Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

“Salvataggio Alitalia, tutto da rifare vendita scontata a Air France o ritorno nelle mani dello Stato”, di Ettore Livini

I conti, malgrado il lavoro della cordata dei patrioti, non quadrano ancora: la compagnia perde 630mila euro al giorno, i 735 milioni di rosso accumulati nei quattro anni di gestione privata hanno bruciato quasi tutto il capitale, la liquidità in cassa si è assottigliata a 300 milioni. E i soci – divisi tra di loro e a corto di quattrini – si preparano a giocare il jolly della finanza creativa (lo spinoff con maxi-rivalutazione delle Mille Miglia) per evitare di dover metter mano al portafoglio e ricapitalizzare l’azienda. Il redde rationem comunque è vicino. Il prossimo 12 gennaio scatterà la campanella del “liberi tutti”. Gli azionisti, scaduto il vincolo del lock-up, potranno vendere le loro partecipazioni. E nell’arco di pochissimi mesi si deciderà per l’ennesima volta il futuro dell’aerolinea tricolore, sospesa tra la tentazione di una rinazionalizzazione strisciante (la politica, in allarme, ha già iniziato a muovere le sue pedine) e una cessione a prezzi d’affezione a quella stessa Air France che nel 2008 aveva messo sul piatto 2,4 miliardi per farsi carico della società. …

“Bersani convince i vertici dell’Europa”, di Marco Mongiello

Berlusconi non vincerà. Dopo le elezioni l’Italia «resterà saldamente nella prospettiva europea», non tornerà indietro sulle riforme avviate dal Governo Monti e il Partito Democratico farà da argine all’ondata di populismo anti-Ue. È questo il messaggio che il segretario del Pd Pier Luigi Bersani è venuto a portare di persona ai vertici europei a Bruxelles. Un tour iniziato ieri mattina con l’incontro con il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy e continuato in giornata con il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e con il presidente dell’Eurogruppo e premier lussemburghese Jean-Claude Juncker. In un’Europa a maggioranza conservatrice Mario Monti era considerato di fatto l’unica garanzia contro la deriva economica del Paese che rischiava di travolgere l’eurozona. Con le sue dimissioni, e con il ritorno in campo di Berlusconi, a Bruxelles sono tornati i timori per il caso Italia. La settimana scorsa è stata questa paura, oltre ai pregiudizi e alle poche conoscenze anche personali a sinistra, che ha spinto i leader conservatori del Partito popolare europeo (Ppe) a fare pressioni su Monti affinché …

“L’obiettivo del Cavaliere”, di Claudio Sardo

«Una cosa è certa: passerò le feste di Natale facendo campagna elettorale». L’altra sera, lasciando gli studi di Porta a Porta, Silvio Berlusconi ha salutato così. È più confuso, appannato, invecchiato di come lo abbiamo conosciuto in questi vent’anni: ma è un professionista della politica e la decisione di correre di nuovo è a questo punto per lui irrevocabile. Per lui fare campagna elettorale vuol dire stare in televisione. Dove possibile occuparla. Non si farà scrupoli. Ha la faccia tosta per invadere gli spazi festivi dei telespettatori italiani. E non ha vergogna nel ripetere: «Sono stato tanto tempo in silenzio. Ho un credito di tredici mesi da recuperare». Del resto, il Berlusconi 76enne della campagna 2013, sa di avere macroscopiche contraddizioni stampate sul volto. Ha decretato la fine del governo Monti e offre pubblicamente a Monti di guidare il centrodestra. Ma è chiaro a tutti che si tratta di un’offerta falsa: Monti è un suo nemico, gli alleati del premier sono «orrendissimi», in fondo il Cavaliere ha deciso di ricandidarsi – smentendo pubbliche promesse – …

“Spostato Sanremo i comici fanno paura”, di Francesco Merlo

La comicità disinnescata come un ordigno militare. Il festival è stato alla fine spostato a dopo le elezioni perché le battute di Luciana Littizzetto e la perfida bonomia di Fabio Fazio spaventavano Silvio Berlusconi più di Bersani e più dei giudici. Sanremo gli sembrava come il congresso dei Soviet o la comune di Parigi, il palcoscenico della sua sconfitta. Con un foglio d’ordine, Berlusconi ha dunque trasformato il consiglio di amministrazione della Rai che, con la complicità del governo dei tecnici, ancora controlla come una caserma, in un plotone di esecuzione contro le canzonette. Ed è davvero un provvedimento militare inedito nella storia della televisione italiana di intrattenimento che in passato ha censurato Dario Fo, Zavattini e Mastelloni, vale a dire la sovversione l’invettiva e la blasfemia, ma non aveva mai trattato il festival dell’identità nazionalpopolare, la vetrina della “casalinghità” italiana e il contorno spiritoso della gara canora come un territorio occupato dove si annidano i nemici più subdoli, insomma come Israele tratta la Striscia di Gaza. E chi l’avrebbe mai detto che proprio Berlusconi, …

“Il dilemma del premier”, di Michele Prospero

Un partito solo, il Pd. E intorno aborti di partito, liste di magistrati, di comici, di transfughi. Con combinazioni cromatiche varie e da terre esotiche, miriadi di formazioni politiche sbucano come funghi. Senza storia, marciano verso il voto con un assillo: separare il candidato premier dal capo della coalizione, per entrare così in Parlamento superando le severe soglie del congegno elettorale. Anche il nascituro partito di Monti è solo un cartello elettorale o aspira a una identità e a un radicamento? Se in cantiere è un’altra lista, prosegue la decadenza della forma della politica. Se invece in gestazione è un partito, con un programma e con una fetta di società, è una sfida da valutare nella sua effettiva realizzabilità. Che i moderati intendano recidere la destra antipolitica e occupare uno spazio politico, non è uno scandalo. Qualcosa di simile andrà pur fatta per dare sepoltura a una destra aziendalista refrattaria ad assumere un’anima politica. Il problema è però relativo ai tempi e alle forze disponibili per la sfida. Una mossa solo in astratto coerente con …

“La politica è bella”, di Sara Ventroni

Benigni accende i puri di cuore e manda in subbuglio la bile degli atei devoti. Saltimbanco senza padroni, sarto senza fettuccia e senza gesso, Benigni ha cucito un abito semplice e solenne, uno scampolo di parole sgargianti per la nostra nuda Costituzione. La sua eresia è questa: la politica è bella come la vita. Roberto l’ha vestita con la discrezione che si deve alla più bella del mondo. Non ha voluto esagerare con i fronzoli. Ce l’ha presentata senza trucco, scarna ed essenziale, così come si è svegliata, il 22 dicembre del 1947. Il testo dei padri e delle madri costituenti non suona le note trionfali di Beethoven ma ha la cadenza popolare di una laus semplice, frugale, potente come il verbo fatto carne. Un inno alla gioia. Una lode al creato intelligente. Un canto alle donne e agli uomini che hanno intelletto d’amore. Benigni, questa volta, invece di strizzare l’occhio ai milioni di cittadini che già lo amano, si è asciugato le labbra disidratate, ha tamponato la fronte madida di sudore per parlare, guardando …

Pdl: rinviare il voto di 15 giorni E blocca Stabilità e taglia-firme”, di Francesco Bei e Umberto Rosso

Allungare l’agonia della legislatura, guadagnare tempo, anche soltanto due settimane in più. Per votare il 24 febbraio o, addirittura, il 3 marzo. È questo l’ordine del Cavaliere: ha bisogno di martellare sulle televisioni prima che scatti la tagliola della par condicio. «Questa fretta di andare alle elezioni è una forzatura inutile», sostiene il Cavaliere da Vespa. Ammettendo poco dopo candidamente la vera ragione della melina: «Io punto al 40% ma dipende dalla quantità di ore televisive che posso avere». I suoi uomini, puntualmente, mettono in pratica il catenaccio. Ieri il Pdl si è inventato il pretesto della legge di stabilità e del decreto “dimezza firme” pur di impedire a Monti di dimettersi e a Napolitano di sciogliere le Camere. L’offensiva, che non piace al Colle, parte in conferenza dei capigruppo a Montecitorio. Fabrizio Cicchitto annuncia la novità: «Sulla legge di stabilità abbiamo intenzione di prenderci tutto il tempo necessario per esaminare bene il provvedimento». Quanto al decreto “dimezza firme”, il capogruppo Pdl insiste: «Lo vogliamo esaminare nelle virgole». Che si tratti di pretesti risulta evidente …