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Il governo risparmia sulla pelle delle donne

L’ on. Ghizzoni: cancellare i 20 milioni destinati al Piano contro la violenza sessuale è uno schiaffo anche alla donna che ha subito uno stupro pochi giorni fa a Vignola

Ancora una volta, a farne le spese sono le donne. Per trovare la copertura al taglio dell’ Ici il governo Berlusconi ha pensato bene di sacrificare anche i 20 milioni di euro destinati al Piano contro la violenza sessuale. E’ una scelta che la dice lunga sulla sensibilità di questa maggioranza nei confronti delle donne e dei loro diritti.

Questa la prima reazione dell’on. Manuela Ghizzoni alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Disegno di legge del governo sulla salvaguardia del potere d’acquisto delle famiglie, già approdato alla commissione bilancio della Camera.

A quanto pare, aggiunge la parlamentare del PD, la violenza contro le donne, divenuta negli ultimi anni una vera e propria emergenza nazionale, non è tra le priorità di questo governo. Cosa ha da dire in proposito la ministra alle Pari Opportunità Mara Carfagna? Cosa ne pensa la ministra all’Ambiente Stefania Prestigiacomo che pure, quando era sui banchi dell’opposizione, si è distinta per le sue battaglie a favore delle donne?

La scelta del governo è uno schiaffo sonoro alle tante vittime della violenza maschile, anche alla donna che ha subito uno stupro pochi giorni fa a Vignola e a tutte quelle madri, mogli e sorelle senza nome che ogni giorno subiscono violenza tra le mura domestiche di questo Paese. Se è vero che la sicurezza è in cima alle preoccupazioni di questo esecutivo allora agisca di conseguenza e investa sulla sicurezza di tutti e di tutte, invece di risparmiare sulla pelle delle donne.

4 Commenti

  1. Sullo stesso tema, il 30 maggio, come deputate del PD abbiamo presentato la seguente interpellanza urgente.

    «Le sottoscritte chiedono di interpellare il Ministro dell’economia e la Ministro alle pari opportunità per sapere – premesso che:
    risulta alla lettura del decreto legge 93 del 27 maggio 2008 l’azzeramento del fondo violenza contro le donne di cui all’ art 2 comma 463 della legge 244 del 2007 che stanziava 20 milioni di euro;
    questi fondi erano destinati alla realizzazione di importanti misure di prevenzione e di contrasto alla violenza alle donne quali le campagne informative, ai numeri verdi, all’informazione a quante si sentano minacciate, ai centri antiviolenza, alle case per le donne maltrattate e offese, al monitoraggio delle molestie;
    in Italia, secondo i dati istat e del ministero degli Interni, nel corso dell’ultimo anno, un milione di donne ha subito violenza fisica o sessuale e nei primi 6 mesi del 2007 ne sono state uccise 62, 141 sono state oggetto di tentato omicidio, 1805 sono state abusate, 10.383 sono state vittime di sevizie o maltrattamenti;
    chiedono:
    quale sia l’impegno del ministero per le pari opportunità per favorire una cultura rispettosa delle donne, del loro corpo, della loro dignità, della loro incolumità;
    come si intenda contrastare il fenomeno in continuo aumento della violenza sessuale contro le donne in qualsiasi ambiente o contesto sociale questa avvenga, se tutte le risorse a questo scopo destinate sono state cancellate;
    se si ritiene che l’unica azione possibile sia quella repressiva a violenza già avvenuta o si intenda perseguire una azione diretta a intervenire sulla mentalità diffusa che giustifica la violenza, e quali azioni si intendono fare a sostegno e aiuto delle vittime.

    On.li Lenzi, Sereni, De Biasi, Ghizzoni, Motta, Zampa, Marchioni. Bellanova, De Micheli, Codurelli, Braga, Binetti, Pollastrini, Froner, Mariani, Turco Livia, Mosca, Cenni, Amici, Argentin,Concia, Bossa,Cardinale, Garavini, Madia, Rampi, Velo, Miotto, Rossa, Schirru

  2. Giovedì 29 maggio, subito dopo aver preso visione dei tagli operati dal Governo per racimolare le risorse necessarie alla copertura dell’esenzione ICI e della detassazione degli straordinari, con le colleghe Emilia De Biasi e Carmen Motta abbiamo rilasciato una dichiarazione sul taglio del Fondo contro la violenza alle donne. Eccola:
    «Cominciamo bene? Ecco la terza priorità del governo: togliere i fondi alla lotta alla violenza contro le donne. Dopo le autostrade e le televisioni ecco la nuova priorità del governo: l’abolizione di 20 milioni di euro, stanziati dal governo Prodi per il 2008, per il Piano contro la violenza alle donne. E dove vanno quei soldi? Al finanziamento per salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie! Poiché come è noto la maggior parte delle violenze alle donne avviene in famiglia immaginiamo che con questo provvedimento le donne potranno comperare i cerotti senza gravare sul magro bilancio familiare.
    Una domanda: ma il governo non era l’alfiere della sicurezza? Dove sono finite le belle intenzioni e le prediche contro il lassismo? Sono finite in fumo, riportate nel segreto delle famiglie, camuffate da interventi economici, cinicamente buttate in una guerra fra poveri.La violenza alle donne è un fenomeno preoccupante e in ascesa. Un paese civile dovrebbe combatterla senza esitazioni e con il massimo dispiegamento di risorse economiche, politiche e culturali. Le istituzioni dovrebbero approvare provvedimenti e leggi che vadano oltre la maggioranza e la minoranza. Un governo serio dovrebbe farne una bandiera. Appunto».

    A parte una fugace citazione sull’Unità del 30 maggio, la dichiarazione non è stata ripresa dalla stampa nazionale (ma qualche spazio alla notizia hanno dato Repubblica, Messaggero e Manifesto). Stessa sorte è toccata al comunicato che ho diffuso tramite le agenzie di stampa regionali, che leggete nel post, nonostante gli episodi di violenza delle ultime settimane abbiano riempito le pagine locali.
    Evidentemente, tanto a livello nazionale quanto locale, non è considerata come una “notizia” che l’esecutivo Berlusconi non abbia nelle proprie priorità il contrasto alla violenza alle donne. In effetti, si tratta di una evidenza conclamata, ma forse sarebbe stato opportuno rinfrescare la memoria alle italiane e agli italiani. Questo mi aspetterei dalla stampa, che dovrebbe informare e contribuire all’elaborazione dell’opinione pubblica, in libertà e autonomia. Appunto…

  3. giulia dice

    Evidentemente per Tremonti combattere contro la violenza alle donne non è una priorità.
    E neppure per le ministre del governo Berlusconi…
    Anche io da una come la Prestigiacomo mi sarei aspettata almeno una protesta.

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