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Olga Focherini, il cordoglio di Manuela Ghizzoni

L’onorevole Manuela Ghizzoni ha inviato un messaggio di cordoglio ai familiari di Olga Focherini, recentemente scomparsa a Carpi dopo lunga malattia. “Con Olga ci lascia una persona straordinaria e fondamentale per la memoria storica della nostra città – scrive Manuela Ghizzoni – una donna di cultura, lucidità e forza ineguagliabili. Proseguiremo il suo impegno per ricordare la figura del padre Odoardo Focherini e di quanti sacrificarono la propria vita in difesa della libertà e della dignità umana”. Odoardo Focherini si prodigò attivamente e instancabilmente per salvare ebrei perseguitati dai nazisti e per questa sua attività fu arrestato e internato nel campo di sterminio di Flossenburg e poi nel sottocampo di Hersbruck, dove morì il 27 dicembre 1944. “Mi piace ricordare Olga quando parlava di suo padre senza dimenticare la forza di sua madre, Maria, che coraggiosamente ne aveva condiviso la scelta e che altrettanto risolutamente guidò e sostenne la famiglia dopo la scomparsa di Odoardo. Con la scomparsa di Olga siamo di certo più soli ma non smarriti per l’insegnamento che ci ha lasciato e …

“Contro lo smantellamento della scuola pubblica”, Manuela Ghizzoni

In democrazia è necessario decidere, ma non tutto il decisionismo è democratico e ha conseguenze positive. Così è stato per la manovra estiva (in realtà non c’è niente di più autunnale, se proprio dobbiamo cercare un riferimento stagionale che renda conto di quanto è depressiva la manovra triennale di Tremonti). Con decreto, senza che si potesse discutere il contenuto dei provvedimenti, l’Esecutivo Berlusconi in quella sede ha deciso per scuola e università un taglio complessivo che supera i nove miliardi di euro. Dopo la presentazione alle parti sociali abbiamo saputo come e dove affonderà il bisturi della Gelmini (ma sarebbe meglio parlare dell’accetta) per attuare la manovra estiva. Un bisturi che taglia cattedre e posti di lavoro (87.000 docenti e 43.000 unità di personale ATA) e toglie ore di insegnamento e di tempo trascorso a scuola. Mentre gli indicatori OCSE (molto citati, poco letti) invitano a “mantenere o incrementare gli attuali livelli di spesa per l’istruzione e migliorarne l’efficacia”, in Italia si riducono gli investimenti e non si applica alcuna misura per rendere più efficiente …

“Il mondo facile della politica format”, di Michele Serra

La campagna per il ritorno alla maestra unica, al di là dei propositi contingenti di “risparmio”, aiuta a riflettere in maniera esemplare sulle ragioni profonde delle fortune politiche della destra di governo, e sulle sue altrettanto profonde intenzioni strategiche. Sono intenzioni di semplificazione. Se la parola-totem della sinistra, da molti anni a questa parte, è “complessità”, a costo di far discendere da complesse analisi e complessi ragionamenti sbocchi politici oscuri e paralizzanti, comunque poco intelligibili dall´uomo della strada, quella della destra (vincente) è semplicità. La pedagogia e la didattica, così come sono andate evolvendosi nell´ultimo mezzo secolo, sono avvertite come discipline “di sinistra” non tanto e non solo per il tentativo di sostituire alla semplificazione autoritaria orientamenti più aperti, e a rischio di permissivismo “sessantottesco”. Sono considerate di sinistra perché complicano l´atteggiamento educativo, aggiungono scrupoli culturali ed esitazioni psicologiche, si avvitano attorno alla collosa (e odiatissima) materia della correttezza politica, esprimono un´idea di società iper-garantita e per ciò stesso di ardua gestione, e in buona sostanza attentano al desiderio di tranquillità e di certezze di …

Bagnasco: «Preoccupa la violenza contro gli irregolari: sono nostri fratelli»

«Sì entro certi limiti al testamento biologico» Il cardinale: «Ma l’Italia non è il Paese da incubo descritto da analisti e pubblicisti» ROMA – La questione immigrazione resta «uno degli ambiti più critici della nostra vita nazionale». Lo afferma il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, aprendo i lavori del Consiglio Permanente. «Nell’ultimo periodo – rileva – stanno emergendo qua e là dei segnali di contrapposizione anche violenta che sarà bene da parte della collettività ai vari livelli non sottovalutare». «Vogliamo credere – osserva Bagnasco – che non si tratti già di una regressione culturale in atto, ma motivi di preoccupazione ce ne sono, e talora anche allarmi, che occorre saper elaborare in vista di risposte sempre civili, per le quali il pubblico dibattito deve lasciar spazio alla ricerca di rimedi sempre compatibili con la nostra civiltà». E questo di fronte anche all’«incessante arrivo di nuovi irregolari, sempre nostri fratelli, che a prezzo della vita si accostano alle rive italiane, interrogando la nostra coscienza e inevitabilmente sfidando ogni volta le nostre potenzialità d’accoglienza». TRAVAGLIO – Ma …

“Università, professori senza cattedra”, di Gianni Trovati

«Il candidato presenta una preparazione scientifica di elevata qualità e con un buon livello di originalità», spiega lo stile burocratico delle valutazioni nei concorsi universitari. «Ma la cattedra può scordarsela» aggiunge, con il linguaggio più brutale dei numeri, la realtà dell’università italiana. Che all’appuntamento con il blocco del turn-over introdotto dalla manovra d’estate arriva obesa di vincitori di concorsi, in cerca di un posto che l’accademia non può offrire. I numeri, appunto, non ammettono repliche, e spiegano che l’anno prossimo le università potranno sostituire solo il 20% del personale che va in pensione. In pratica, vista la massa di concorsi effettuati dagli atenei nel 2007 e nella prima sessione del 2008, solo 8 posti ogni 100 si tradurranno in una cattedra reale: senza contare il sistema della doppia idoneità, cioè la possibilità di creare due vincitori per ogni posto da professore bandito, che se seguita diffusamente (com’è accaduto fino ad ora) abbasserà le già risicate chanche di tradurre in carriera la vittoria già ottenuta sul campo. «In queste condizioni – conferma Enrico Decleva, presidente della …

Università? Una situazione insostenibile

La denuncia del rettore di Padova. Garavaglia: il governo mina la qualità degli atenei Con la nuova finanziaria, il sistema universitario si trova davanti ad una situazione insostenibile. I nuovi tagli alle risorse dei bilanci degli atenei discriminano tutti indistintamente senza alcuna valutazione di merito della gestione in corso. Il PD lo ripete da settimane ed è la stessa posizione di Vincenzo Milanesi, magnifico rettore dell’Università degli studi di Padova nel documento approvato all’unanimità dal Senato Accademico il 15 settembre scorso e inviato al personale e agli studenti di tutte le Facoltà. Il giudizio espresso è un chiaro segnale da parte del mondo accademico che si trova a fare i conti con una politica che sacrifica il Sapere preferendo “fare cassa”. Il documento di programmazione economica del governo Berlusconi ha previsto una riduzione di 63,5 milioni al Fondo Ordinario per le Università (FFO) nel 2009 e di oltre 400 milioni dal 2010 al 2013. Per Vincenzo Milanesi si “ripropone ancora una volta, e in forme più brutali che in passato, una ricetta gravemente sbagliata, che …

La visione della Gelmini: una scuola di classe, di Eugenio Mazzarella

La ripresa legislativa per la scuola italiana è stata amara in Commissione Cultura e Istruzione della Camera con l’arrivo della conversione in legge del decreto Berlusconi-Gelmini sul maestro unico nella scuola primaria. Sostanzialmente il piatto forte del decreto, con il contorno scenico del ritorno del voto in decimi, della valutazione della condotta, e del libro di testo adottabile per un quinquennio. Questo piatto forte del decreto è stato presentato dal Governo e, con qualche dissimulata sofferenza dalla maggioranza, come la panacea di tutti i mali della scuola primaria italiana, affetta da bulimia di spese (lo stipendificio per lo più rivolto a pessimi docenti meridionali con cui ci ha deliziato la Gelmini quest’estate) e anoressia di risultati di qualità. Eppure la scuola primaria è l’unico segmento formativo italiano collocato nelle prime posizioni di tutte le classifiche del settore, anche quelle richiamate dal governo. Ma l’argomento per il Governo è debole, a fronte dell’esigenza di ridurre il rapporto studenti-docenti, troppo alto rispetto alla media europea, e di dare alle famiglie più libertà formativa per i loro figlioli, …