Tutti gli articoli relativi a: partito democratico

Enrico Morando: «Precari, fondi al piano Ichino e il sindacato ci sarà», di Enrico Marro

«Condivido la proposta di Pietro Ichino e ritengo che il Pd debba discuterla già nella riunione della direzione del 19». Enrico Morando, coordinatore del governo ombra, ritiene che non ci sia tempo da perdere e che vada invece colta la congiuntura della crisi economica per risolvere una volta per tutte la questione di un «mercato del lavoro duale» che protegge i lavoratori a tempo indeterminato e lascia senza tutele milioni di precari. E la proposta del giuslavorista e senatore democratico Ichino, illustrata ieri sul Corriere, di prevedere un contratto unico per tutti i lavoratori con tutele crescenti nel tempo, gli sembra la risposta giusta. Ma essa prevede anche la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, un tabù finora per la sinistra. «Guardi, se continuiamo a mettere la questione così: “Volete che resti l’articolo 18 oppure no?” allora la risposta della sinistra e del sindacato non può che essere no. Ma la proposta di Ichino inserisce il superamento dell’articolo 18 in una riforma complessiva, che estende le tutele a tutti i lavoratori». Forse neppure il …

La Costituzione non si tocca

“I principi fondamentali della Costituzione sono fuori discussione e nessuno può pensare di modificarli o alterarli”. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risponde indirettamente alla volontà formulata da Silvio Berlusconi di cambiare la Costituzione senza il bisogno dell’opposizione. “Per quanto si discuta” su quanto è possibile o opportuno modificare e che cosa no, ribadisce Napolitano al Quirinale dove ha ricevuto i rappresentanti del Fondo ambientale italiano, le fondamenta della Carta non possono comunque essere toccate. “Anche oggi il Capo dello Stato, con parole sagge e equilibrate, ha rimesso ordine in un dibattito che, non certamente per causa nostra, si era sviluppato attraverso strappi e dichiarazioni fuori luogo”. Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, commenta le parole di Napolitano e ricorda agli interlocutori della maggioranza che “I principi fondamentali della nostra Carta costituzionale sono immodificabili e per noi rimangono sempre validi e attuali”. E’ bene che la maggioranza lo tenga a mente anche quando paventa la possibilità di andare avanti senza cercare di consultare tutto le forze chiamate a rappresentare il popolo italiano …

«Questione morale, lo scenario capovolto», di Edmondo Berselli

Ci vuole la sfrontata fantasia di Silvio Berlusconi per attaccare il Pd sulla questione morale. Perché anche chi ha criticato la ventata populista dei primi anni Novanta, e non ha mai pensato che i giudici possedessero la chiave della rivoluzione politica, non può avere dimenticato la sequela di leggi ad personam volute dal capo del centrodestra, tutte tese a legare le mani a procure e tribunali, dal decreto Biondi del 1994 fino al “lodo Alfano”. Il centrodestra ha dedicato quasi 15 anni a regolare i conti con la magistratura (le “toghe rosse”, nel lessico berlusconiano). Alla fine, vinta la sua guerra personale, Berlusconi si è assunto tutte le responsabilità politico-penali della prima Repubblica, concludendo che i magistrati sono i veri colpevoli di ciò che ha spezzato una “storia di sviluppo e di libertà”. Se si accetta il teorema di un sequestro della vita pubblica operato nei primi anni Novanta da Mani pulite, con il corollario di una lotta per la vita, durata fino a oggi, fra la politica e la giustizia, risulta facile chiudere il …

«Far ripartire il PD? Sì, ma iniziamo da ciò che ci unisce», di Manuela Ghizzoni

Pubblico l’appello sottoscritto da 54 deputati e comparso su Europa e l’Unità di ieri, sabato 6 dicembre. Nell’elenco non trovate il mio nome: benché sollecitata, ho deciso di non sottoscriverlo. Non perché non condivida l’analisi che contiene, e non lo ritenga un contributo prezioso da questo punto di vista, ma perché temo che le conclusioni a cui porta non siano quelle di cui abbiamo bisogno, di cui ha bisogno il Partito Democratico e soprattutto di cui ha bisogno il Paese. Non sempre le medesime diagnosi conducono i medici a somministrare identiche cure e io credo che attenersi ad un protocollo sanitario tradizionale per il nostro partito non sia il modo migliore per migliorarne la salute in questo momento. Per dirla alla Dr. House, tra un medico che mi cura trattandomi male e uno che mi lascia morire tenendomi la mano nella sua, io preferisco la prima ipotesi. Nel documento di fatto si propone un congresso politico che faccia emergere le differenze presenti al nostro interno (come in ogni organizzazione democratica) e determini le decisioni future …

«Questione morale: non difendiamo l’indifendibile», di Walter Veltroni

Caro direttore, se il Presidente della Repubblica denuncia il preoccupante impoverimento culturale e morale della politica, non solo nel Mezzogiorno, tutti i partiti devono sentirsi chiamati in causa. E ciascuno è chiamato a guardarsi in casa, senza nulla concedere alla pratica, anch’essa una forma di malcostume politico, di mostrarsi severi con gli altri per poter essere più indulgenti con se stessi, perché il problema purtroppo riguarda sia centrodestra che centrosinistra, come anche la vicenda dell’Abruzzo dimostra. Il Partito democratico non ha alcuna intenzione di essere indulgente con se stesso. Come ha scritto giustamente Pierluigi Battista, ne va della nostra ambizione di rappresentare un fattore di cambiamento, di rinnovamento culturale e morale del Paese, oltre che di alternativa credibile alla destra. Ha ragione dunque Oscar Luigi Scalfaro, quando ci chiede di riuscire dove la maggior parte dei partiti della Prima Repubblica fallì: saper selezionare i propri dirigenti e i propri rappresentanti sulla base della loro capacità politica e insieme, indissolubilmente, della loro moralità e trasparenza, ben al di là degli stessi vincoli di legge e senza …

«Partito del nord?», di Luciano Pizzetti

Partito del nord, Coordinamento del nord. A cicli brevi i riformisti democrat si interrogano sulla loro incapacità di rappresentanza della parte più dinamica della società italiana. Senza mai venirne a capo. Perché si prende l’abbrivio sempre dal piano rivendicativo-organizzativista. Ribadisco un punto di vista: nel nord siamo minoranza culturale prima ancora che politica. Lo siamo perché non abbiamo accolto e accompagnato l’innovazione dei tessuti produttivo e sociale indotta dai mutamenti globali. L’abbiamo subita o rifiutata. Mai rappresentata. Cosicché costituiamo un tenue indistinto, caratterizzato da fragile tenuta valoriale, scarsa relazione con i soggetti di quel cambiamento, sempre maggior difficoltà di tutela dei mondi classici di riferimento. Nonostante il PD abbia enormi potenzialità. L’antiberlusconismo ha accentuato anziché attenuare questa condizione. Perché sfugge al che fare, impedendoci di valutare a fondo ciò che è accaduto. Inducendo valutazioni spesso errate, a volte di comodo o disperanti. Quasi sempre tardive. Ad esempio sul fenomeno leghista. La Lega populista, la Lega razzista, la Lega separatista… E’ proprio così? Soprattutto è ancora così? La Lega è figlia della globalizzazione, meglio delle paure …

Ricostruire la giustizia “I problemi si affrontano partendo dal punto di vista dei cittadini e non di una persona sola”

Si è svolta ieri, presso il Residence di Ripetta, la conferenza nazionale del Partito Democratico “Ricostruire la Giustizia” dove sono state lanciate le proposte innovative e realistiche dei democratici per la riforma dell’ordinamento giudiziario “dalla parte di cittadini”. Le proposte del PD vertono principalmente su due obbiettivi: semplificare e razionalizzare i processi da un lato; certificare i tempi della giustizia e l’effettività del processo e della pena dall’altro. “Le riforme non si impongono, si cerca di condividerle attribuendo alla fine alla sfera politica la responsabilità di assumere decisioni. E’ un invito che noi facciamo alla maggioranza anche se mi rendo conto che non è tempo di cose razionali ma di isteria, di urla e di contumelie”. Così è intervenuto Walter Veltroni, segretario del Partito Democratico. “Bisogna decidere – ha continuato il leader del PD – perché una democrazia che non decide è un’assemblea di condominio, ma si deve decidere dopo l’ascolto e avendo cercato il punto di unità massimo possibile”. “Le riforme – ha dichiarato Veltroni – “non si fanno contro i magistrati o gli …