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Caso Saverio Romano. La Camera concede l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni

Al vaglio della magistratura le 25 telefonate che dimostrerebbero il sistema di affari tra l’ex ministro dell’Agricoltura e la mafia. Rinviato al 10 gennaio il voto su Cosentino. L’Aula della Camera ha concesso l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni nei confronti dell’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano richieste dalla magistratura. La votazione è avvenuta a scrutinio segreto. I voti a favore sono stati 286, 260 i no. Quattro gli astenuti.

Sono 60, soprattutto del Pdl, i deputati che non hanno partecipato al voto per concedere l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni nei confronti dell’ex ministro Saverio Romano. Tra i non partecipanti l’ex premier Silvio Berlusconi, il leader del Carroccio Umberto Bossi e gli ex ministri Roberto Maroni, Giulio Tremonti e Ignazio La Russa. I deputati in missione erano 19.

L’autorizzazione della Camera riguarda l’utilizzo di intercettazioni disposte dalla Procura di Palermo a carico dell’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano nell’ambito del fascicolo d’indagine in cui il politico è indagato, insieme al senatore Psi, ex Pdl, Carlo Vizzini e all’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, di corruzione aggravata dall’avere agevolato la mafia.

Si tratta di 25 telefonate che dimostrerebbero che il ministro Saverio Romano – scrisse il gip nella richiesta all’uso – sarebbe stato a disposizione di un sistema affaristico-politico-mafioso avente al centro le attività del Gruppo Gas di Massimo Ciancimino.

Su Romano pende inoltre la richiesta di rinvio a giudizio per concorso in associazione mafiosa. Proprio ieri il gip di Palermo Fernando Sestito ha respinto, dichiarandola manifestamente infondata, l’eccezione di legittimità costituzionale della norma che regola l’imputazione coatta presentata dai legali di Romano. I difensori, gli avvocati Raffaele Bonsignore e Franco Inzerillo, avevano eccepito l’incostituzionalità della disposizione di legge che non prevede, l’avviso di conclusione delle indagini, nei casi di imputazione coatta: fattispecie che ricorre nella vicenda Romano per cui la procura aveva chiesto l’archiviazione, mentre il Gip ha obbligato il Pm a formulare l’imputazione.
Nel corso dell’udienza preliminare, ieri, il Pm Nino Di Matteo ha depositato un nuovo verbale di interrogatorio dell’ex manager della sanità privata, Michele Aiello, condannato con sentenza definitiva per associazione mafiosa. Il giudice ha rinviato l’udienza al 18 gennaio.

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La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha rinviato il voto su Nicola Cosentino. Il rinvio è passato con 11 voti a favore (compresa la Lega) e 10 contrari. La votazione avverrà il 10 gennaio alle ore 14.00.

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