Tutti gli articoli relativi a: cultura

«La comunità degli individui liberati», di Bruno Gravagnuolo

A Modena fino a domani il Festival della Filosofia alle prese con il concetto di comunità. Ma in una chiave alternativa rispetto all’uso conservatore del termine. Ne parlano Remo Bodei, Salvatore Natoli, Carlo Sini e Carlo Galli La tradizione. A destra Il legame comunitario è una piovra contro i singoli Inutile nasconderlo. La nozione di «comunità», per storia, significato ed uso, non appartiene alla costellazione delle idee progressiste. Al contrario, fin da quando nel 1877 il sociologo Ferdinand Toennies, preceduto in Germania da una robusta tradizione romantica, la lanciò nell’arena delle idee filosofiche, «comunità» fu subito sinonimo di insieme di legami naturali, che avvolgevano prescrittivamente il singolo. Fino a dar senso all’interezza della sua vita. E il tutto contro l’aridità e l’anarchia meccanica della Civiltà tecnica. Democratica, anonima, atea e senza valori. Perché invasa da troppi valori in lotta tra di loro, come ribadì Max Weber dopo Toennies. Però malgrado tutti questi presupposti, accade che il Festival della filosofia di Modena in onda sulle piazze a Modena, Carpi e Sassuolo da ieri a domani sera …

«Purché l’arte non sia messa da parte», di Cesare De Seta

L’insegnamento cancellato dai programmi di molti istituti. Ignorando la lezione di civiltà. Il presidente Sarkozy il 5 luglio del 2007 inviava una lettre de mission al ministro dell’Educazione Darcos in cui si legge: “Noi desideriamo che l’insegnamento della storia culturale e artistica sia rafforzato perché è un fattore di crescita individuale e collettiva e, in un paese come il nostro, elemento d’identità nazionale. Lei introdurrà a tal riguardo un insegnamento obbligatorio di storia dell’arte”. La disposizione verrà ribadita in agosto al ministro della Cultura Abanel. Dunque un paese nel quale la storia dell’arte non era mai entrata nei programmi scolastici, vi entrerà dalla porta principale. Progetto che per decenni aveva visto inascoltati gli appelli di André Chastel che portava a modello l’Italia, dove l’insegnamento era stato inserito nelle scuole superiori dalla Riforma Gentile nel 1923. Purtroppo negli ultimi decenni la storia dell’arte ha avuto un destino ingrato. I governi della Repubblica non hanno mostrato nessun interesse al riguardo: anche se presidenti e ministri sono sempre presenti a ogni vernice di mostra di rilievo. Flatus vocis. …

«Quel disprezzo antico per la cultura», di Sandro Veronesi

Ci sono due cose da dire dopo la piazzata di Renato Brunetta contro il “culturame parassita”. La prima è di carattere generale, la seconda è peculiare del personaggio. In termini generali si deve osservare che, di pari passo con il disfacimento dell´immagine tranquillizzante che Berlusconi aveva costruito di sé, molti dei suoi feldmarescialli stanno gettando la maschera per rivelare la propria mentalità fascista. Può risultare sorprendente solo per coloro che hanno sottovalutato la resistibile ascesa al potere dell´attuale nomenklatura, ma il retaggio fascista continua ad alimentare buona parte della politica di governo, incardinato su due perni storici della demagogia populista: l´anticomunismo e lo sprezzo per la cultura. Come testimoniato dalla composizione dell´attuale governo, chiunque può far strada nella politica berlusconiana se si arrocca su uno di questi due baluardi – meglio ancora se su entrambi coniugati insieme. Non importa quanto deserto di titoli sia un curriculum, né conta la nullità del pensiero che si è in grado di ricamarci attorno: la professione di odio contro la cultura continua a pagare. Il ricorso al linguaggio sprezzante, …

Il terremoto non è un reality show del governo

Paolo Gentiloni critica duramente lo slittamento di Ballarò in favore dello speciale terremoto su Rai1 ‘Il terremoto non e’ un reality del governo’: lo dice Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd, commentando la decisione della Rai di farl slittare Ballaro’ martedi’ prossimo per far spazio ad una prima serata di Porta a porta. ‘La cancellazione della puntata di Ballaro’ decisa dalla direzione generale della Rai per far spazio ad una puntata speciale di Porta a Porta – dice l’ex ministro delle Comunicazioni – non ha alcuna giustificazione ed appare come un grave tentativo di trasformare la consegna delle prime case ai terremotati di Onna in una sorta di reality show governativo, col premier come protagonista. La consegna delle case, infatti, poteva essere documentaa e approfondita dallo stesso Ballaro’. La rivoluzione del palinsesto non ha giustificazione se non davanti ad un evento straordinario e imprevisto, non e’ questo il caso, visto che la consegna era programmata da tempo’. Ballaro’, quindi, secondo Gentiloni, ‘non va in onda perchè giudicato non abbastanza ‘affidabile’, al contrario del duo Minzolini-Vespa, …

«Io sono un immigrato», di John Fitzgerald Kennedy

Un testo di John Kennedy, pubblicato per la prima volta in Italia, racconta la via crucis dei migranti. Parole di mezzo secolo fa che sembrano scritte oggi L´11 maggio 1831 Tocqueville, giovane aristocratico francese, sbarcò nel caotico porto di New York. Aveva attraversato l´oceano per cercare di capire le implicazioni che il nuovo esperimento democratico in corso sulla sponda opposta dell´Atlantico avrebbe avuto per la civiltà europea. Per i successivi nove mesi, Tocqueville e il suo amico Gustave de Beaumont percorsero in lungo e in largo la parte orientale del continente, da Boston a Green Bay, da New Orleans fino al Québec, alla ricerca dell´essenza della società americana. Tocqueville rimase affascinato da ciò che vide. Fu sbalordito dall´energia delle persone che stavano costruendo una nuova nazione, apprezzando le nuove istituzioni e gli ideali politici. Ma, sopra ogni cosa, rimase impressionato dallo spirito di uguaglianza che permeava la vita e le usanze di quella gente. Pur nutrendo qualche riserva verso alcune manifestazioni di quello spirito, riuscì a scorgerne i meccanismi in ogni aspetto della società americana: …

«L’italiano e i dialetti. Barricarsi dietro una sola lingua? Un’idea nazista», di Tullio De Mauro

Secondo il linguista le uscite leghiste filodialettali rassomigliano a un sciocco remake della cavalleria nei vecchi film di Tom Mix, una cavalleria che arriva in ritardo. L’idea che in un’area o entro un territorio, debba esserci un’unica lingua è falsificata dagli studi I dialetti sono l’espressione di un patrimonio di cultura e tradizioni, di arte Il 95% della popolazione sa esprimersi in italiano e il 60% conserva il dialetto nella vita privata Probabilmente è soprattutto colpa della corporazione cui appartengo, quella dei linguisti, se alle ripetute provocazioni di leghisti in materia di dialetti e di scolarità e lingue di immigrati le risposte sono state ispirate più a giusto sdegno e ad amor di patria che a considerazione dei fatti. Tre fatti soprattutto meriterebbero di essere tenuti in conto se si guarda all’Italia linguistica di oggi, al volto che essa ha assunto dopo sessant’anni di vita repubblicana e democratica. Rispetto a essi le uscite leghiste, i loro «arrivano i nostri» filodialettali, rassomigliano a uno sciocco remake dell’arrivo della cavalleria nei vecchi film di Tom Mix, una …

“Addio a Fernanda Pivano. Portò l’America in Italia”, di Dario Pappalardo

La sua prima traduzione fu quella, parziale, dell’Antologia di Spoon River “I miei adorati scrittori americani mi accompagnavano durante la guerra facendomi coraggio con le loro storie”. E lei, Fernanda Pivano, la compagna italiana degli scrittori americani, si è spenta in una clinica privata di Milano, un mese dopo il suo novantaduesimo compleanno. Scrittrice, giornalista, traduttrice e critica, nasce a Genova il 18 luglio 1917. A ventiquattro anni – e in piena seconda guerra mondiale – si laurea in Lettere con una tesi in letteratura americana su Moby Dick. Il capolavoro di Melville è la chiave che le apre la porta sul mondo della grande letteratura made in Usa. Nel 1943, pubblica la prima parziale traduzione dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Il suo mentore è Cesare Pavese, già suo professore al liceo D’Azeglio di Torino e il primo di una serie di incontri fondamentali, tra cui quello con il marito, il grande architetto e designer Ettore Sottsass. L’incontro del 1948, a Cortina, è con Ernest Hemingway. Nasce un rapporto di amicizia e …