Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Sul fine vita fermiamo il tifo da stadio", di Ignazio Marino

Caro direttore, dopo molti mesi di silenzio, a febbraio il Parlamento esaminerà il disegno di legge sul testamento biologico. Purtroppo è prevedibile che il dibattito sarà affrontato in un clima da stadio, con tifoserie contrapposte, con l’idea di dover vincere su un avversario, con il Pdl che tenterà la resa dei conti con Futuro e libertà, puntando sulla divisione del cosiddetto terzo polo. Come se una legge per definire le scelte relative alla fine della vita riguardasse solo il ristretto cerchio della politica, con le sue assurde dinamiche e i suoi squilibri, e non, invece, tutte le persone che prima o poi con la fine della propria vita dovranno fare i conti. Temo che non sfuggiremo allo scontro ideologico, alle offese e agli insulti in Parlamento, sui giornali e in televisione e non vi sarà alcun confronto pacato su una legge che, al contrario, dovrebbe essere rispettosa di ogni sensibilità. Partendo da questi funesti presupposti, ho letto ieri con interesse la posizione di Umberto Veronesi e, nonostante mi sia impegnato con molta determinazione per fare …

"L´Aquila, indagati i vertici della Protezione civile", di Giuseppe Caporale

La Procura contesta il reato di frode nelle pubbliche forniture: appalto “orientato” per favorire tecnologie ancora non omologate. “Illegali i sistemi antisismici delle nuove case”. Nel mirino Calvi, padre del progetto C.a.s.e., e il capo dell´ufficio rischio sismico Dolce, I settemila isolatori sismici installati nelle 185 palazzine post-terremoto realizzate dal Governo Berlusconi sono illegali. E la Protezione Civile – che ha gestito a L´Aquila il più grande cantiere d´Europa degli ultimi anni – è sotto inchiesta. Due esponenti al vertice del Dipartimento sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura aquilana con l´accusa di «frode nelle pubbliche forniture». Si tratta di Gian Michele Calvi, il “padre” del Progetto C.a.s.e. – che attraverso un consorzio creato ad hoc dalla Protezione Civile ha gestito direttamente tutti gli appalti – e di Mauro Dolce, capo dell´ufficio rischio sismico del dipartimento. Ad accusarli, un dossier del Gico (Gruppo di Investigazioni sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza) de L´Aquila, con all´interno decine di documenti sequestrati sia presso il dipartimento delle Opere Pubbliche del ministero delle Infrastrutture, sia presso …

«La vera malattia è il rifiuto E noi siamo un Paese egoista», intervista a Stefano Zamagni di Claudio Visani

Il professor Stefano Zamagni, economista cattolico, grande esperto di scienze sociali e noprofit, presidente dell’Agenzia delle Onlus e uno dei principali collaboratori di Papa Benedetto XVI per l’Enciclica «Caritas in veritate », non si stupisce più di tanto di quel che è accaduto a Bologna: «A forza di seminare egoismo e individualismo…». Poi va subito al centro della questione: «Se ci intestardiamo a mantenere questa cultura dei servizi sociali capaci di dare solo risposte burocratiche ai bisogni drammatici di queste persone, di tragedie così ne vedremo sempre di più», dice. Il Commissario prefettizio di Bologna ha detto che il Comune conosceva quella situazione ma la famiglia ha rifiutato l’aiuto. Che ne pensa? «Ma sono discorsi da fare, questi? Provi lei a voler dare da mangiare a un anoressico. La malattia in questi casi è il rifiuto, lo sanno tutti. Come si fa a dire: siccome rifiutano l’aiuto, li lasciamo al loro destino?». E qui il professore torna professore. «Negli Stati Uniti c’è stata una donna, Ayn Rand, che nella prima metà del secolo scorso ha …

"Il cavaliere e la Consulta", di Andrea Manzella

E’ proprio vecchio l´anno nuovo che ricomincia con il format “Berlusconi contro la Corte costituzionale”. Per la terza volta, infatti, il nostro tribunale più alto si occuperà del “se” e del “come” sia possibile sottrarre il premier ai suoi giudici penali. E anche questa volta il punto è se questa sospensione dei processi penali possa farsi senza cambiare o rompere la Costituzione. Su tutto incombe una strana pre-giudiziale. Ed è quella per cui il premier è contrario all´idea stessa che un gruppo di giudici in nome e sulla base del testo della Costituzione, possa porre nel nulla una legge votata dal Parlamento. È un´idea rispettabile ma è un´idea pre-moderna. Nel senso che è stata sorpassata dal ruolo attivo che in tutto il mondo hanno oramai i giudici costituzionali. Nella prima fase della scrittura della nostra Costituzione, i comunisti erano della stessa idea berlusconiana: la sovranità parlamentare su tutto. Poi anche Togliatti si convinse che non era una “bizzarria”, come aveva detto. Costruire un “libro” in cui erano fissate ed armonizzate le garanzie per tutti – …

"Battisti , il caso Mastella", di Cesare Martinetti

Il presidente Napolitano aveva appena detto che sul caso di Cesare Battisti non ci eravamo fatti capire all’estero e Clemente Mastella, ministro della Giustizia dell’ultimo governo di centrosinistra (ma ora parlamentare europeo per il Pdl), ha subito provveduto a dargli ragione. In un’intervista al Corriere della Sera l’ex Guardasigilli racconta che già nel 2006 aveva affrontato con il collega francese Pascal Clement il caso: «Gli dicevo che la dottrina Mitterrand non poteva riguardare un delinquente che aveva ammazzato quattro innocenti…» Giusto. Peccato che nel 2006 Battisti fosse già ben lontano dalla Francia, da dove era fuggito nell’agosto 2004 proprio a seguito dell’estradizione che i giudici francesi avevano riconosciuto fondata e legittima in ogni grado di giudizio. Non basta. Nel respingere l’ultimo ricorso di Battisti, il Consiglio di Stato della République, nel 2005, aveva motivato l’estradizione proprio con la «dottrina Mitterrand» che prevedeva l’espulsione dei rifugiati colpevoli o complici di «crimini di sangue». A leggere Mastella si capisce bene come siano nati i tanti casi Battisti: nel governo italiano si parla di vicende che nessuno conosce. …

"Fiat e diritti in tempo di crisi. Sia la politica a dare risposte", di Silvano Andriani*

Il bell’articolo di Stefano Fassina (pubblicato venerdì scorso sull’Unità) sulla situazione Fiat mi induce a qualche considerazione. Innanzitutto vorrei notare che nel clamore del dibattito sulla Fiat passano inosservate notizie quali la recente vittoria di Fincantieri di una importante gara per la vendita di navi in Usa. Certamente ci sono altre imprese italiane che rispettano i contratti nazionali e riescono a difendere ed aumentare le quote di mercato in tempo di crisi puntando su una vera capacità di innovazione e sulla qualità dei loro prodotti. Il rischio è di passare invece per innovatrici imprese che perdono quote di mercato e che spacciano per aumento della produttività l’aumento dello sfruttamento del lavoro. C’è un’affermazione di fondo nell’articolo di Stefano: i lavoratori ed i loro sindacati si trovano in una situazione senza una effettiva possibilità di scelta. D’altro canto non bisogna dimenticare che cinque anni fa la Fiat era praticamente fallita e che l’intera economia italiana versa in una situazione di quasi stagnazione da ben prima che cominciasse la crisi mondiale. Fasi di prolungata stagnazione o addirittura …

"L'Italia non cresce perché la politica è per gli anziani", di Stefano Lepri

Se l’Italia non è un Paese per giovani, i giovani promettenti vanno all’estero; dopo il richiamo di Napolitano a Capodanno se ne è accorto The Economist. In Germania e altrove, nonostante la crisi già scarseggia il lavoro qualificato. Qui il contrario. E comincia a circolare l’idea che i due disturbi di cui soffre la nostra economia, ovvero leggi norme contratti e usanze che scoraggiano i giovani, e l’anemia mediterranea della produttività che non cresce – condivisa con Grecia, Portogallo e Spagna – siano due aspetti dello stesso male. Un Paese dove i giovani sono pochi e gli anziani sono tanti ragiona, sempre più, con la testa degli anziani. La politica si fa soprattutto per loro. Lo mostra al meglio una vicenda che, all’apparenza, con i giovani non c’entra nulla. La parziale rimonta di Silvio Berlusconi nelle elezioni del 2006 ebbe tra i punti forti la promessa di abolire l’Ici sulla prima casa. Tanto pareva attraente quell’argomento, che nel 2007 il governo Prodi reagì preferendo uno sgravio dell’Ici a un assegno per i figli capace di …