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La Costituzione non si tocca

“I principi fondamentali della Costituzione sono fuori discussione e nessuno può pensare di modificarli o alterarli”. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risponde indirettamente alla volontà formulata da Silvio Berlusconi di cambiare la Costituzione senza il bisogno dell’opposizione.
“Per quanto si discuta” su quanto è possibile o opportuno modificare e che cosa no, ribadisce Napolitano al Quirinale dove ha ricevuto i rappresentanti del Fondo ambientale italiano, le fondamenta della Carta non possono comunque essere toccate.
“Anche oggi il Capo dello Stato, con parole sagge e equilibrate, ha rimesso ordine in un dibattito che, non certamente per causa nostra, si era sviluppato attraverso strappi e dichiarazioni fuori luogo”. Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, commenta le parole di Napolitano e ricorda agli interlocutori della maggioranza che “I principi fondamentali della nostra Carta costituzionale sono immodificabili e per noi rimangono sempre validi e attuali”.
E’ bene che la maggioranza lo tenga a mente anche quando paventa la possibilità di andare avanti senza cercare di consultare tutto le forze chiamate a rappresentare il popolo italiano in Parlamento. “La Costituzione è inclusiva – ricorda Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista e presidente emerito della Corte costituzionale in un’intervista a Repubblica – Non è scritta da chi vince contro gli sconfitti. La Costituzione non si occupa di chi sia il vincitore. Scrive principi per tutti, garantisce i diritti di tutti”.
L’art. 138 della Costituzione, infatti, prevede che le riforme costituzionali debbano essere approvate con un ampio consenso raccogliendo il voto della maggioranza e di una parte dell’opposizione. Cioè, ricorda ancora Zagrebelsky, tale consenso qualificato, era destinato a fare in modo che “la Costituzione, la sua manutenzione, le sue modifiche” non fossero ad appannaggio della pura maggioranza. “Poi però – ed è questo il problema sottolineato dal costituzionalista – le leggi elettorali hanno cambiato il sistema politico, polarizzandolo su due sponde e ora chi ha il sopravvento nella competizione elettorale e conquista la maggioranza si fa da sé le riforme costituzionali”. “Mi appare incredibile – conclude Zagrebelsky – che si vada avanti su una strada così pericolosa e non ci siano voci responsabili che denuncino il pericolo, anche all’interno della maggioranza”.

da www.partitodemocratico.it

1 Commento

  1. INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, IN OCCASIONE DELL’INCONTRO CON UNA RAPPRESENTANZA DEL FONDO PER L’AMBIENTE ITALIANO
    Palazzo del Quirinale, 12 dicembre 2008
    «Signora Maria Giulia Crespi, Signor Ministro, signore e signori, non è previsto che io vi rivolga un discorso e non lo farò anche perché tra le condizioni di un rapporto positivo del Presidente con l’opinione pubblica c’è anche quella che non esageri con i discorsi.
    Non posso, però, fare a meno di ringraziare voi tutti, di ringraziare i delegati regionali che hanno animato le recenti Giornate europee a tutela dell’ambiente e della cultura e i tanti volontari che contribuiscono quotidianamente, per pura convinzione e passione, a quest’opera di tutela e di valorizzazione.
    Inoltre desidero cogliere l’occasione per dire come condivida pienamente le ragioni profonde che la signora Crespi ha qui evocato a sostegno dell’assoluta necessità di considerare il nostro patrimonio storico, ambientale, culturale e artistico come una delle carte fondamentali di cui l’Italia disponga per affermare il suo profilo e il suo peso in Europa e nel mondo, anche in un futuro denso di incognite come quello che ci attende.
    Mi pare che questo sia anche il momento di render omaggio alla signora Maria Giulia Crespi per la sua opera, per la sua dedizione personale ma anche per la formidabile capacità che ha mostrato di possedere nel suscitare e nell’organizzare un vero e proprio movimento attorno al Fondo per l’Ambiente Italiano che presiede da tanti anni.
    Le ragioni profonde che lei sostiene sono condivise da me, e credo di poter dire – avendolo or ora ascoltato – dal Ministro per i Beni Culturali. Sono sancite tra i principi fondamentali della Costituzione repubblicana che, per quanto si discuta – argomento complicato – su cosa è possibile o opportuno modificare e cosa no nella Costituzione, certamente quei principi fondamentali sono fuori discussione e nessuno può pensare di modificarli o alterarli.
    Vorrei anche esprimere il mio apprezzamento per – come dire – la dolce fermezza che pone la signora Giulia Maria Crespi nel presentare e difendere le sue ragioni: questa mattina, con dolce perentorietà, lei ha chiesto al Ministro dei Beni Culturali di prendere impegni perché ci sia solo un breve slittamento nell’entrata in vigore del nuovo Codice dei Beni Culturali. A me pare che il Ministro Bondi non per essersi impressionato di fronte alla temerarietà o perentorietà della Signora Crespi ma, per sua persuasione, ci abbia dato l’assenso che Lei desiderava.
    Grazie a voi tutti e buon lavoro».

    per leggere il commento del Corriere della Sera, clicca qui
    http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/cor_napolitano66953.pdf

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