Tutti gli articoli relativi a: cultura

Una legge incompatibile con i diritti", di Vladimiro Zagrebelsky

La legge italiana che disciplina l’utilizzo delle procedure mediche di fecondazione assistita e più particolarmente le limitazioni che essa impone, sono oggetto di critiche e polemiche fin dalla sua approvazione nel 2004. Critiche e polemiche che riguardano sia la legge in sé, sia le linee guida emanate dal ministero della Salute per specificarne, integrarne e aggiornarne le previsioni. Come si ricorda un referendum parzialmente abrogativo venne fatto fallire nel 2005 con il non raggiungimento del quorum di votanti. E’ recente la decisione dalla Corte Costituzionale di restituire ai giudici che l’avevano prospettata, la questione di costituzionalità del divieto di ricorso alla fecondazione con ovocita o gamete di persona esterna alla coppia (la fecondazione eterologa). La questione verrà certo riproposta e la Corte Costituzionale deciderà. In passato, nel 2009, la stessa Corte aveva dichiarato incostituzionale perché irragionevole e in contrasto con il diritto fondamentale della donna alla salute, la limitazione a tre degli embrioni da impiantare contemporaneamente, senza possibilità di produrne un maggior numero da utilizzare nel caso che il primo impianto non avesse avuto esito …

"I dilemmi che dividono l'Italia", di Barbara Spinelli

Tra le molte maledizioni di cui soffre l’Italia, ce n’è una che a intervalli regolari la insidia: ogni scelta cruciale si presenta sotto forma di dilemma tragico, irrisolvibile. Nella Grecia classica si direbbe: di aporia. Uno scontro mortale tra principi egualmente forti, e spesso egualmente validi. Solo che da noi manca la catarsi, che snoda i nodi. I nostri grovigli, tendiamo a viverli come ineludibili fatalità. Nel caso dell’acciaieria Ilva, il dilemma consiste nella scelta, inconcepibile in altri paesi europei, tra la morte di fame per il lavoro perduto e la morte per i tumori che la fabbrica ha continuato a espandere lungo gli anni, per inadempienza e corruzione. Nel caso della disoccupazione giovanile, il dilemma viene addirittura presentato come cruento gioco della torre. Visto lo stato di necessità che traversiamo, chi buttare giù dagli spalti: la generazione dei 30-40 anni o quella successiva? Non so cosa abbia pensato il Presidente Monti, nell’intervista del 27 luglio a Sette, quando ha pronunciato, con la leggerezza dell’apatia, un verdetto anch’esso poco immaginabile altrove in Europa: «Esiste un …

"Ora liberi dalle ideologie", di Stefano Rodotà

Ieri è intervenuta la Corte europea dei diritti dell’uomo con una sentenza che ha ritenuto illegittimo il divieto di accesso alla diagnosi preimpianto da parte delle coppie fertili di portatori sani di malattie genetiche. Si tratta di una decisione di grandissimo rilievo per diverse ragioni, che saranno meglio chiarite quando ne sarà nota la motivazione. Viene eliminata una irragionevole discriminazione tra le coppie sterili o infertili, che già possono effettuare la diagnosi grazie ad un intervento della nostra Corte costituzionale, e quelle fertili. Viene rilevata una violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che tutela la vita privata e familiare. Viene constatata una contraddizione interna al sistema giuridico italiano, che permette l’aborto terapeutico proprio nei casi in cui una diagnosi preimpianto avrebbe potuto evitare quel concepimento. Viene messo in evidenza il rischio per la salute della madre, quando viene obbligata ad affrontare una gravidanza con il timore che alla persona che nascerà potrà essere trasmessa una malattia genetica (è questo il caso della coppia che si era rivolta alla Corte di Strasburgo perché, …

"Luce Irigaray: l'educazione sentimentale andrebbe insegnata a scuola", di Luciana Sica

Più o meno tutti sappiamo chi è Luce Irigaray: grande teorica della differenza sessuale, psicoanalista per quanto critica di Freud e soprattutto di Lacan, direttrice di ricerca in filosofia presso il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi. Nella sua formazione multidisciplinare, non solo la linguistica ha avuto un ruolo fondamentale, ma anche lo yoga che pratica da più di trent’anni: s’intitola Una nuova cultura dell’energia un saggio uscito l’anno scorso da Bollati Boringhieri, l’editore italiano di tutti i suoi libri principali. Tanti, e alcuni di gran successo come quell’Amo a te dedicato a sorpresa a Renzo Imbeni. Se però le chiedi cosa può aver significato nella sua vita il sindaco di Bologna, agli inizi degli anni Novanta, la risposta avrà tutt’altro che un carattere personale. Perché lei si esprime così: «Ho voluto dare un esempio di relazione sessuata civile, rispettosa sia dell’uomo che della donna. Volevo insegnare, ai giovani in particolare, che per vivere anche carnalmente una relazione amorosa, è indispensabile passare attraverso un atteggiamento civile. Inoltre un uomo politico che pretende di …

“Ciao, maledetti piduisti” Benigni-show alla festa, di Paolo Baroni

Roberto Benigni irrompe sul palco della festa democratica di Reggio Emilia, si inventa un fantomatico fax di «saluti» da Beppe Grillo, e saluta così la platea: «Saluto il popolo del Pd, maledetti piduisti…». Impossibile, anche per lui, sfuggire alla polemica del giorno tra il comico genovese ed il segretario del Pd seduto in prima fila per assistere alla «lettura di Dante». E’ proprio a Bersani-zombie che Benigni si rivolge per primo: «Bersani reagisci… batti un colpo, alzati e cammina». E poi rivolto a Grillo: «Non si dice morto, al limite diversamente vivo…». «Mi è appena arrivato un suo fax di saluto – aveva esordito poco prima -. C’è scritto “cari Bersani ed elettori del Pd, vi volevo salutare e dire a tutti di andare a vaffa…” ed altre cosine personali. È la sua maniera di essere affettuoso. Grillo vuole fare l’alleanza, parla così. A me ha detto “vecchia salma, piduista zombie”. Grillo è fatto così. Ma quando si innervosisce può diventare anche volgare. Al punto di fare cose che Bossi sembra Lord Byron». E ancora: …

"Senza libri, Napoli perde la sua anima", di Massimiliano Amato

È una corsa contro il tempo: oggi pomeriggio, riunione plenaria con la partecipazione di molti amministratori del Napoletano, accorsi al capezzale di uno dei templi della cultura laica europea e dei parlamentari eletti in città. Venerdì, incontro tra Gerardo Marotta, presidente e «anima» dell’Istituto italiano di Studi Filosofici, e Guido Trombetti, già rettore della Federico II, oggi assessore della Giunta regionale di centrodestra. Il «siluro», denuncia Marotta, è partito proprio da Palazzo Santa Lucia: la revoca di una serie di delibere adottate durante l’era Bassolino, che condanna all’esilio da Napoli una delle più fornite e prestigiose biblioteche d’Occidente. C’è l’anima e il sangue della grande cultura europea, dal Seicento in poi, nei milleseicento scatoloni che l’ultimo giacobino di Napoli ha malinconicamente chiuso e spedito provvisoriamente a Casoria, nel capannone di un’ex azienda ottenuto grazie all’intercessione di un amico imprenditore. Trecentomila volumi, molti rarissimi, un’infinità di «prime edizioni»: dall’En- cyclopedie di Diderot e D’Alembert agli scritti di Giordano Bruno, alle opere di Benedetto Croce. Passando per Filangieri, Genovesi, Kant, Hegel, Fisher. Un patrimonio stimato in dieci …

"I roghi, crimine italiano", di Cesare De Seta

In questa torrida estate l’Italia è assediata dal fuoco. Nella mappa degli incendi che divorano boschi e macchia non è risparmiata nessuna parte del Paese: dalla Liguria alla Sicilia, dalla Toscana alla Calabria. Oltre l’88 per cento, secondo le stime più caute, sono incendi dolosi, l’autocombustione è un fenomeno marginale di un disastro ecologico di vaste proporzioni. Sono stati arrestati alcuni piromani, ma le forze dell’ordine hanno dichiarato che in molti luoghi sono stati ritrovati primitivi congegni a lenta combustione: in modo che l’incendiario possa porsi al riparo da ogni personale rischio. La simultaneità di questi roghi, che investono vasti fronti di fuoco, rende il lavoro – rischioso e costoso – del Corpo forestale e della Protezione civile un’impresa che non è retorico definire disperata. Il caso dell’incendio doloso appiccato a Monte Mario, nel cuore della capitale del Paese, è un segno di una disfatta che fa il paio con l’incendio dei Camaldoli a Napoli. Non mi pare che qualcosa di simile si registri a Barcellona o a Marsiglia. Il mare di fuoco dilaga in …