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“Maddalena d’oro”, di Fabrizio Gatti

Costi dei lavori lievitati. Appalti nel mirino dei Pm. Il vertice traslocato. Ora all’isola resta un polo velistico di pregio. Ma anche un albergo di lusso. Che nessuno vuole gestire. Doveva essere l’hotel delle notti di Obama e Sarkozy, il cinque stelle superiore dei capi di Stato del mondo. È già una cattedrale nel deserto, con la sua facciata bianca stretta tra un capannone della Marina militare, una strada trafficata e il mare senza spiaggia che qui, e solo qui su tutta l’isola, a volte puzza di fogna. Nessuno vuole gestire il più grande dei due alberghi costruiti alla Maddalena per il G8 che non si farà. La gara indetta dalla Protezione civile è andata deserta. Perché, almeno per pareggiare il capitale già speso, lo Stato o la Regione Sardegna dovrebbero affittare l’albergo a un imprenditore che a sua volta dovrebbe far pagare mille euro a notte per queste stanze con vista da motel. Una cifra folle e completamente fuori mercato. Qualcosa non ha funzionato nel controllo dei costi, come ‘L’espresso’ aveva già scoperto nel …

Niente class action retroattiva. Beffa per i consumatori

Stop alla retroattività per la class action. L’azione di classe arriverà in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l’approvazione del Collegato Sviluppo, ora all’esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. Una beffa per gli obbligazionisti Alitalia. L’ennesimo rinvio è sancito da un emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge Sviluppo che contiene norme sull’energia e il nucleare e sulla competitività delle imprese italiane. La proposta di modifica deve avere ancora l’ok dell’Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl, ma sembra evidente che su questa proposta dovrebbe convergere il sì di gran parte della maggioranza «perchè la retroattività delle norme giuridiche – commenta fuori dall’ufficialità il relatore Antonio Paravia del Pdl a margine dei lavori in Senato – è sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crac che hanno investito il Paese negli ultimi …

“Gioventù di pietra”, di Giuseppe Provenzano

Si vive come in attesa, di questi tempi. Specie se hai vent’anni o trenta, non hai un contratto di lavoro, non hai ancora guadagnato cento euro. File di praticanti, in attesa che l’avvocato si accorga che non sei una segretaria. Molti in attesa di un concorso pubblico: come si dice, gli esami non finiscono mai. Gli esami sono finiti, e sono finiti i concorsi. Lo sanno quelli in attesa di una borsa di dottorato, o da ricercatore – ma meno, ché «fare ricerca è da figli di papà». In attesa di partire, spinti qua e là alla ventura,o verso le mete di sempre: il Nord, l’America, l’Australia. E mentre Berlusconi sale nei sondaggi, l’Italia si laurea in scienze della comunicazione, che non è una facoltà: è il marchio, il modo d’essere più diffuso di una generazione. Deve attendere, chi ha la folle idea di fare sul serio giornalismo: meglio inseguire sceneggiature di fiction, fare l’autore di reality. Lì, almeno, lo zingaro, il transessuale, il giovane di provincia, possono farcela. Da Maria De Filippi a Sanremo: …

“Il rinvio accentua la competizione tra Pdl e Carroccio”, di Massimo Franco

Più che le polemiche con l`opposizione, le tensioni che si addensano intorno alle norme sulla sicurezza rivelano un profondo nervosismo nella maggioranza. I contrasti fra Pdl e Lega stanno diventando espliciti, e pesano più delle accuse lanciate dal Pd al governo di riproporre «leggi razziali». Riguardano solo in parte il merito dei provvedimenti, utilizzati piuttosto per stabilire quali siano i rapporti di forza dentro il centrodestra. II tentativo del partito di Umberto Bossi di accelerare i tempi è fallito di fronte alle resistenze del Parlamento. E gli allarmi lanciati ripetutamente dal ministro leghista dell`Interno, Roberto Maroni, sono stati lasciati cadere nel vuoto. Il rinvio del voto di fiducia a metà della settimana prossima suona come una sconfitta del Carroccio. Il leader della Lega ieri mattina aveva annunciato che oggi sarebbe stata votata la legge. Non solo. Maroni rivelava candidamente che palazzo Chigi aveva deciso di ricorrere alla fiducia per aggirare «i malumori in una parte della maggioranza»: questioni slegate, a suo avviso, dal merito delle misure da prendere; e dava la colpa ai postumi della …

“I trucchi del ‘decreto abracadabra’: ricostruzione diluita in 23 anni”, di Massimo Giannini

Era la notte del 6 aprile, quando il Mostro ha squassato l’Abruzzo, inghiottito 298 vite umane, distrutto L’Aquila, Onna, San Gregorio, Poggio Picenze… Dalle 3 e 32 di quel lunedì nero è passato un mese esatto. E tra le tende e le macerie, tra il dolore dignitoso dei sopravvissuti e il lavoro prezioso dei volontari, si spegne lentamente la speranza di normalità di un popolo. Nei primi giorni dopo il sisma la gente d’Abruzzo ha apprezzato la tangibile «presenza dello Stato». Ma ora si interroga sull’assenza di un futuro. Il «Pacchetto Ricostruzione» varato dal governo il 28 aprile è affidato a 19 articoli. Dagli «Interventi immediati per il superamento dell’emergenza» alle «Misure urgenti per la ricostruzione», dagli «Interventi per lo sviluppo socio-economico per le zone terremotate» alle «Misure per la prevenzione del rischio sismico». Impegni solenni, progetti altisonanti. Garantiti dalle solide certezze del presidente del Consiglio. Ma se scorri il testo del provvedimento, ti accorgi che lì dentro di veramente solido c’è poco e niente. Tutto balla, in quello che è già stato ribattezzato il …

“Ma le pensioni del futuro sono condannate a svalutarsi fino a un terzo dei salari”, di Luisa Grion

Il temuto tracollo della spesa per la previdenza non ci sarà, perché vivremo di più, lavoreremo di più, saremo più produttivi e perché un esercito di immigrati – ronde permettendo – pagherà i contributi anche per noi. Ma detto questi i figli staranno peggio dei padri: se vorranno far sì che il loro assegno sia più o meno riconducibile a quello dei loro vecchi dovranno rassegnarsi ad andare in pensione più tardi. E comunque sia, senza un sostanzioso aiuto dalla previdenza integrativa, le loro rendite saranno via via più povere. Intersecando le linee della demografia, del Pil, dell’occupazione e della durata e qualità del lavoro un corposo studio voluto ed elaborato dal Cnel e dal Cer ci racconta come sarà la nostra previdenza da ora al 2050. Un lasso di tempo lungo durante il quale – visto il pieno passaggio che intanto si realizzerà fra sistema retributivo e contributivo – la tenuta dei conti dovrebbe restare salda: messa in rapporto con il Pil continuerà a crescere fino al 2010, ma poi finirà per l’assestarsi fra …

“Migliaia di precari sono a rischio. Brunetta insulta chi «li mitizza»”, di Massimo Franchi

In attesa del fatidico 30 giugno, data in cui migliaia di precari perderanno il posto nella Pubblica amministrazione, Cgil e ministro Brunetta continuano a scambiarsi stoccate. Conscia della sovraesposizione mediatica dell’esponente del governo, questa volta la Funzione pubblica gioca d’anticipo. Invece di rispondere al solito show del ministro ad un convegno Cnel, si cerca di ribaltare i ruoli andando all’attacco del monitoraggio Brunetta sugli atipici nella Pubblica amministrazione, la cui ultima versione (ma non era quella del 30 marzo?, Ndr) è datata 28 aprile. Qui si legge che i «regolarizzabili» (precari con almeno 36 mesi di contratti e un concorso superato) secondo la legge Prodi sono 15.746, Sicilia esclusa (che la regione guidata da Lombardo con i suoi 18mila sia un caso a parte è l’unica cosa che mette d’accordo i due contendenti). Dati diversi I dati della Cgil sono molto diversi e si basano sul Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato 2007, con l’avvertenza che nel frattempo «le cose sono anche peggiorate»: «I precari sono 200 mila (scuola esclusa), 57 mila perderanno il …