Tutti gli articoli relativi a: attualità

“L’ossessione della sicurezza genera insicurezza”, di Michele Ainis

All’indomani del nuovo reato d’immigrazione clandestina, alla vigilia del prossimo reato d’intercettazione malandrina, resta in sospeso una domanda: quanti ancora vogliamo sbatterne in galera? Africani itineranti, giornalisti intraprendenti, e poi a seguire drogati impenitenti, automobilisti imprudenti, mendicanti e postulanti, perfino chi ha una casa da affittare, se putacaso sbaglia l’inquilino. Ma questa domanda se ne tira dietro una seconda: c’è in Italia un pozzo così largo e profondo da ospitare i rifiuti umani che gettiamo via dalla cucina? No, non c’è. C’è piuttosto un intero paese chiuso a chiave dentro il Belpaese. È grande quanto L’Aquila prima del terremoto, supera la popolazione di Teramo e Rovigo, ha il doppio d’abitanti rispetto a Enna, Aosta, Nuoro, Belluno, ma non dispone degli stessi chilometri quadrati. Vive in stanze dove si fanno i turni per dormire, talvolta in compagnia di qualche topo, talvolta sottoterra come a Favignana. È il paese dei galeotti: 63.460 residenti a giugno, 70 mila entro il prossimo dicembre, dato che le new entries sono mille al mese. Significa due volte e mezzo la popolazione …

“Il tribunale di Bologna: sì all’analisi preimpianto dell’embrione”, di Margherita De Bac

Saltano gli stec­cati della legge sulla feconda­zione artificiale, sotto i colpi dei giudici. Un’ordinanza del tribunale di Bologna deposi­tata due giorni fa aggiunge novità e rafforza, con una se­rie di chiarimenti, la senten­za della Corte Costituzionale dello scorso marzo che in pra­tica aveva abbattuto i paletti più invisi alla comunità scientifica. Le tecniche potranno esse­re utilizzate anche da coppie non sterili che hanno già avu­to bambini concepiti natural­mente, ma che sono nati con gravi patologie di origine ge­netica. Si afferma che «il di­vieto di diagnosi preimpian­to pare irragionevole e incon­gruente col sistema normati­vo se posto in parallelo con la diffusa pratica della dia­gnosi prenatale, altrettanto invasiva del feto, rischiosa per la gravidanza, ma perfet­tamente legittima». Questa procedura deve dunque esse­re ritenuta «ammissibile co­me il diritto di abbandonare l’embrione malato e di otte­nere il solo trasferimento di quello sano». L’ordinanza dispone inol­tre che si proceda «previa dia­gnosi preimpianto di un nu­mero minimo di 6 embrio­ni ». Il medico deve eseguire i trattamenti in modo da assi­curarne il miglior successo «in considerazione dell’età e del rischio di …

“Epifani duro: per la strage ci sono responsabilità”, di Felicia Masocco

Un faccia a faccia tra Dario Franceschini e Guglielmo Epifani per parlare di rappresentanza sociale e rappresentanza politica ai tempi della crisi. Ma Viareggio dista poche decine di chilometri dalla rocca dove la Cgil organizza ogni anno i suoi “gli incontri”. Una vicinanza che rafforza il lutto e l’indignazione per la tragedia ferroviaria. Impossibile non partire da qui ed è su questo che si concentrano le domande ancora prima che il dibattito inizi. pesante denuncia Attacca Epifani, torna sulla pesante denuncia pronunciata il giorno prima a proposito dei materiali vecchi in circolazione, parole che il vertice di Trenitalia ha definito “fuori luogo”. Il leader della Cgil precisa, ma non arretra. «Avevo detto che vi poteva essere un problema sui materiali perché spesso è così. Dal punto di vista degli effetti poco cambia se il vagone sia delle Ferrovie dello Stato o di una compagnia straniera: il risultato è che c’è la responsabilità di qualcuno che non ha controllato bene». E quell’asse probabilmente arrugginito ha potuto stroncare 17 vite e ferirne molte altre. Omesso controllo sui …

“Chi sono i colpevoli”, di Maurizio Ricci

Non ci sono pesci piccoli nella catena delle responsabilità per la tragedia di Viareggio. Questo è quello che sappiamo finora. A muovere il treno è il gigante Fs. I vagoni sono della Gatx, un colosso del settore, che ne gestisce 20 mila. Gli standard di sicurezza a cui devono attenersi sono stati fissati al massimo livello, la Commissione europea di Bruxelles. Il contenuto dei vagoni è gpl prodotto dalla Sarpom, proprietà del maggior gruppo petrolifero mondiale, la Exxon. Che ha affidato la verifica finale degli stessi vagoni di nuovo alle Ferrovie dello Stato, nella veste privata di Fs logistica. Non ci sono piccoli imprenditori disinvolti e faciloni, piccoli burocrati inesperti o poco competenti. Siamo di fronte ad una serie di protagonisti, con storia, esperienza, mezzi e strutture. Ma ognuno, in questa storia, sembra portare una porzione di responsabilità. Il locomotore Trenitalia arriva alla stazione di Viareggio ad una velocità di 90 chilometri l’ora. La velocità massima prevista, su quel tratto di binari, è di 100 chilometri l’ora, ma c’è da chiedersi se 90 chilometri l’ora …

“Se l’affitto è tutto nero”, di Paola Natalicchio

Camera cercasi lavoratrice 30enne. Zona centro o semicentro. Massima serietà. No agenzie». L’annuncio viene pubblicato un venerdì qualsiasi e il telefonino inizia a squillare già dalla prima mattina. Io sono una ricercatrice precaria dell’università: 1200 euro al mese di assegno mensile, due anni di contratto e poi chissà. Loro sono i padroni di casa a cui si è liberata una stanza. Devono rimpiazzare qualcuno, fare cassa. Prendo, in poche ore, cinque appuntamenti. Li distribuisco in un sabato bollente di fine maggio. Si disegna, lentamente, un mondo. Comincio dal sontuoso quartiere dell’Eur. Davanti al laghetto, mi tende la mano Rossella, una signora sulla cinquantina, timida e nervosa. Stringe la sua borsa firmata sotto il braccio, mi fa strada con prudenza nel suo condominio: elegante, con un grande giardino. Ci passa accanto il portiere e lei abbassa la testa. Ci metto un po’ a capire che succede. «Glie lo dico subito: io le faccio vedere una stanza, ma non potrei. Insomma, affitto a nero». Parla sottovoce, si vergogna. Saliamo una rampa di scale in un silenzio surreale, …

“Mozioni, accuse, richieste di dimissioni in Parlamento la cena del Cavaliere coi giudici”, di Liana Milella

Di Pietro “sfida” Napolitano sui giudici della Consulta a cena col premier. Quando il presidente ha parlato da poco lui detta alle agenzie: «Posso accogliere il suo appello a sospendere le polemiche per il G8 a patto che si pronunci sulla vergognosa cena tra sei uomini delle istituzioni in conflitto d’interessi». Il caso approda in Parlamento. Con interrogativi imbarazzanti. Può un giudice costituzionale, alla vigilia d’una decisione delicata come quella sul lodo Alfano, invitare a casa sua a cena un collega e pure il premier Berlusconi, il sottosegretario Letta, il Guardasigilli Alfano, i presidenti di due commissioni parlamentari Vizzini e Bruno? Possono, a questo punto, l’alto giudice Luigi Mazzella (il padrone di casa) e il collega Paolo Maria Napolitano partecipare, il 6 ottobre, alla seduta in cui si deciderà se mantenere in vita o bocciare la legge che ha bloccato tre processi in cui è imputato il Cavaliere? Sapranno o quanto potranno apparire imparziali? Lo chiedono l’Idv e il Pd, già armati di interpellanze e interrogazioni. S’interroga l’Udc. A palazzo della Consulta il fine settimana …

“Napolitano: ‘La politica è in crisi le istituzioni sono un riferimento'”

Tenere i piani ben distinti. Non confondere la crisi della politica con quella della democrazia e delle istituzioni. Se la prima c’è, questo non significa che abbia contagiato anche il resto. “Non bisogna confondere la crisi della politica con la crisi della democrazia” e bisogna trovare un punto di riferimento nelle istituzioni “che hanno bisogno del necessario rispetto” dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia di inaugurazione dell’archivio storico del Quirinale. Guarda al presente il capo dello Stato e osserva che “siamo nel momento in cui si discute molto, in Italia e fuori del nostro paese, della crisi e delle difficoltà della democrazia rappresentativa”. Un’ondata di sfiducia che Napolitano vede come un fatto negativo. Ha un’impressione Napolitano, quella che “talvolta si discuta in modo astratto o per formule, cercando una definizione nella fase complessa e senza dubbio difficile che stiamo attraversando”. Una generalizzazione che rischia di unire, in un unico calderone, le difficoltà della poltica spacciandole anche per quelle delle istituzioni e della democrazia. Per Napolitano, invece, “proprio per non perdere il …