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Non si gioca sul significato delle parole, in particolare a scuola

Un uso volutamente distorto di parole – che hanno significati precisi – per sottendere azioni che contrastano con i principi sanciti dalla Costituzione. Ecco perché ho sottoscritto una interrogazione al ministro dell’Istruzione Fedeli e al ministro dell’Interno Minniti, presentata dai colleghi Piazzoni e Zan, sulla iniziativa denominata “Il bus della libertà”, promossa dall’associazione Generazione Famiglia e dalla fondazione CitizenGo. Questo bus sta facendo tappa nelle principali città italiane e dove si ferma rinfocola polemiche. Perché? Il titolo della campagna è “Basta violenza di genere”, quindi sembra fare apparente riferimento alla violenza contro le donne. Chi non sarebbe d’accordo nel dire “Basta alla violenza contro le donne”?! Ma c’è un sottotitolo che chiarisce il senso della campagna: “I bambini sono maschi. Le bambine sono femmine. La natura non si sceglie. Stop gender nelle scuole!”. Ecco contro chi si muove questa nuova campagna: non contro chi brutalizza una donna – sconosciuta o compagna di vita – bensì contro chi è omossessuale, transessuale o in cerca di una propria identità sessuale. Tutti costoro sono di fatto “fuori”, ostracizzati perché “contro natura”. Si tratta di un atteggiamento intimidatorio e intransigente che diventa pericolosissimo se trasfuso nella scuola, luogo della crescita e della formazione di un pensiero rispettoso della differenza e dell’altro, qualunque altro, diverso da sé. Tutti possono esprimere il proprio pensiero: è la Costituzione democratica che ce lo garantisce. Ma la stessa Costituzione sancisce anche la tutela dei diritti inviolabili dell’uomo e il principio di uguaglianza senza distinzione di sesso etc… Per questo dobbiamo stigmatizzare atteggiamenti, posizioni e ideologie che rinfocolano odio e discriminazioni.

Una settimana di riflessione sui lavoratori della ricerca

Si apre una settimana dedicata alla scienza e a chi vuole praticare o già pratica la ricerca. Come accade ormai dal 2005, su impulso della Commissione europea, anche quest’anno, l’ultimo venerdì del mese di settembre sarà teatro, in 250 città europee, della Notte dei ricercatori (link), iniziativa che coinvolge i ricercatori e gli istituti che fanno ricerca di tutta l’Unione europea. Quest’anno, in Italia, l’appuntamento di venerdì 29 settembre sarà anticipato da due conferenza stampa, a Roma, dedicate al primo livello di formazione dei ricercatori, vale a dire il dottorato di ricerca, a cui sono stata invitata a portare il mio contributo. Il primo appuntamento è per domani, martedì 26 settembre (presso la sala stampa della Camera dei deputati), organizzato dall’Adi, l’associazione dei dottorandi e dottori di ricerca italiani (link). Il secondo appuntamento è per giovedì 28 settembre, sempre presso la Camera dei deputati, organizzato dal nascente Comitato per la valorizzazione del Dottorato di Ricerca (link). Entrambe le associazioni, pur con modalità e priorità diverse, puntano a valorizzare il dottorato di ricerca. Sarò ad entrambi gli appuntamenti, per ascoltare e confrontarmi con le proposte che verranno presentate. Sarà anche l’occasione per ricordare, dopo anni di disattenzione, i risultati conseguiti grazie anche all’impegno del Partito democratico, come l’abolizione della tassazione per i dottorandi che non sono assegnatari di una borsa di studio (no tax area stabilita in Legge di bilancio 2016) (link), e il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione (Dis-Coll) per assegnisti e dottorandi di ricerca (stabilita con la Legge delega sul lavoro autonomo) (link).

Campo Fossoli, importanti risorse per la valorizzazione


Arrivano i fondi attesi per proseguire con buona lena la conservazione e la valorizzazione del Campo di Fossoli. Oggi pomeriggio, la Conferenza unificata (stamane analogo passo era stato compiuto in Conferenza delle Regioni) ha approvato il piano strategico “Grandi progetti per i beni culturali”. Con questo piano, dal Ministero arriveranno a Comuni e Regioni ben 65 milioni di euro, 3 milioni e mezzo dei quali sono destinati al Campo di Fossoli. Questo finanziamento, unitamente al milione di euro stanziato dalla Regione Emilia-Romagna e ai 500mila euro dalla Presidenza del Consiglio, rappresenta un punto di svolta nella tutela e nella valorizzazione del Campo di Fossoli. A questo luogo della Memoria sono stati destinati 3 milioni e mezzo di euro, di cui una piccola parte, 240mila euro, per la progettazione, e la gran parte per la realizzazione pratica delle opere. Ci saranno le condizioni economiche per poter, finalmente, mettere mano a specifici interventi di tutela e salvaguardia (tra i quali illuminazione della struttura, approvvigionamento idrico e sistemazione della pavimentazione). I “Grandi progetti per i beni culturali” sono una innovazione strategica nelle politiche culturali, introdotta nel 2014 e le cui risorse sono state aumentate con la Legge di stabilità 2016, che aveva stanziato ulteriori 30 milioni per la tutela del patrimonio culturale. A questo piano il ministro Franceschini, in questi anni, ha lavorato con determinazione, in raccordo con le Regioni e gli Enti locali, per selezionare i 17 interventi da finanziare con priorità. Come carpigiana e come componente della Commissione Cultura non posso che esprimere soddisfazione perché, finalmente, il Campo di Fossoli, luogo simbolo della Memoria del ‘900 italiano ed europeo, potrà essere valorizzato come avevo da tempo auspicato. Nel 2013, infatti, ho presentato un progetto di legge per la “Dichiarazione di monumento nazionale del Campo di concentramento di Fossoli e misure di sostegno per le attività della Fondazione ex campo di Fossoli”. Ora quel progetto trova, di fatto, realizzazione attraverso il canale innovativo del piano strategico. Come istituzioni locali e come carpigiani siamo sempre stati consapevoli della responsabilità storica e morale di avere sul nostro territorio un luogo della Memoria di così alto valore e vi abbiamo sempre fatto fronte; altresì siamo sempre stati convinti che il Campo Fossoli non costituisca un monumento solo carpigiano, ma rappresenti un pezzo significativo della storia nazionale. Ed è giusto che lo Stato se ne faccia realmente carico. I finanziamenti destinati a Fossoli corrispondono ad una cifra finalmente ragguardevole, che consentirà di intervenire nella manutenzione e nella salvaguardia delle strutture. Un grazie va, in questa occasione, agli Enti territoriali e agli organi direttivi della fondazione Fossoli, che si sono fatti carico della tutela e della valorizzazione del Campo, così come a tutti quei cittadini che, in questi anni, come volontari, hanno messo a disposizione la propria opera affinché la storia del Campo venisse conosciuta e divenisse per migliaia di visitatori un momento di riflessione incentrato sul passato, ma volto soprattutto a migliorare il futuro.

Agli atenei arrivano i primi finanziamenti per affrontare la novità della no tax area

Nella legge di bilancio per il 2017 sono state introdotte alcune misure a sostegno dell’accesso all’università: tra questa, la più innovativa dispone l’esenzione dalle tasse universitarie per gli studenti a basso reddito (fino a 13.000 euro di ISEE) ed il calmieramento per quelli con un ISEE compreso tra il 13.001 e i 30.000 euro. Per compensare gli atenei dei mancati “introiti” dovuti agli esoneri e al contenimento degli importi delle tasse, sono stati previsti 55 milioni per l’anno in corso (dato che la misura entra in vigore da questo anno accademico, quindi per il 2017 c’è necessità di compensare gli atenei per la sola prima rata delle tasse, che si assolve tra settembre e ottobre) e 110 milioni a regime dal 2018. E’ presto per dire se la misura messa in campo per volontà del PD raggiungerà l’obiettivo, avvicinando all’università i giovani provenienti da strati sociali deboli, ma i primissimi dati provenienti da alcune regioni (Toscana e Piemonte) rispetto alla richiesta di borsa di studio paiono andare in questo senso. Oggi il Miur ha ripartito “la prima rata” di finanziamento agli atenei di 55 milioni: “di questi, 20,73 milioni (37,7%) vanno al Nord, 13,2 milioni (24%) al Centro e 21,07 milioni (38,3%) al Sud. Il riparto tra gli atenei è avvenuto in proporzione alla percentuale di studenti attualmente esonerati dalle tasse moltiplicati per il costo standard per studente in corso del rispettivo ateneo.
A questo link trovate il riparto delle risorse, ateneo per ateneo:http://www.miur.gov.it/documents/20182/226551/Tabella+6+-+FFO+2017+-+intervento+no+tax+area.pdf/108fa440-7c42-4377-a4c2-7781c2073224?version=1.0
A titolo di esempio, Modena ha avuto 900.564 euro, Bologna 3.706.125 euro, Ferrara 542.706 euro e Parma 1.036.218 euro

L’apologia del fascismo è reato: che lo dica Scelba o Fiano, questo è un principio costituzionale


Solleviamo il velo dell’ipocrisia: il fascismo non è una opinione, è un’ideologia che punta a scardinare il sistema democratico e quindi la sua apologia è reato. Dal 1952, la legge Scelba – che ha dato attuazione alla XII disposizione transitoria della Costituzione – ha disciplinato il divieto di riorganizzare il disciolto partito fascista e il reato di apologia del fascismo. Contro la legge Scelba – in linea di principio – nessuna forza politica obietta. Negli ultimi anni, però, assistiamo a due fenomeni, facce della stessa medaglia, cioè l’inefficacia della legge Scelba: un rigurgito neofascista, pubblicamente propagandato e, di converso, sempre più rare condanne di apologia del fascismo. E’ per questi motivi che il collega Fiano ho presentato nell’ottobre del 2015 una proposta di legge, che anche io ho convintamente sottoscritto, per introdurre nel Codice Penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista punibile con la reclusione da 6 mesi a 2 anni, con l’aggravante dell’uso distorto del web. Questa proposta è stata oggi votata alla Camera. Molte le accuse sollevate dai banchi della destra: di voler dettare quali movimenti del corpo siano più o meno legittimi (il saluto romano non è un semplice sollevamento del braccio destro… dai, non scherziamo!), di non occuparci dei problemi reali del Paese e di promuovere norme inutili (ma se davvero così fosse, perché innestare un vibrante ed estenuante dibattito che in un’ora ha permesso di svolgere un solo voto?), di colpire un’area di pensiero (se ci si riferisce al pensiero che promosse la Marcia su Roma e impose un Ventennio di dittatura, esso ha già ricevuto l’inappellabile giudizio dalla Storia ma quel ventre è ancora fecondo, come possono ad esempio testimoniare i corpi martoriati dei 69 ragazzi trucidati nell’isola di Utoya nel 2012 da un fanatico simpatizzante filonazista che affermò di avere compiuto gli atti per mandare un “messaggio forte al popolo, per fermare i danni del partito laburista” e per fermare “una decostruzione della cultura norvegese per via dell’immigrazione in massa dei musulmani”). Ma perché tanta opposizione alla proposta Fiano e non alla Scelba? Questo è il punto del ragionamento (ideologico) animato da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia in Aula: si preferisce una legge inefficace che non persegue realmente il reato di apologia del fascismo e quindi ci si oppone a qualsiasi iniziativa che possa invece ottenere un risultato più coerente con il dettato Costituzionale.
Sulla proposta Fiano, il M5S ha cambiato atteggiamento: se durante l’esame in commissione ci ha bollati come liberticidi – dimenticando che liberticida è stata la dittatura fascista e liberticida è chi cerca attenuanti alla Storia rinverdendo la teoria del cosiddetto “fascismo sociale” – nell’esame in Aula ha proposto, in sintesi, una norma identica a quella di Fiano, con due modifiche: essa interviene non sul Codice Penale bensì sulla legge Scelba, e si specifica che la norma “non si applica quando le immagini, i contenuti o i beni abbiano, unicamente, carattere storico-culturale, artistico o architettonico”. Questa precisazione è pleonastica, poiché il nuovo reato persegue la condotta di “propaganda”: in assenza di essa – si pensi, ad esempio, alla vendita di un oggetto di mero valore storico-artistico o antiquariato – non vi è reato. Per il mancato accoglimento del loro emendamento, anche se nei fatti uguale al testo della legge, i 5 stelle hanno votato contro. Noi non abbiamo votato l’emendamento M5S soprattutto perché si ritiene più utile modificare il Codice Penale, dato che molte sono state le sentenze favorevoli alle condotte di apologia in quanto i giudici non potevano strettamente ricondurle al principio della XII disposizione transitoria della Costituzione su cui si basa la Legge Scelba, cioè il divieto di riorganizzazione del Partito Fascista. Come si vede, non stiamo parlando di realtà del passato, ma di fatti vivi e attuali su cui il Parlamento non può non legiferare.

La notte in cui la guerra si fermò

L’uomo non è solo “homo hominis lupus”. Nel dicembre del 1914, all’inizio della prima Guerra Mondiale, nelle trincee delle Fiandre, i soldati inglesi e quelli tedeschi, spontaneamente, sospesero le ostilità per il giorno di Natale, si scambiarono piccoli doni e, incontrandosi nella terra di nessuno, giocarono a pallone. Episodi malvisti dai comandi superiori che si affrettarono a impedirli per le festività successive perché “fraternizzare con il nemico” privava la guerra del suo senso, perverso e immorale, a cui i soldati dovevano sottostare. Ma questo episodi raccontano di una umanità non ancora perduta nell’odio e nella brutalità. Domani sera, a Carpi, quella tregua natalizia verrà ricordata in una pubblica lettura e insieme ad altri presterò la mia voce alle parole scritte dai soldati britannici su quell’inconsueto momento di respiro dalla guerra. L’appuntamento è per domani, domenica 10 settembre, alle ore 21.30, nel cortile delle stele del Museo monumento al deportato, a Carpi (o nella Sala dei Nomi in caso di maltempo).