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Olga Focherini, il cordoglio di Manuela Ghizzoni

L’onorevole Manuela Ghizzoni ha inviato un messaggio di cordoglio ai familiari di Olga Focherini, recentemente scomparsa a Carpi dopo lunga malattia.

“Con Olga ci lascia una persona straordinaria e fondamentale per la memoria storica della nostra città – scrive Manuela Ghizzoni – una donna di cultura, lucidità e forza ineguagliabili. Proseguiremo il suo impegno per ricordare la figura del padre Odoardo Focherini e di quanti sacrificarono la propria vita in difesa della libertà e della dignità umana”. Odoardo Focherini si prodigò attivamente e instancabilmente per salvare ebrei perseguitati dai nazisti e per questa sua attività fu arrestato e internato nel campo di sterminio di Flossenburg e poi nel sottocampo di Hersbruck, dove morì il 27 dicembre 1944. “Mi piace ricordare Olga quando parlava di suo padre senza dimenticare la forza di sua madre, Maria, che coraggiosamente ne aveva condiviso la scelta e che altrettanto risolutamente guidò e sostenne la famiglia dopo la scomparsa di Odoardo. Con la scomparsa di Olga siamo di certo più soli ma non smarriti per l’insegnamento che ci ha lasciato e di cui dobbiamo essere custodi e sostenitori”.

Fu Olga Focherini, lo scorso anno, a ricevere dal Presidente Napolitano la medaglia d’oro alla memoria. Maestra, insegnò anche nella scuola elementare di Nomadelfia, la comunità fondata da Don Zeno Saltini ospitata nel campo di Fossoli dal 1947 al 1952 e poi trasferitasi a Grosseto.  Cofondatrice della Fondazione ex Campo Fossoli, ha fatto parte, fino allo scorso anno, del consiglio di amministrazione come membro dell’associazione Amici del museo Monumento del Deportato.   

 Ufficio Stampa PD di Modena

6 Commenti

  1. nunzia iovine dice

    A tutti coloro che non hanno avuto l onore di conoscere i FOCHERINI , sappiano che sono persone straordinarie.

  2. giorgio cristina dice

    la storia del passato,importante ricordarla e raccontarla ai nostri figli e indispensabile che questo impegno sia portato avanti negli anni

  3. ghizzoni claudio dice

    i racconti del nostro passato da parte di persone che lanno vissuto in prma persona fanno che la storia sia senpre ricordata

  4. Grazie per le belle parole che ha speso per mia sorella Olga. Grazie, ma le garantisco che il ricordo del Babbo è vivo, troppo vivo in ciascuno di noi figli e che in ogni giorno della nostra vita cerchiamo di portare avanti non solo la sua memoria, ma soprattutto i suoi insegnmenti. Inoltre sia i nipoti che i pronipoti ( ovviamente i grandicelli) sentono molto forte questo impegno. Una nipote è laureata in storia contemporanea e da anni lavora come guida al Museo per ricordare il nonno e un nipote è sempre disponibile per recarsi dove lo chiamano per valorizzarne la figura.Paola Focherini

  5. Giovanni Taurasi dice

    Concordo con Annamaria. Ci lascia una persona umanamente straordinaria. Anche malata, Olga ha continuato a dare il suo contributo alla Fondazione Fossoli, rimanendo in consiglio di amministrazione e partecipando sempre alle sedute del consiglio sino a pochi mesi fa. Da ex direttore della Fondazione Fossoli, la ricordo sempre in prima fila per non disperdere la memoria del padre e di coloro che si sacrificarono per salvare i perseguitati negli anni più bui del Novecento. Per i Giusti, come Odoardo, si cita spesso il Talmud, ricordando che “chi salva una vita, salva il mondo intero”. Per Olga, e per chi come lei si batte quotidianamente per non disperdere la memoria, si dovrebbe dire che “chi ricorda i Giusti, salva la memoria collettiva”. Sentiremo la sua mancanza, soprattutto in un periodo dove pare dominare l’oblio.
    Giovanni Taurasi

  6. Annamaria dice

    Per chi ha avuto la fortuna di conoscerla, Olga non è stata solo la figlia di Odoardo, ma anche una maestra innovatrice, una persona garbata, una collega disponibile, una studiosa tenace, una amica disinteressata.
    Conserverò di lei l’immagine del suo sorriso e della sua eleganza innata, quel suo essere sempre indulgente con gli altri ed esigente con se stessa, il suono chiaro e scandito della sua voce, quel suo profumo che, come le cose che non perdono valore col passare del tempo, “sapeva di buono”.

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