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Assegni ricerca, Ghizzoni “Proroga necessaria ma non risolutiva” – comunicato stampa 03.03.15

 

Con la norma sostenuta dalla parlamentare modenese del Pd Manuela Ghizzoni e inserita nel decreto Milleproroghe, passa da quattro a sei anni il periodo in cui si può essere titolari di un assegno di ricerca. L’obiettivo è impedire l’espulsione di tanti giovani di talento dall’ambito della ricerca e arginarne la scelta quasi obbligatoria di recarsi all’estero per vedere valorizzate le proprie competenze. Il provvedimento, da solo, non basta. Ecco allora cosa c’è ancora da fare nella dichiarazione di Manuela Ghizzoni:

 

“A oltre quattro anni dall’approvazione della legge Gelmini, senza che nel frattempo si siano realizzati i tanti impegni promessi da quella riforma, molti assegnisti rischiavano nel 2015 di essere definitivamente espulsi dal mondo della ricerca pubblica. L’estensione della durata massima dell’assegno da quattro a sei anni, che siamo riusciti ad inserire nel dl Milleproroghe, era quindi necessaria per dare continuità all’attività dei ricercatori coinvolti. Ma non può definirsi un provvedimento risolutivo. Occorre ora lavorare ad una serie di misure organiche per riordinare la situazione del pre-ruolo universitario. Fondamentale sarà la definizione di un’unica figura contrattuale per chi fa ricerca nell’università senza far parte del personale docente di ruolo, una figura che abbia diritto a quanto previsto dalla Carta Europea dei Ricercatori: adeguati livelli di retribuzione; coperture previdenziali, sanitarie e sociali; autonomia progettuale e  rappresentanza nei dipartimenti. Inoltre, non si può pensare ad interventi organici se prima non si affronta un piano straordinario di assunzioni nelle università e negli enti di ricerca, superando il blocco del turn over. Solo ridando una congrua dimensione ad ogni stadio di carriera e una costante fluidità ai suoi meccanismi interni si può sperare di ridare all’università italiana quella stabilità di regole e di finanziamenti che è la garanzia primaria per poter condurre efficacemente un’attività di insegnamento e ricerca ad alto livello.”

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