Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Sì al federalismo, Berlusconi con fazzoletto Lega", di Andrea Carugati

La fiducia numero 40, la più inutile di tutta la legislatura, passa a ora di cena. I leghisti sventolano le bandiere dei “popoli del Nord”, Berlusconi si mette addirittura un fazzoletto verde al taschino per suggellare l’intesa con l’alleato. 314 i sì, 291 i no, la maggioranza conferma di essere ancora in vita, ma di concreto non c’è nulla. Si votava solo una risoluzione della maggioranza, che approva la relazione di Calderoli sul federalismo municipale.Unpassaggio dovuto ma senza alcun effetto concreto. Già oggi il Consiglio dei ministri potrà dare l’ok definitivo al decreto sui Comuni,maavrebbe potuto farlo anche senza la fiducia, e addirittura senza alcun voto dell’aula. Bastava solo che il governo relazionasse alle Camere, dopo che il decreto era stato bocciato dalla Bicamerale per il federalismo il 3 febbraio. Tanto rumore per nulla, dunque. Ma la Lega ha imposto la prova di forza, ammaccata dal voto della Bicamerale, timorosa che la crisi di Berlusconi possa trascinare a fondo anche il federalismo. «Un giro di mattoni in più, siamo quasi al tetto», commenta soddisfatto Bossi, …

"Il Pd denuncia la stretta sulle onlus", di Marco Mobili

Una semplificazione che vale una stangata per onlus, imprese edili ed enti pubblici. Con il via libera al federalismo municipale il governo modifica profondamente l’intero impianto dell’imposta di registro, prevedendo a partire dal 2014 due sole aliquote: 9% per i trasferimenti degli immobili in genere e 2% per quelli adibiti a prima casa. Ma nel riscrivere le regole, spiega Massimo Vannucci (Pd) e componente della commissione Bilancio della Camera, il decreto, con un semplice colpo di penna cancella «tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie anche se previste in leggi speciali», con il risultato che il peso dell’imposta di registro, in molti casi, scende dell’8 per cento. Basta scorrere il decreto istitutivo dell’imposta di registro (Dpr 131/86) per rendersi presto conto che, ad esempio, nel caso in cui le onlus (organizzazioni non lucrative di utilità sociale) dovessero acquistare beni per lo svolgimento della propria attività si vedranno applicare un imposta di registro del 9% sul valore del bene, rispetto all’attuale versamento in misura di 168 euro. Stesso trattamento, con stessa tariffa, per i trasferimenti di …

"Il pericolo è un altro Kosovo", di Marta Dassù

La discussione italiana sulla Libia appare sempre un po’ fuori tempo. Siamo partiti troppo lenti, sperando nello status quo. Si è detto che Gheddafi non era come Mubarak: infatti non lo è, è ben peggiore. Ci siamo poi concentrati sul cosiddetto esodo biblico dal Maghreb: e finalmente cominciamo a preoccuparci delle sue conseguenze umanitarie. Infine, mentre c’è aria di guerra civile e sono state firmate le prime sanzioni dell’Onu, abbiamo aperto un «grande dibattito» sul Trattato bilaterale italo-libico: un Trattato che non avrebbe dovuto essere firmato e che è stato ormai superato dagli eventi (qualunque sia l’artificio giuridico per sospenderne l’applicazione). Insomma, stiamo perdendo di vista il punto cruciale. Il punto cruciale è che Gheddafi non sta mollando e non lo farà. Del resto, la prospettiva del ricorso al Tribunale internazionale rende più difficile di prima una via di uscita negoziata (esilio?) col raiss di Tripolitania. Nel frattempo, la Libia è spezzata in due: la Cirenaica da una parte, con il governo provvisorio di Bengasi, e Tripoli dall’altra. In mezzo, quei millecinquecento chilometri di costa …

Fiducia sul federalismo: Intervento di Pier Luigi Bersani

Signor Presidente, cari colleghi, siamo al quarantaquattresimo voto di fiducia in due anni e mezzo (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania): credo che, in due anni e mezzo, il Governo non sia quarantaquattro volte più forte, semmai, è altrettante volte più debole. Credo che l’umiliazione del Parlamento non ci dia un Governo più forte e credo che il voto di fiducia, anche stavolta, sia il termometro di una debolezza. Cari colleghi e cari colleghi della Lega, chiariamo subito un punto: il concetto stesso di federalismo fiscale, lo abbiamo introdotto noi e lo abbiamo messo in Costituzione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). Siamo interessati a fare il federalismo fiscale. Dunque, se lo si fa, e lo si fa per bene, noi votiamo a favore; se non lo si fa, e si fa un pasticcio, noi votiamo contro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). Ebbene, questo decreto sul federalismo municipale, …

"Responsabili contro la Lega, il rimpasto intrappola Silvio" di Natalia Lombardo

Risiko di governo e ricatti di maggioranza: mentre Gheddafi ci minaccia e la disoccupazione cresce, Berlusconi deve tenere buoni gli appetiti per garantirsi l’utilizzazione finale, i voti sul conflitto d’attribuzione del caso Ruby e sul processo breve. Così congela la pratica del rimpasto, che ieri i Responsabili, che battono cassa, davano per certo nel consiglio dei ministri di domani. I fedelissimi del cavaliere parlano del rinvio almeno una settimana. Ma i vari Saverio Romano e gli Scilipoti esigono una ricompensa, senza la quale minacciano «il venir meno del loro apporto», magari proprio sul federalismo municipale che si vota oggi con la fiducia. Il campo è reso ancora più scivoloso dalla richiesta sul conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato che la maggioranza ha avanzato al presidente della Camera, Fini. Berlusconi non può rischiare di perdere voti sicuri in Parlamento. Quindi deve rinverdire le promesse perché, dice un berluscones, «non è il momento per procedere, prima si devono risolvere alcune urgenze, c’è il conflitto d’attribuzione da portare a casa» e il processo breve. La partita «rimpasto» …

La Consulta: «Non siamo comunisti Difendiamo la Carta», di Marcella Ciarnelli

«Neanche sotto tortura ne dirò il nome » ma quando Ugo De Siervo, presidente della Corte Costituzionale parla di un politico che polemizza con i giudici che lui presiede definendoli «comunisti» è fin troppo facile capire che allude a Silvio Berlusconi e al grande numero di esternazioni del premier che non perde l’occasione per incolpare la Consulta di bocciare le leggi che potrebbero fargli comodo in nome di una presunta ideologia. «Almeno undici su quindici si sa da che parte stanno» ama sottolineare il Cavaliere e sembra non porsi il problema che forse se le leggi « impugnate dai Pm» fossero fatte meglio, in toto o in parte, non incorrerebbero nell’autorevole altolà. «In questi giorni ho sentito critiche non giuste e non solo nei confronti della Corte Costituzionale» ha aggiunto De Siervo, alludendo con altrettanta evidenza all’attacco che l’altro giorno Berlusconi ha portato ai componenti dello staff del Capo dello Stato «troppo puntigliosi» nel valutare le leggi che arrivano al Colle, tralasciando nel suo stile la totale e sempre evidente capacità critica del presidente Napolitano …

"Vigilanza anti-Santoro", di Paolo Gentiloni

Ma di cosa sta discutendo la Commissione di vigilanza sulla Rai? Per quanti non abbiano seguito la questione, o siano estranei al ramo, traduco il documento presentato dal senatore Alessio Butti, capogruppo del Pdl. Pur non essendo autorizzata, garantisco che la mia traduzione è assolutamente fedele al testo proposto. E forse aiuta a capire il senso di un’operazione che ha due obiettivi precisi, uno il martedì e l’altro il giovedì. 1) La Rai deve riflettere gli orientamenti della maggioranza degli elettori. E non solo nell’insieme, ma sempre e in ogni trasmissione. 2) Quando il format prevede l’intervento di un opinionista (Travaglio, ndr), bisogna farne intervenire anche un altro di diversa opinione. 3) Quanto sopra vale a maggior ragione per le trasmissioni «apparentemente di satira che dibattano temi di attualità politica e sociale». Anche per costoro (Litizzetto, Gramellini, Vergassola, ndr) serve il contraddittorio. 4) Vanno moltiplicate le trasmissioni affidate a conduttori di centrodestra (da aggiungersi al Tg1, a tutta Mediaset, a Vespa, Paragone, nonché Ferrara e Sgarbi già in arrivo, ndr). 5) I partiti non possono …