cultura

"Il decreto della discordia. La lirica sulle barricate", di Luca Del Fra

Il decreto sulle fondazioni liriche è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri al Quirinale. Bondi ha dovuto correggerlo perché il testo approvato dai ministri venerdì ha fatto arrabbiare tanti. Anche nella maggioranza. Un decreto fantasma come il Vascello di Wagner, poiché non si conosce il contenuto, ma che non citerebbe più la Scala e Santa Cecilia; una selva di archetti in rivolta contro il ministro Sandro Bondi, latore del decreto stesso; un deus ex machina, che prende le sembianze del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ancora una volta tirato per la giacchetta nell’agone politico.
Il decreto sulle fondazioni lirico-sinfoniche – i nostri maggiori teatri d’opera dalla Scala al Maggio fiorentino, dal San Carlo al Regio di Torino -, approvato venerdì scorso in consiglio dei ministri, sta causando un pandemonio al punto che, viste le proteste perfino nella stessa maggioranza, il testo è stato pesantemente riscritto prima di arrivare, ieri nel tardo pomeriggio, a Napolitano. Sarebbe composto da sette articoli non cita, com’era invece venerdì, la Scala e Santa Cecilia. Al presidente fanno appello l’opposizione, sindaci e sindacati, musicisti e sovrintendenti, perché non firmi un testo dove molti ravvisano profili d’incostituzionalità. A cominciare dalla presunta urgenza, che giustificherebbe l’uso stesso del decreto per risolvere i problemi dei maggiori teatri italiani, anche se gli effetti, stante la prima stesura, si vedrebbero almeno tra un anno. S’aggiunga che il ministro delle attività culturali Bondi si arrogherebbe il diritto di modificare leggi che disciplinano lo spettacolo con dei semplici regolamenti. E ancora: almeno il testo del 15 aprile, avverte Silvano Conti della Cgil, «modifica lo statuto dei teatri “di interesse nazionale” facendo sì che conti chi mette più soldi». Anche un privato, dunque. Il provvedimento nascerebbe per far
fronte alla crisi delle fondazioni lirico-sinfoniche, afflitte da pesanti deficit, ingrossati annualmente da passivi di bilancio: una evidente conseguenza dei tagli alla cultura di questi anni, in particolare dei governi quelli di centrodestra.
Il progetto del governo è far pagare le spese ai lavoratori, senza entrare minimamente nel merito del perché i nostri teatri, o almeno la maggior parte, funzionino male. Per indorare la pillola, inizialmente ne erano stati salvati due, la Scala e Santa Cecilia, causando le reazioni nervose degli altri sovrintendenti con la singolare l’eccezione di Marco Tutino del Comunale di Bologna – oltre che dei sindaci delle rispettive città, ma con gioia del sindaco milanese Letizia Moratti e del sovrintendente scaligero Stéphane Lissner. E contro le critiche venute dal neogovernatore toscano Rossi e dal sindaco fiorentino Renzi (entrambi Pd), Bondi reagisce dicendo che oggi pubblica oggi sul sito del ministero i bilanci dei teatri: quando accadde un anno e mezzo fa, molti sovrintendenti si infuriarono definendo quei numeri inattendibili.
COLPIRE I LAVORATORI
I sindacati hanno reagito compatti contro la divisione dei teatri in serie A e serie B e, per la prima volta da quando è sovrintendente alla Scala, Lissner si è trovato in contrasto con il sindacato. Se il provvedimento sarà firmato, inizieranno due mesi di scioperi a oltranza che faranno saltare tutte le rappresentazioni, e i sindacati minacciano anche di occupare i teatri. Oltre a colpire i lavoratori, anche se non ufficialmente il decreto commissaria tutti i teatri, spogliando regioni, enti locali e i privati di ogni reale funzione, demandando la trattativa dei contratti all’Aran, l’agenzia del pubblico impiego. Un’iniziativa del genere fu tentata nel ’95 quando i teatri erano enti pubblici, ma l’Aran dichiarò la propria scarsa competenza in una materia come il contratto di un musicista d’orchestra o di un tecnico di palcoscenico: oggi il risultato è che così si ritrasformano i teatri in enti pubblici. Anche più preoccupante appare abrogare una serie di articoli della legge 800/67 che sancisce, in ossequio alla Costituzione, che lo Stato finanzia la cultura: cosa che evidentemente non interessa affatto né l’attuale governo, né tanto meno Bondi.
L’Unità 21.04.10

7 Commenti

  1. RELAZIONE DEL PROGETTO “PER NON DIMENTICARE”
    di Laura Tussi

    Prosegue l’iniziativa dal titolo “Per non dimenticare”, organizzata dall’Istituto Comprensivo Prati di Desio (Monza e Brianza), con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e dell’Assessorato alla Cultura di Nova Milanese. Questo progetto si pone l’ambizioso traguardo di unire tutte le forze democratiche che hanno a cuore i valori dell’antifascismo e della Costituzione, presenti sul territorio, in merito alle tematiche collegate al ricordo, al recupero della memoria storica e alla tutela dei diritti umani. In qualità di Docente presso l’Istituto Comprensivo via Prati Desio (Monza Brianza), ho organizzato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Nova Milanese, l’ARCI, l’ANPI, l’ANED, l’APEI, Emergency, Peacelink, Il Dialogo e la Rete Antifascista Nord Ovest Milano di Bollate, incontri a tema, volti ad approfondire il Progetto Memoria Storica a Nova Milanese, dal titolo “Per non dimenticare” intrapreso, a partire dagli anni ’70, dall’Amministrazione Comunale e dalla Biblioteca Civica di Nova Milanese, con la raccolta di videotestimonianze, interviste e documentazioni inerenti la memoria dei campi di concentramento e di sterminio nazisti.
    I primi interventi hanno aperto il dibattito sul pluralismo e il dialogo interreligioso, sulle pari opportunità e i diritti umani, considerati al vaglio della memoria storica e dell’attualità.
    Nel primo incontro dal titolo “Pluralismo e dialogo interreligioso. Per non dimenticare”, il sindaco Laura Barzaghi e la giornalista Annalisa Tagliabue hanno introdotto i vari interlocutori e le associazioni partecipanti all’evento con la loro testimonianza. Le tematiche collegate al pluralismo religioso e al dialogo interculturale tra i culti e le fedi, nel diritto alla libertà di culto, sono state affrontate da Laura Tussi, docente, scrittrice e giornalista e dal teologo Brunetto Salvarani, direttore di Cem Mondialità. Gli argomenti affrontati sono stati l’importanza del dialogo tra le differenze soggettive, psicologiche, identitarie nel tessuto sociale e comunitario, dove come sostiene Hermann Hesse, in Narciso e Boccadoro:”la nostra meta non è di trasformarci l’un l’altro, ma di conoscerci l’un l’altro e di imparare a vedere e a rispettare nell’altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro completamento”. Il confronto tra le religioni in dialogo non viene riconosciuto dalla politica attuale a livello sociale e giuridico e la libertà di culto si prospetta ancora come una lontana utopia, anche se costituisce un diritto umano imprescindibile per ogni persona appartenente a professioni religiose diverse, per una cittadinanza interculturale e una prospettiva di convivenza planetaria.
    Nel secondo incontro dal titolo “Diritti umani e pari opportunità. Per non dimenticare”, la scrittrice, massmediologa, vicepresidente dell’Osservatorio Nazionale Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità, Wanda Montanelli, ha introdotto con un resoconto molto dettagliato, la problematica della violazione dei diritti delle donne e l’importanza del fare memoria della storia passata e dell’attualità in cui la componente femminile è indubbiamente sempre presente.
    Il preside dell’Istituto Comprensivo via prati di Desio, Gianni Trezzi, animatore e leggistorie, ha letto alcuni brani tratti dall’ultimo libro di Laura Tussi, dal titolo Memorie e Olocausto. Interessante, partecipato e sentito è stato l’intervento dell’ex partigiano, Presidente dell’ANPI, Bacio Capuzzo, che ha portato una personale testimonianza ed esperienza di guerra durante gli anni del nazifascismo. Importante la testimonianza dell’ANED rappresentata dal ricercatore Giuseppe Valota che ha scritto un trattato sulla deportazione politica degli scioperanti di Sesto San Giovanni in un libro edito dalla Guerini e Associati. Peacelink, associazione che si occupa di temi ambientalisti, di antimilitarismo e non violenza per un futuro sostenibile, è intervenuta nella persona del professor Lorenzo Galbiati che ha testimoniato le nefandezze della situazione politica in cui imperversa il popolo palestinese. La Rete Antifascista Nord Ovest Milano di Bollate ha presentato un resoconto del pericolo incombente a seguito della costituzione di una Skinhouse, (associazione neonazista) insediatasi sul territorio bollatese. Presenti anche i lavoratori della LARES metalli preziosi, che stanno vivendo momenti difficili in seguito alla chiusura dell’azienda, ma che con tenacia continuano a difendere la loro dignità di lavoratori, secondo l’articolo uno della Costituzione Italiana. Presente all’iniziativa è l’associazione Emergency di Monza e Nova Milanese che raccoglie fondi per il funzionamento di centri di primo soccorso per le vittime di guerra in Afganistan e in molti Paesi belligeranti.
    La libreria L’Antologia di Nova milanese ha messo in vendita i libri dei vari autori intervenuti in questi incontri.
    Il 18 aprile 2010 è stato ospite dell’evento “Per non dimenticare” il maestro Renato Sarti, attore, regista, opinionista e fondatore e direttore del Teatro della Cooperativa di Milano. L’intervento dal titolo “Memoria storica e diritti umani…per non dimenticare”, presso la sala consiliare del comune, si è basato su una riproposizione e rilettura degli eventi del nazifascismo, osservati nel testo teatrale del maestro Sarti, dal titolo “I me ciamava per nome: 44787. Risiera di San Sabba”. Il testo racconta di esperienze di deportazione per motivazioni politiche, con agghiaccianti riferimenti alla tragedia degli eventi a livello individuale e collettivo, nel dramma di ogni singolo personaggio. Sempre per il tema dell’antifascismo e della deportazione, sono stati organizzati degli eventi di testimonianza diretta e indiretta con il presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, di Nova milanese Bacio Capuzzo e il presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati di Sesto San Giovanni, Giuseppe Valota. Gli incontri con i testimoni si sono svolti presso l’Istituto Erasmo da Rotterdam di Bollate e presso l’Istituto Comprensivo Prati di Desio, di fronte alla presenza di centinaia di studenti dei licei e degli istituti superiori del territorio, sempre all’interno del ciclo di eventi “Per non dimenticare”.
    Il 23 maggio 2010 si è proposto al pubblico di Nova Milanese il tema “Ecologia e lotte sociali”, utilizzando il titolo di un celebre libro del relatore dell’incontro, il professor Virginio Bettini, docente di analisi e valutazione ambientale presso l’università IUAV di Venezia.
    Interessante anche la relazione di Ilaria Merati, Dottore di ricerca in politiche pubbliche del territorio e pianificazione territoriale, che ha proposto una rilettura in termini attuali del caso Seveso, e l’esposizione dell’Associazione Nova Ecologia, attiva a livello territoriale con importanti eventi di tutela ambientalista, per fare fronte al pericolo di emissioni di diossine e furani nell’ambiente da parte di poli e complessi industriali e degli inceneritori, presenti sul territorio a livello locale, globale e planetario.
    Durante l’evento è stato letto un comunicato del Presidente dell’Associazione http://www.peacelink.it, Professor Alessandro Marescotti, che sostiene il progetto “Per non dimenticare” e conduce campagne civili di rivendicazione ambientalista a Taranto e in ambito nazionale ed internazionale.
    Questo incontro ha voluto divulgare il messaggio dell’importanza e del valore della tutela ambientale a livello di ecosistema planetario, senza scadere in localismi ed in particolarismi di interesse privato e speculativo, individuale e personalistico. Gli eventi del ciclo “Per non dimenticare” vogliono proporre all’attenzione del pubblico delle importanti riflessioni sull’attualità dei valori sociali e dei diritti civili e umani, di cui occorre continuamente fare memoria, ripercorrendo l’analisi del passato storico, per evitare di compiere gli errori della storia, a livello di violazione della dignità delle persone, sotto varie forme e vari aspetti, dall’intolleranza per le diversità, dall’oppressione delle differenze, alla considerazione del dialogo tra le parti e le categorie e tipologie umane, nel rispetto dell’ambiente circostante e dell’ecosistema, per un futuro a misura di persona, in un contesto ecosostenibile e nonviolento, basato sui valori della pace e della valorizzazione delle differenze di ogni genere e tipologia umana, nella libertà di espressione e di pensiero.

    Laura Tussi, docente Istituto Comprensivo Prati di Desio (Monza e Brianza)
    In questo link sono visibili i video del ciclo di eventi “Per Non Dimenticare”
    http://www.youtube.com/lauratussi
    http://www.peacelink.it/cerca/index.php?q=laura+tussi
    http://www.lageredeportazione.org

  2. Perchè i cari politici cercano di risparmiare sul sacrificio di migliaia di musicisti e poi vengono elargiti milioni di euro per un piccolo comune della sicilia dove il sindaco è molto amico del presidente del consiglio?

  3. Renzo dice

    Ma quando non sapete o non volete prendervela con chi è il vero responsabile di questi decreti, ve la prendete con la sinistra. Gran bella trovata. Abbiate voi più coraggio.

  4. Massimo Gianangeli dice

    Esatto Cristian,
    e questo mi preoccupa perchè almeno da una sedicente opposizione di sinstra ce lo saremmo aspettati.

    Mala tempora currunt

  5. cristian bonnes dice

    nessuno parla di un articolo che toglie di fatto le graduatorie d anzianità per i precari.a verona siamo circa 400 che non mi sembrano pochi.dopo aver fatto tre audizioni consecutive e tre periodi lavorativi consecutivi questo decredto toglie un diritto sacrosanto ai lavoratori precari e cioè il diritto all anzianità.lo trovo davvero amorale.

  6. alessandro dice

    Scandaloso che nella patria della musica, specialmente quando c’è la destra al governo, si parli di smantellare o distruggere la lirica. Ma è possibile che alla fine ci rimettano sempre le masse artistiche lavorative, orchestre, cori e corpo di ballo? Chi invece sbaglia spendendo molto con allestimenti faraonici (evitabilissimi) tra super registi, compensi eccessivi per direttori d’orchestra? No?

  7. La Redazione dice

    Cultura, interpellanza bipartisan per includere San Carlo di Napoli tra eccellenze nazionali

    Mazzarella: ingiustificata esclusione da priorità contenute in dl fondazioni liriche

    Circa sessanta deputati hanno sottoscritto un’interpellanza bipartisan per chiedere al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi l’inclusione del Teatro San Carlo di Napoli tra le priorità di interesse nazionale previste dal decreto sulle fondazioni liriche recentemente approvato dal Governo. Il promotore, Eugenio Mazzarella (Pd), sottolinea che “la storia della musica europea ed italiana sarebbe del tutto diversa senza il patrimonio musicale e culturale di cui il San Carlo rappresenta la memoria storica e che non c’è necessità finanziaria che possa essere invocata per la sua esclusione dalle eccellenze nazionali. Il governo batta un colpo, qui – conclude – è in gioco la politica generale e culturale del Pese, che non può tagliar fuori il Sud da un’equanime tutela di promozione e sviluppo delle eccellenze culturali del Pese”. L’interpellanza è stata, tra gli altri, sottoscritta dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani e dal vice, Enrico Letta, dai deputati Italo Bocchino (Pdl), Fabio Granata (Pdl), Gianfranco Paglia (Pdl), Marcello Taglialatela (Pdl), Luciano Ciocchetti (Udc), Roberto Occhiuto (Udc), Aniello Formisano (Idv), Pino Pisicchio (Api), Aurelio Misiti (Misto).

    Segue il testo completo dell’interpellanza

    In relazione all’annunciato decreto sugli enti Lirici e musicali cosa intende fare il governo ed il ministro Bondi per assicurare la presenza del Teatro San Carlo di Napoli, recentemente ristrutturato e restituito al suo pieno decoro monumentale e alla sua perfezione acustica grazie al meritorio impegno del governo, tra le priorità di interesse nazionale nel quadro delle istituzioni musicali italiane al pari de La Scala di Milano e di Santa Cecilia di Roma, cui in nulla cede quanto a rilevanza storica e musicale. La storia della musica europea ed italiana sarebbe del tutto diversa senza il patrimonio musicale e culturale di cui il San Carlo rappresenta la memoria storica ed un’eccellenza da sempre in essere, inserita per altro in una rete di istituzioni musicali cittadine, a partire dal conservatorio di san Pietro a Majella, che non si è dispersa, e che va tutelata in ogni modo. Non c’è necessità finanziaria che possa essere invocata per escludere il san Carlo, per quello che rappresenta per la storia della musica europea ed italiana, per lo sviluppo dell’attrattività culturale di Napoli, e di tutto il Sud, e la sua stessa promozione turistica, dalla migliore e prioritaria tutela come bene culturale e musicale primario del paese. In gioco non sono solo la storia e l’eccellenza del San Carlo, che da solo varrebbero a sciogliere ogni dubbio, qui è in gioco la politica generale e culturale del Pese, che non può tagliar fuori il Sud da un’equanime tutela di promozione e sviluppo delle eccellenze culturali del Pese. Se il Governo non intende questo ne verrà un segno tra i peggiori ben fuori del campo musicale

I commenti sono chiusi.