cultura

«Caro Napolitano, aiuta noi attori a difendere i nostri diritti»

Gli oltre 450 artisti aderenti al Gruppo «Artisti 7607» e le rappresentanze di base del Teatro
dell’Opera di Roma chiedono al presidente Napolitano di non firmare il decreto legge di riforma delle Fondazioni liriche.
Ill.mo Signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, siamo un gruppo di oltre 450 artisti e le scriviamo perché crediamo che il diritto e la speranza di rendere più giusto ilmondoin cui viviamo non siano valori in cui riconoscersi solo nelle opere teatrali, musicali o cinematografiche che interpretiamo, ma azioni concrete e atti di responsabilità da applicare alla realtà che ci circonda. Le scriviamo a proposito dell’Imaie. L’Imaie è l’Istituto privato mutualistico per la difesa dei diritti degli artisti interpreti esecutori e ha il compito di distribuire i soldi che la legge ci riconosce per il lavoro che svolgiamo. Ad oggi i titolari di questo diritto sono circa 70.000 e i soldi non ancora distribuiti sono 120 milioni di euro. Cifre importanti. In questi giorni il governo le sottoporrà un decreto legge recante «Disposizioni urgenti in materia di spettacolo ed attività culturali» che contiene, all’Art. 6, una disposizione per istituire una «Nuova IMAIE». Tale decisione, da noi non condivisa, viene indicata come unica soluzione
per redimere una situazione venutasi a creare per una«cattiva gestione dell’Ente».
Ad oggi siamo ancora in attesa dei risultati di un’ inchiesta giudiziaria e facciamo i conti con una estinzione che di colpo e senza poter vedere le carte è diventata fallimentare.
Ma non basta: a pochi giorni dall’udienza del Tar che si deve esprimere nel merito sulla legittimità dell’estinzione voluta dal Prefetto, ci troviamo davanti ad un atto d’urgenza.
Il provvedimento, posto alla Sua firma, scongiurerebbe la prossima pronuncia del Tar Lazio, impedendo di verificare la sussistenza del presupposto su cui si fonda lo stesso decreto-legge e cancellerebbe le responsabilità sulla precedente gestione dell’Ente.
In tutti questi anni gli unici ad aver subito un danno sono stati gli artisti che sono stati privati dei loro diritti e del pagamento dei compensi che a loro spettano. La presentazione di tale decreto prevede la costituzione di un «nuovo istituto privato» ma sotto il controllo di tre ministeri.
Non le sembra una forzatura volerlo chiamare ancora istituto privato?
In questo contesto è nato un gruppo, «Artisti7607», che prende il nome dallo Statuto Sociale Europeo degli Artisti: siamo in 450,un numero
che può sembrare esiguo ma che se messo in relazione alla disgregazione e alla rassegnazione della nostra categoria, suona come una vittoria del dialogo e della partecipazione.
Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere di essere ascoltati dalle istituzioni perché, essendo i titolari del diritto che questo istituto deve tutelare e dopo mesi di studio e di attività, crediamo di poter dare il nostro contributo per la rinascita dell’ente.
Come risposta abbiamo ricevuto solo il silenzio dei sindacati, del Ministro Bondi e del capo di gabinetto Salvo Nastasi.
Quello che le chiediamo è di non firmare l’Art 6 del decreto perché, come leggerà, nulla viene detto su chi saranno i soggetti che dovranno amministrare i nostri soldi e gestire i nostri diritti. Nulla sul come, sul quandoe soprattutto da chi verrà redatto lo Statuto della «Nuova Imaie » cioè la costituzione della nostra «casa». Nessuna garanzia al riguardo. Non vorremmo che dietro la logica «dell’emergenza» vengano prese decisioni irreversibili per il futuro del nostro Istituto.
Vorremmo avere la possibilità di conoscere la verità sulle responsabilità di chi fino adesso ha governato l’Istituto per impedire che si continui a danneggiare una categoria fatta di persone note e molte altre sconosciute al grande pubblico che pagano in termini di sopravvivenza
una scelta di vita. Vorremmo che la partecipazione e l’interessamento di così tanti artisti fosse salutata con gioia e non ostacolata. Continuiamo a credere che il dialogo tra i cittadini e le istituzioni sia necessario e possibile.
Per questo contiamo sulla Sua ttenzione e restiamo in fiduciosa attesa.
Con profondo rispetto
Artisti7607
Primi firmatari:
NERI MARCORÈ
ELIO GERMANO
CLAUDIO SANTAMARIA
ALESSANDRO RICECI
CINZIA MASCOLI
CARMEN GIARDINA
DUSKA BISCONTI
DANIELA GIORDANO
GUALTIERO BURZI
PACO RECONTI
ROBERTO PISCHIUTTA (PIVIO)

L’Unità 28.04.10

1 Commento

  1. Il silenzio dei Sindacati?Alla Manifestazione di Piazza Montecitorio c’eravamo,noi,consultate il nostro sito e vi accorgerete che abbiamo fatto altro!

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