Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Ecco i magnifici ragazzi del bosone i cervelli italiani che brillano al Cern", di Elena Dusi

«La scoperta del bosone di Higgs ha dato grande lustro all’Italia e onora il prestigio della scuola di fisica italiana che ci ha reso famosi nel mondo». Da Roma a Ginevra, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano manda i suoi complimenti agli scienziati italiani che lavorano al Cern e li invita al Quirinale a settembre. Nella città della fisica di Ginevra mercoledì è stata annunciata la scoperta dell’ultima particella elementare che sfuggiva alle osservazioni: il bosone di Higgs. Se il Cern con i suoi 10mila scienziati da 113 paesi è uno specchio del mondo, l’Italia ha un colore particolarmente brillante nella mappa. Brillante come la passione di Fabiola Gianotti, che mercoledì ha annunciato al mondo la scoperta del bosone di Higgs con il collega americano Joe Incandela. Gianotti, diplomata anche in pianoforte, da quasi tre anni guida Atlas. Questo grande occhio da 42 metri e 7mila tonnellate ha il compito di scrutare le particelle di dimensione infinitesima che sono le tracce del bosone di Higgs, con un lavoro che impegna 3mila fisici di tutto il …

Spending review: Ghizzoni, visione strategica debole su settore della conoscenza

Il Parlamento farà la sua parte su sviluppo e crescita. “Per esprimere un giudizio complessivo è necessario aspettare il testo definitivo, ma da quanto emerso sinora, in particolare per il settore della conoscenza, sembra che la visione strategica che ha guidato la Spending Review nel settore della conoscenza sia debole. -lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, scienza e Istruzione della Camera dei deputati – La revisione della spesa pubblica è necessaria per indirizzare il nostro Paese verso un futuro di sviluppo. Quando questa, però, si abbatte su ricerca e università, attraverso la chiusura di piccoli enti di ricerca, indipendentemente dalla loro capacità produttiva, e con blocco del personale, si rischia di trovarsi un pugno di mosche in mano. Il rapporto tra tagli effettuati e risparmi risulta negativo: non è sopprimendo piccoli enti di eccellenza, che fanno parte della storia della ricerca italiana, che si avrà un bilancio positivo per le casse dello stato e un supporto per il progresso. Adesso il Parlamento farà la propria parte – ha concluso la presidente Ghizzoni – …

"Compito del Cnr è il dialogo fra i saperi", di Luigi Nicolais*

Caro direttore, Tullio Gregory (sul Corriere del 27 giugno) attribuisce all’equilibrio imperfetto del Comitato internazionale di esperti la distrazione del Documento strategico del Cnr sulla cultura umanistica. Avendo auspicato un dibattito ampio e costruttivo, non è mia intenzione replicare difendendo posizioni e indirizzi, ma portare punti a chiarimento e se possibile provocare ulteriori riflessioni. L’equilibrio imperfetto non è un felice ossimoro, ma un dato di fatto. È inutile negarlo. È più agevole dialogare per macroambiti culturali piuttosto che per singole specificità. Ed è indubbio che alcune aree scientifiche, per storia, metodo, sensibilità, probabilmente scaltrezza degli stessi ricercatori, tendano con maggiore facilità a proporsi, presentarsi, riconoscersi e farsi riconoscere come masse critiche omogenee e coese, salvo poi frantumarsi in mille e mille rivoli. La ricca articolazione della cultura umanistica dovuta alla specificità, autorevolezza e spesso anche alla individualità delle ricerche non ha fino a oggi favorito l’agglomerazione, tanto che quella più utilizzata resta sostanzialmente un ibrido concettuale di scarsa capacità attrattiva e rappresentativa. Ma non per questo però si disconosce valore e presenza. Quanto poi questa …

"Istruzione Profumo critica i critici Ma i fondi sono in bilico", di Mariagrazia Gerina

Il ministro Profumo se la prende con chi, davanti ai tagli ipotizzati nella spending review, grida in soccorso della scuola e dell’università italiana. Riflessi condizionati, più degni dei «cani di Pavlov» che di «autorevoli commentatori», assicura l’ex rettore del Politecnico. La bistecca, però, per stare alla metafora suggerita dallo stesso Profumo, c’è. Ed è grossa e indigesta. Un taglio da 200 milioni, che alla fine ripetono da viale Trastevere non sarà applicato al Fondo di finanziamento ordinario, ma che gli atenei italiani dovranno lo stesso mandare giù. E lo stesso dovranno fare enti di ricerca e scuole pubbliche, alle prese con esuberi, mobilità e blocchi del turn over, totale per i bidelli. Mentre per il diritto allo studio le risorse “aggiuntive”, 90 milioni, non bastano a ripristinare adeguatamente il fondo. Dov’è allora il riflesso condizionato di chi grida in soccorso della scuola? Per tentare di spiegarlo, il ministro ha fatto diramare una nota, pubblicata anche sul sito del Miur. Con tanto di foto di pastore tedesco ad illustrare il concetto. Titolo, per chi non avesse …

"È un raggio di luce sull’oscurità", di Margherita Hack

I fisici delle particelle stavano cercando il Bosone di Higgs da parecchi mesi, ora sembra proprio che l’abbiano trovato. Si tratta di una bella conferma della teoria chiamata Modello Standard. Il Modello Standard spiega concretamente vari comportamenti delle particelle elementari, ma, per fare questo, ipotizza che ci sia una particella più grossa del protone, il Bosone di Higgs appunto, che spiegherebbe come si formano tutte le altre particelle che conosciamo. Sarebbe questo Bosone, infatti, a dare a tutte le altre particelle la massa. Il Bosone di Hoggs sarebbe, quindi, un po’ come il babbo e la mamma di tutte le particelle elementari. Io lo chiamo addirittura dio. Se dio infatti ha fatto tutto quello che vediamo, allora la particella che spiega come si forma la materia delle altre particelle dalle quali poi deriva tutto le stelle, gli elementi che abbiamo sulla Terra, compresi quelli che compongono gli esseri umani è veramente dio. Questa particella però non era mai stata trovata. Come l’hanno cercata? Noi sappiamo che esiste un’eguaglianza tra massa ed energia, da questa conoscenza …

"Sull’università un altro scempio", di Marco Mancini*

Puntuale come un orologio svizzero, si sarebbe detto una volta, ecco arrivare l’ennesimo “taglio” al sistema universitario. Mentre per settimane ci si è interrogati sul merito, sulla crescita, sullo sviluppo; si è dibattuto sull’ingresso dei giovani nel sistema della ricerca con nuove procedure; si sono organizzati fior di convegni nei quali ci si è riempita la bocca con espressioni trite e ritrite come la famigerata «economia della conoscenza», la famosa «cultura come motore di competitività», le mitiche «università come driver per lo sviluppo» e via dicendo, chi stava preparando la spendig review si è limitato a fare quello che hanno fatto i ministri delle Finanze del passato. Semplice: la cultura, la ricerca, le università in questo Paese? Comprimibili. E quindi si tagliano, ieri in favore degli autotrasportatori, oggi per le scuole private o per l’Ici (peraltro ripristinata). Tutto è meno sacrificabile. Non importa quanti tagli abbiano subito in passato. Le università si fanno valutare e ricevono fondi di conseguenza (tra le poche amministrazioni pubbliche in Italia). Benissimo. Ma come si può parlare di valutazione se …

Una caccia durata mezzo secolo “La particella di Dio esiste ora l’universo ha meno segreti”, di Elena Dusi

La scoperta del bosone di Higgs, ufficializzata ieri al Cern di Ginevra, racconta la storia dell’universo, ma anche la storia di un uomo. Racconta la storia dell’universo perché un istante dopo il Big Bang, grazie a questa particella, i frammenti di materia hanno frenato la loro corsa verso l’infinito e hanno iniziato a interagire, formando con il tempo atomi, molecole, stelle, pianeti e infine la vita. Racconta la storia di un uomo perché proprio in quel Cern in cui oggi viene celebrato e salutato come il prossimo premio Nobel per la fisica, nel 1964 il 35enne Peter Higgs ricevette una delle più cocenti delusioni della sua storia di scienziato. In tre settimane di luglio, esattamente 48 anni fa, il giovane fisico inglese scrisse in due pagine di equazioni una teoria che prevedeva l’esistenza di una particella misteriosa. Spedì l’articolo al numero uno degli editor della rivista Physics Letters al Cern, ma il suo testo venne cestinato. Fu la rivista rivale pubblicata in America, Physical Review Letters, ad accettare quello studio dando il via alla storia …