Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Il punto di rottura”, di Claudio Sardo

Alla favola di Berlusconi colomba tra i falchi cattivi del PD può credere solo un fesso. Il falco è Berlusconi, che muove i ricatti dei suoi sullo scacchiere politico, e che ancora non ha deciso se far cadere il governo e tentare la corsa al voto. Un punto però è fermo nella sua strategia: la colpa di un even- tuale crollo della legislatura deve ricadere tutta sul Pd. Ciò spiega la propaganda, la tattica, le parole oltre il limite dell’eversione, fino alle minacce al Capo La condanna penale definitiva del leader della destra italiana ha segnato uno spartiacque. La Cassazione ha smentito tutti co- loro che scommettevano sul «salvacondot- to», che straparlavano di «inciucio», che deliravano sulla «pacificazione». La divisione dei poteri e l’autonomia costituzionale dell’ordine giudiziario erano la pre-condizione di questo governo, che mantiene nel- la propria missione il ripristino di una normalità e di una efficienza democratica. L’esecutivo guidato da Letta, che non si fonda su una vera alleanza politica, non po- teva certo fondarsi su uno scambio ignobile tra politica e giustizia. …

“Il governo è un’istituzione ed è bene ricordarselo”, di Eugenio Scalfari

Qualche settimana fa, già in vista della sentenza che la Cassazione ha emesso giovedì scorso, il direttore di questo giornale, Ezio Mauro, aveva usato la parola “dismisura” per definire l’influsso improprio che Silvio Berlusconi ha esercitato per vent’anni sulla fragile democrazia di questo paese. La parola dismisura mi colpì molto per la sua efficace rappresentatività. Un uomo posseduto da un’egolatria straripante, con capacità di imbonire non solo una parte rilevante di popolo ma addirittura di deformare il funzionamento di istituzioni da tempo asservite ai partiti politici dominanti, guidava il paese con una ricchezza di assai dubbia provenienza, un impero mediatico di proporzioni inusitate, una spregiudicatezza politica senza limiti. Del resto l’allarme di Repubblica nei confronti di quel personaggio così anomalo ad ogni principio democratico era scattato da tempo, quando Silvio Berlusconi non aveva ancora fatto il suo ingresso in politica ma già aveva con i politici contatti e rapporti di complicità e addirittura di compravendita. La nostra campagna era cominciata fin dagli ultimi anni Ottanta ed è del ’92 l’articolo da me pubblicato con il …

“Ispiratori e mandanti, la caccia infinita”, di Gigi Marcucci

Un filo nero che collega stagioni diverse della strategia della tensione. Un bandolo afferrato tra i primi da Mario Amato, il magistrato assassinato dai neofascisti dei Nar, Nuclei armati rivoluzionari, un mese e pochi giorni prima che la stazione di Bologna esplodesse. Intuito da Tina Anselmi, infaticabile presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2. E forse anche da Giovanni Falco- ne, che quando decise di lasciare la magistratura aveva da poco messo a fuoco il centro Scorpione, emanazione trapanese di Gladio. Forse si griderà al complottismo, alla riesumazione della teoria del “Grande Vecchio”, dopo le parole che la presidente della Camera Laura Boldrini e Paolo Bolognesi, deputato e presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage del 2 agosto, hanno dedicato ai mandanti del più gra- ve attentato del dopoguerra. Ma punti di contatto o semplici coincidenze, collegamenti e veri e propri intrecci, continuità e contiguità emergono prepotentemente da milioni di pagine digitalizzate allegate alle memorie che l’Associazione 2 agosto ha depositato in Procura a Bologna. Atti dei processi per mafia o per fatti …

Quella “piccola evasione” che ha fruttato a Silvio 360 milioni di fondi neri, di Piero Colaprico

«Con quello che pago di tasse, è ridicola l’accusa di aver evaso così poco», andava ripetendo Silvio Berlusconi, poco prima della batosta in Cassazione. È vero, l’ex presidente del consiglio è rimasto impigliato per un «pezzettino » di tasse non pagate: ma la realtà racconta una storia totalmente diversa. La contabilità gonfiata sulla compra-vendita dei diritti tv ha permesso la creazione almeno di 360 milioni di dollari di fondi neri: e se si è potuto procedere solo per i circa 6 milioni di euro sottratti al fisco nel 2002 e 2003, «vi è la piena prova, orale e documentale, che Berlusconi – questo si legge in sentenza definitiva – abbia direttamente gestito la fase iniziale dell’enorme evasione fiscale realizzata con le società off shore». Pochi fatti, nudi e crudi, bastano. I PREZZI GONFIATI «Picchia giù con i prezzi» si sentiva dire un’impiegata dell’ufficio contratti dal suo superiore. Per comprendere il senso della frase bisogna sapere che c’era un pugno di manager di provata fede berlusconiana. E questi adottavano per la compravendita dei diritti tv un …

«Vogliono rompere? Il Pd è pronto a tutto», di Simone Collini

Un’eventuale richiesta di grazia? «Il Presidente della Repubblica sia tenuto fuori da queste vicende e si evitino pressioni inaccettabili e istituzionalmente scorrette». Il Pdl che ragiona sulla strada migliore per andare a nuove elezioni? «Si sta assumendo una responsabilità pesante verso i cittadini». E la richiesta del centrodestra per una riforma della giustizia? «Il programma è quello esposto da Letta in Parlamento. Quello per noi è l’ambito delle scelte possibili. Il resto non esiste». È sera e Guglielmo Epifani si sposta da una Festa del Pd all’altra, tra Modena e Reggio Emilia. Da Roma arrivano indiscrezioni sull’incontro tra Berlusconi e i parlamentari del Pdl. Tutte di segno negativo. E il segretario del Pd non esita un attimo a dire: «Noi siamo pronti a tutto». Ma prima un passo indietro. A Bologna, di mattina. Altro clima, altri discorsi. «Qui si tocca con mano che c’è un’altra Italia, seria, laboriosa, determinata, attaccata alle istituzioni anche, e che chiede giustizia e verità». Epifani è alla commemorazione della strage di 33 anni fa alla stazione centra- le. Gli viene …

“Un giorno di bombardamento mediatico ecco come il colpevole diventa vittima”, di Sebastiano Messina

Con la mobilitazione di tutte le truppe delle televisioni, dei quotidiani e dei siti Internet. In testa, naturalmente, c’è l’ammiraglia, il Tg5, l’unico telegiornale italiano che all’ora di pranzo ha trasmesso il video integrale del Cavaliere, il messaggio al Paese del condannato. Anche se era già stato trasmesso la sera prima da tutte le tv. Anche se durava nove minuti, che per un telegiornale è un’eternità. Anche se quasi tutti l’avevamo visto, in tv o su Internet. Neanche il Tg4, l’ex pulpito di Emilio Fede, s’è spinto fino a tanto, anzi l’ha sintetizzato in 20 secondi, mentre il tg di Italia Uno l’ha diligentemente condensato in due minuti. Ma il tg di Clemente Mimun deve aver sentito il dovere di scendere in campo, partecipando alla sua maniera alla prima incursione dei bombardieri mediatici. «Eccovi il lungo e a tratti drammatico messaggio…». Poi all’ora di cena ha fatto il bis. Ancora il videomessaggio, asciugato solo di un paio di minuti, seguito dal commento di un osservatore indipendente (Sallusti, direttore del Giornale) e preceduto dalle dichiarazioni di …

“In arrivo a Pompei un super manager”, di Francesco Erbani

Un “grande progetto Pompei”. Più fondi per i musei. Il reclutamento di 500 giovani. Tax credit per cinema e musica. Risanamento delle Fondazioni liriche. Per una volta un provvedimento del ministero per i Beni culturali non è accolto da fischi. Dopo predecessori abituati ad annunciare o a camuffare tagli, il ministro Massimo Bray, affiancato dal presidente del Consiglio Enrico Letta, ha illustrato ieri “Valore cultura”, un decreto legge, dunque un provvedimento d’urgenza, per «la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei Beni e delle Attività culturali». Il decreto è ancora in bozza (consta di tre titoli e quattordici articoli), non se ne conosce la versione finale, ma è stato comunque approvato dal Consiglio dei ministri dopo una discussione che alcuni descrivono come animata. Molte, per esempio, le pressioni di qualche collega di Bray perché il provvedimento fosse più aperto all’ingresso dei privati nella gestione dei beni culturali. Alla fine è Letta in persona che pone il sigillo: «La cultura», dice il premier, «è il cuore del nostro Paese e la possibilità di attrarre investimenti è …