottati che certamente fa male alla scuola”.

I commenti sono chiusi.