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Mafia: Picierno, “Importante ricordare la figura di Pio La Torre”

Dichiarazione di Pina Picierno, responsabile legalità del Partito Democratico. “Nel 27esimo anniversario della morte di Pio La Torre, ucciso dalla mafia insieme a Rosario Di Salvo, è un gesto importante da parte del Presidente Fini intitolare una targa alla sua figura”. “Pio La Torre si è distinto per l’impegno civile a favore della legalità e della democrazia: è il pioniere delle leggi per il contrasto alla criminalità organizzata. A Pio La Torre dobbiamo l’istituzione del reato di associazione mafiosa, una forte denuncia del rapporto tra mafie e politica, la piena coscienza della necessità di garantire diritti, democrazia e opportunità per liberare l’Italia dalle mafie”. “Onorare il ricordo di Pio La Torre e Rosario Di Salvo non può limitarsi a una data simbolica: occorre perseverare nell’impegno e nella responsabilità della politica e delle istituzioni per migliorare la legislazione esistente e garantire attenzione e risorse al contrasto della criminalità organizzata”. “Mi auguro che la stessa attenzione, alla memoria, dimostrino le amministrazioni di Comiso confermando l’intitolazione dell’aeroporto a La Torre e Di Salvo”. www.partitodemocratico.it

“La lunga marcia degli invisibili”, di Giuseppe De Rita

L’inchiesta di Dario Di Vico pubblicata domenica sul Corriere (dal titolo «Così il piccolo ceto medio combatte la recessione») ripropone la voglia del mondo del lavoro autonomo e della piccola imprenditorialità di sviluppare una rinnovata rappresentanza dei propri interessi e forse una vera e propria leadership di tipo sociopolitico. E un`illusione o è il preannuncio di una lunga marcia degli interessi per contrastare l`attuale primato della dinamica d`opinione nei processi di decisione politica? Certo si può trattare di un`illusione, visto il grande peso mediatico che hanno gli eventi che fanno opinione. I piccoli imprenditori contano poco mediaticamente; si può riservare ad essi qualche elogio quando dimostrano (come è avvenuto negli ultimi mesi di crisi) di poter fronteggiare difficoltà e sfruttare opportunità, ma alla fine la scena ritorna ai grandi eventi e ai grandi protagonisti. Con famosi opinionisti a ironizzare sull`illusione del «piccolo è bello» e a confermare che il potere è nel grande. L`inchiesta apre però il varco a un`evoluzione diversa. Mette cioè in pista una possibile lunga marcia dei portatori di interessi a superare …

Veronica Lario: «L’uso delle donne per le Europee? Ciarpame senza pudore»

«Ciarpame senza pudore». Così, Veronica Lario definisce, in una dichiarazione all’Ansa, l’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. La signora Berlusconi ha deciso di mettere per iscritto in una mail – in risposta ad alcune domande sul dibattito aperto dall’articolo pubblicato lunedì dalla Fondazione Farefuturo – il suo stato d’animo di fronte a ciò che hanno scritto martedì i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee. «Voglio che sia chiaro – spiega – che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire». LA DONNA IN POLITICA – Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde che «per fortuna è da tempo che c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al …

“Auschwitz cade a pezzi. Il mondo salvi la memoria” di Andrea Tarquini

La drammatica lettera aperta del premier liberal ed europeista polacco, Donald Tusk, ha scosso il mondo: Auschwitz cade a pezzi, servono soldi per salvare il più grande tra i campi di sterminio dell’Olocausto, costruiti e gestiti nell’Europa occupata con spietata precisione industriale dal regime nazista per attuare la “Soluzione finale”, il genocidio del popolo ebraico. Il governo tedesco è stato il primo a reagire: offre subito un mlione di euro. Ma se non si riuscirà a trovare al più presto una somma di almeno 120 milioni di euro, più poi tra i 6 e i 7 milioni di euro l’anno, non sarà possibile restaurare e tenere in piedi le famigerate baracche della morte, i forni crematori, la tristemente famosa rampa da cui migliaia di deportati, giunti su treni merci trasportati come bestie da ogni angolo dell’Europa occupata, arrivavano spintonati e percossi dalle Ss e spesso subito prescelti, tra chi era più forte e poteva essere un utile schiavo dell’industria militare, e i deboli, come donne vecchi e bambini, che non di rado finivano subito nelle …

“Flessibili è meglio che precari”, di Salvo Barrano- archeologo e precario

Ricordando D’Antona Mercoledì 20 maggio ricorrerà il decennale dell’assassinio di Massimo D’Antona, il giuslavorista ammazzato dalle Brigate Rosse per aver sostenuto, con i testi e l’impegno politico-sindacale, un progetto di riforma del Paese, del welfare e del mercato del lavoro. D’Antona considerava fondamentale la ricerca di soluzioni che connotassero i partitidel centro sinistra, i sindacati e l’azione di governocome soggetti della trasformazione e dell’innovazione, spesso mettendo in guardia da posizionie impostazioni di mera conservazione dell’ esistente, pur sempre all’interno di invalicabili condizioni di tutela e dignità del lavoro. In questi anni però i Governi hanno colpevolmente svilito il percorso di trasformazione della pubblica amministrazione delineato da D’Antona, trascurando l’idea di allargare al privato le positive regole di rappresentanza positivamente avviate nel pubblico e tralasciando la creazione di un sistema di tutele e di sostegni per garantire una flessibilità corretta. Eppure, a dieci anni di distanza, anche per il venir meno della spinta riformatrice di due grandi giuslavoristi del valore di D’Antona e Biagi, ci ritroviamo di fronte ad una flessibilità del lavoro ancora incompiuta, attuata …

“Il governo toglie ai poveri per dare ai terremotati”, di Bianca Di Giovanni

Chi paga la ricostruzione in Abruzzo? Il ministro Giulio Tremonti si è vantato di non mettere le mani nelle tasche degli italiani. Come chiedeva Confindustria, nessuna nuova tassa: solo «risparmi» di spesa. Quale spesa? Naturalmente quella sociale, considerata dai liberisti (in incognito) un vero fardello per l’economia. Altro che risparmi: con la scusa di aiutare le vittime (del terremoto) si chiude l’ossigeno ad altre vittime, quelle dell’indigenza. Ben 300 milioni del «pacchetto» da un miliardo e mezzo per le spese immediate provengono infatti dal bonus famiglia. Se poi si aggiunge che è esattamente di 300 milioni il taglio al fondo sociale previsto dalla manovra, si comprende quanto i risparmi siano tutti orientati al basso. C’è un altro combinato disposto, poi, che rischia di trasformare l’operazione Abruzzo in una vera manovra in favore dei «protetti». Presentando le misure (oggi ancora sotto la lente degli uffici del Quirinale, che stanno districando una matassa «complessa» rivelano indiscrezioni), infatti, Tremonti non ha escluso l’eventualità di un’altra sanatoria fiscale: quella sul rientro dei capitali illegalmente esportati. Risorse frutto di riciclaggio, …

“La geografia delle nuove povertà”, di Massimo Mucchetti

Quanti sono i poveri in Italia? Come so­no cambiati? Esiste correlazione tra po­vertà e disuguaglianza? Che cosa fa lo Stato per contrastare la povertà? Gli economi­sti mettono le mani avanti: «Dipende da qual è la soglia di consumi al di sotto della quale si viene considerati poveri». E hanno ragio­ne. Già Carlo Cattaneo, nel 1839, scriveva sul Politecnico: «Un selvaggio si sdraja in una spelonca, va nudo alle intemperie, si nutre di ogni schifezza. Ma in seno alla civiltà, in mez­zo a campagne ridenti e città sfarzose e liete, il povero deve avere un tetto, qualche suppel­­lettile, un po’ di foco, un po’ di lume; e per essere accolto fra’ suoi simili alle opere della vita, deve mostrarsi vestito com’essi… Ora, il punto che divide questi gradi d’infortunio, varia per ogni paese, per ogni tempo, per ogni persona». La povertà ha i volti e le storie di uomini e donne che religiosi come padre Clemente Meriggi incontrano nell’emergenza. Dal con­vento dell’Angelicum, a metà strada tra la Stazione Centrale e il centro di Milano, i fra­ti …